Pubblicare e fare scienza nell’era digitale: giornata di formazione al CRO di Aviano

By Simone Aliprandi

Lunedì 19 giugno sarò tra i docenti di una giornata di formazione organizzata presso il CRO di Aviano e intitolata “Diritti d’autore, Licenze Creative Commons, CRO OpenDocuments: pubblicare e fare scienza nell’era digitale”.
Ad affiancarmi come docenti ci saranno anche Ivana Truccolo della Biblioteca Scientifica e Pazienti CRO Aviano (nonché coautrice del libro “Fare Open Access“), Mauro Mazzocut (anch’egli della Biblioteca Scientifica e Pazienti CRO Aviano), Jordan Piscanc e Romano Trampus dell’Ufficio Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Trieste e Paolo De Paoli (Direttore Scientifico CRO Aviano).

L’obiettivo formativo della giornata è acquisire familiarità con gli aspetti pratici legati ai seguenti temi: diritto di proprietà intellettuale nell’era digitale, licenze Creative Commons, portale CRO OpenDocuments.
L’incontro attribuisce ai partecipanti 7.5 ECM. Informazioni e iscrizioni: Centro Attività Formative – tel 0434.659830 – fax 0434.659864 – email: infoformazione@cro.it.

Il programma della giornata

  • 09.00 / 09.30: Presentazione del corso e presentazione all’esperto dei quesiti raccolti (Ivana Truccolo)
  • 09.30 / 10.00: Il diritto di proprietà intellettuale (Simone Aliprandi)
  • 10.00 / 10.45: Il diritto d’autore nel mondo digitale: pubblicazioni, immagini, dati (Simone Aliprandi)
  • 10.45 / 11.00: Pausa caffè
  • 11.00 / 12.00: Licenze libere: Creative Commons e simili (Simone Aliprandi)
  • 12.00 / 13.00: Alcune liberatorie CRO riviste con l’esperto (Simone Aliprandi)
    • 13.00 / 14.15: Pausa pranzo
  • 14.15 / 15.15: Confronto con l’esperto (Simone Aliprandi)
  • 15.15 / 15.45: CRO OpenDocuments (Mauro Mazzocut, Jordan Piscanc, Romano Trampus)
  • 15.45 / 16.00: La Policy Open Access del CRO (Paolo De Paoli)
    • 16.00 / 16.30: Test finale di apprendimento

Schermo nero con qualsiasi distro Linux? Ecco la soluzione!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Nel lontano 2010/2011, ero un fiero e nuovo utente di Linux Ubuntu 10.04/10.10. Su un PC con hardware non proprio recentissimo (basti pensare che i componenti erano ottimi nel 2005), tutto filava alla perfezione: sembrava uno di quei computer ottimizzati all’estremis.

Potevo aprire 40 programmi o più con tranquillità, come se fosse tutto normale su un semplice Dual-Core AMD (cosa, insieme ad altre operazioni, completamente impossibili su qualsiasi edizione di Windows).

Successivamente ho assemblato un nuovo computer con hardware particolarmente recente, su cui è stato un must installare Windows per usufruire dei vari titoli video-ludici.

Tutto questo cosa ha a che fare con l’articolo?

Ci arriviamo subito. Nel tempo libero, su questo nuovo PC, volevo provare alcune distro Linux, anche per il solo gusto di vedere come sarebbe girato il tutto su un SSD. Creo una chiavetta Live, la inserisco….e niente. Schermo nero.

Sarà qualche incompatibilità della distro? Mah. Ne provo un’altra. Creo la chiavetta, la inserisco, avvio la live e…schermo nero. Ubuntu non va. Solus non va. Arch Linux nemmeno.

Ripeto nella mia testa <>.

Finalmente la rivelazione: i comandi d’avvio speciale delle distro Linux.

Comandi di…che?

Nel momento in cui avviate una Live (così come per una distro appena installata), avete la possibilità di scegliere di avviarla tramite delle particolari opzioni, che permettono degli avvii “speciali” nel caso in cui i driver standard e le impostazioni comuni procurino problemi agli utilizzatori, come nel mio caso.

Queste opzioni, almeno le più importanti, sono:

  • noapic e nolapic: verrà disattivato, a livello software, sia l’APIC che il Local APIC.

  • edd=on: abilita i servizi avanzanti dell’unità disco. Il Live CD tenterà di leggere dal BIOS l’unità di avvio, nella quale verrà installato il sistema.

  • nodmraid: disabilita il software raid per la gestione dei dischi.

  • nomodeset: fa in modo che vengano utilizzati driver video generici.

Con questi hai risolto i problemi con le Live?

Risolti e mi sto anche godendo la mia Ubuntu Mate 16.04 LTS completamente personalizzata in vecchio stile (che viaggia alla velocità della luce!).

Come si utilizzano?

Dipende dalla distro che volete avviare, ad esempio su Ubuntu e le derivate ufficiali è presente un menù dedicato accessibile con F6, con cui poter abilitare le opzioni (nel mio caso, nomodeset e ACPI=OFF hanno risolto):

selezionatele e fate Prova o installa distro Linux, a seconda di quello che volete fare.

Sulle altre distro?

C’è il trucchetto.

Nella prima schermata di avvio della Live, spostatevi sull’opzione di avvio che volete usare e premete “e” sulla tastiera (o TAB in alcuni casi) e compariranno delle scritte (che sarebbero i comandi di avvio per quella opzione). Dovete semplicemente sostituire quiet splash con nomodeset e premere F10 per avviare.si avvierà senza problemi!

Una volta installato il sistema ho ancora lo schermo nero!

Anche qui c’è il trucchetto.

Dato che lo schermo nero è probabilmente causato dai driver video Nouveau o altri che non riescono a riconoscere bene il display o la GPU, avviate di nuovo con nomodeset, installate i driver video proprietari e al riavvio si avvierà tutto senza problemi.

Come configurare un router

By Gaetano Abatemarco

Configurare un router è un’operazione che spaventa molti utenti ma che in realtà non è così difficile: in questo articolo vi mostreremo la procedura solitamente utilizzata per entrare nel pannello di configurazione del router e gli aspetti principali che potete migliorare. Se avete problemi con la connessione WiFi, la velocità di trasmissione è disturbata o intermittente, dovete cambiare la password della WiFi e tanto altro allora dovete imparare a configurare un router.

Basterà accedere al pannello di configurazione del router e raggiungere la scheda che vi permetterà di agire sui parametri che desiderate modificare. Per la guida userò un router D-Link come esempio ma le voci sono simili anche su router WiFi di altre marche.

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Configurare un router: l’accesso

Accedere al router è il primo passo: solitamente bisogna digitare in un qualsiasi browser l’indirizzo:

192.168.0.1

e premere invio. Questo indirizzo corrisponde al cosiddetto gateway predefinito: se la pagina del router non si apre allora è probabile che l’indirizzo che dovete digitare è diverso. Per conoscerlo aprite il prompt dei comandi di Windows e digitate:

IPconfig

e date invio. L’indirizzo da digitare è quello relativo a Gateway predefinito.

Setup Wizard

La prima schermata che vi compare vi mostrerà una voce che può essere configura, setup o wizard: sono tutti sinonimi della procedura di configurazione che vi servirà per impostare i valori del router. Solitamente è una procedura guidata e non c’è bisogno di dilungarmi troppo.

Come migliorare la connessione Wi-FiDovete migliorare la connessione Wi-Fi perché troppo debole in alcuni punti della casa? Ecco i nostri consigli per potenziare il segnale.

Impostazioni avanzate

Una volta dentro al router raggiungiamo prima di tutto la scheda “Impostazioni avanzate Wireless” o voci simili: il nome varia in base al modello e alla marca, ma potrete riconoscerla subito grazie ad alcune delle voci presenti in essa.

migliorare la connessione wifi

Analizziamo una ad una le voci per capire meglio dove intervenire e cosa modificare.

Transmit Power

Indica la potenza massima espressa dall’antenna o dalle antenne del router per lanciare le onde elettromagnetiche del segnale wireless. Lasciamo ovviamente il valore su 100%.

Beacon Period

Indica l’intervallo di tempo tra due trasmissioni dell’identificativo di rete (SSID). Possiamo benissimo lasciare il valore di default (di solito 100).

RTS Threshold

Questo parametro indica la dimensione dei pacchetti che un segnale Request to Send (RTS, o richiesta di invio) deve utilizzare per l’invio all’unità wireless ricevente, prima che l’unità wireless che trasmette apra il canale delle comunicazioni. Il valore di default va già molto bene, ma se abbiamo più di 4 client connessi allo stesso router potete provare ad abbassare leggermente la soglia (2306).

Fragmentation

Indica la grandezza di un frame “802.11”, il segnale viene suddiviso in segmenti e la grandezza di questi segmenti è dato da questo valore. Modificare questa voce è molto utile se la rete WIFI è disturbata o se si verificano numerose collisioni (molti computer nella rete o sulla stessa frequenza). Se vi ritrovate in questo scenario con molte reti vicine abbassate il valore fino a 2306, cercando di non scendere mai sotto i 2000.

DTIM Interval

Il delivery traffic indication message indica la frequenza con la quale l’AP (il router) avverte un device in sleep mode (per esempio uno smartphone con schermo spento) che c’è del traffico in arrivo per lui. Il valore di default è molto basso (1), il che è un bene nella maggior parte degli scenari. Se volete però aumentare un po’ la durata della batteria del vostro smartphone (fino al 30% in alcuni casi) potete impostare il valore su 3.

Preamble Type

Lo standard wireless 802.11 prevede un preambolo lungo e uno corto; il primo permette una sicura interoperabilità tra i dispositivi più vecchi, ma è meno efficiente e veloce. Il secondo è più efficiente ma i dispositivi che si connettono al router devono supportarlo. Se avete dispositivi prodotti dal 2006 in poi, conviene lasciare attiva la voce Short Preamble.

CTS Mode

Clear to Send. Utile in ambienti WiFi misti (a/g/b), impedisce che i dispositivi operanti su tipi di wireless diversi “collidano” tra di loro. Se avete dei client collegati con rete a/b, conviene attivarlo. Se avete tutti client che funzionano sotto un solo tipo di wireless (G, N o AC) meglio lasciarlo spento (tende a sovraccaricare il router).

Wireless Mode

Permette di scegliere il tipo di connessione wireless attiva sul nostro router. Cercate se possibile di usare un solo tipo di connessione (solo G, solo N o solo AC) per i migliori risultati, ma se avete vari tipi di client e non sapete se tutti sono compatibili con un solo standard lasciate il sistema “misto”.

Band Width

La larghezza di banda di ogni canale WiFi supportato dal nostro router. Di solito conviene lasciare i valori di default, che sono 20 MHz nel caso di router a 2.4 GHz (WiFi B/G ed draft-N) e 40 MHz nel caso di router a 5 GHz (router N e/o AC).

Evitate se possibile di usare le larghezze di bande “miste” (20/40 MHz) perché collidono spesso e causano interferenze a tutte le reti vicine, compresa la vostra, specie se operiamo a 2.4 GHz. È severamente sconsigliato usare i canali “40 MHz only” sullo spettro dei 2.4 GHz, pena la perdita di segnale ed interferenze ad ogni connessione (non è un caso che sia fuori specifica WiFi Alliance e molti produttori evitano di implementarlo); i 40 MHz puri vanno usati solo nello spettro dei 5 GHz.

STBC

La codifica di Alamouti, anche conosciuta come space-time block coding, è una forma di codifica utilizzata nella trasmissione di dati via wireless. Questa codifica permette di ottenere un’alta qualità delle trasmissioni mediante l’utilizzo di più antenne. Se il vostro router monta almeno due antenne questa voce sarà presente nel pannello.

Attivandola le due antenne verranno utilizzate in maniera intelligente, inviando più trasmissioni della stessa informazione (lo stesso dato viene inviato da ogni antenna, in doppia copia), informazioni che verranno selezionate in fase di ricezione dal client. In pratica, con due antenne in trasmissione e in presenza di fading (disturbi ed interferenze), si riesce a realizzare un sistema di trasmissione numerica in cui la probabilità di perdere l’informazione tende a zero.

Se avete tante reti wireless nei paraggi è molto conveniente lasciare attiva questa voce: la velocità massima ottenibile sarà leggermente più bassa, ma l’informazione arriverà sicuramente a destinazione anche in caso di fortissime interferenze (almeno uno dei due pacchetti gemelli arriverà al client).

20/40 MHz Coexist

Questa voce sarà attiva solo se avete selezionato la larghezza di banda mista “20/40 MHz”; permette di utilizzare entrambe le larghezze di banda riducendo al minimo le collisioni e le interferenze tra le due. Visto che sconsigliamo a prescindere di usare i canali a 40 MHz (anche in formato misto) sullo spettro dei 2.4 GHz e, se avete un router compatibile, di usare sullo spettro dei 5 GHz solo i canali a 40 MHz, questa voce è inutile nel nostro caso.

Short Guard Interval (GI)

In telecomunicazioni, l’intervallo di guardia viene utilizzato per garantire che le due o più trasmissioni distinte non interferiscano l’uno con l’altro. Di norma questo intervallo è di 0,8 ms, ma usando l’intervallo breve (short) possiamo abbassarlo a 0,4 ms per migliorare la velocità di trasmissione dei dati. Lasciamo questa voce sempre attiva.

Ripetitore Wi-Fi: guida all’acquistoIl segnale wireless del router non copre tutta la casa? Possiamo utilizzare un ripetitore WiFi per amplificare il segnale wireless.

L’articolo Come configurare un router appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come installare MATE su Ubuntu!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Come me, molti di voi avranno in passato utilizzato Ubuntu 10.04 o 10.10 e si saranno trovati particolarmente bene con GNOME 2.x. Un vero peccato che, da Ubuntu 11.04, Canonical abbia deciso di inserire Unity, il DE forse meno apprezzato di sempre (e che ha fatto una brutta fine).

Vi mostro quindi come installare l’ambiente grafico MATE, degno successore di GNOME 2.x (sarebbe meglio dire Fork) su Ubuntu 16.04/14.04/12.04 e via dicendo.

Installare MATE su Ubuntu 16.04

E’ MOLTO più semplice di quanto crediate. Avete due possibilità: o cliccate qui (e aprite il link che vi si apre), oppure aprite un terminale e scrivete:

sudo install mate-core
sudo install mate-desktop

in alternativa, potete anche aggiungere questi PPA e installare i pacchetti (che dovrebbero contenere la versione più aggiornata di MATE):

sudo apt-add-repository ppa:ubuntu-mate-dev/xenial-mate
sudo apt-get update

Installare MATE su Ubuntu 14.04

sudo apt-add-repository ppa:ubuntu-mate-dev/ppa
sudo apt-add-repository ppa:ubuntu-mate-dev/trusty-mate

  • Aggiornate la lista dei pacchetti digitando il seguente comando:

    sudo apt-get update
  • aggiornate i pacchetti del sistema:

    sudo apt-get upgrade
  • installate i pacchetti ubuntu-mate-core e ubuntu-mate-desktop digitando in un terminale il seguente comando:

    sudo apt-get install --no-install-recommends ubuntu-mate-core ubuntu-mate-desktop

Installare MATE su Ubuntu 12.04

  1. Aggiungete il repository di MATE digitando in una finestra di terminale i seguenti comandi:

    sudo apt-add-repository ppa:ubuntu-mate-dev/ppa
    sudo apt-add-repository ppa:ubuntu-mate-dev/precise-mate

  2. aggiornate la lista dei pacchetti digitando il seguente comando:

    sudo apt-get update

  3. aggiornate i pacchetti del sistema:

    sudo apt-get upgrade

  4. Installate i pacchetti mate-desktop-environment-core, mate-desktop-environment-extra e xzoom.

  5. Potete anche installare i seguenti pacchetti addizionali: ubuntu-mate-default-settings, ubuntu-mate-artwork e ubuntu-mate-lightdm-theme.

Ho installate MATE ma…come lo attivo?

Nella schermata di log-in (ammesso che abbiate impostato la password per accedere, in caso contrario fate Termina sessione dalla barra di spegnimento in alto) selezionate MATE come DE da avviare:
Via

Come migliorare la connessione Wi-Fi

By Gaetano Abatemarco

Il Wi-Fi è oramai ovunque e sempre più utenti preferiscono utilizzare questa tecnologia a discapito del cavo ethernet. Troppo comoda l’indipendenza dal cavo, unita all’elevata diffusione di apparecchiature portatili in grado di sfruttare le reti senza fili; siamo ormai praticamente dipendenti da queste onde radio.

In molti casi però non è tutto rose e fiori! Munirci di router o access point Wi-Fi è solo il primo passo, bisogna vedere come tali apparecchiature “coprono” il segnale e spesso ci troviamo davanti ad una prima delusione: qualche stanza non è coperta dal segnale oppure in alcuni punti della casa il segnale Wi-Fi è debole e compromette la normale navigazione.

In questa guida vi mostreremo 7 validi consigli per potenziare la connessione Wi-Fi; la maggior parte di essi non richiede nemmeno una spesa extra, basta seguire i giusti accorgimenti. Altri prevedono una spesa (comunque molto bassa) per risolvere brillantemente ogni problema e migliorare la connessione Wi-Fi sotto ogni punto di vista.

Migliorare la connessione Wi-Fi: i consigli

Riposizionare il router Wi-Fi

Il primo consiglio per tentare di potenziare la connessione Wi-Fi è il più banale: semplicemente spostate il router. Idealmente è opportuno posizionare il router al centro dell’area di copertura desiderata, quindi se possibile piazziamo il router al centro della nostra casa; purtroppo non sempre la presa del telefono è abbastanza vicina per permettere cambi.

Se non avete altre prese telefoniche in loco o per qualsiasi altro problema c’è una brillante soluzione: comprare un range Extender Wi-Fi ovvero un ripetitore Wi-Fi. Questi dispositivi sono piccoli, economici ed efficaci: captano il segnale Wi-Fi di nostro interesse e ne estendono la copertura (Repeater).

Ripetitore Wi-Fi: guida all’acquistoIl segnale wireless del router non copre tutta la casa? Possiamo utilizzare un ripetitore WiFi per amplificare il segnale wireless.

Access point WiFi: guida all’acquistoPossiamo evitare di usare troppi router acquistando uno o più Access Point WiFi per aumentare la copertura della rete wireless, specie nelle case grandi.

Utilizzare un solo standard Wi-Fi

Anche se gli standard wireless (802.11b, 802.11g, 802.11n e il futuro standard 802.11ac) sono retro-compatibili, si dovrebbe utilizzare un solo standard per il router e dispositivi Wi-Fi; solo così otterremo le migliori prestazioni e la migliore copertura del segnale, al fine di migliorare la connessione Wi-Fi.

Ovviamente dovremo utilizzare l’ultimo standard compatibile con il nostro router Wi-Fi, che supporta le più alte velocità e compre una zona più ampia (250 metri per l’802.11n).

Come configurare un routerNon sapete come configurare un router per impostare parametri di base, avanzati, cambiare password o migliorare la Wi-Fi? Ecco come fare.

Quindi dobbiamo sbarazzarci del formato “Mixed” delle nostre reti ed usare un solo protocollo, possibilmente 802.11n o 802.11ac. Ovviamente questa è una scelta dettata anche in base alle apparecchiature Wi-Fi di cui disponiamo: se abbiamo ancora dispositivi che supportano solo 802.11g, dobbiamo lasciare la rete Mixed per permettere a queste apparecchiature di collegarsi.

Se dovete cambiare router, il vecchio non buttatelo: potete impostarlo solo in modalità g (per fornire connettività ai dispositivi vecchi), lasciando al nuovo il compito di finirne connettività 802.11n o ac (per le periferiche compatibili).

La regola è: meglio due reti separate con protocolli diversi che una sola rete che supporta tutti i protocolli. Ovviamente cercate di impostare i due router su canali o frequenze diverse per evitare interferenze (possibilmente usate i 5GHz per i router compatibili).

Potenziare il segnale WiFi: guida completaLa connessione di rete senza fili fa le bizze? Ecco i migliori consigli per potenziare il segnale WiFi per connessioni ultra veloci.

Utilizzare la protezione WPA2

Nonostante tutti i protocolli supportino la crittografia, sui router N o AC è consigliatissimo utilizzare la protezione WPA2 con crittografia AES. L’utilizzo di protezione WPA o WEP con la crittografia TKIP ridurrà drasticamente la larghezza di banda e la copertura del segnale. La maggior parte dei router offrono la modalità mista WPA/WPA2, ma si dovrebbe usare se possibile solo WPA2.

Ovviamente dipende anche dai client che connettiamo (in questo caso quasi tutti i dispositivi da 8 anni a questa parte supportano WPA2-AES).

In casa dobbiamo usare la modalità Personal (PSK) che è più facile da configurare mentre le imprese dovrebbero utilizzare la modalità enterprise (RADIUS) che richiede un server di autenticazione esterno.

Rubare password WiFi: come è possibile?Sfatiamo un mito: nel 2016 appropriarsi senza permesso delle chiavi di rete altrui è diventato molto, molto complesso

Cambiare il canale WiFi

Cambiare il canale di trasmissione WiFi potrebbe contribuire ad aumentare le prestazioni della nostra rete e potenziare la connessione Wi-Fi, soprattutto se si dispone di reti vicine impostate sullo stesso canale o si verifichino improvvise interferenze da altri dispositivi elettronici. Possiamo controllare l’utilizzo del canale con un app per Android come questa , ma si può semplicemente provare tutti canali per vedere quale è il migliore.

Per i router 2.4GHz (i più comuni), il canale 6 è quello impostato di default nella maggior parte dei casi: se abbiamo dei vicini con router simili avremo tante linee sul canale 6. Proviamo a cambiare il canale su 1, 11 o su altri canali. Allontaniamo se possibile il router da forni a microonde o telefoni cordless (operano a 2.4 GHz sugli stessi canali del Wi-Fi).

Per router wireless N o AC a 5GHz, non si dovrebbe avere nessun problema di interferenza (per ora), in quanto sono molto meno diffusi.

Trovate maggiori info nel nostro approfondimento:

Come trovare il miglior canale WiFiLa vostra rete WiFi fa i capricci? Avete disconnessioni e rallentamenti? Con la nostra guida per trovare il miglior canale WiFi risolverete ogni problema.

Cambiare la larghezza del canale predefinito del router

Le velocità più elevate dei protocolli wireless N e AC possono essere raggiunte solo utilizzando i canali con larghezza di banda a 40MHz (occhio, ben diversi dai canali di trasmissione di cui abbiamo già parlato).

Per il wireless N (e probabilmente per il wireless AC, anche se è in standardizzazione la larghezza di 80 MHz), il canale di larghezza predefinita impostata sui router è di 20MHz per retro-compatibilità.

È possibile accedere al pannello di controllo del router e delle impostazioni wireless per cambiare il canale della larghezza a 20/40MHz (per compatibilità con i vecchi dispositivi) o solo 40 MHz.

Comprare un nuovo router WiFi

Se il router non supporta le ultime tecnologie o non permette di modificare le impostazioni consigliate in questa guida dobbiamo prendere in seria considerazione la sua sostituzione. Cerchiamone uno con lo standard wireless più recente, come 802.11n o 802.11ac.

Occhio anche a cosa acquistiamo: i router più economici potrebbero non impiegare tutte le tecnologie che quelli più costosi offrono (come MIMO, che aiuta ad aumentare la gamma di trasmissione e la velocità o supportare la banda di frequenza a 5GHz che è meno congestionata).

Come accennato in precedenza, considerate di tenere il router vecchio e di collegarlo in bridge a quello nuovo al fine di supportare i vecchi dispositivi Wi-Fi e con il nuovo connettere solo i nuovi dispositivi Wi-Fi. Ciò contribuirà ad aumentare le prestazioni wireless del nuovo router.

Migliori Router WiFi ADSL: i migliori da acquistareDovete acquistare un router WiFi ma siete indecisi su quale comprare? Ecco la nostra guida d’acquisto per aiutarvi nella scelta.

Router per fibra ottica: guida all’acquistoAbbiamo una linea in FTTH o siamo raggiunti in VDSL al nostro indirizzo ma il modem router non è all’altezza? Vediamo insieme i migliori modelli.

Aggiornare gli adattatori wireless su PC

Comprare un nuovo router che supporti i protocolli 802.11n o 802.11ac può contribuire ad aumentare le prestazioni, ma per sfruttare appieno questi standard è necessario aggiornare le schede di rete wireless di ogni computer agganciato alla rete. A seconda di quale slot il computer dispone è possibile aggiornare i computer con PCI, PCIe o utilizzare adattatori wireless USB. Altri dispositivi Wi-Fi come smartphone e dispositivi di gioco potrebbero non essere così facili da aggiornare, quindi se dovete acquistarne uno assicuratevi che abbia il supporto agli standard più recenti (almeno 802.11n).

L’articolo Come migliorare la connessione Wi-Fi appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Liste IPTV Kodi 2017: raccolta completa

By Gaetano Abatemarco

Kodi è il media center preferito da molti per poter eseguire contenuti in streaming o guarda la TV direttamente sul proprio smartphone, tablet o PC. Oppure sulla TV sfruttando un TV Box. Sicuramente tra le guide più richieste e apprezzate c’è quella per vedere in streaming la diretta TV di canali del digitale terrestre, spesso anche in qualità elevata e con ottima stabilità. Se state cercando una lista IPTV Kodi allora siete nel posto giusto perché qui troverete sempre le liste aggiornate.

La guida sarà infatti controllata e aggiornata periodicamente per presentarvi le ultime novità e farvi avere liste IPTV aggiornate, stabili e funzionanti che sono valide sia per i canali satellitari che digitale terrestre.

AVVISO: scaricare, condividere e modificare materiale protetto da diritti d’autore è un reato perseguibile penalmente e civilmente. Siate ben consci delle azioni proposte nella seguente guida, sapendo di risponderne personalmente davanti alla legge. ChimeraRevo non si assume nessuna responsabilità per l’utilizzo improprio degli strumenti e dei siti proposti.

Ricordatevi di sfruttare sempre al meglio la vostra Wi-Fi perché se avete un segnale non stabile o poco potente potreste avere problemi di rallentamenti. In tal caso potete consultare la nostra seguente guida e scegliere tra i migliori router Wi-Fi ADLS o router Wi-Fi Fibra ottica.

Migliorare la connessione Wi-Fi: guida pratica e completaEcco alcuni validi consigli per migliorare la connessione wireless di casa.

Liste IPTV Kodi 2017

Per avere accesso alle liste IPTV sempre aggiornate il nostro consiglio è di leggere il nostro seguente articolo:

Liste IPTV 2017 italiane aggiornate gratisEcco le migliori liste IPTV gratis e la lista delle fonti più affidabili, da utilizzare sia da PC che smartphone, tablet o TV Box!

La nostra precedente guida viene aggiornata periodicamente e contiene solo IPTV gratis, dunque accessibili da chiunque senza dover pagare nulla. Se una lista IPTV funziona ed è stabile allora sicuramente sarà presente nel nostro articolo. All’interno troverete anche una serie di famosi siti dove trovare e scaricare liste IPTV gratis.

Se usate Android, sappiate che esiste una applicazione che propone liste sempre aggiornate e facilmente accessibili. Ne abbiamo già parlato nel nostro approfondimento dedicato.

Add-on Kodi per IPTV

Di seguito trovate una serie di add-on imperdibili da usare per aggiungere e usare le liste IPTV su Kodi. Per poter eseguire le liste IPTV, Kodi ha bisogno di un client PVR: se non sapete come installarlo potete seguire la nostra guida dedicata.

Kodi Live TV (KLTV)

Uno dei migliori add-on esistenti per Kodi, con tanti canali Italiani ma anche internazionali. Potete scaricarlo e saperne di più leggendo il nostro articolo dedicato:

Kodi Live TV (KLTV): liste IPTV gratis sempre aggiornateState cercando un ottimo add-on italiano per avere in streaming tantissimi canali italiani, svizzeri e internazionali? Dovete provare Kodi Live TV (KLTV)!

WatchApp

Guardare la TV in streaming, il calcio, lo sport e tanti altri canali sarà un gioco da ragazzi grazie a WatchApp, un add-on molto apprezzato nel panorama Kodi. Trovate download e maggiori info nel nostro articolo dedicato:

WatchApp: guardare TV, Sky, Premium su AndroidEcco tutto ciò che dovete sapere sulla famosa app Android WatchApp che permette lo streaming facile dei canali di Sky e Premium e delle partite!

I migliori add-on Kodi

Evil King, Stream on Demand, Stream on Demand sono solo 3 nomi di famosi add-on Kodi che meritano di essere menzionati per guardare contenuti in streaming e sfruttare le liste IPTV. Li abbiamo raccolti tutti nel nostro approfondimento dedicato:

I migliori add-on Kodi italiani del 2017Cercate i migliori add-on italiani per vedere contenuti in streaming e canali in Italiano? Allora questa nostra lista sempre aggiornata fa al caso vostro.

Conclusioni

Se non avete mai sentito parlare di liste IPTV o volete approfondire l’argomento, date una lettura al nostro approfondimento che trovate di seguito.

Guida IPTV: tutte le risposte alle vostre domande!Il nostro approfondimento per spiegare in modo semplice e completo tutto quello che bisogna conoscere sul mondo delle liste IPTV.

Vi ricordo, inoltre, che esistono tanti TV Box che trasformano la vostra TV in una Smart TV con possibilità di avere anche Kodi. Abbiamo raccolto i migliori, con Kodi preinstallato, nel nostro seguente articolo:

TV Box Kodi: come scegliere e quale acquistareTutto ciò che dovete sapere prima di acquistare un TV Box Kodi: consigli su cosa scegliere e guida all’acquisto!

L’articolo Liste IPTV Kodi 2017: raccolta completa appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Kodi Live TV (KLTV): liste IPTV gratis sempre aggiornate

By Salvo Vosal

Le liste IPTV sono un tema caldo (noi abbiamo approfondito le migliori fonti), è innegabile che quelle di canali in chiaro siano comodissime per chi ha un TV Box senza decoder del digitale terrestre. E’ vero anche che molte liste non contengono solo canali in chiaro, ma anche quelli pay di Mediaset Premium e Sky, è inutile dire che tali playlist sono tutte illegali e che espongono ad un alto rischio coloro che le acquistano dai vari pirati che le offrono in giro per il web.

Un altro tema caldo quanto le liste IPTV è senza dubbio Kodi che con i suoi add-on non ufficiali permette di trovare di tutto, dalle serie TV e film in italiano alle liste IPTV di tutto il mondo.

sMyTvShow: Film e Serie TV italiane su KodiVi piacciono Serie TV e Film e cercate contenuti in italiano? SMyTvShow è l’add-on Kodi dei vostri sogni: ecco come funziona e come installarlo!

Proprio di un add-on di Kodi che offre canali IPTV parliamo oggi, si tratta dell’ottimo Kodi Live TV (KLTV). Kodi Live TV (KLTV) è noto ai più perché è un plugin citato in molte guide per il suo Playlist loader che permette di utilizzare più liste contemporaneamente sullo stesso Kodi. In realtà dovrebbe essere noto anche per i canali che offre che sono spesso aggiornati e funzionanti.

Kodi Live TV (KLTV): caratteristiche

KLTV offre liste con canali divisi per lingua di molti paesi, riguardo quelli di lingua italiana troviamo: tutti i canali del digitale terrestre disponibili in chiaro, tutti i canali regionali ed i canali di RSI LA1 e LA2 (sono i canali della TV di stato Svizzera noti agli appassionati di sport perché trasmettono in chiaro la Champions League, la Formula 1 e la Moto GP). E’ da segnalare inoltre la presenza di due voci che permettono tramite VPN di vedere i canali italiani all’estero e l’altra quelli Svizzeri fuori dai confini elvetici.

Un ottimo add-on per kodi: Kodi Live TV, la lista dei canali

Come si installa Kodi Live TV (KLTV)?

Semplice, basta scaricare il pacchetto in formato zip dell’add-on dal sito dello sviluppatore, a questo indirizzo. Una volta scaricato non decomprimetelo e piazzatelo in una cartella nota facile da raggiungere. A questo punto aprite KODI (oppure SPMC, o qualsiasi altro fork) ed installate semplicemente l’add-on. La procedura di installazione è la solita se non vi ricordate qualche passaggio niente paura la nostra guida saprà rinfrescarvi la memoria.

A installazione conclusa potrete avviare Kodi Live TV (KLTV) e andando nella sezione Radio and TV Channels troverete tutti canali di cui vi abbiamo parlato.

Tenere aggiornato questo add-on è un vero gioco da ragazzi, basta utilizzare il comando check for updates. Vista la forte tendenza dei link dei canali IPTV ad andare offline, la frequenza degli aggiornamenti è fondamentale per un add-on. Ad oggi abbiamo potuto notare come gran parte dei maggiori canali in italiano funzionino senza problemi.

Un ottimo add-on per kodi: Kodi Live TV la home

Conclusioni

Fateci sapere che ne pensate di questo add-on e se lo avete apprezzato quanto noi. A presto per altri post sulle IPTV e su Kodi, se non volete perdervene nessuno non esitate a seguirci tramite i nostri canali social Facebook e Twitter.

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Come cambiare DNS su iPhone

By Habby

cambiare dns iphone

Il DNS (Domain Name System) permette di tradurre il nome del dominio nel relativo indirizzo IP a cui corrisponde. Ogni volta che ci colleghiamo ad un sito scrivendone il nome nella barra di ricerca, avviene questo processo di traduzione. Un motivo per voler cambiare il proprio indirizzo su iPhone è quello di velocizzare Internet. In questa semplice guida vi spiegheremo come cambiarlo sul vostro iPhone.

Scegliere i DNS più velociI DNS sono vitali per una corretta navigazione ad Internet. In questo articolo vi mostriamo come scegliere e configurare i migliori.

Come cambiare DNS su iPhone

Per prima cosa dobbiamo collegarci alla rete WiFi alla quale ci vogliamo collegare. Una volta connessi alla rete, ci rechiamo nella sezione delle informazioni della rete, cliccando sull’icona accanto al relativo nome. Possiamo modificare il DNS direttamente da questa schermata. Sotto Indirizzo IP, troviamo selezionata la modalità DHCP, ciò vuol dire che gli indirizzi vengono assegnati in modo dinamico (cioè automatico).

Possiamo modificare il DNS cliccando sull’indirizzo già presente. Ci verrà data la possibilità di modificarlo. A questo punto basterà cancellare i vecchi indirizzi e inserire quelli nuovi, separati da una virgola e uno spazio.

Possiamo inserire gli indirizzi di Google:

8.8.8.8, 8.8.4.4

Oppure quelli di Open DNS:

208.67.222.222, 208.67.220.220

Possiamo effettuare la stessa operazione anche se vogliamo impostare un Indirizzo IP Statico. In questo caso, però, dobbiamo andare ad impostare manualmente l’indirizzo IP del nostro iPhone, la maschera sottorete (subnet mask), l’indirizzo IP del router, i Domini di ricerca e, se è presente, anche il Proxy HTTP.

Una volta cambiato, possiamo salvare le modifiche tornando indietro nella sezione precedente delle Impostazioni. Basterà cliccare su “< Wi-Fi” in alto a sinistra per salvare i nuovi indirizzi. Per verificare che tutto funzioni correttamente, ci basterà effettuare un test inserendo il nome di dominio di un sito web nella barra di ricerca (es. www.chimerarevo.com).

cambiare dns iphone
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Come cambiare nome iPhoneSe per qualche motivo volete cambiare il nome del vostro iPhone, ma non sapete come fare seguite questa guida. La procedura è molto semplice.

Conclusioni

Se vogliamo ritornare alle impostazioni precedenti basterà inserire nuovamente i vecchi indirizzi e inserire quelli precedenti. Se non ce li ricordiamo basterà dissociarci dalla rete a cui siamo collegati, selezionando Dissocia questa rete, e collegarci di nuovo.

Cambiare DNS: ecco come fareCome cambiare gli indirizzi di risoluzione (DNS) sui sistemi operativi Windows, Linux, Android e come scegliere i migliori e più veloci.

Indirizzo IP e DNS: come viaggiano i datiIndirizzo IP e DNS sono alla base delle comunicazioni e della navigazione in rete: capiamo come fanno le informazioni a muoversi da un punto all’altro.

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Distribuzioni Linux: Sarà possibile averne una soltanto?

By Stefano Cogoni

…insomma, siamo utenti Linux, lo siamo più o meno tutti con una storia che riguarda probabilmente il passaggio per diverse distribuzioni.
Nel corso degli anni si sono susseguiti tanti progetti che con un certo successo hanno portato Linux alla ribalta di cui Ubuntu è solo la più recente.

Da tanto tempo, probabilmente dal giorno successivo alla nascita di Linux , si è parlato di frammentazione e si è cercato di aggirare il problema proponendo di volta in volta una distribuzione piuttosto che un’altra per svariati motivi ma senza che una sola riuscisse mai a diventare di adozione comune, che rappresentasse le idee di tutti.

Ora mi chiedo: Con l’arrivo di progetti come Snap e Flatpack riusciremo ad aggirare il problema della frammentazione delle distribuzioni e adottarne una soltanto?

So benissimo che il discorso è particolarmente complesso, entrano in gioco tutta una serie di aspetti come filosofia, package-manager, versioni dei DE etc etc.

Ma mi chiedo: Avete qualcosa da proporre? Magari una distribuzione compatibile con i deb che possa essere sia a rilasci stable che rolling a seconda dell’uso di un repository specifico? Oppure preferite avere più progetti perché pensate che non si potrà mai giungere ad una visione unica, quindi meglio avere più idee e progetti possibili così da spingersi a migliorare?

Aspetto le vostre opinioni nei commenti!

Come collegare la PS4 ad un monitor

By Habby

Le console da gioco, come la PS4, sono dispositivi che ci consentono di giocare tranquillamente e comodamente seduti in salotto. Molti gamers, però, preferiscono giocare sulla loro scrivania, collegando la propria console al loro monitor. Purtroppo non è molto semplice collegare la PS4 ad un qualsiasi monitor ma se seguirete la nostra guida passo per passo allora riuscirete nell’intento.

Miglior monitor per PC: guida all’acquistoAvete deciso di cambiare monitor o state assemblando un nuovo computer? Ecco a voi i migliori monitor per PC: dal gaming all’ufficio fino all’uso casalingo.

Porte presenti sulla PS4

Prima di iniziare con la guida è opportuno conoscere le porte e le connessioni presenti sia sulla nostra console e sia sul nostro monitor.

porte ps4

Queste sono tutte le porte e tutti i pulsanti presenti sulla console. Abbiamo la porta per il cavo di alimentazione mentre per la connessione audio/video, la console possiede una porta HDMI e una porta audio ottica (Optical out). Il cavo HDMI può trasportare sia segnali video e sia segnali audio. Quindi, se avete un monitor con un sistema di altoparlanti incluso, non ci sarà bisogno di sorgenti audio esterne, come ad esempio delle casse esterne.

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Collegamento con HDMI

Se il nostro monitor possiede l’ingresso HDMI e ha un sistema di altoparlanti integrato, tutto quello che serve è un cavo HDMI. Basterà inserire un’estremità del cavo nell’ingresso della PS4 e l’altra nell’ingresso del monitor. Fatto questo la console sarà in grado di trasmettere il segnale video sul monitor. Anche il segnale audio sarà trasmesso, se il monitor è dotato di altoparlanti.

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Collegamento senza HDMI

Se nel monitor non è presente un ingresso HDMI, ma è presente solo una porta VGA o DIV, allora avremo bisogno di utilizzare un adattatore HDMI-DIV. Se il monitor che possediamo possiede quel solo ingresso, ci conviene comprare un monitor più moderno. Non disponendo di una connessione moderna, come quella HDMI, vedremo ridurre vertiginosamente le prestazioni grafiche e la qualità delle immagini.

Per quanto riguarda il collegamento audio, la procedura è più complicata rispetto alle precedenti. La console, infatti, supporta solo il formato audio ottico/digitale. Fortunatamente, sono presenti sul mercato alcuni convertitori che permettono di convertire l’audio ottico/digitale in una connessione adatta per gli altoparlanti.

Nel caso in cui il nostro monitor sia sprovvisto di altoparlanti integrati, possiamo benissimo collegare l’audio della console direttamente a dei diffusori esterni (speaker, impianti stereo etc.).

Ci sono due diversi modi di collegare degli altoparlanti esterni alla nostra PS4, in base al tipo di ingresso disponibile.

Collegamento altoparlanti con Jack da 3.5 mm

Nel caso in cui dobbiamo collegare gli altoparlanti esterni tramite un jack cuffie da 3.5 mm, dobbiamo utilizzare i seguenti dispositivi:

  • Cavo audio (TOSLINK) ottico digitale;
  • Convertitore da digitale ottico a RCA;
  • Adattatore da RCA a Jack da 3.5 mm;

Colleghiamo, quindi, un’estremità del cavo audio TOSLINK nella porta ottica (Optical port) della console e l’altra al convertitore digitale. In seguito, dobbiamo collegare le estremità rosse e bianche dell’adattatore RCA nel convertitore. Infine possiamo inserire il jack da 3.5 mm nei nostri altoparlanti esterni.

Collegamento altoparlanti con jack RCA bianco e rosso

Nel caso in cui dobbiamo collegare gli altoparlanti esterni tramite un jack RCA bianco e rosso, dobbiamo utilizzare i seguenti dispositivi:

  • Cavo RCA;
  • Cavo audio (TOSLINK) ottico digitale;
  • Convertitore da digitale ottico a RCA;

In questo caso dobbiamo collegare i cavi nel modo precedente, ma avremo i due cavi (bianco e rosso) collegati all’altra estremità per collegarli al sistema audio in modo da ottenere l’audio della nostra console.

Se abbiamo collegato l’audio della PS4 attraverso la porta ottica (Optical port) è necessario modificare le impostazioni audio della console. Rechiamoci nel menu Impostazioni e selezioniamo l’opzione Impostazioni Audio. Nella sezione Audio Output Settings selezioniamo il tipo di connessione, che in questo caso è audio ottico digitale.

Se invece vogliamo essere sicuri di non sbagliare, selezioniamo Audio Multi-output nel menu Impostazioni Audio. Questa impostazione ci permette di inviare l’audio a tutte le connessioni.

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