Colin McRae Rally 1.11 FULL APK Download!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Dopo i vari giochi ed i launcher proposti questo e lo scorso mese, vi presento un titolo che sicuramente ricorderete, o di cui perlomeno avete molto sentito parlare su PC: Colin McRae Rally per Android, in un APK+OBB completo!

Descrizione PlayStoriosa!

Il gioco di automobilismo numero 1 in 83 paesi!

Si prega di notare: per giocare Colin McRae Rally Android 3.0 o più recente è nessesary

Affronta lo sterrato nell’esperienza di gioco su fuoristrada definitiva, Colin McRae Rally sbarca su Android!

Dagli sviluppatori della serie che ha venduto milioni di copie, e basato su Colin McRae Rally 2.0, che ha ottenuto una valutazione del 90% su Metacritic, Colin McRae Rally per Android presenta TRENTA incredibili tappe su una distanza totale di oltre 130 km. Vai a tutto gas sullo sterrato polveroso dell’Outback australiano, effettua salite impressionanti sulle montagne della Grecia e prendi le strade secondarie strette e tortuose della Corsica.

LE AUTO

Mettiti al volante di auto da rally leggendarie: la Subaru Impreza, la Mitsubishi Lancer Evolution VI, la Lancia Stratos e la Ford Focus di Colin McRae. Lo stradario, letto dal navigatore di rally professionista Nicky Grist, ti aiuterà a dare il massimo in ogni tappa.

IL CONTROLLO

Con la famosa tenuta di strada di Colin McRae, il ritmo e la meccanica si fondono all’interno del cofano. Senti il brivido nello spingere il pedale al massimo su diversi tipi di superfici, e sfreccia in ambienti fantastici e impegnativi.

LA SFIDA

Utilizza varie modalità di gioco, tra cui gare veloci, rally completi e campionati, e personalizza la tua esperienza con diversi schemi di comando e visualizzazione. Pubblica il tuo tempo record nelle classifiche e sblocca obiettivi.

COLIN MCRAE RALLY: L’ESPERIENZA DEL RALLY TRADIZIONALE ADATTATA PER ANDROID.

IMPORTANTE:
– Per ottenere delle prestazioni ottimali, consigliamo di riavviare il dispositivo e di chiudere le altre applicazioni prima di giocare
– Per giocare Colin McRae Rally Android 3.0 o più recente è nessesary
– La voce del navigatore è solo in inglese
– La normativa sulla privacy è disponibile su: http://terms.codemasters.com/it#privacy

Indovinate il modello dell’auto.

Download!

Scaricate Colin McRae Rally 1.11 FULL APK da qui!

Scaricate Colin McRae Rally 1.11 FULL DATA (OBB) da qui!

Disponibile Chrome 59

By Matteo Gatti

chrome 59

Google ha dato il via al rilascio dell’aggiornamento: ecco a voi Chrome 59.

Chrome, popolare browser made by Google, si aggiorna su tutte le piattaforme: Windows, macOS e Linux. Gli sviluppatori di Google hanno migliorato l’esperienza d’uso e la sicurezza del browser, vediamo tutte le novità.

Disponibile Chrome 59

Parecchie novità sul fronte sicurezza: sono state risolte ben 30 vulnerabilità, permettendo un’esperienza di navigazione sempre più sicura. Modifiche lato codice (e quindi under the hood) non visibili direttamente agli occhi degli utenti.

Balza subito all’occhio il restyling in chiave Material Design della pagina delle impostazioni. In alto troviamo la casella di ricerca in una barra del titolo blu, mentre le varie sezioni sottostanti sono suddivise con la classica grafica “a schede”. Le sezioni si possono consultare con maggior facilità anche attraverso i collegamenti rapidi presenti nel menu di navigazione laterale

Introdotta la possibilità di eseguire Chrome da riga di comando su Linux e macOS (Windows in arrivo); utile agli sviluppatori per eseguire test automatizzati senza bisogno dell’interfaccia grafica.

Presente il supporto alle immagini PNG animate; sono come le GIF, ma hanno alcuni vantaggi chiave tipiche del formato, come il supporto alla trasparenza e una profondità di colore di 8 bit.

Capitolo aggiornamento: coloro che hanno già installato il browser riceveranno in modo del tutto automatico l’update, procedendo all’installazione in occasione del primo riavvio. In alternativa è possibile scaricarlo dal sito ufficiale.sharing-caring

Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus. Da oggi, poi, è possibile seguire il nostro canale ufficiale Telegram dedicato ad Offerte e Promo!

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Disponibile Chrome 59 sembra essere il primo su Lffl.org.

Come assegnare IP statico su Windows

By Giacomo Falco

IPconfig

Ogni dispositivo connesso alla rete domestica è individuabile in maniera univoca all’interno della rete attraverso un indirizzo IP, cioè un codice numerico composto da quattro terne di numeri (del tipo xxx.xxx.xxx.xxx) che viene assegnato automaticamente ad ogni apparecchio durante la sua prima connessione da un servizio integrato nel router, il servizio DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol).

Gli indirizzi IP assegnati in questo modo sono detti dinamici poichè variabili ad ogni riavvio del modem. Sebbene il servizio DHCP permetta a tutti i dispositivi di connettersi alla rete senza alcun problema, in alcuni casi può essere utile associare ad una macchina all’interno della rete un indirizzo IP statico che rimane fisso anche in caso di riavvio del router.

Il dispositivo con un IP statico risulta facilmente raggiungibile dagli altri dispositivi connessi alla stessa rete. Tale indirizzo IP è utilizzato sopratutto nel caso di stampanti Wi-Fi, server samba, server ftp, controllo da remoto ecc.

In questa guida quindi vediamo come impostare un indirizzo IP statico in Windows direttamente da PC, evitando di accedere al pannello di configurazione del router.

Come visualizzare indirizzo IP (locale e pubblico)Non sappiamo quale IP è stato assegnato al nostro dispositivo in rete o l’indirizzo IP della connessione? Vediamo come visualizzare indirizzo IP.

Passo 1: ricavare informazioni importanti riguardo la nostra connessione

Come prima cosa è necessario ricavare delle informazioni essenziali sulla nostra attuale connessione, per far ciò basta avviare il prompt dei comandi (CMD) e digitare IPconfig dando successivamente un invio. Tra i vari risultai sono alcuni elementi sono importanti per la nostra guida, come riportato nell’immagine seguente.

Le sezioni da considerare sono Scheda Ethernet se siamo connessi al router attraverso il cavo ethernet o Scheda LAN wireless Wi-Fi se la connessione al router avviene attraverso una scheda di rete WiFi.

Scelta la sezione corretta dobbiamo prendere nota degli indirizzi indicati dalle frecce:

  • Indirizzo IPv4: indirizzo IP che individua il PC nella rete, assegnato dinamicamente dal router, solitamente del tipo 192.168.1.xxx (dove la terna xxx varia tra 2 e 255).
  • Subnet mask: sottomaschera di rete, utile a facilitare la ricerca di un dispositivo nella rete attraverso il suo IP.
  • Gateway predefinito: rappresenta l’indirizzo IP del router nella rete domestica, di solito è 192.168.1.1 o 192.168.0.1 a seconda del router in questione.
Migliori Router WiFi ADSL: i migliori da acquistareDovete acquistare un router WiFi ma siete indecisi su quale comprare? Ecco la nostra guida d’acquisto per aiutarvi nella scelta.

Passo 2: Modificare opzioni protocollo IPv4

Dopo aver preso nota delle formazioni precedenti è necessario portarsi in Pannello di controllo ->Rete e internet -> Centro connessione di rete e condivisione, cliccare sul nome della rete a cui siamo attualmente connessi e nella successiva finestra su Proprietà, infine è necessario un doppio click sulla voce Protocollo Internet versione 4 (TCP/IPv4) in modo da raggiungere le Proprietà del protocollo internet IPv4.

proprietà di rete windows

Nell’ultima finestra è necessario selezionare la voce Utilizza il seguente indirizzo IP e copiare nei campi Subnet mask e Gateway predefinito i valori ricavati al passo 1 dal prompt dei comandi, mentre nel campo Indirizzo IP andrà inserito l’indirizzo IP statico che vogliamo assegnare al nostro PC. La libertà di scelta ci è data solo sull’ultima terna numerica, quindi l’indirizzo IP da inserire sarà del tipo 192.168.1.xxx dove il numero xxx varierà tra 2 e 255.

Il consiglio è quello di utilizzare un numero abbastanza elevato (>50) onde evitare conflitti tra l’indirizzo statico scelto e gli indirizzi assegnati automaticamente dal DHCP a tutti gli altri dispositivi connessi alla stessa rete. Per abilitare le modifiche è necessario spuntare la voce Convalida impostazioni all’uscita e premere OK.

Ad esempio, nel mio caso la finestra delle proprietà del protocollo internet IPv4 è la seguente:

protocollo internet tcp windows

N.B. Per i server DNS, se non vi è possibile spuntare Ottieni indirizzo server DNS automaticamente, possiamo utilizzare i DNS di Google impostando i due campi come riportato nell’immagine precedente.

Scegliere i DNS più velociI DNS sono vitali per una corretta navigazione ad Internet. In questo articolo vi mostriamo come scegliere e configurare i migliori.

Nel convalidare le impostazioni all’uscita è possibile che Windows apra in automatico il servizio per la risoluzione dei problemi, il sistema operativo tenterà di annullare le nostre modifiche e riportare la configurazione com’era in principio. Per evitare ciò è sufficiente non applicare le correzioni automatiche proposte chiudendo lo strumento.

Per evitare qualunque altro tipo di conflitto è consigliabile eseguire un riavvio del dispositivo.

Passo 3: Riavvio e verifica

Al riavvio possiamo verificare che la nostra configurazione sia stata correttamente abilitata inviando nuovamente il comando IPconfig nel prompt dei comandi. La schermata ottenuta dovrebbe essere del tutto uguale a quella ottenuta nel passo 1, tranne per l’indirizzo IPv4 che dovrebbe corrispondere a quello impostato nelle proprietà del protocollo di connessione IPv4.

IPconfig

D’ora in avanti quando il nostro PC sarà connesso alla nostra rete domestica il suo indirizzo IP sarà quello inserito nelle proprietà del protocollo di connessione IPv4. Ciò faciliterà la connessione da un altro dispositivo connesso alla medesima rete e quindi il controllo da remoto e lo scambio di file via WiFi attraverso programmi appositi.

La guida è stata scritta utilizzando come riferimento un modem/router TP-Link TD W8951ND, alcuni indirizzi IP possono variare a seconda della del router utilizzato, quindi non è garantita la compatibilità di questa guida con il 100% dei router in commercio (ma con la maggior parte si).

Router per fibra ottica: guida all’acquistoAbbiamo una linea in FTTH o siamo raggiunti in VDSL al nostro indirizzo ma il modem router non è all’altezza? Vediamo insieme i migliori modelli.

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Verificare potenza segnale 4G e WiFi iPhone

By Habby

Wi-Fi SweetSpots

Può capitare che la connessione Internet risulti effettivamente più lenta del solito, pur visualizzando le stesse tacche di segnale in diverse zone della città. Quindi è probabile che, in quel momento, il vostro iPhone non vi stia mostrando la vera potenza del vostro segnale telefonico, e quindi anche della vostra connessione 3G/4G.

In questa guida vi mostreremo come verificare la potenza effettiva della vostra connessione Internet (ADSL, Fibra ottica e 3G/4G) sul vostro iPhone.

La potenza del segnale WiFi in casa o in ufficio è legata alle specifiche del router che si sta utilizzando. Inoltre la potenza è attenuata dalla presenza di pilastri portanti dell’edificio. La potenza del segnale delle reti mobili dipende dalla posizione dell’antenna o del ripetitore del vostro gestore telefonico.

Potenziare il segnale WiFi: guida completaLa connessione di rete senza fili fa le bizze? Ecco i migliori consigli per potenziare il segnale WiFi per connessioni ultra veloci.

Segnale WiFi

Per verificare la potenza effettiva del nostro segnale WiFi possiamo utilizzare l’applicazione Wi-Fi SweetSpots. Questa app ci permette di analizzare la rete e la stabilità del segnale.

DOWNLOAD | Wi-Fi SweetSpots

Connettiamoci alla rete wireless desiderata e apriamo l’applicazione. Una volta aperta facciamo partire l’analisi tappando su Start. Dopo aver avviato l’analisi saremo in grado di visualizzare in tempo reale i Mbps (Megabit per secondo) che riusciamo a ricevere. Durante l’analisi ci verrà mostrato un grafico che rappresenta i picchi di connessione. Possiamo registrare un picco cliccando su Record. Inoltre possiamo registrare la media di Mbps tenendo premuto il tasto Record per un determinato tempo. Fatto questo possiamo salvare la verifica cliccando sull’icona di salvataggio e selezionando l’opzione Save current set.

Dopo aver concluso la prima analisi possiamo spostarci all’interno dell’edifico ed effettuare altre analisi. Infine clicchiamo sull’icona di salvataggio e selezioniamo l’opzione View Saved List. Inoltre abbiamo la possibilità di comparare i risultati raccolti nelle varie zone cliccando sul menu Altro e selezionando Compare Sets.

Wi-Fi SweetSpots
Wi-Fi SweetSpots
Wi-Fi SweetSpots
Wi-Fi SweetSpots

Come configurare un ripetitore Wi-FiComprare e configurare un ripetitore Wi-Fi vi aiuterà a coprire quelle zone della vostra casa dove il segnale Wi-Fi del router è debole o assente.

Segnale 3G/4G

Per verificare la potenza effettiva del segnale della vostra rete mobile dobbiamo utilizzare la modalità Field Test del nostro iPhone.

Apriamo l’applicazione Telefono e digitiamo il seguente codice:

*3001#12345#*

Fatto ciò avviamo la chiamata ed entreremo in modalità Field Test. In altro a sinistra ci viene mostrato un valore numerico che va da -40 a -140.

Un’ottima connessione registrerà un valore che va da -50 a -70. Una connessione accettabile registrerà un valore che va da -70 a -90. Oltre -90 la connessione è instabile o è scarsa. Mentre se il segnale è assente registreremo dei valori che vanno da -120 a -140.

Se vogliamo visualizzare il valore del segnale anche quando utilizziamo altre applicazioni dobbiamo tener premuto il tasto Power finché non appare la schermata per spegnere il nostro iPhone e tenere premuto il tasto Home finché non torniamo alla schermata principale. Per tornale alla visualizzazione normale del segnale basterà riavviare il telefono o entrare in modalità Field Test e selezionare Telefono in alto a sinistra.

Copertura TIM, Wind, Vodafone, 3, PosteMobile, FastWebL’operatore scelto offre una buona copertura per l’LTE o per le chiamate? Vediamo insieme come visualizzare la copertura di rete per gli operatori.

Conclusioni

Per migliorare il segnale della rete WiFi possiamo ricorrere a delle soluzioni come dei ripetitori, access point o altri. Per quanto riguarda il segnale della rete mobile, se risulta scarso, possiamo cambiare operatore effettuando prima un dovuto test di copertura nella nostra zona.

Migliori Router WiFi ADSL: i migliori da acquistareDovete acquistare un router WiFi ma siete indecisi su quale comprare? Ecco la nostra guida d’acquisto per aiutarvi nella scelta.

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Recensione LG G6

By Giuseppe Monaco

Recensione LG G6

Tra i dispositivi presentati al Mobile World Congress di quest’anno, LG G6 è stato uno di quelli che più ha portato innovazione ed originalità nel settore smartphone, grazie all’ottimo lavoro svolto in fase di progettazione e di sviluppo del software dedicato.

Confezione

La confezione presenta una struttura estremamente semplice, costituita da un cartonato in colorazione nera, col nome del prodotto sulla facciata principale e alcune specifiche sul retro.


Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6

Al suo interno, nell’alloggiamento superiore troviamo subito lo smartphone dell’azienda coreana, mentre subito al di sotto abbiamo un caricabatterie da parete 9V/1.8 A, un cavo USB Type-C e la solita graffetta per la rimozione del carrellino riservato alle schede nano SIM. Il prodotto destinato alla vendita vede anche delle cuffie incluse nella confezione che, però, noi non abbiamo avuto modo di provare.

Design ed ergonomia

Una delle caratteristiche che sin dalla presentazione del prodotto ho particolarmente apprezzato è proprio la componente estetica. LG G6, infatti, vede un look estremamente elegante e originale considerando come, rispetto al modello precedente, troviamo un design totalmente rinnovato e un restyling dello spazio riservato alle 2 fotocamere posteriori.

Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6

La facciata principale lascia posto all’ampio display da 5.7 pollici che occupa quasi totalmente lo spazio a disposizione, mentre la parte alta ospita i consueti sensori di prossimità/luminosità, la fotocamera interna e l’altoparlante per l’ascolto in chiamata. Per darvi un’idea di come sia esteso il display a fronte di dimensioni ridotte, LG G6 presenta quasi le stesse dimensioni di uno Xiaomi Mi 5.

Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6

Sul retro, poi, troviamo un altro punto di forza del top di gamma di LG, le 2 fotocamere principali da 13 MP di cui una standard e una grandangolare, accompagnate da un doppio flash led. Subito al di sotto, invece, abbiamo una delle scelte che non ho trovato particolarmente azzeccate, ovvero il posizionamento del tasto di accensione/spegnimento e blocco schermo dotato di lettore di impronte. I bordi, poi, ospitano i tasti soliti del caso, con il lato basso che ospita una porta Type-C e il lato alto l’ingresso per il jack audio da 3.5mm.

  • Dimensioni: 148.9 x 71.9 x 7.9 mm;
  • Peso: 163 g.

Visto lo stile adoperato per la realizzazione del display, nonostante ci troviamo di fronte a una diagonale piuttosto importante, le dimensioni complessive dello smartphone risultano le stesse di un comune dispositivo da 5 pollici, caratteristica che consente all’LG G6 di avere un grip saldo e di poter essere utilizzato tranquillamente anche con una sola mano. La qualità costruttiva risulta eccellente, con un assemblaggio perfetto privo di scricchiolii e una scocca costituita dalla fusione tra alluminio e vetro in grado di garantire un’ottima presa non scivolosa.

Hardware

L’ultimo arrivato di casa LG presenta specifiche interessanti che gli consentono di competere con gli attuali top di gamma presenti sul mercato.

  • CPU: Qualcomm Snapdragon 821 Quad Core da 2,35 GHz;
  • GPU: Adreno 530;
  • RAM: 4 GB;
  • Archiviazione: 32 GB, di cui 9 GB occupati dai dati di sistema;
  • Fotocamera: Principale da 13 MP, f/1.8, stabilizzata / Secondaria grandangolare da 13 MP f/2.4 / Frontale da 5 MP;
  • Display: 5.7″ con risoluzione 2880 x 1440 e formato 18:9;
  • Batteria: 3300 mAh;
  • Slot: 1 per Nano SIM e 1 per Nano SIM/Micro SD.

Il processore equipaggiato a bordo del nostro smartphone fa parte della scorsa generazione di smartphone, caratteristica che pone LG G6 in una posizione di svantaggio rispetto ai diretti concorrenti. Questo, però, non vuol dire che il dispositivo non possa godere comunque di prestazioni elevate. I benchmark, infatti, restituiscono comunque ottimi risultati che ho potuto ovviamente riscontrare nell’utilizzo quotidiano.

Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6

L’alto quantitativo di RAM a disposizione consente un multitasking soddisfacente, con un numero corposo di applicazioni tenute in background con un’altrettanto rapida riapertura.

Il display da 5.7 pollici copre circa l’80% della superficie frontale dello smartphone e consente una visualizzazione dei contenuti multimediali davvero eccellente. L’alta risoluzione, l’ottima qualità del pannello LCD consentono di visualizzare immagini ben definite e correttamente bilanciate, così come la visione di filmati in 4K avviene fluidamente.

Recensione LG G6

Per quanto riguarda le temperature raggiunte dallo smartphone, sforzandolo il più possibile con GPS, WiFi ed NFC attivi, luminosità al massimo e circa un quarto d’ora di gioco consecutivo sono riuscito ad arrivare leggermente al di sotto dei 40°, risultato più che ottimo.

Software

Il cuore di questo LG G6 è Android 7.0 Nougat con tutte le personalizzazioni del caso apportate da LG. Il firmware della casa coreana, infatti, presenta numerose funzionalità aggiuntive rispetto al sistema operativo più puro, fornendo un’esperienza utente finale davvero notevole.

Il formato piuttosto inusuale dello schermo, che ricordiamo essere caratterizzato da un rapporto 18:9, viene sfruttato in modo adeguato dai servizi offerti: troviamo una modalità per fare foto quadrate e avere immediatamente l’anteprima del risultato, è possibile fruire del multiwindow in modo impeccabile e, considerando come alcune applicazioni potrebbero non essere compatibili con il formato del display, è possibile personalizzare la modalità di visualizzazione di ognuna di esse.

Recensione LG G6
Recensione LG G6

Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6

Le applicazioni preinstallate sono diverse e sicuramente utili, con le solite utility destinate a migliorare la nostra produttività come la classica calcolatrice, agenda e un memo piuttosto elaborato che, oltre a prendere appunti in modo tradizionale, consente di eseguire screenshot e scrivere su questi ultimi in pochi tap.

LG G6, inoltre, oltre a essere bello fuori lo è anche dentro, presentando diversi elementi personalizzabili per adattare l’interfaccia il più possibile ai nostri gusti. La sezione riservata ai temi, per esempio, permette di scegliere tra una corposa libreria online i colori e le icone più disparate, o ancora i tasti a schermo posti nella parte inferiore possono essere ordinati nel modo che più ci aggrada, aggiungendone anche degli altri. Nella parte delle impostazioni riservata al display, poi, è possibile scegliere le dimensioni di testo e icone per rendere più visibili, intuitive o più spaziose le schermate che ci troveremo davanti.

Nel complesso l’utilizzo risulta decisamente piacevole, con una navigazione estremamente fluida all’interno delle schermate di sistema, durante la navigazione in rete e l’utilizzo di app e social. Zero impuntamenti o incertezze e tempi di caricamento ridotti all’osso sono state le caratteristiche che mi hanno fatto godere a pieno l’esperienza offerta da LG.

Fotocamera

Tra tutte le soluzioni adottate dalle aziende nell’utilizzo della doppia fotocamera suo propri dispositivi, quella di LG è senza dubbio la più originale e utile. LG G6, infatti, equipaggia 2 fotocamere dotate entrambe di sensore da 13 MP, dove la principale è dotata di stabilizzatore ottico e rapporto focale f/1.8 e la secondaria di una lente grandangolare e di un rapporto focale f/2.4.

Grazie all’ottima applicazione di sistema è possibile passare da una modalità di scatto all’altra con estrema possibilità, consentendo inoltre di personalizzare lo scatto il più possibile usufruendo di filtri, modalità manuale, photosphere a 360° e tanto altro ancora.

Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6

I risultati sono davvero ottimi considerando i sensori equipaggiati a bordo, con immagini ben definite e bilanciate di giorno e in ambienti ben illuminati. La sera, invece, le fotocamere iniziano ad avere difficoltà, in particolare quella grandangolare visto il rapporto focale. In ogni caso, la possibilità di scegliere tra scatto tradizionale e grandangolo risulta una mossa vincente sia per foto di gruppo che per selfie, considerando come è possibile sfruttare la camera in questione ruotando lo smartphone e scattando tramite i tasti volume.










Trovate le immagini nella risoluzione originale a questo album di Imgur.

La fotocamera interna da 5 MP non mi ha particolarmente convinto, in quanto presenta si un buon grandangolo, ma la definizione appare piuttosto mediocre e in ambienti interni o situazioni poco illuminate non convince. Ottimi risultati anche con i video, con la fotocamera principale dotata di stabilizzatore ottico e che può raggiungere la risoluzione massima di UHD per i filmati standard, HD per gli slowmotion.

Batteria

L’autonomia offerta dall’attuale top di gamma di LG garantisce risultati nella media, con tempi di utilizzo che si allineano con i diretti concorrenti.

Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6
Recensione LG G6

Con un utilizzo medio-intenso, infatti, sono riuscito ad arrivare a tarda notte, con quasi 19 ore di utilizzo e 4 ore e mezza di schermo acceso.

Rapporto qualità/prezzo

Al momento della sua presentazione, LG G6 veniva venduto a un prezzo piuttosto elevato e forse non proprio concorrenziale rispetto ai diretti avversari. Al momento, invece, il prezzo è sceso notevolmente assestandosi attorno ai 500€, sicuramente più adeguato alla luce della qualità e dei servizi offerti.

Conclusioni

Dunque LG, con questo G6, ha svolto un lavoro certosino sotto molti punti di vista. Le scelte stilistiche le ho trovate di buon gusto e azzeccate, eccezion fatta per il tasto posteriore al quale è dura abituarsi.

La doppia fotocamera è, a mio parere, implementata in modo davvero intelligente grazie al grandangolo e al passaggio intuitivo tra le varie modalità. Infine, la possibilità di poter godere di un display così grande a fronte di dimensioni contenute è ciò che più ho apprezzato e che meglio sfrutta lo spazio a disposizione.

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Altoparlante per auto Aukey BP-P2: un buon acquisto?

By Luca

Aukey BP-P2

L’inasprimento delle sanzioni per chi utilizza il cellulare alla guida è stata un’ottima scusa per acquistare questo Aukey BP-P2. Si tratta di un altoparlante bluetooth progettato apposta per l’utilizzo in auto e per gestire le chiamate in entrata e in uscita.

Vivavoce auto Bluetooth: prezzi e come aggiungerloAvere il Bluetooth per auto è più che utile: è fondamentale! Ecco come funziona e le soluzioni per aggiungerlo se manca sulla vostra vettura.

Confezione

Una volta arrivato, il prodotto si presenta dentro una scatola di cartone (tipiche dell’azienda) molto ben curata. Come solito di Aukey la confezione è molto ricca e contiene, oltre all’accessorio, il cavo di ricarica (un comunissimo USB-Micro USB), la garanzia con il libretto rapido di istruzioni e anche un caricatore da auto con un ingresso USB.

Costruzione

Il prodotto è fatto in plastica, con un design che a me piace perché quanto è agganciato all’aletta parasole non “stona” donando una certa eleganza. Unica pecca sono, appunto, i materiali. La plastica restituisce al tatto una sensazione di fragilità, complici anche i tasti che “ballano” se si scuote il dispositivo. Pesa 181g e le sue dimensioni sono 15 x 10,9 x 4,1cm

Sulla parte frontale possiamo notare il grande tasto con la cornetta che servirà per rispondere a una chiamata o far partire/fermare la musica in riproduzione. Sul lato destro, invece, troviamo i tre pulsanti per alzare, abbassare e mettere in muto il volume. Molto comodi per evitare di prendere in mano il cellulare. Sull’altro lato troviamo la porta micro USB per la ricarica e lo switch on-off.

Sul retro, infine, è presente una molletta per appendere il dispositivo all’aletta parasole dell’auto.

Aukey BP-P2
Aukey BP-P2

Audio

Andiamo al punto più importante dell’altoparlante: l’audio. Il suo scopo, ovviamente, è quello di riprodurre l’audio delle chiamate o della musica, e lo fa molto bene! Non mi aspettavo un altoparlante così potente viste le ridotte dimensioni. In realtà l’audio si sente molto forte in tutta l’autovettura, anche a velocità elevate e con i finestrini aperti. La limitazione di questo altoparlante la troviamo ascoltando la musica: la scarsa qualità dei bassi dimostra che questo accessorio Aukey non è stato pensato per ascoltare musica in auto, ma fa anche questo… Senza troppe pretese.

Per quanto riguarda il nostro interlocutore, invece, dalle varie prove che ho fatto mi hanno detto che mi sentono bene, come se non si notasse che non stessi con il telefono all’orecchio. Solo alcune volte (probabilmente perché che non avevo collocato il prodotto sull’aletta) l’interlocutore sentiva un ritorno della sua voce. Quindi mi sento di promuovere anche il microfono.

Aukey BP-P2

Software

Arriviamo alla parte che meno mi è piaciuta del prodotto. Mi aspettavo, considerando lo scopo per cui è nato (quello di permette le comunicazioni senza utilizzare lo smartphone), la presenza di funzioni un po’ più smart, o per lo meno “normali” considerando che utilizzi la tecnologia bluetooth.

Quello che definisco “normale” è il fatto che si connetta automaticamente al bluetooth una volta entrato nel raggio d’azione, cosa che questo BP-P2 non fa. Avendo io il bluetooth del telefono sempre attivo, ogni volta che entro in auto devo connettere l’altoparlante manualmente e se questo rimane acceso devo spegnerlo e riaccenderlo perché ha in memoria la connessione precedente e quindi non mi permette di riaccoppiare il telefono. La ricerca dei dispositivi, infatti, avviene a ogni accensione dell’accessorio che supporta fino a 2 dispositivi collegati contemporaneamente.

Caricabatterie auto USB: quale comprareScegliendo il giusto caricabatteria auto USB è possibile avere lo smartphone quasi totalmente carico in appena mezz’ora. Vediamo quali sono i migliori.

Ma la cosa che più mi ha fatto storcere il naso è un bug (perché non posso pensare che sia una scelta di Aukey) che affligge il volume. Se si preme il pulsante per mettere in muto il dispositivo (quello centrale sul lato destro) non sarà più possibile riattivare l’audio, a meno che non si riavvi l’auricolare. Un bel problema, quindi, se pensiamo che questo bug si possa verificare quando non abbiamo la possibilità di fermarci per riavviare il dispositivo e rifare l’accoppiamento bluetooth.

Spero che Aukey lo sistemi in qualche modo, visto che rilascia aggiornamenti software per i suoi prodotti.

Conclusioni

Se dobbiamo tirare le somme, nonostante questi problemini hardware, mi sento di consigliare il prodotto a chi non vuole spendere molto. Si trova su Amazon e mi sembra un ottimo modo per ovviare al problema della mancanza dell’impianto bluetooth nelle auto.

Sono soddisfatto dell’acquisto fatto anche se ogni volta che entro in auto devo collegare il telefono manualmente. Ma visto che il suo lavoro lo fa, non mi sento di condannarlo per queste piccolezze.

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Trasferire contatti iPhone su Android

By Andrea Rossi

trasferire contatti iphone su android

Avete da poco cambiato smartphone? Siete passati da iPhone ad Android? Forse ciò che volete sapere è come importare i vostri dati nello smartphone che avete appena acquistato. Trasferire la rubrica dei contatti iPhone su Android è una procedura piuttosto semplice che però in pochi utilizzano. Di solito ci si concentra più su come non perdere le proprie foto o le conversazioni di Whatsapp. Ma avete mai pensato al disastro che sarebbe quello di perdere tutti i numeri che avete memorizzati nella rubrica?

Oggi ci concentreremo quindi su questo aspetto, cercando di focalizzarci sulle procedure più rapide e immediate. In questo modo, trasferire contatti iPhone su Android diventerà davvero un gioco da ragazzi. Le strade percorribili sono sostanzialmente due, entrambe semplici e che non necessitano di un computer a disposizione.

La nostra preferita è quella di sincronizzare i vostri dati presenti su iPhone con l’account Gmail. Se non ne possedete uno crearlo è davvero semplice. In alternativa potete utilizzare la vecchia maniera. Questa consiste nel creare un backup nella memoria dello smartphone per poi copiarlo o meglio inviarlo al vostro nuovo device.

In questo modo non perderete nemmeno un numero. Non riuscire a trasferire i contatti iPhone su Android è una situazione davvero stressante. Vi garantiamo che stando con noi per pochi minuti non incapperete più in questo errore.

Trasferire app, foto e dati su nuovo smartphone AndroidSe state per cambiare smartphone vi sarà sicuramente utile sapere tutti i migliori modi per trasferire i vostri dati dal vecchio dispositivo al nuovo

Trasferire contatti iPhone su Android con Gmail

La sola cosa che in questo caso dovete avere a disposizione per trasferire contatti iPhone su Android è un account Gmail. Se non ne possedete uno, crearlo è davvero semplice. Tutto ciò che dovete fare è collegarvi alla pagina ufficiale di Gmail e seguire le istruzioni. In sostanza dovete solo inserire i vostri dati personali e confermare quando richiesto.

Adesso che avete anche voi un account Gmail possiamo procedere a trasferire contatti iPhone su Android. Per aggiungere un account sul vostro dispositivo Apple, vi dovete per prima cosa recare nelle impostazioni. Da qui recatevi in mail > account > aggiungi account. Scegliete l’opzione Google e inserite username e password. Prima di confermare accertatevi che la sincronizzazione automatica si impostata su ON.

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Se cosi non fosse, sarebbe impossibili trasferire contatti iPhone su Android. Dopo aver confermato la sincronizzazione potete salvare i vostri dati e procedere oltre. Questo però non basta per sincronizzare automaticamente tutti i contatti. Dovete ancora impostare questo account come principale. Per fare ciò recatevi in impostazioni > contatti > account di default e selezionate Gmail. Attendete ancora qualche minuto per essere certi che la sincronizzazione abbia avuto successo.

trasferire contatti iphone su android

A questo punto non resta che importare i contatti nel nuovo smartphone Android. Se lo dovete ancora accendere per la prima volta non avrete nessun problema. Trasferire contatti iPhone su Android verrà svolto in maniera automatica appena inserite le vostre credenziali. Ma se invece state già utilizzando il device e non avete fatto ciò che dovevate? Nel caso che non abbiate ancora configurato il vostro account c’è comunque una soluzione.

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Andate in impostazioni > account > aggiungi account. Qui fate click sull’opzione Gmail e inserite le vostre credenziali di accesso. Non rimane altro da fare che controllare che la sincronizzazione automatica sia attiva. Per fare questo recatevi in impostazioni > account > Google. Se la leva che indica i contatti è già spostata su ON non dovete fare altro.

Altrimenti attivatela ed il gioco è fatto. Potete anche effettuare la sincronizzazione manualmente. Questo però comporta che ogni volta che aggiungete un nuovo numero in rubrica dovrete ripetere l’operazione.


trasferire contatti iphone su android
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Trasferire contatti iPhone su Android utilizzando il backup

Se avete toccato con mano il glorioso mondo Nokia degli anni 2000, forse vi ricorderete che per inviare un contatto ad un amico dovevate creare un file .vcard. La procedura che utilizzeremo per trasferire contatti iPhone su Android segue la stessa logica. Andremo quindi a creare un backup nella memoria dello smartphone, per poi importarlo nel device Android. Per fare questo però ci dobbiamo avvalere di un’applicazione. Quelle che vi consigliamo sono Easy Backup e My Contacts Backup.

Entrambe le applicazioni sono completamente gratuite. L’unica differenza è data dalla necessità di registrazione che incontrerete con Easy Backup. Una volta scelta l’applicazione che preferite scaricatela e avviatela. Creare il backup dei dati è semplice in entrambi casi e richiede davvero poco tempo. Tutto ciò che vi rimane da fare è, una volta terminato il backup, inviarvelo via mail.

Per comodità vi consigliamo di utilizzare l’indirizzo che Gmail che avete configurato sul nuovo dispositivo. In questo modo trasferire contatti iPhone su Android sarà molto più semplice.

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Finalmente potete definitivamente mettere via il vostro vecchio telefonino e utilizzare quello nuovo. La prima cosa che dovete fare è aprire la mail che contiene il backup dei vostri numeri di telefono. Scaricate l’allegato e preparatevi ad effettuare il ripristino. Per caricarli nella memoria dello smartphone Android recatevi all’interno dell’app contatti. Qui fate tap sui tre puntini collocati in alto e scegliete la voce importa.

Fra tutte le opzioni che trovate selezionate importa da file .vcf per trasferire definitivamente contatti iPhone su Android. Selezione l’account da sincronizzare e aprite il file che avete scaricato, che si dovrebbe trovare nella cartella download. A questo punto non vi resta che aspettare il completamento dell’operazione. Al termine verrete avvisati da una notifica.


trasferire contatti iphone su android
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Reset Android: tutti i metodiLa nostra guida completa al reset Android: quando serve resettare uno smartphone o tablet, cosa accade durante il processo e come si effettua.

Conclusioni

Trasferire contatti iPhone su Android è veramente semplice. Con gli strumenti che vi abbiamo consigliato non ci metterete più di pochi minuti. Se seguite alla lettera le nostre istruzioni sarà impossibile perdere anche un solo numero di telefono fra quelli che avevate memorizzato nel vecchio smartphone.

In caso troviate comunque delle difficoltà non esitate a contattarci attraverso il box dei commenti, o se preferite, direttamente tramite la nostra pagina Facebook.

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Nintendo Switch: reset, spegnimento e riavvio

By Habby

Gli utenti in possesso della Nintendo Switch avranno notato che l’unica opzione disponibile via software è la modalità riposo, la quale “spegne” momentaneamente la Nintendo Switch mandandola in standby per permettere di riprendere il gioco in seguito o effettuare il download di giochi e update in background.

Resettare, riavviare o spegnere completamente la vostra Nintendo Switch sono delle soluzioni importanti nel momento in cui riscontriamo dei problemi di rete, dei rallentamenti o problemi di altro tipo.

In questa guida vi spiegheremo come resettare, spegnere, riavviare e pulire la cache della vostra console.

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Nintendo Switch: spegnimento o formattazione

Modalità riposo

Per entrare in modalità riposo e mandare in standby la console vi basterà cliccare sull’icona di spegnimento, la quale si trova nella parte bassa della dashboard e selezionare l’opzione Modalità Riposo.

Spegnimento

Per spegnere la vostra Nintendo Switch dovete tener premuto il tasto power presente sulla console per un po’ di secondi. Selezionate Opzioni di spegnimento e in seguito tappate su Spegni. Fatto questo la vostra console si spegnerà completamente.

Riavvio

La procedura per il riavvio è analoga a quella per lo spegnimento. Una vota selezionato Opzioni di spegnimento dovete selezionare l’opzione Riavvia.

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Reset

Se incorrete in problemi che non si possono risolvere con un semplice spegnimento o un riavvio, non vi rimane altro che provare a resettare la vostra console.

Per ripristinare la vostra Nintendo Switch alle impostazioni iniziali dovete recarvi nelle impostazioni di sistema nel menu HOME e selezionare Sistema. In seguito dovete selezionare la voce Opzioni di formattazione e scegliere Ripristina le impostazioni iniziali. Fatto questo siete riusciti a riportare alle impostazioni iniziali la vostra console.

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Pulire la cache

Per ripulire la console dai dati e dai file temporanei dovete pulire la cache del dispositivo. Per farlo dovete recarvi sempre nelle Opzioni di formattazione, nel menu Sistema, e selezionare la voce Svuota cache.

Reset scheda microSD

Inoltre è possibile formattare il contenuto della scheda microSD esterna presente nella Nintendo Switch. I passaggi sono gli stessi di prima. Dovete recarvi nelle Opzioni di formattazione e selezionare l’opzione Formatta la scheda microSD.

In questa guida vi abbiamo mostrato come effettuare le operazioni di spegnimento, riavvio e reset. Per il momento non è possibile eseguire queste operazioni direttamente dalla dashboard, ma dobbiamo agire via hardware, sfruttando il tasto Power della console.

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Ecco il tema che rende GNOME simile a Unity 7

By Matteo Gatti

unity7 alt-tab-gnome-shell

Il tema pensato dal boomerang project rende GNOME Shell molto simile a Unity 7.

Questo tema vi permette di ricreare il look dell’ormai ‘vecchio’ desktop Ubuntu in GNOME. L’idea risulta geniale: soprattutto se dopo aver provato le ultime build di Ubuntu 17.10 vi sentite a disagio con GNOME.

Ovviamente le modifiche apportate sono “estetiche” e non funzionali, non sono presenti funzioni aggiuntive come app menu, dash o HUD. Il tema rende l’app overview e la funzione di switch Alt+Tab più simile a Unity.

Ecco il tema che rende GNOME simile a Unity 7

Perchè tutto funzioni a dovere gli sviluppatori consigliano di installare Ambiance GTK, possibilmente aggiornato all’ultima versione, accoppiato con l’icon theme Mono Dark/Light e con l’icon set Humanity.

Dash to Dock

unity-7-b00merang-theme-dash

Affinchè il vostro sistema sia il più simile possibile ad Ubuntu dovreste installare anche l’estensione Dash to Dock.

Dash to Dock

Una volta eseguita l’installazione andate nelle impostazioni e spostate la dock sul lato sinistro dello schermo settando il funzionamentop in ‘panel mode‘. Questa estensione renderò il lancio delle applicazioni semplice ma soprattutto veloce, immediato. Lo switch tra diverse finestre e workspaces sarà di un altro livello. Attualmente l’ultima versione disponibile è Dash to Dock (v59), rilasciata il 4 Giugno scorso. Questa release supporta GNOME Shell 3.18, 3.20, 3.22 e 3.24.

Con quest’ultimo aggiornamento gli sviluppatori vi danno la possibilità di avere la dock su tutti i monitor collegati al vostro pc.

Download Unity 7 Theme by b00merang

unity 7 gnome-shell-settings

Potete scaricare il tema dalla pagina GitHub del progetto:

Download Unity GNOME Shell Theme

Estraete lo .zip in ~/.themes e poi aprite GNOME Tweak Tool > Appearance per applicare le modifiche.

B00merang offre anche un tema per gli amanti del desktop environment Unity 8.

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

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Amazon Locker: i punti di ritiro self-service

By Cesare Turchi

Amazon Locker

Ordinate su Amazon ma non siete mai a casa nel momento in cui il corriere passa a consegnare il pacco? Lavorate fino a tardi e non riuscite ad andare a ritirarlo con comodità nella sede del corriere?

Amazon aveva ovviato a tali problemi mettendo a disposizioni dei propri clienti alcuni punti di ritiro presso gli uffici delle poste italiane. Questi, per alcuni aspetti, rimangono sicuramente comodi in quanto sono presenti in tutti i Paesi e in tutte le città ma purtroppo non tutte le filiali hanno orari tali da permettere al cliente di andare a ritirare dopo l’orario di ufficio. Per questo motivo il colosso americano di vendite online ha ideato gli Amazon Locker che sono già utilizzati da tempo all’estero.

Dall’ estate 2016 sono apparsi finalmente anche in molte città del nord Italia riscuotendo un discreto successo e recentemente stanno nascendo tali punti di ritiro automatici in molte altre città italiane.

Per questo abbiamo scritto una guida su come usufruire di tale servizio e i vantaggi nell’utilizzare gli Amazon Locker come punti di ritiro.

Risparmiare su Amazon: add-on, coupon e codici scontoAmazon.it offre già dei buoni prezzi, ma se volessimo risparmiare ancora di più? Ecco i consigli giusti.

Amazon Locker: cosa sono e come funzionano

Gli Amazon Locker sono veri e propri punti di ritiro self-service. Sono disposti spesso in centri commerciali che assicurano orari di apertura anche dopo l’orario di ufficio e in grado quindi di soddisfare le esigenze di tutti i compratori.

In fase di riepilogo ordine basterà modificare l’indirizzo di consegna e scegliere un punto di ritiro, come da immagine:

punto di ritiro Amazon Locker

Attenzione: gli articoli venduti da terzi e non da Amazon potrebbero non beneficiare di tale servizio di consegna.

Come contattare l’assistenza AmazonAmazon mette a disposizione varie modalità di contatto per garantire il supporto ai propri clienti e utenti. Ecco come contattare Amazon!

Come ritirare il pacco

Una volta che il pacco sarà arrivato a destinazione Amazon vi avvertirà inviandovi una mail nella quale troverete un codice a barre e un codice composto da lettere e numeri. Basterà uno di questi due per ritirarlo; non servono quindi carte d’identità o identificazioni. Chiunque autorizzato da voi potrà andare a ritirare il pacco basta che abbia con sé il codice alfanumerico o la mail con il codice a barre e seguire le indicazioni sul display touch screen dell’Amazon Locker.

Una volta inserito uno di questi codici si aprirà uno sportello con all’interno il proprio pacco da ritirare.

codice per il ritiro Amazon Locker

Il ritiro dovrà essere effettuato entro 3 giorni lavorativi altrimenti l’articolo sarà rispedito indietro e riceverete sulla carta con la quale avete effettuato il pagamento il rimborso totale. Per il momento i pacchi spedibili presso gli Amazon Locker possono avere dimensioni massime di 42x35x32 cm e con un peso massimo di 4.5Kg.

Tale modalità di ritiro offre sicurezza e discrezione senza dover fare code o attendere a casa il corriere. Inoltre c’è anche una nota positiva per i clienti Amazon Prime. I prodotti che beneficiano della spedizione “1 giorno” o spedizione rapida potranno usufruire di tale velocità di consegna con l’utilizzo dell’Amazon Locker.

Questo non avviene utilizzando i normali punti di ritiro ( poste italiane ) dove la modalità di spedizione era obbligatoriamente quella standard nonostante l’abbonamento pagato ad Amazon Prime (19.99 euro all’anno).

Adesso ordinare su Amazon e ritirare i pacchi con velocità e comodità è ancora più semplice.

Il pacco Amazon non arriva? Vediamo come intervenireIl nostro ordine è in ritardo o è disperso? Vediamo come muoverci per capire cosa è successo.

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