Scientific Linux 7.3: il plugin context viene addomesticato, mai più sfruttamento di rete

By Salvo Cirmi (Tux1)

Scientific Linux continua il proprio giro di aggiornamenti (che avviene davvero raramente…) e propone alcune novità interessanti unite ad un changelog astronomico, con varie aggiunte e diversi pacchetti completamente eliminati perché considerati inutili.

Scientific Linux 7.3 ha deciso di addomesticare il context plugin, che adesso è molto meno aggressivo ed utilizza molte meno risorse di rete che in precedenza. L’EULA ora contiene importanti informazioni riguardo il contratto degli stati uniti sotto cui Fermilab produce la distribuzione e moltissime altre novità che trovate a questo indirizzo (se pensavate che ve le avrei illustrate una ad una vi sbagliavate di grosso).

L’annuncio ufficiale invece lo trovate qui.

Guida Xiaomi MIUI 8: aumentare le icone nel launcher

By Giuseppe Monaco

Ogni volta che ci troviamo a parlare della MIUI mi piace sottolineare come la ROM realizzata da Xiaomi fornisca un’alta possibilità di personalizzazione, soprattutto se si pensa al fatto che anche il solo Android stock consente di modificare l’interfaccia a proprio piacimento. Nonostante questo, però, gli utenti più esigenti sentono sempre il bisogno di spingersi oltre rispetto a quanto gli viene offerto inizialmente. Per quanto mi riguarda, ad esempio, avrei gradito la possibilità di regolare il numero di icone presenti nella home screen e, più in generale, nel launcher di sistema.

Sebbene tra le numerose voci presenti nelle impostazioni non è presente alcuna funzionalità che opera in tal senso, ricordiamoci che siamo su Android e che, soprattutto nell’ambito della personalizzazione, tutto è possibile.

Spulciando in rete cercando una possibile soluzione sono incappato in un file che, se ben sfruttato, permette di scegliere la griglia che preferiamo applicare al launcher, così da permetterci di scegliere quante icone e, di tutta risposta, quanti widget collocare sul nostro schermo.

Requisiti

Per far si che tutto funzioni, è necessario soddisfare i seguenti punti:

  • Permessi di Root;
  • File com.miui.home (link al download della griglia qui sotto);
  • File manager con permessi di Root (Noi useremo ES Gestore File).

Attenzione: consiglio di eseguire un backup completo prima di procedere con la guida in questione in quanto si andranno a toccare file di sistema. Personalmente ho avuto modo di testare la griglia 4 x 6, 4 x 7 e 5 x 7, lascio a voi sperimentare le altre e, nel caso, farmi sapere se funzionano.

Modificando opportunamente il file sopracitato (com.miui.home), è possibile modificare la griglia a proprio piacimento. Per comodità, ho realizzato diverse versioni del file così da avere più schemi subito pronti al donwload. Più in particolare:

Dopo aver scaricato il file, tramite il file manager rinominatelo eliminando l’estensione .zip, così da avere com.miui.home. A questo punto aprite il file manager e, dopo esservi accertati che a questo siano stati forniti i permessi di root, spostate il file nel percorso root/system/media/theme/default.

modificare griglia miui
modificare griglia miui
modificare griglia miui

Ora è necessario eseguire una pressione prolungata sul file, andare alla voce Proprietà e, alla sezione Autorizzazioni, modificarla in rw-r-r come potete vedere negli screen dimostrativi.

modificare griglia miui
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Svolto anche quest’ultimo passaggio, non resta che riavviare lo smartphone per godere della nuova griglia appena impostata.

Grazie a questa nuova configurazione, all’applicazione di un nuovo icon pack e all’utilizzo di un widget per l’orologio diverso da quello di default sono riuscito a soddisfare il mio perfezionismo patologico. Ecco il risultato!

modificare griglia miui
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Come sempre, se riscontrate problemi nell’applicazione della guida oppure avete domande da porci, l’invito è quello di lasciare un commento qua sotto.

L’articolo Guida Xiaomi MIUI 8: aumentare le icone nel launcher appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Smartphone Android rotto: recuperare i dati

By Gaetano Abatemarco

Gli smartphone sono diventati indispensabili per ognuno di noi. Non rappresentano più un semplice oggetto di telefonia ma sono davvero il nostro piccolo album di foto digitali tascabile, memo di note e appunti, rubrica di appuntamenti, calendario, contatti, giochi, dati sensibili e tanto altro.

Uno smartphone Android rotto può mandare nel panico: un attimo prima stavate scambiando messaggi di testo con i vostri amici e un attimo dopo è successo ciò che tanti hanno anche timore di pensare. Lo smartphone cade, il display si rompe e bisogna iniziare a scegliere un nuovo smartphone da acquistare.

Se dovete cambiare smartphone, potete anche consultare la nostra guida dedicata:

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Magari però, prima di acquistarne uno nuovo, volete recuperare i dati dal vostro smartphone Android rotto. Come fare? Non è difficile e ci sono varie soluzioni.

Prima di mostrarvele, vi ricordo che potete garantire ulteriore protezione al vostro smartphone evitando che si rompa utilizzando non solo una cover protettiva ma soprattutto una pellicola di vetro temperato da applicare al display. Queste pellicole sono un vero e proprio vetro aggiuntivo che va a proteggere lo schermo del dispositivo.

Potete acquistarle anche su Amazon mentre di seguito trovate un collegamento al nostro approfondimento dedicato proprio alle pellicole di vetro temperato.

Recuperare dati da uno smartphone rotto

Primo metodo: il cavo USB

Se il vostro smartphone riesce ad avviarsi correttamente nonostante il display rotto, allora il recupero non sarà difficile. Ecco cosa dovete fare:

  1. Procuratevi un cavo USB per collegare il vostro smartphone al PC (solitamente è in dotazione nella confezione di vendita dello smartphone);
  2. Collegate lo smartphone al PC tramite cavo USB;
  3. Se sul PC non vi comparirà nessuna nuova periferica o cartella, allora forse il vostro smartphone è in modalità “carica“ e non nella modalità di trasferimento dati. Per impostare iltrasferimento dati dovete solitamente scendere la tendina delle notifiche del vostro smartphone e dalla voce “Utilizza USB per“ (o simile) impostare l’opzione per il trasferimento di file o foto.
  4. Adesso vi comparirà sul PC una cartella relativa ai dati contenuti nel vostro smartphone Android: basta trascinarli e copiarli sul vostro PC. Ricordatevi che le foto sono solitamente salvate nella cartella DCIM.
  5. Una volta completati i trasferimenti, potete scollegare lo smartphone.

Secondo metodo: AirDroid

Può capitare che non siate in possesso di un cavo USB o, peggio ancora, il PC non riconosce il vostro smartphone. Cosa fare? Potete sfruttare un’applicazione del Play Store che vi aiuterà nel trasferimento dei file: AirDroid.

AirDroid, che potete scaricare da qui, è un’app multifunzione che permette tra le altre cose di effettuare il trasferimento dei dati dal PC allo smartphone (e viceversa) sfruttando la connessione Internet o Wi-Fi. La cosa importante è che Aidroid funziona sia con Windows, Mac che Linux poiché sfrutta un browser per creare il collegamento tra il vostro smartphone e il vostro PC.

Una volta scaricata l’app, dal PC collegatevi all’indirizzo http://web.airdroid.com/ e vi comparirà la seguente immagine:

Dovrete creare un account o collegarvi con un social network: a quel punto basterà cliccare sulle icone e potete trasferire e copiare contatti della rubrica, file, musica, suonerie, video, foto, screenshot, messaggi e anche registro delle chiamate.

Tutto molto semplice e intuitivo!

Alcuni suggerimenti…

Potreste avere voglia, magari, anche di recuperare alcuni documenti o fotografie che avete cancellato per errore. In questo caso la procedura non è complicata e potete seguire la guida che trovate di seguito:

oppure

Se invece volete forzare il vostro smartphone alla cancellazione dei dati per impedirne il recupero, allora leggete la seguente guida:

Ricordatevi del backup!

Prima di concludere un ultimo suggerimento: è sempre importante effettuare un backup dei dati (ovvero salvataggio dei dati). Esistono tanti strumenti che permettono di farlo: se volete tenere sempre al sicuro le vostre foto allora un buon suggerimento è utilizzare Google Foto.

Se invece volete effettuare un backup completo, tutti i consigli e suggerimenti in merito li trovate riportati nel seguente articolo:

L’articolo Smartphone Android rotto: recuperare i dati appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Backup Android: la guida (con e senza root)

By Gaetano Abatemarco

Abbiamo appena acquistato un nuovo smartphone e vogliamo copiare tutti i nostri file, i nostri programmi e i nostri contatti? Temiamo di perdere o danneggiare il telefono e di perdere tutte le informazioni custodite? In quest’articolo vedremo i migliori metodi per conservare ogni tipo di dato su dispositivi Android (per chi cerca sul Web, la query a cui risponderemo è “backup Android”).

I metodi descritti verranno suddivisi in due categorie: quelli funzionanti senza i permessi di root e quelli che richiedono obbligatoriamente i permessi di root abilitati (con tutto quello che ne consegue sulla garanzia).

Backup Android senza root

Account Google (backup online)

L’account Google è il primo passo per poter effettuare un efficace backup di parte dei nostri dati. Sincronizzando l’account Google potremo “mettere in salvo” contatti di rubrica, app installate, calendario, segnalibri (di Chrome o browser locale), Google Foto, Drive e Gmail (tra quelli più importanti).

Per attivarlo basta usare l’account Google e abilitare la sincronizzazione (Da Android: Account->Google).

Selezioniamo le voci di nostro interesse, premiamo sui tre puntini in alto a destra e usiamo la voce Sincronizza ora.

Ripristinare i dati è molto semplice: basterà usare lo stesso account Google su un altro dispositivo.

Salvare le foto

Se desiderate salvare le vostre foto, potete farlo online e in modo illimitato sfruttando la famosa applicazione Google Foto. Ne abbiamo già parlato in passato nel seguente articolo:

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G Cloud Backup (backup online)

Una buona alternativa all’account Google è offerta dall’app G Cloud Backup, recensita da Chimera Revo qualche tempo fa e visionabile qui in basso.

Backup dei messaggi WhatsApp

Necessitiamo di salvare le nostre conversazioni di WhatsApp? Basta seguire la guida rapida per salvare le chat su WhatsApp in maniera del tutto automatica, così da ripristinare al volo in caso di cambio device. Se interessati basta leggere l’articolo dedicato.

Backup cartelle e file (locale e online)

Dobbiamo salvare foto, immagini, video e documenti presenti sul dispositivo? Possiamo affidarci a ES Gestore File! Possiamo salvare di tutto in varie destinazioni:

  • Su microSD
  • Usando l’accesso ai più famosi cloud (gratis e non)
  • Usando l’accesso su rete locale (LAN)
  • Possiamo trasformare il nostro dispositivo mobile in un server FTP accessibile (senza cavi) dal PC, così da poter copiare tutte le cartelle.

Da avere assolutamente.

Backup app+dati

Per effettuare un backup di tutte le app comprensive di dati (quindi eventuali progressi e impostazioni) senza essere dotati di permessi di root dobbiamo usare Helium Backup; anche in questo caso possiamo visionare l’applicazione dal link qui in basso.

Trasformare le app installate in APK

backup android

Possiamo trasformare le app installate in comodi APK da reinstallare appena terminato il trasferimento del dispositivo. A tale scopo consiglio di usare la seguente app gratuita, disponibile sul Play Store.

DOWNLOAD | Apk Backup

Backup Android con root

Titanium Backup (app+dati)

La regina dei backup su Android! Quest’app dall’aspetto davvero obsoleto (niente Material, ma nemmeno niente Holo) è davvero fondamentale per poter effettuare un backup di…tutto! Non c’è una cosa che non possa essere salvata e conservata con quest’applicativo. L’app è disponibile a pagamento.

DOWNLOAD | Titanium Backup

Backup app gratis

Una buona alternativa gratuita a Titanium? App2zip, recensita da Chimera Revo come visibile nel link qui in basso.

Backup del kernel

Dobbiamo provare un nuovo kernel su Android? Prima di procedere meglio effettuare un backup dello stesso; per farlo basterà seguire la guida linkata qui in basso.

Backup Android con Nandroid (immagine di sistema)

Un Nandroid backup è il backup più utilizzato da chi prova nuove ROM ogni giorno! Come una sorta di immagine di sistema, basterà ripristinare questo backup per far tornare il dispositivo Android alle condizioni desiderate. Con un’app possiamo effettuare questo backup senza passare dalla recovery. Anche quest’app è stata recensita, possiamo leggere la nostra recensione usando il link qui in basso.

L’articolo Backup Android: la guida (con e senza root) appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Rilasciato Bodhi Linux 4.1.0

By Matteo Gatti

bodhi linux 4.1.0

Jeff Hoogland ha annunciato il rilascio di Bodhi Linux 4.1.0, popolare distro Ubuntu-based.

Sono passati circa tre mesi da quando Bodhi Linux 4.0.0 è stato rilasciato con il desktop environment Moksha 0.2.1, basato su Ubuntu 16.04.1 LTS (Xenial Xerus), sulle librerie EFL (Enlightenment Foundation Libraries) 1.18.1 e sul kernel 4.4.

Bodhi Linux 4.1.0

Bodhi Linux 4.1.0 è il primo major update della serie 4.x, aggiornamento importante perchè la distro si basa ora sul kernel 4.8 e non più sul 4.4. Aggiornate anche le librerie EFL (alla vers. 1.18.4) e aggiornato il desktop environment con un nuovo tema “Arc Dark”.

Se state usando Bodhi Linux 4.0.0 dovreste aver già ricevuto tutti gli aggiornamenti inclusi in questa major release ma è necessario che installiate l’ultimo kernel 4.8 e il tema Arc Dark manualmente se volete utilizzarli.

Se invece voleste installare l’OS da zero è possibile scaricare le ISO (sia per sistemi a 64 bit che a 32 bit) dal sito ufficiale.

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Rilasciato Bodhi Linux 4.1.0 sembra essere il primo su Lffl.org.

Pellicola in vetro temperato: perché usarla

By Gaetano Abatemarco

Proteggere il proprio smartphone o tablet è fondamentale e per evitare che il display si rompa alla prima caduta è possibile ricorrere alle pellicole in vetro temperato.

Spesso mi trovo a discutere con amici e/o utenti che applicano al proprio smartphone una pellicola protettiva: parlo di quelle pellicole da pochi centesimi che trovate anche nel negozietto cinese sotto casa, che però non servono davvero a nulla sugli smartphone moderni.

Queste pellicole, infatti, proteggono approssimativamente da graffi e polvere ma i nuovi vetri (Gorilla Glass 3 e 4, tanto per citarne qualcuno) sono già di per sé sufficientemente resistenti a tagli e graffi. Inoltre, dopo già pochi giorni di utilizzo queste pellicole diventano piene di graffi e vanno cambiate!

Come garantire, dunque, una vera protezione al proprio dispositivo? Avete mai sentito parlare di pellicole protettive in vetro temperato? Beh, loro si che possono aiutarvi!

Una protezione completa!

Una pellicola protettiva in vetro temperato assicura al vostro smartphone, tablet o qualsiasi dispositivo a cui viene applicata una protezione molto affidabile: naturalmente tutto dipende dal danno, dalla caduta e dall’urto subito ma nella maggior parte dei casi il risultato sarà simile all’immagine seguente.

pellicola vetro temperato - rotta

In questo caso lo smartphone è caduto ma… non è il vetro ad essersi rotto bensì la pellicola di vetro applicata ad esso. Questo significa aver risparmiato soldi per la riparazione del display, tempo (perché avrei dovuto sostituire momentaneamente lo smartphone mentre era in riparazione) ed il sorriso è subito tornato stampato sul mio volto dopo un iniziale spavento.

Le pellicole di vetro temperato sono sicuramente la spesa che ogni utente dovrebbe sempre fare non appena acquista un nuovo smartphone: esistono per praticamente la stragrande maggioranza dei dispositivi esistenti ma hanno un prezzo molto più ingente rispetto alle pellicole semplici da pochi centesimi.

Il prezzo solitamente oscilla intorno ai 10/15€ a seconda della pellicola e del modello di smartphone.

Pensateci però: 10/15€ per salvare il display la cui sostituzione potrebbe costarvi 100/150€ almeno.

Caratteristiche

pellicola vetro temperato brando

Solitamente una pellicola di vetro può avere molte caratteristiche, alcune sono comuni: innanzitutto garantiscono alta protezione e sono spesso anti-graffio e anti-taglio.

Un altro aspetto importante da sottolineare è che una pellicola di vetro non lascia bolle: l’applicazione è semplicissima e spesso nella scatola troverete anche un panno con l’alcool per la pulizia del vetro e quello per asciugarlo.

E il touchscreen del vostro smartphone? La sensibilità resta praticamente la stessa anche se spesso dipende anche dalla qualità del touchscreen e dallo spessore della pellicola protettiva in vetro temperato (0.2 mm, 0.3 mm o altri spessori).

Dove acquistare pellicole in vetro temperato

Le pellicole protettive in vetro temperato per il vostro smartphone, tablet o qualsiasi altro dispositivo sono comunemente vendute in grandi catene di elettronica o meglio ancora su siti online come Amazon, eBay o store dedicati (ad esempio per i dispositivi Xiaomi vi consigliamo Honorbuy.it).

Nella nostra sezione offerte, impostando come range 3-50€, potete velocemente cercare una serie di pellicole in vetro temperato: non dimenticatevi di specificare anche il nome del vostro dispositivo per raffinare la ricerca.

E voi cosa ne pensate delle pellicole protettive in vetro temperato, riuscite a farne a meno e siete amanti del “brivido”?

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Linux download wine 2.0.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Linux Wine 2.0 è possibile scaricalo gratuitamente.

Chi usa Linux sicuramente conosce Wine, si tratta di un software che permette di lanciare programmi sviluppati per l’ambiente Windows su Linux e MacOS. Con il passare del tempo sempre più applicazioni vengono proposte su multi piattaforma ma vi sono casi in cui alcune di esse sono esclusiveWindows, se volete lanciarle su Linux o MAC, allora Wine fa al caso vostro.

E’ risaputo che sia Linux che Mac non sono ottimi sistemi per il gioco, per tanto molti si affidano al multi OS, creando magari una partizione dove è collocato Windows che consente appunto di giocare senza problemi o virtualizzandolo tramite appositi software come Virtualbox di cui vi parleremo prossimamente. C’è chi per evitare di installare Windows, preferisce affidarsi a programmi come Wine.

Wine non è un emulatore in quanto come suggerisce il sottotitolo stesso “Wine is Not an Emulator” non consente di emulare ma serve per eseguire applicazioni Windows su altri sistemi, il risultato finale non è perfetto ma per lo meno risolve molte problematiche. La nuova release ha visto partecipare allo sviluppo numerosi programmatori, sono ben 6.600 i cambiamenti apportati, i maggiori punti di forza sono il supporto di Microsoft Office 2013 e del 64bit sul MacOS oltre a migliore generiche tra cui la possibilità di lanciare nuove app e giochi.

Wine generalmente è localizzato nello store della propria distribuzione Linux, se avete Ubuntu potete recarvi nel centro dove sono presenti tutte le applicazioni e digitare Wine nel campo Ricerca, dopo di che cliccare su Installa e dare eventuali permessi. Al termine dell’installazione il programma è pronto per essere utilizzato, se volete installare software Windows (compatibili), vi basta cliccare due volte sull’eseguibile exe ed aprirlo con Wine.

A questo punto vedrete comparire un popup dove potete procedere all’installazione del programma come se foste nell’ambiente Windows. Ovviamente Wine nonostante permetta di installare e lanciare numerosi giochi, non è da preferire al sistema originario, per tanto vi consigliamo di utilizzarlo solo per programmi minori, qualora siete interessati al gioco e disponiate di un PC dalle prestazioni elevate, potete sempre virtualizzare il sistema o in alternativa creare una partizione dedicata.

Molti preferiscono Linux per la questione “open source” ma si sa che non è di certo il sistema più adatto per giocare.

Qua è possibile scaricarlo:

 

 

Installare F.Lux su Ubuntu e derivate

By Paolo Piccolino

Vi avevamo già parlato di F.Lux, programma (e anche applicazione per smartphone) ideale per chi, per i più svariati motivi, deve utilizzare molto il PC, visto che, in base alle preferenze (e all’orario) permette di diminuire la luce blu emessa dai display, prima causante dell’affaticamento degli occhi.

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Se per Windows l’installazione di F.Lux può considerarsi facile non lo è, come succede molto spesso, per i sistemi linux. Infatti, purtroppo, gli sviluppatori di F.Lux non hanno reso disponibile un pacchetto autoinstallante (come può essere un .deb), ma si dovrà fare tutto via terminale. Noi vi renderemo la vita più facile spiegandovi, passo passo, cosa fare.

Purtroppo la versione non è più quella aggiornata, come per Windows, ma se la cava benissimo pur avendo poche opzioni rispetto all’applicativo per gli SO di Redmond.

Installare F.Lux via PPA

Il primo passo da compiere sarà quello di aprire il terminale e incollare questa stringa, in cui ordiniamo di collegare e scaricare alla repository di F.Lux e premere invio.

sudo add-apt-repository ppa:nathan-renniewaldock/flux

A questo punto il terminale ci chiederà la password, inseriamola e premiamo di nuovo invio. Adesso caricherà tutti i file dalla repository online. Come al solito, dopo questo passaggio, procediamo all’aggiornamento dei pacchetti presenti all’interno del nostro sistema operativo, che adesso comprenderanno anche quello di F.Lux. Incolliamo e inviamo.

sudo apt-get update

Dopo aver aggiornato i pacchetti, procediamo all’installazione vera e propria di F.Lux. Come al solito, incolliamo e premiamo invio.

sudo apt-get install fluxgui

Fatto ciò, possiamo cominciare ad utilizzare F.Lux.

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