Chrome Flags: ecco alcune delle più importanti funzioni sperimentali del browser

By Salvo Cirmi (Tux1)

Il browser Google Chrome, per chi non ne fosse al corrente, contiene numerosissime funzioni avanzate e sperimentali che, nascoste dagli sviluppatori, potrebbero permettere (se ben gestite) di migliorare esponenzialmente le capacità del browser, come ad esempio la velocità di navigazione, la gestione della RAM (problematica per Google Chrome) e molto altro.

Vi presento oggi una lista di 9 funzioni sperimentali presenti su Google Chrome, e di come gestire queste ultime per migliorare il browser e la sua gestione valide per Windows, Linux, Mac OS e Android (fondamentalmente, su tutti gli OS su cui si può installare il browser). Ecco quindi come velocizzare Google Chrome!

Per iniziare, come accedo alle funzioni sperimentali di Chrome?

Basta aprire una nuova scheda di Google Chrome e, sulla barra degli indirizzi, scrivere:

chrome://flags

Ora di seguito vi elencherò le varie funzioni sperimentali, denominate Flags, che potete trovare facilmente premendo CTRL+F e scrivendo il nome del flag che vi interessa. Dopo aver effettuato le modifiche, ricordatevi di selezionare il tasto Riavvia Ora che comparirà in basso per applicarle. Iniziamo!

1: Numero di thread raster

Grafica raster significa utilizzare i pixel per formare un’immagine (al contrario la grafica vettoriale utilizza linee e curve).
Questo flag sperimentale può essere fissato al numero massimo di 4 per aumentare la velocità con cui il computer elabora e carica le immagini raster dei siti web.
In parole povere, dovrebbe rendere più veloce il caricamento di immagini su internet.
Il Flag ha nome #num-raster-threads

2: Eliminazione automatica scheda

Se avete un PC con 4 GB di RAM o anche meno, può capitare che Chrome sospenda alcune schede e le ricarichi quando vi cliccate su. Se questa opzione è abilitata, le schede vengono eliminate automaticamente quando la memoria è quasi esaurita
Il Flag da disabilitare ha nome #automatic-tab-discarding (Eliminazione automatica scheda).

3: Ricaricamento automatico delle pagine offline

Quando si apre un sito e questo fallisce nell’apertura, Chrome prova immediatamente a ricaricarlo.
Questo è utile, ma solo se si tratta della scheda attiva, non di una che sta in background.
Il Flag da modificare ha nome #enable-offline-auto-reload-visible-only (Ricarica automaticamente solo schede visibili) mettendolo su Abilitato.

4: Funzioni sperimentali Canvas

Se le pagine web impiegano troppo tempo a caricare o se si vuole tentare di dare più velocità a Chrome si può abilitare una funzione sperimentale che ha nome #enable-experimental-canvas-feature (Funzioni sperimentali Canvas).
Questa opzione fa in modo che Chrome elabori più rapidamente animazioni e immagini rimuovendo le parti non visibili di queste.

5: Chiusura veloce di schede/finestre

Le schede e le finestre di Chrome possono essere chiuse più rapidamente eseguendo un codice JavaScript chiamato onunload.js. Consente la chiusura veloce di schede/finestre – viene eseguito il gestore onunload js di una scheda indipendentemente dalla GUI.

Il Flag si chiama #enable-fast-unload e si può attivare.

6: Iframe dalla bassa priorità

Un iFrame (abbreviazione di Inline Frame) è utilizzato dai web designer per inserire su un sito contenuti provenienti da altri siti, come inserendo una pagina web all’interno di un’altra.
Se ci sono troppi iFrames, il sito può impiegare troppo tempo a caricarsi.
L’attivazione di questa caratteristica permette invece a Chrome di verificare quali sono gli iFrame più importanti e caricarli prima degli altri.

Il tag ha nome #enable-site-per-process e non sarebbe male attivarlo.

7: Apertura veloce TCP

Con questa opzione attivata, Chrome dovrebbe accelerare l’invio e la ricezione di dati.

In gergo tecnico, invia informazioni di autenticazione aggiuntive nel pacchetto SYN iniziale per un client precedentemente connesso, permettendo quindi invio e ricezione dati più rapidi.
Il Flag è #enable-tcp-fast-open e potete provare ad attivarla.

8: Protocollo sperimentale QUIC

Questo è un altro trucco per avere velocizzare di molto Chrome.
QUIC sta per Quick UDP Internet connections ed è stato sviluppato da Google nel 2012 per ridurre della larghezza di banda, la latenza e la congestione diminuendo il numero di passaggi necessari quando si stabilisce una nuova connessione.
Anche se è una funzione sperimentale, dovrebbe già funzionare senza problemi, quindi vale decisamente la pena attivarlo.

Il Flag si chiama #enable-quic

9: Attiva l’istruzione cache “stale-while-revalidate”

Questa particolare opzione viene descritta come l’implementazione sperimentale dell’istruzione “Cache-Control: stale-while-revalidate” per avere un aggiornamento in background di alcune risorse di cache.
In teoria, questa funzione dovrebbe accelerare la navigazione su internet, permettendo ai server di specificare che alcune risorse potrebbero essere riconvalidate in background per migliorare la latenza. Vale la pena attivarla.

Il Flag si chiama #enable-stale-while-revalidate

Ho attivato ciò che mi serviva, come applico le modifiche?

Dopo aver attivato tutte queste impostazioni sperimentali, premete su Riavvia ora in basso e verificare se ci sono effettivamente dei miglioramenti. Google Chrome si riavvierà e i cambiamenti saranno attivati.

Dopo le modifiche ho diversi problemi nel visualizzare varie pagine web/crash continui, cosa faccio?

Annullare i cambiamenti è semplicissimo. Recatevi di nuovo sulla scheda chrome://flags, andate in alto a destra e selezionate l’opzione Ripristina i valori predefiniti per tutto per resettare le modifiche applicate.

Ringrazio Fedora Tux per avermi suggerito l’idea di creare questo interessantissimo ed utilissimo articolo.

Stella

By Salvo Cirmi (Tux1)


Tipo OS:
Linux

Basata su: CentOS, RedHat

Origine: Romania

Architettura: i386, x86_64

Desktop Environment: GNOME

Categoria: Desktop, Live

La descrizione di Tux1!

Stella è una distro Linux che pone le sue basi su CentOS ed utilizza GNOME come Desktop Environment predefinito. La distribuzione è nata il 31 Luglio 2012 con l’edizione Stella 6.3 (che potete visionare in basso).

E’ focalizzata nell’offrire un desktop il più user-friendly possibile, con supporto a moltissimi formati multimediali (quindi molti codec audio e video sono già integrati). Oltre al software “standard” integrato, il progetto mantiene anche i propri repository, contenenti LibreOffice ed una grande varietà di applicazioni Desktop.

Link e dintorni di…Stella!

Homepage: https://li.nux.ro/stella/

Forum: https://forums.nux.ro/

Wiki: https://no.wikipedia.org/wiki/Stella_(Linux) (solo su Wikipedia in lingua Norvegese al momento..)

Screenshot: —

Download: http://mirror.li.nux.ro/li.nux.ro/ISO/http://ftp.ines.lug.ro/li.nux.ro/

ScreenShot!


Xiaomi RedMi 4 Prime: installare Italiano e Play Store

By Giuseppe Monaco

Lo Xiaomi Redmi 4 Prime, smartphone di fascia medio/bassa della casa cinese, è un dispositivo compatto, versatile e dall’eccellente rapporto qualità prezzo.

In generale l’acquisto dei dispositivi Xiaomi, come sicuramente ben saprete, può avvenire sugli store più disparati e, a seconda del sito scelto, sullo smartphone è possibile trovare versioni diverse della ROM MIUI. Nonostante infatti ci siano alcuni store italiani che vendono questi prodotti con sistema ufficiale e tradotto (qualora possibile), alcuni utenti decidono di affidarsi a store cinesi o internazionali per approfittare di interessanti offerte.

Il lato negativo di far questo è che non è difficile incappare in terminali equipaggiati con una ROM modificata dal venditore oppure in lingua inglese/cinese. La migliore soluzione a questo tipo di problematiche, prima di tutto, è verificare che sul sito internazionale sia presente la versione Global della ROM, che rappresenta la soluzione ufficiale per avere un sistema in Italiano e con i servizi Google preinstallati.

In alternativa, l’altra possibilità è quella di instalare la ROM tradotta dai ragazzi di xiaomi.eu, community che si occupa di tradurre in modo tempestivo la versione cinese della MIUI in un gran numero di lingue diverse, tra cui l’italiano.

ATTENZIONE: Nell’articolo citeremo sia l’installazione della MIUI ufficiale che la variante Xiaomi.eu. Noi consigliamo sempre di installare la MIUI ufficiale in Italiano, quando e se disponibile.

XiaomiRedmi 4 PrimeSmartphoneScheda Tecnica

Differenza tra versioni MIUI esistenti (Global e China)

China Stable

E’ la versione con la quale i dispositivi Xiaomi escono di fabbrica, consente gli aggiornamenti OTA che generalmente vengono rilasciati ogni mese. Comprende solamente Inglese e Cinese come lingue disponibili ed è sprovvista del Play Store, inoltre contiene alcune applicazioni pensate esclusivamente per il mercato cinese.

Global Stable

Anche questa rilasciata direttamente da Xiaomi ed aggiornata a cadenza mensile tramite OTA. Integra anche le altre lingue (anche l’Italiano spesso) e il Play Store con i servizi Google. Le app pensate per il mercato cinese qui non sono presenti.

China Developer

Disponibile solo in Inglese e Cinese viene rilasciata ogni settimana con miglioramenti continui e nuove funzionalità. Anche questa non include il Play Store ed i servizi Google, mentre consente gli aggiornamenti tramite OTA.

Global Developer

E’ la Rom che consigliamo di utilizzare e installare. Disponibile in multilingua, quindi anche in Italiano, riceve aggiornamenti settimanali con numerosi bug fixes. Inoltre consente gli aggiornamenti OTA che vi arriveranno direttamente tramite avviso sul terminale.

Installare MIUI Global Ufficiale con lingua Italiana e Play Store

  1. Andate nella sezione Download del sito ufficiale di Xiaomi, relativa allo Xiaomi RedMi 4 Prime;
  2. Selezionate in alto la voce “Global” se non selezionata;
  3. Ora scegliete se volete scaricare la Global Stable o Developer;
  4. Scaricate il file (sarà un archivio).

Ora leggete bene: avete due modi per installare la MIUI Global. La procedura System Update è valida se avete già una MIUI ufficiale sul vostro smartphone; se invece avete una MIUI non ufficiale o ROM modificata, usate la procedura Fastboot Update (valida soprattutto quando comprate i dispositivi da Gearbest che spesso modifica le ROM).

System Update

  1. Collegate lo smartphone al PC;
  2. Se nella memoria interna del vostro smartphone non esiste la cartella downloaded_rom, createla;
  3. Copiate l’archivio precedentemente scaricato (senza estrarlo) e spostatelo nella cartella downloaded_rom appena creata sullo Xiaomi RedMi 4 Prime;
  4. Scollegate lo smartphone;
  5. Ora lanciate l’applicazione Updater;
  6. Dall’app aperta, cliccate in alto sui tre puntini, scegliete l’opzione Choose update package e selezionate l’archivio;
  7. Lo smartphone sarà aggiornato. Godetevi il vostro Xiaomi RedMi 4 Prime in Italiano!

Fastboot Update

  1. Andate nella pagina download del file fastboot per il vostro Xiaomi RedMi 4 Prime;
  2. Nella pagina, scaricate il file MIUI ROM Flashing Tool;
  3. Installatelo sul vostro PC Windows;
  4. Dalla lista dei file, scaricate ora quello relativo al vostro Xiaomi RedMi 4 Prime scegliendo la versione Global (stable o developer è una vostra scelta);
  5. Spegnete lo smartphone;
  6. Accendetelo tenendo premuto i tasti Volume Giù + Power ed entrerete nella modalità Fastboot;
  7. Ora estraete il contenuto dell’archivio della ROM scaricata e copiate la cartella che sarà estratta nella directory C: del vostro Windows;
  8. Collegate lo smartphone al PC;
  9. Ora attenti: lanciate MiFlash e selezionate la voce Flash All (in basso), poi da Sfoglia (o browse) in alto scegliete la cartella che avete precedentemente decompresso. Cliccate su aggiorna (refresh) e assicuratevi che lo smartphone venga rivelato. Tutto dovrà essere simile all’immagine seguente:
  10. Se tutto è andato bene cliccate su Flash e attendete che la MIUI venga installata.
  11. Godetevi il vostro Xiaomi RedMi 4 Prime in Italiano!

Installare ROM Xiaomi.eu con lingua Italiana e Play Store

La procedura è la seguente e prevede – al momento – lo sblocco del bootloader e l’installazione della ROM tramite la recovery TWRP!

Requisiti e preparazione del dispositivo

  • Dal sito ufficiale di Xiaomi dobbiamo scaricare la Developer ROM (qualora fosse presente sul vostro smartphone quella stable);
  • Spostate il file .zip nella memoria dello Xiaomi RedMi 4 Prime;
  • Cercate l’applicazione Updater e dal menu (i tre puntini in alto) selezionate la voce Choose update package relativa all’installazione dell’update tramite pacchetto presente sul telefono;
  • Selezionate il file precedentemente scaricato;
  • Attendente l’installazione e il riavvio del dispositivo.

Sblocco bootloader – requisiti

Prima di proseguire dovrete accertarvi di avere i driver ADB relativi al vostro Xiaomi Redmi 4 Prime installati sul vostro PC. Per verificarlo potete andare in Gestione Dispositivi o Gestione Periferiche (in base alla versione Windows installata) e, se vedete un dispositvio Android generico o nominato Redmi 4 Prime con il punto interrogativo giallo significa che i driver non sono installati correttamente. Potete verificare l’installazione dei driver ADB anche tramite ADB con il comando adb devices (da dare dal prompt di MS-DOS). Se il vostro dispositivo, collegato via USB, viene elencato i driver sono ok, altrimenti dovrete installarli. Se non sapete come fare, potete seguire questa guida.

Procedura di sblocco

  • Dovete associare il vostro Xiaomi RedMi 4 Prime all’account Mi (operazione necessaria): per farlo accedete alla pagina https://i.mi.com/ ed effettuate il login con i vostri dati.
  • Attenzione: se non avete un Mi Account, dovrete crearne uno tramite la pagina di registrazione. Vi ricordo che è necessario che l’account sia associato ad un numero di telefono o ad una SIM verificata.

Ora vi riporterò le istruzioni di sblocco facendomi aiutare dal lavoro già svolto dai ragazzi di MIUI.it:

  • Scaricate lo strumento di sblocco da questi link: versione cinese / versione italiana;
  • Scompattatelo in una cartella qualsiasi sul vostro PC e lanciatelo.
  • Eseguite un backup dei dati presenti sul telefono per non rischiare di perderli;
  • Collegate il terminale al PC tramite cavo USB ed avviate il telefono in modalità Fastboot (dovete premere insieme i tasti accensione + volume giù e rilasciare il tasto accensione appena compare il logo MI sul telefono);
  • Avviate lo strumento di sblocco (doppio click su MiFlashUnlock.exe) e accettate l’informativa iniziale (tasto sinistro) che vi mette in guardia in merito ai rischi per la sicurezza e la stabilità di sistema;
  • Nella schermata successiva effettuate l’acceso con i dati del vostro Mi Account;
  • Dopo la verifica delle credenziali comparirà la schermata di sblocco, se il telefono viene rilevato correttamente potrete preme il pulsante “Sblocca” per avviare il processo;
  • A questo punto il processo avanzerà in tutte le sue fasi, fino a raggiungere il 100%;
  • Una volta terminato il processo, il telefono sarà sbloccato e potrete riavviarlo.

ATTENZIONE: se il programma MiFlashUnlock vi notificherà che non avete i requisiti di sblocco, dovrete attendere al massimo 10 giorni prima che Xiaomi vi invii un codice di sblocco che sbloccherà il vostro dispositivo e permetterà quindi lo sblocco del bootloader.

Dopo avere sbloccato il bootloader sarà necessario installare una custom recovery per poter flashare la ROM ITA. Vediamo come fare.

Installare una custom recovery (TWRP)

  1. Scaricate la recovery TWRP da questo indirizzo e spostatela nella cartella di MiFlashUnlock;
  2. Spegnete il telefono;
  3. Ora avviate il telefono nella modalità Fastboot (dovete premere insieme i tasti accensione + volume giù e rilasciare il tasto accensione appena compare il logo MI sul telefono);
  4. Collegare il telefono col cavo USB al computer;
  5. Andate nella cartella dove avete spostato la TWRP (ovvero quella di MiFlashUnlock);
  6. Tenendo premuto il tasto shift sul PC (quella freccia presente a sinistra della tastiera sopra al tasto CTRL), fate click col tasto destro in un punto qualsiasi della cartella e selezionate la voce Apri finestra di comando qui;
  7. Ora dovete digitare il comando “fastboot flash recovery twrp_prada.img” (senza doppi apici);
  8. Attendete il termine del processo;
  9. Ora digitate il comando “fastboot reboot“;
  10. Attendete il riavvio dello Xiaomi RedMi 4 Prime.

Installazione della ROM

  1. Collegatevi all’indirizzo xiaomi.eu e cliccate sul posto più in alto che rappresenta l’ultima versione della ROM;
  2. Troverete una tabella con una lista di dispositivi, utile per risalire al nome in codice dei dispositivi e al nome del pacchetto zip. Nel nostro caso, il dispositivo è lo Xiaomi Redmi 4 Prime con codice prada e nome della ROM HM4!
  3. Subito al di sopra della tabella troverete 2 voci in particolare, Download Weekly e Download Stable. A seconda del tipo di ROM che desiderate installate, scegliete uno dei link al download che trovate sotto al relativo titoletto;
  4. Collegate lo Xiaomi Redmi 4 Prime al vostro PC;
  5. Copiate il file zip che avete appena scaricato nella directory principale del vostro telefono (non deve essere incluso in nessuna cartella);
  6. Staccate lo Xiaomi Redmi 4 Prime dal vostro PC;
  7. Spegnete il telefono;
  8. Entrate in modalità Recovery (dovete premere insieme i tasti accensione + volume su e rilasciare il tasto accensione appena compare il logo MI sul telefono);
  9. Ora quella che vedrete è la recovery TWRP che vi permetterà di poter installare la ROM con lingua italiana;
  10. Andate su Install e selezionate il file di installazione precedentemente scaricato;
  11. Aspettate che la procedura si completi, il vostro Xiaomi Redmi 4 Prime verrà riavviato e troverete la lingua Italiana installata!

Ottenere i permessi di root (Opzionale)

Se siete tra i più smanettoni e avete la necessità di sfruttare i permessi di root, è possibile ottenerli flashando un pacchetto zip tramite la recovery appena installata. Per farlo, occorre procedere in questo modo:

  • Recatevi a questa pagina e scaricate il file UPDATE-SuperSU-v2.76-20160630161323.zip;
  • Posizionate il file appena scaricato nella memoria del vostro dispositivo nel caso in cui lo abbiate scaricato sul vostro PC;
  • Spegnere lo Xiaomi Redmi 4 Prime;
  • Entrate in modalità recovery (tasto accensione + volume giù);
  • Andate su Install e selezionate il pacchetto appena scaricato;
  • Attendete il termine dell’installazione e riavviate il dispositivo.

E per gli aggiornamenti OTA? Purtroppo questo tipo di ROM non godono degli aggiornamenti tramite app Updater. Per aggiornare di volta in volta il sistema, dovrete scaricare ogni volta da xiaomi.eu l’ultima versione postata, caricarla sul vostro dispositivo e installarla tramite recovery TWRP come abbiamo appena fatto.

In particolare ricordo che, recandovi a questa pagina e selezionando l’ultimo aggiornamento disponibile troverete:

  • Weekly: Verranno postati i link al download ogni venerdì pomeriggio/sera;
  • Stable: Gli aggiornamenti, in questo caso, arrivano all’incirca ogni mese.

Inoltre, se avete bisogno dei permessi di root è necessario eseguire la procedura elencata in precedenza ogni volta che un nuovo aggiornamento viene flashato.

Dove acquistare lo Xiaomi RedMi 4 Prime

Se non sapete dove acquistarlo, esistono vari store che vi garantiscono anche assistenza pre e post vendita per tutti i prodotti Xiaomi. Noi vi consigliamo honorbuy.it dove potrete anche usufruire di un piccolo sconto di 5€ (utile magari per acquistare una pellicola in vetro temperato che andrà a ridurre i rischi di rottura del display):

Dunque, se deciderete di acquistare il dispositivo da honorbuy.it, grazie al codice CHIMERA potrete usufruire di uno sconto di 5€ a partire da 70€ di spesa complessiva: inoltre, tale voucher può anche essere utilizzato in coppia con i loyalty points. Cosa ancora più importante, da questo store troverete già installato il Play Store sul vostro Xiaomi Redmi 4 Prime.

Altri siti sicuri e affidabili li trovate al seguente link:

Per qualsiasi dubbio o domanda sono a vostra disposizione!

L’articolo Xiaomi RedMi 4 Prime: installare Italiano e Play Store appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come impedire telefonate pubblicitarie

By Giuseppe F. Testa

Riceviamo tutti i giorni delle telefonate pubblicitarie da consorzi o da call center per le promozioni su ADSL e fibra ottica? Se siete assillati dalle telefonate pubblicitarie, siete nella guida giusta. Abbiamo raccolto in una sola grande guida tutti i metodi funzionanti per bloccare le chiamate pubblicitarie, su qualsiasi dispositivo.

Con la guida firmata Chimera Revo potremo bloccare le telefonate pubblicitarie su smartphone (sia esso un sistema Android o un iPhone) sia le telefonate pubblicitarie su telefono fisso, proverbialmente più difficili da intercettare. Vediamo insieme tutti i metodi disponibili, con un’appendice utile per bloccare altre chiamate indesiderate.

Evitare telefonate pubblicitarie

Telefonate pubblicitarie su Android

Per bloccare le chiamate indesiderate su un dispositivo con sistema operativo Android abbiamo due metodi efficaci:

  • Una blacklist personale in cui aggiungere i numeri indesiderati
  • Un’app che permette di bloccare le chiamate automaticamente

Utilizzare la blacklist è semplice: in molti dispositivi è integrata di default nel sistema. Per scoprire come utilizzare al meglio la lista nera delle chiamate (così da evitare l’uso di qualsiasi app) basta seguire la nostra guida dedicata.

Se invece non vogliamo più ricevere nessuna telefonata automaticamente su Android, la migliore app per lo scopo è sicuramente Dovrei rispondere?, disponibile gratuitamente.

DOWNLOAD | Dovrei rispondere?

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Con quest’app diremo finalmente addio a qualsiasi chiamata pubblicitaria, visto che utilizza una lista sempre aggiornata con i numeri da evitare, anche grazie alle segnalazioni degli utenti. Basterà impostare i filtri come descritto nella guida in basso per bloccare le telefonate pubblicitarie.

Telefonate pubblicitarie su iPhone

Anche chi dispone di uno smartphone Apple iPhone può bloccare le chiamate pubblicitarie, basterà affidarsi alle app blacklist compatibili con iPhone.

Le migliori app per bloccare le chiamate pubblicitarie sono:

Possiamo approfondire l’uso delle app blacklist nel nostro articolo dedicato.

Telefonate pubblicitarie su telefono fisso

Come possiamo impedire le chiamate pubblicitarie su una linea di telefono fissa? I metodi disponibili sono svariati, ma solo l’adozione di uno strumento filtro interposto tra la linea di casa ed il telefono può garantire una buona protezione dalle chiamate indesiderate.

L’utilizzo del Registro delle Opposizioni e dei blocchi tramite operatore hanno un’efficacia ridotta, considerando che i numeri dei disturbatori cambiano di continuo, e spesso chiamano con l’anonimo per non farsi intercettare.

Quindi l’unico sistema valido è l’utilizzo di dispositivi di blacklist, come quelli disponibili qui in basso.

CPR Call Blocker V202

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Con il CPR Call Blocker V202 potremo bloccare con un semplice tasto tutte le chiamate pubblicitarie. Abbiamo ricevuto una chiamata indesiderata? Premiamo il tasto Block Now per inserire l’ultimo numero chiamante in una “lista nera”.

LINK ACQUISTO | Amazon.it

CPR Call Blocker

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Anche questo dispositivo CPR permette di bloccare le chiamate, ma è decisamente meno vistoso rispetto al modello visto in precedenza. Basterà interporlo tra la linea telefonica e il ricevitore per ottenere un filtro a tutte le chiamate in arrivo, con la possibilità di aggiungere nuovi numeri da bloccare premendo il piccolo tasto Block Now.

LINK ACQUISTO | Amazon.it

Per approfondire il discorso su questi dispositivi e per scoprirne di altri vi rimandiamo al nostro articolo, disponibile qui in basso.

Altre guide

Riceviamo delle chiamate da un numero privato anonimo? Possiamo bloccare le chiamate anonime seguendo la nostra guida, disponibile in basso.

Se necessitiamo di bloccare le chiamate anonime su Android, possiamo leggere la seguente mini-guida con tutte le istruzioni a riguardo.

Se cerchiamo invece informazioni sul servizio Override, molto utile per bloccare le telefonate pubblicitarie, possiamo ricavare tutte le informazioni dal seguente link.

L’articolo Come impedire telefonate pubblicitarie appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Menu start Windows 10 lento: come risolvere

By Jessica Lambiase

Come per ogni cosa, ogni tanto è bene prendersi cura del proprio sistema operativo per ottimizzarlo e tenerlo sempre rapido e scattante.

Quando però a rallentare non è l’intero sistema ma il solo menu Start, le soluzioni potrebbero non essere immediate quanto si spera. Ma, con un po’ di ingegno, possiamo risolvere questo fastidioso problema!

Dunque se il nostro menu Start di Windows 10 diventa lento possiamo tranquillamente seguire alcuni semplici procedimenti per risolvere il problema e riportare il tutto alla normalità, senza ricorrere a metodi drastici come il ripristino del sistema operativo.

Menu Start Windows 10 lento – Soluzioni

Riavviare Explorer

Strano a pensarsi, ma la causa del menu Start di Windows 10 lento potrebbe essere qualche problemino con Esplora Risorse, altresì noto come Explorer.

Come soluzione immediata possiamo tentare di riavviarlo: apriamo Gestione Attività con la combinazione di tasti CTRL+Maiusc+Esc, se necessario facciamo click su “Più Dettagli”.

Cerchiamo ora Esplora Risorse nella lista processi (dovremo scendere fino a “Processi di Windows”), facciamo click destro su di esso e selezioniamo Riavvia. Attendiamo qualche secondo (in cui potremmo visualizzare schermi neri o forme indefinite); a riavvio completato riproviamo ad usare il menu Start: il problema potrebbe essersi risolto.

Riavviare Windows 10

Se riavviare Esplora Risorse non è efficace possiamo passare allo step successivo: riavviare il sistema operativo!

Si, perché “a causa” del cosiddetto avvio veloce gli spegnimenti di Windows 10 non “dimenticano” mai le precedenti informazioni – questo per velocizzare il processo d’avvio. Riavviando Windows 10 alla maniera classica, invece, al costo di qualche secondo in più avremo un sistema fresco fresco.

Ed il problema del menu Start potrebbe essersi risolto.

Disattivare le animazioni del menu Start

Se il resto del sistema è scattante ed è il solo menu Start ad essere lento, allora potrebbe trattarsi di un problema grafico causato dalle animazioni.

Possiamo disattivarle in qualsiasi momento recandoci in Start > Impostazioni > Accessibilità > Altre opzioni e spostiamo su Off l’interruttore in corrispondenza di “Riproduci animazioni in Windows”.

Usare il FixIt di Windows

Se non siamo riusciti a risolvere il problema ed il nostro menu Start è ancora lento, possiamo intervenire con un FixIt offerto dalla stessa Microsoft.

Questo programmino, che va scaricato ed eseguito, andrà a controllare se vi sono problemi con le tile (i riquadri), con le app installate o con il file manifest e, eventualmente, li risolverà.

Scarichiamo dunque il FixIt di Microsoft dedicato al menu Start, avviamolo e seguiamo le istruzioni a schermo: con molta probabilità risolveremo il problema!

DOWNLOAD | Microsoft FixIt per menu Start

Controllare i file di sistema con sfc

Se neppure il FixIt è riuscito a risolvere il problema, possiamo effettuare l’ultimo tentativo controllando tutti i file di sistema con l’utility sfc (System File Checker), inclusa in Windows. Facciamo click destro sul menu Start ed apriamo un prompt dei comandi in modalità amministratore.

Al suo interno scriviamo

sfc /scannow

ed attendiamo il completamento della procedura: il problema al nostro menu Start dovrebbe essere sparito!

L’articolo Menu start Windows 10 lento: come risolvere appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Oscal 2017 é in arrivo!

By Daniele Scasciafratte

La prima conferenza annuale internazionale in Albania, OPEN SOURCE CONFERENCE ALBANIA, si terrà per il quarto anno consecutivo per promuovere ampiamente la cultura dell’informazione accessibile a tutti, i programmi free open source e la libertà della tecnologia in generale. OSCAL si terrà il 13 e 14 maggio 2017 nei pressi della Officina di HARRY FULTZ da OPEN LABS HACKERSPACE, una comunità che condivide gli stessi obiettivi e ideologie della conferenza.

Durante il fine settimane del 13-14 maggio si aspettano più di 400 interessati alla tecnologia, sviluppatori, agenzie, e professionisti della cultura free open source, tutti fiduciosi di una realtà dove l’informazione si condivide in modo aperto e libero. OSCAL non solo offre a ciascuna persona che desidera la possibilità di condividere le sue conoscenze e esperienze con gli altri, ma, allo stesso tempo, con la sua passione ispira moltissime altre persone.

Una serie di presentazioni, parte del programma dei giorni dedicati alla conferenza, si terranno contemporaneamente nelle sale. Allora, dalle ore 9.00 alle 18:30 i partecipanti potranno seguire le loro tematiche preferite o se desiderano essere coinvolti di più, potranno avere informazioni più dettagliate sui nostri progetti free open source rivolgendosi alle rispettive bancarelle che saranno presenti. Forse, conviene menzionare che Mozilla, Fedora, LibreOffice, Wikipedia, PhpList, OpenStreetMap, Nextcloud, sono alcune delle comunità, alle quali i partecipanti possono rivolgersi per avere più informazioni riguardo ai nostri progetti.

L’ultima edizione di OSCAL, ossia quella del 2016 ha lasciato alle spalle (ma non nella memoria) 70 presentazioni e presentatori provenienti da 20 stati diversi (principalmente dall’ Europa) e circa 300 partecipanti molto desiderosi ad imparare di più della cultura free open source. Dulcis in fundo, tutti i commenti positivi, i quali incentivano gli organizzatori a migliorarsi e portare sempre qualcosa di nuovo.

Temi e #Oscal2017

“Internet of people” è lo slogan che accompagna la quarta edizione di OSCAL. Per sottolineare ancora di più il nostro ruolo di individui appartenenti al mondo della tecnologia.
La tecnologia non bisogna prenderla come qualcosa che ci appartiene, non lo è. Le persone sì. In fondo siamo proprio noi a inventarla. La cosa più importante da sottolineare è lo scopo per cui la tecnologia continua ad avanzare: l’impatto sociale che ha sulle persone.

Iscrizioni

Chiunque desidera partecipare può farlo senza dover pagare nulla, semplicemente iscrivendosi a oscal.openlabs.cc, però, c’è anche la possibilità di contribuire finanziariamente nell’organizzazione facendo una donazione.

Ulteriori informazioni

  • Website: oscal.openlabs.cc
  • Contatto per i media: oscal@openlabs.cc
  • Hashtag: #OSCAL2017
  • Twitter: @OSCALconf
  • Instagram: @oscalconf
  • Telegram channel: https://telegram.me/OSCAL2017

Date importanti

  • Apertura e chiamata per i conferenzieri: dal 10.12.2016 al 15.03.2017
  • Chiamata per i sponsor: dal gennaio 2017 al 2.04.2017
  • Chiamata per i volontari : dal 20.02.2017 al 15.03.2017
  • Chiamata per info-booth : dal 25.01.2017 al 10.03.2017
  • Iscrizioni per i partecipanti: 1.3.2017

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Installare estensioni Chrome manualmente

By Jessica Lambiase

In tempi relativamente recenti Google Chrome ha bloccato l’installazione di estensioni non appartenenti al Chrome Web Store per motivi di sicurezza. Infatti Google controlla periodicamente le estensioni presenti sul suo store, eliminando quelle potenzialmente in grado di fare danni.

Tuttavia l’intera funzionalità non poteva essere eliminata per via dello sviluppo, per cui è comunque possibile installare estensioni di terze parti in Google Chrome agendo manualmente tramite la modalità sviluppatore. In realtà il procedimento per farlo non è difficile: basta sapere dove mettere le mani.

Nelle righe in basso mostreremo come installare estensioni Chrome manualmente ma, prima di procedere, invitiamo ad un’attenta lettura della nota in basso.

NOTA DI SICUREZZA: installare estensioni esterne al Chrome Web Store, così come attivare la modalità sviluppatore del browser, rappresenta un problema di sicurezza che non va sottovalutato: una volta installata nel browser l’estensione potrà agire in qualsiasi modo, anche trafugando dati. Accertiamoci prima di procedere che si tratti di un’estensione sicura ed affidabile e procediamo solo e soltanto se sappiamo esattamente cosa stiamo facendo. ChimeraRevo non si assume responsabilità su eventuali danni causati dall’uso improprio delle istruzioni fornite.

Installare estensioni Chrome manualmente

Scarichiamo l’estensione da installare manualmente in Chrome, estensione in formato CRX che dovremo convertire in un archivio compresso. Per farlo rechiamoci sul sito CRX Extractor e carichiamo la nostra estensione per estrarla e ri-scaricarla successivamente in formato .zip.

LINK | CRX Extractor

Estraiamo ora in una cartella il file .zip appena scaricato: sarà quella che useremo per installare manualmente l’estensione in Chrome.

Apriamo il browser e rechiamoci in Menu > Altri Strumenti > Estensioni. Mettiamo il segno di spunta su Modalità Sviluppatore.

Adesso clicchiamo su Carica Estensione non pacchettizzata… e selezioniamo la cartella creata in precedenza: attendiamo il completamento della procedura d’installazione e potremo usare l’estensione nel browser!

NOTA: se disattiveremo la modalità sviluppatore, l’estensione così caricata smetterà di funzionare.

L’articolo Installare estensioni Chrome manualmente appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Gearbest augura a tutti felice anno nuovo con degli sconti finali!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Come molti di voi sicuramente sapranno, in Cina l’anno nuovo termina ed inizia in un periodo di tempo diverso dal nostro, tanto che ogni anno il giorno cambia continuamente e non è mai lo stesso. Quest’anno, è l’anno del Gallo (dovreste sapere che in Cine esiste un calendario formato da vari animali) e l’anno nuovo inizia il 27 Gennaio e finisce il 2 Febbraio.

Gearbest.com avvisa infatti una sospensione del servizio e delle attività, che va da giorno 24 Gennaio all’1 Febbraio 2017, a seconda del magazzino che andate a scegliere per il ritiro della merce, così come indicato nell’immagine seguente (il magazzino EU resta sempre attivo):

il sito avvisa anche che, a causa del periodo di ferie dello staff (mi sembra anche normale dato che per il nostro capodanno hanno continuato a lavorare senza sosta), potrebbe esserci un leggero ritardo delle risposte ai ticket. Il servizio normale riprenderà quindi il 2 Febbraio, dove potrete avere tutte le risposte che volete.

Parlavi di sconti speciali?

Esatto. Nel frattempo, il sito non perde l’occasione per mostrarvi gli sconti di fine anno, che potete trovare sia a questa pagina che a questo link.

Da segnalare ci sono sicuramente alcuni prodotti, come ad esempio:

Vernee Apollo Lite – 181€

UMI MAX 4G – 146€

Xiaomi Mi Pad 2 – 240€

UMI Super 4G – 175€

e tanto altri!

Lo staff del sito vi augura buon 2017. (lo accetterete anche in ritardo, no?)

Wine-Staging RC6 porta altre patch D3D11

By Salvo Cirmi (Tux1)

Wine Wine ed ancora Wine. Subito dopo il rilascio del ramo standard RC6, ecco che viene rilasciata la RC6 del ramo sperimentale del progetto per eseguire applicazioni .exe ed .msi su Linux.

Wine-Staging RC6 porta con se molte altre patch D3D11, miglioramenti generici per la lettura dei file ole32, e moltissimi altri piccoli bugfix per Wine (non specificati). Potete leggere il contenuto dell’annuncio ufficiale a questo link.

Gli sviluppatori spiegano che, la piccola quantità di modifiche apportata in questo rilascio, è da spiegarsi nel fatto che, al momento, Wine-Staging è in code-freeze, di conseguenza possono essere fatte solo modifiche minori in attesa della versione finale.

Mozilla Firefox 51 rilasciato: WebGL 2.0, supporto audio FLAC e molto altro

By Salvo Cirmi (Tux1)

Il browser della volpe infuocata torna all’attacco con un nuovo aggiornamento, una nuova edizione che ancora non è nemmeno presente tramite annuncio ufficiale sul sito di Mozilla, ma di cui vi fornirò comunque i pacchetti direttamente dai loro server FTP.

Mozilla Firefox 51 include delle novità molto attese, come un supporto audio in formato FLAC (finalmente)(supporto eccezionale dato che la maggior parte dei browser non lo supporta), WebGL 2.0 abilitato di default, abilitato anche lo Skia content rendering sui pacchetti per Linux.

Altri cambiamenti riguardano le performance video migliorate quando non si usa l’accelerazione GPU, l’indicatore di zoom adesso viene mostrato nella barra menù, miglioramenti al gestore di password Firefox e diversi miglioramenti CSS/JavaScipt/ES2015.

Potete scaricare Firefox 51 al seguente link.