Come eliminare le voci inutili dal menu contestuale di Windows

By Jessica Lambiase

Negli anni, la capacità di gestire le applicazioni installate da parte di Windows è notevolmente migliorata; avere tanti programmi sul sistema operativo non è più (o almeno non sempre) sinonimo di rallentamenti, ma c’è ancora una cosa che può subirne le conseguenze: il menu contestuale.

Si, perché se abbiamo installato tanti programmi che vanno a “toccare” il menu contestuale di Windows, ad esempio con le voci “Aggiungi ad archivio” o “Modifica con NomeProgramma” o ancora “Esegui pulizia sicura”, giusto per citarne alcune, prima o poi questo farà fatica a caricarsi e cliccare destro su un file per richiamarlo diventerà un incubo.

Quando arriviamo ad una situazione simile è utile considerare, se proprio non vogliamo disinstallare i programmi, di eliminare le voci inutili dal menu contestuale di Windows, ovvero quelle che non ci sono affatto utili (e che forse neppure abbiamo mai usato).

Sfortunatamente il sistema operativo non offre un metodo semplice per farlo, anzi: per ripulire il menu contestuale c’è bisogno di mettere le mani nel registro, in molti punti del registro, con il rischio di incappare in errori e di rendere inutilizzabile il sistema o parte di esso.

Fortunatamente NirSoft offre dei programmi che permettono di semplificare questa operazione, che resta comunque delicata; nelle righe di seguito scopriremo come eliminare le voci inutili dal menu contestuale di Windows usando proprio questi programmi, che metteranno le mani nel registro al posto nostro.

Sebbene sia ShellExView che ShellMenuView – questi i nomi – vadano semplicemente a disattivare le voci aggiungendo una specifica chiave (senza eliminare quelle già esistenti), prima di usarli è comunque assolutamente consigliabile eseguire un backup del registro di sistema da ripristinare in caso di errori.

Eliminare le voci inutili dal menu contestuale di Windows

Prima di procedere dobbiamo fare una distinzione: alcuni programmi vanno a modificare il menu contestuale di Windows aggiungendo voci che appaiono o meno a seconda dell’estensione del file; in tal caso si dice che agiscano sulla shell “regolare”.

Altri programmi, invece, vanno proprio ad estendere il menu contestuale di Windows e fanno comparire le proprie opzioni per qualsiasi tipo di file o directory del sistema operativo o in altri punti del sistema (ad esempio “Aggiungi all’archivio”, tanto per dirne una): in tal caso si dice che questi programmi agiscano come estensioni della shell.

Possiamo eliminare le voci inutili dal menu contestuale di Windows in entrambi i casi grazie ai programmi menzionati poc’anzi; in particolare sarà ShellMenuView ad occuparsi della shell regolare, mentre ShellExView si occuperà della shell estesa.

ShellMenuView

Iniziamo con lo scaricare ShellMenuView per la nostra architettura (32 o 64 bit) dal link qui sotto:

DOWNLOAD | ShellMenuView (NirSoft)

Estraiamo l’archivio ed eseguiamo il file shmnview.exe: si aprirà una finestra simile a questa:

Adesso cerchiamo nella lista le voci che non vogliamo compaiano più nel menu contestuale; possiamo ordinare la lista di voci (che in molti casi è davvero lunghissima!) per nome, per estensione, per tipo o per stato. Possiamo anche selezionare più voci usando i tasti CTRL e ALT insieme al click del mouse.

Una volta trovata l’estensione (o le estensioni) da far scomparire dal menu contestuale facciamo click destro su essa e selezioniamo Disable selected items oppure usando l’apposito tasto della barra degli strumenti (il pallino rosso).

Nel nostro esempio andremo ad eliminare le voci relative a VLC dai file musicali e video.

Come abbiamo già spiegato in precedenza, il programma non andrà ad eliminare le relative chiavi dal registro ma aggiungerà soltanto una sotto-chiave per disattivarle. Dunque le voci eliminate dal menu contestuale possono essere riattivate in qualsiasi momento ripetendo la procedura e selezionando, invece, Enable selected items.


ShellExView

Iniziamo con lo scaricare ShellExView per la nostra architettura (32 o 64 bit) dal link qui sotto:

DOWNLOAD | ShellExView (NirSoft)

Estraiamo l’archivio ed eseguiamo il file shexview.exe: si aprirà una finestra simile a questa:

Onde evitare di eliminare estensioni della shell integrate in Windows e dunque danneggiare il sistema operativo, rechiamoci su Options e mettiamo il segno di spunta su “Hide all Microsoft Extensions” per toglierle dalla lista.

A questo punto il funzionamento è piuttosto simile a quanto visto prima: cerchiamo la voce (o le voci) del menu contestuale di Windows da eliminare, clicchiamo destro su di essa e selezioniamo Disable (o premiamo sul pallino rosso della barra degli strumenti).

Nel nostro esempio andremo ad eliminare le voci relative a WinRAR dal menu contestuale di Windows. Completata l’eliminazione, per rendere effettive le modifiche riavviamo Explorer recandoci su Options > Restart Explorer (ci vorrà qualche secondo).


Come abbiamo già spiegato in precedenza, il programma non andrà ad eliminare le relative chiavi dal registro ma aggiungerà soltanto una sotto-chiave per disattivarle. Dunque le voci eliminate dal menu contestuale possono essere riattivate in qualsiasi momento ripetendo la procedura e selezionando, invece, Enable selected items. Anche in questo caso dovremo riavviare Explorer per rendere effettive le modifiche.

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Come assemblare in casa una NES Classic

By Giuseppe F. Testa

La NES Classic Mini ha conquistato subito tutti i fan nostalgici di Nintendo, sia quelli che sono nati e cresciuti nell’epoca della NES, sia i più giovani che si sono avvicinati ai giochi retrò grazie agli emulatori e alle vecchie console. Ma i prezzi che girano in questo periodo possono far storcere il naso alla maggior parte degli interessati: su Amazon il prezzo attuale è superiore ai 100€, così come sulle altre piattaforme di e-commerce.

Come fare quindi per avere in casa la propria NES Classic senza sborsare la cifra ora richiesta? In quest’articolo vedremo come assemblare in casa una NES Classic Mini sfruttando la tecnologia del Raspberry Pi.

Assemblare in casa una NES Classic

Acquistare il Raspberry Pi

Alla base del nostro NES Classic ci sarà il Raspberry Pi, la piattaforma di sviluppo che si è fatta strada nel mondo dell’open anche per la sua adattabilità ad altri scenari, incluso utilizzarlo come TV Box.

cat-logo

Nel nostro caso utilizzeremo il Raspberry Pi come “cuore pulsante” del nostro piccolo sistema NES. Consigliamo di acquistare il seguente kit Raspberry Pi 3 per iniziare alla grande.

LINK ACQUISTO | Amazon

Il case adatto

Gli accessori del Kit sono già perfetti per assemblare subito un NES, ma per rendere il tutto più affascinante possiamo utilizzar il case a forma di NES, disponibile all’acquisto al seguente link. La via più complessa per realizzare un case Raspberry a forma di NES Classic è utilizzare una stampante 3D, partendo dai modelli disponibili in rete.

La via più semplice è utilizzare un servizio come quello offerto da Etsy, che offre la stampa 3D di qualsiasi oggetto con tanto di spedizione fino a casa. Il progetto del case per NES è già disponibile, possiamo osservarlo al seguente link.

LINK | Etsy

Il controller adatto

Per giocare ai titoli per NES potremo utilizzare qualsiasi controller compatibile con le distribuzioni GNU/Linux.

Per rendere il tutto ancora più nostalgico possiamo procurarci il controller NES con connettore USB, disponibile al link in basso.

LINK ACQUISTO | eBay

Software e giochi

Ora dovremo occuparci della parte software. L’ideale per poter giocare alla grande ai titoli NES è utilizzare la distribuzione RetroPie, pensata per raccogliere su Raspberry Pi i migliori emulatori per le console retrò, incluso l’emulatore per NES.

DOWNLOAD | RetroPie

Per poterlo installare sul nostro Raspberry Pi girato a console NES dovremo caricare la distribuzione RetroPie sulla microSD e utilizzare le istruzioni presenti in questa pagina.

LINK | Istruzioni d’installazione RetroPie

I giochi possiamo recuperarli dai siti specializzati nella raccolta delle ROM originali dei giochi NES.

AVVISO: scaricare, condividere e modificare materiale protetto da diritti d’autore è un reato perseguibile penalmente e civilmente. Siate ben consci delle azioni proposte nella seguente guida, sapendo di risponderne personalmente davanti alla legge. Chimera Revo non si assume nessuna responsabilità per l’utilizzo improprio degli strumenti e dei siti proposti.

Uno dei siti più ricchi di ROM è sicuramente Emuparadise, di cui possiamo trovare la sezione NES al seguente link (2900 giochi attualmente catalogati).

LINK | Giochi NES

Conclusioni

Il risultato finale sarà il seguente: un Raspberry Pi in un case NES, con controller adatti e qualsiasi gioco NES emulabile tramite il software apposito. Non resta che sedersi ed iniziare a giocare sul monitor del PC o sulla TV di casa.

Rispetto al NES Classic questa console NES fatta in casa può emulare anche altre console retrò, può essere facilmente configurata e personalizzata, aggiungendoci tutti i giochi a cui desideriamo giocare.

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Manga online: dove leggerli o scaricarli

By Luca

Se vi trovate su questo articolo vuol dire che siete appassionati di manga. I fumetti che molto spesso diventano dei cartoni animati hanno conquistato molte persone che vorrebbero leggerli. Ovviamente il metodo più classico per farlo è acquistare la versione cartacea, ma ci sono alcuni siti che permettono di leggere i manga online!

Come leggere i manga online

Sicuramente leggere dal PC non è il massimo del confort ma se alcuni fumetti non sono stati commercializzati in Italia o non sono nella nostra lingua, resta solo un alternativa: leggerli attraverso uno schermo. O stamparli!

MangaStream (inglese)

E’ uno dei siti più grandi che riguardano i manga, con una lista di titoli impressionante. Il sito è in inglese ma i fumetti sono divisi in ordine alfabetico oppure per categoria.

MangaFox (inglese)

Anche questo è uno dei siti più famosi della rete, dove si possono leggere tutti (o quasi) i fumetti manga. In basso a destra c’è una lista con i titoli più popolari, come Dragon Ball, Naruto e One Piece. Ogni serie è divisa per capitoli e spesso ne vengono aggiunti altri grazie al contributo degli utenti.

MaangaHere (inglese)

Uno dei più consigliati con la qualità delle immagini inferiore rispetto a MangaFox, ma anche con meno pubblicità. Da segnalare su questo sito la presenza di titoli anche in lingua spagnola.

ItaScan

Questo è il miglior sito di fumetti manga in italiano presente sul web. Sono presenti anche titoli in lingua italiana messi a disposizione degli utenti. Per ogni fumetto sono scritti i capitoli disponibili e la data dell’ultima pubblicazione sul sito. I testi sono di buona qualità ed è possibile anche scaricarli, per leggerli offline.

Mangahelpers (inglese)

Gli appassionati di cultura orientale lo conosceranno sicuramente. I testi sono divisi per categorie e sono presenti anche in lingua italiana.

MangaEden

Anche questo è un sito italiano in cui è possibile trovare i manga giapponesi, in lingua originale ma anche tradotti in italiano. E’ presente anche la data dell’ultima aggiunta sul sito.

HastaTeam

Ultimo portale, in italiano anche questo. Più che un sito si tratta di un forum dove gli utenti, previa iscrizione, possono leggere i manga online, scaricarli in locale o condivide i propri con gli utenti.

Questi sono i migliori siti che permettono di leggere i manga online. Non ci resta che augurarvi buona lettura!

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Clean Master e simili: perché non usarli

By Luca

Conoscete Clean Master, una famosa app di pulizia Android che promette miracoli anche chiudendo le app Android in esecuzione sul vostro smartphone? Bene: sappiate che non mi piace. E non mi piacciono tutte le app simili ad essa! Questo idea mi è venuta appena fu rilasciata questa famosa app sul mercato e non è mai cambiata nel corso degli anni. Tuttavia, a questo pensiero prettamente soggettivo, ci sono delle motivazioni valide che voi utilizzatori dell’app dovreste leggere.

Chi utilizza quest’applicazione, infatti, la difende sostenendo si tratti di uno strumento miracoloso che promette di tenere pulito e al sicuro lo smartphone, ma non è proprio così.

Più che un’applicazione di pulizia si è trasformata, sopratutto negli ultimi anni, in un bloatware pieno di pubblicità che, nel migliore dei casi, non giova per nulla alla salute del nostro dispositivo. Andiamo a vedere, in base al funzionamento di Android, il perché di queste affermazioni.

Non usate i task killer!

Molti sono ossessionati dal chiudere le app Android, sia tramite il multi tasking di sistema che attraverso queste applicazioni. La RAM è una memoria in cui vengono caricati tutti i processi in esecuzione e si potrebbe pensare che più sia libera meglio è. Questo pensiero è giusto per Windows che, se ha la RAM satura inizia a rallentare, ma non si addice per niente ad Android.

Il sistema operativo basato su Linux, infatti, gestisce in maniera diversa la RAM per adattarsi al funzionamento mobile. Android tende a tenere occupata quanta più memoria possibile per far sì che l’apertura di un’applicazione sia più veloce. I processi che rimangono in memoria non usano la CPU e non consumano batteria, quindi liberando la RAM non si ha un miglioramento delle prestazioni e né tanto meno di autonomia, anzi…

Utilizzare un task killer può sortire l’effetto contrario. Questo perché un’app chiusa impiegherà più tempo a riaprirsi, e molte di queste sono progettate per avviarsi automaticamente finendo, così, per occupare il processore e consumare batteria inutilmente. Ovviamente è un discorso che si applica per tutti i task killer ma Clean Master ha spinto molto su questa cosa facendo credere che sia assolutamente necessario chiudere le applicazioni.

La cache serve!

Anche in questo campo i pulitori sfoderano le loro armi. La pulizia della cache è sempre stata pubblicizzata come una cosa essenziale per liberare parecchio spazio. E questo può essere vero (o meglio lo era molto di più anni fa con smartphone dalla memoria interna limitata) ma la cache serve, e come se serve! Ogni volta che apriamo un’applicazione viene creata la relativa cache che ha il compito di velocizzare un futuro avvio o alcune funzioni dell’applicazione.

Eliminare questi dati, quindi, rende l’apertura delle applicazioni più lenta. Un esempio è la “cache delle miniature” della galleria: se questa venisse eliminata, il successivo avvio della galleria sarà più lento perché dovrà ricreare tutti questi file.

Personalmente la pulizia della cache consiglieri di farla una volta al mese e solo in questi casi:

  • Poca memoria disponibile sul dispositivo: permette di liberare davvero tanto spazio che magari può servire ad installare altre applicazioni.
  • Installazione/disinstallazione eccessiva delle app: se installate o disinstallate molte applicazioni potreste pulire la cache per eliminare quei file che ormai non servono più.
  • Errori dell’app: se un’applicazione ha problemi eliminare la cache può farla ripartire.

L’Antivirus di Clean Master

Arriviamo alla nota dolente di Clean Master: il tanto pubblicizzato antivirus. Bene… è falso!

In realtà l’antivirus esisterebbe anche ma si tratta di CM Security, un’altra applicazione da installare a parte. Il problema, però, è che Clean Master esegue una finta scansione, trovando dei problemi (che magari non esistono) e ci offre la soluzione: installare CM Security. Ovviamente questa scansione fa leva sulla nostro senso della privacy dicendo che le nostre foto, contatti o SMS sono a rischio.

Ma, supponiamo che qualcuno in preda al panico, anche grazie agli annunci fasulli sul web (da cui Clean Master di dissocia), abbia deciso di installare CM Security, l’app fa il suo dovere? Beh, forse sì ma per dovere di cronaca vi segnaliamo un utente di XDA che ha portato un malware (riconosciuto dall’antivirus del PC) sullo smartphone ed eseguito la scansione con diversi antivirus.

Bene, tutti l’hanno rilevato come virus tranne uno… indovinate quale? Proprio quello prodotto da Cheetah Mobile. Sarà un caso? Una coincidenza?

Piccola considerazione su Clean Master

Lasciatemi fare una considerazione sull’applicazione presa come esempio. Quello che fin da subito non mi è mai piaciuto di Clean Master è la pubblicità al limite della legalità che la infila in ogni parte dell’applicazione e, alcune volte, facendola comparire durante l’uso quotidiano dimostrando di essere parecchio invasiva.

Conclusioni

Ma, alla fine, questo genere di applicazioni serve? La risposta è NI: fondamentalmente sono inutili ma per chi vuole pulire lo smartphone possono dare una bella mano.

Utilizzate CCleaner non come task killer o antivirus (non lo ha neanche) ma per pulire, di tanto in tanto, lo smartphone da file inutili (tipo i download). Torna utile sui dispositivi con poca memoria interna disponibile ed una pulizia permette di poter aggiornare le applicazioni esistenti o installarne altre.

Il consiglio che posso darvi è di stare attenti alle pubblicità e di informarvi sempre prima di farvi convincere ad installare strumenti che non vi servono.

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Excel: calcolare la differenza di giorni da una data

By Jessica Lambiase

I fogli di lavoro rappresentano uno strumento estremamente potente per fare davvero molte, molte cose. Dall’archiviazione dei dati usati da alcuni software al calcolo immediato, avere a disposizione un documento di questo tipo può fare davvero molto, molto comodo.

All’interno dei fogli di lavoro è possibile inserire formule che possano ricavare automaticamente dei risultati a partire da alcuni dati di partenza; in questa guida ne mostreremo una che ci è stata chiesta recentemente: vedremo infatti come calcolare la differenza di giorni da una precisa data alla data corrente.

Ad esempio una formula simile potrebbe essere utilizzata per la gestione degli archivi, per avere sott’occhio immediatamente da quanto un record (contenente qualsiasi cosa) è presente in un archivio, nel foglio o quant’altro.

La formula che vedremo può essere applicata sia in Microsoft Excel che in LibreOffice Calc.

Calcolare la differenza di giorni da una data in Excel o Calc

Nel nostro esempio prendiamo il caso che la data di partenza sia espressa nella colonna A. Sarebbe opportuno formattare l’intera colonna per il formato Data, tuttavia non è strettamente necessario farlo.

La formula da utilizzare per calcolare la differenza di giorni da una precisa data alla data odierna è:

DATA.DIFF(A:A;OGGI();"d")

Capiamo insieme la funzione:

  • DATA.DIFF è la formula che permette di calcolare, tra due formati “data”, la differenza di tempo;
  • A:A: la colonna contenente le date d’origine (possiamo anche definire un insieme, ad esempio A3:A7 considererà soltanto le celle dalla A3 alla A7);
  • OGGI(): formula che restituisce la data corrente;
  • “d”: parametro che permette di mostrare il numero di giorni tra la data d’origine e la data odierna; è possibile sostituire “d” con “m” (mesi) o “y” (anni).

Ecco un esempio:

Volendo potremo inoltre inserire nella nostra formula delle indicazioni in formato testo, usando gli operatori di concatenazione (+ ed &). Ad esempio, usando la formula

+"Prodotto in giacenza da: "& DATA.DIFF(A:A;OGGI();"d") & " giorni"

otterremo il seguente risultato:

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*GUIDA*: Abilitare Compiz

By Salvo Cirmi (Tux1)

Anche quest’altra mia guida del passato risale in superficie.

Compiz, quell’insieme di librerie grafiche comunicanti con X11 che rendono la nostra distro Linux molto più appetibile e, soprattutto, davvero gradevole da vedere e usare, ha a volte qualche problema. O perlomeno, generalmente parlando, tutto in informatica ogni tanto ha dei problemi. Questo perché non esiste software perfetto e non si può creare (99% di precisione?).

Per avviare Compiz in caso di problemi, c’è un sistema semplice semplice, basato sull’apertura di un terminale e l’impartizione di un comandino. Aprite un terminale e scrivete:

compiz –replace (con 2 trattini, c’è un errore dell’editor)

fatto ciò, Compiz si sostituirà al compositing manager attuale, restituendovi (a meno che non ci siano problemi di sorta) Compiz abilitato.

Nel caso aveste Ubuntu MATE o comunque MATE Tweak a disposizione, apritelo e scegliete Compiz come Window manager:

Se vi interessa impostarlo all’avvio, seguite la mia guida in proposito, riportata sul sito giusto pochi attimi fa.

Come impostare Compiz all’avvio!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Ennesimissima mia non recente ma valida guida su Compiz. Rieccola!

Compiz, il compositing windows manager più amato su Linux, è sicuramente il più completo e meglio sviluppato in giro. Anche perché, sinceramente, non ne conosco altri. In ogni caso, a parte la controversissima prima parte di questo articolo, voglio ricordare a tutti che, se avete compiz sulla vostra distro Linux, non sempre si avvierà all’avvio del sistema, a causa magari di alcune “incompatibilità” o problematiche d’avvio. Ecco quindi come impostare Compiz all’avvio del PC.

Compiz: che problemi hai?

Probabilmente non è nemmeno colpa sua, ma all’avvio proprio non parte. Per risolvere, su Debian e derivate, recatevi su Sistema–>Amministrazione–>Applicazioni D’avvio. Quì troverete questa schermata:

Applicazioni d’avvio su Ubuntu Mate 14.04.02 LTS.

a questo punto vi rimane davvero poco da fare. Cliccate su Aggiungi e scrivete ciò che vedete nell’immagine quì sotto. Potete tranquillamente cambiare la scritta nel campo Nome (inserendo tranquillamente qualsiasi cosa, anche Tuxnews):

Le mie applicazioni all’avvio del sistema. Si nota la mia presenza su un PC fisso?

cliccate su Salva e avete finito. Da ora in poi, ogni volta che accendete il PC, troverete gli effetti grafici configurati (a patto che abbiate installato i driver adeguati e che compiz sia compatibile col vostro hardware, ammesso che il vostro hardware riesca a gestire il leggerissimo ma portentoso 3D di Compiz | ci riesce anche un PC del 2002).

Alla prossima amici 😉

PulseAudio 10.0 rilasciato:

By Salvo Cirmi (Tux1)

Erano ben 2 edizioni che non vi parlavo di PulseAudio, e questo enorme aggiornamento merita qualche riga sul mio sito. I cambiamenti sono moltissimi, soprattutto i piccoli bug del giorno, tuttavia vi elencherò quelli in risalto, i più importanti relativi all’edizione 10.0 di PulseAudio.

Tra le novità troviamo:

  • Switch automatico del profilo Bluetooth durante l’uso di applicazioni VoIP (Skype ecc.)
  • Nuovo modulo per dare priorità agli stream di tipo passthrough (module-allow-passthrough)
  • Sistemato il supporto hotplugging per schede audio surround USB
  • Volumi separati per profili HSP e A2DP Bluetooth
  • Meccanismo di memoria condivisa memfd-based abilitata di default
  • Rimosso module-xenpv-sink
  • Rimossa la dipendenza json-c
  • Quando si usa systemd per avviare PulseAudio, pulseaudio.socket è sempre avviato prima
  • Compatibilità con OpenSSL 1.1.0
  • Chiarita la licenza qpaeq

Altre novità all’annuncio ufficiale.

Egg, Inc. MOD APK: Trucco Uova Infinite!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Eccomi qui, vi porto la versione modificata con uova infinite, soldi infiniti e trucchi inseriti del meraviglioso Egg, Inc. un gioco molto particolare ma soprattutto interessante dove dovrete creare delle fattorie di galline dove dovrete produrre uova in quantità smisurate. Non serve il ROOT e i trucchi sono già pronti dopo l’installazione dell’APK

Descrizione APK Egg, Inc!

In the near future, the secrets of the universe will be unlocked in the chicken egg. You have decided to get in on the gold rush and sell as many eggs as you can.Hatch chickens, build hen houses, hire drivers, and commission research to build the most advanced egg farm in the world.

An incremental (clicker) game at its core, Egg, Inc. uses many elements from simulation games that give it a unique feel and play style. Instead of menus, you are presented with crisp and colorful 3D graphics and a delightful simulation of a swarm of chickens. In addition to choosing your investments wisely you must also balance your resources to ensure a smooth running and efficient egg farm.

There is something for everyone here:
Casual players love Egg Inc’s laid back feel and beautiful appearance. Take your time to build a wonderful egg farm and explore all the content.

More experienced incremental (clicker) players will love the emergent gameplay and depth afforded by the different play styles needed throughout the game. To reach the ultimate goal of having a ginormous egg farm with an astronomical value, you will need to balance strategies throughout many prestiges to make best use of your time.

Features
– Simple, Casual gameplay with opportunities to challenge yourself
– Chicken swarm!
– Dozens of research items
– Dozens of missions
– Many different hen houses and shipping vehicles
– A “Nested” Prestige system has the game always feeling new
– Wonderful 3d graphics with pixel perfect UI and shadows
– Google Play Games Achievements, Leaderboards & Quests!

Questo APK cracked di Egg, Inc, quali cheat, mod, trucchi contiene?

Egg, Inc. (Mod Money/Lives/Ad-Free)

  • trucchi funzionanti Egg, Inc.
  • trucchi aggiornati Egg, Inc.
  • uova infinite Egg, Inc.
  • uova illimitate Egg, Inc.
  • uova d’oro illimitate Egg, Inc.
Da notare il numero delle uova d’oro.
  • Disinstallare eventuali versioni già installate del gioco
  • Scaricatre Egg, Inc APK dal link alla fine dell’articolo, aprite il post relativo al gioco contenente i trucchi più aggiornati;
  • All’interno dell’articolo scaricate il file APK (ed eventuale file OBB) con i trucchi attivi
  • Installare il file APK con un qualsiasi file manager dopo averlo copiato sullo smartphone o tablet;
  • Avviate il gioco e godetevi i trucchi.

Download!

Scaricate Egg, Inc. MOD APK con uova infinite ecc da qui!

Oracle elimina Solaris 12 dalla roadmap: è forse la fine?

By Salvo Cirmi (Tux1)

Ah Solaris. Ah Oracle. Quante realtà, quante importanti innovazioni, quali distinzioni di categoria hanno creato? Resteranno entrambe nei libri di storia. Sembra quasi io stia parlando al passato, ma è così che dovrei parlare per Solaris 12?

Oracle ha definitivamente rimosso Solaris 12 dalla sua roadmap. Era programmata per un’uscita nel 2016/2017 ed una sua continuazione anche per il 2019, tuttavia dalla più recente roadmap postata, la versione dell’OS programmata è completamente sparita.

Solaris è morto?

Per fortuna, non sono tutte spine. Dagli screen possiamo vedere come al posto dei Solaris 12, potrebbero nascere edizioni come Solaris 11.next, SPARC next e SPARC next+ (le ultime due gli utenti comuni, data appunto l’architettura SPARC, potranno anche dimenticarsele. Ma in fondo, chi usa Solaris può definirsi un utente “comune”?).

Oracle sta focalizzando le proprie mosse sul campo del cloud computing, com’è giusto che sia, una sorta di ristrutturazione interna, che porta inevitabilmente qualche prodotto a morire. Come Solaris 12.