Backup registro di sistema Windows: guida completa

By Jessica Lambiase

Sono tantissimi i tutorial in rete che suggeriscono di effettuare modifiche al registro di sistema per ottenere questo o quel risultato e sono altrettanti i programmi che intervengono su di esso per riparare diversi problemi del sistema, prevalentemente collegati a malware o programmi indesiderati.

Nonostante sia noto – e ribadito anche dai suddetti programmi – che effettuare modifiche frettolose al registro potrebbe portare a danni per il sistema, per distrazione o appunto per fretta potrebbe capitare di apportare una modifica di troppo che indurrebbe il sistema, una volta riavviato, a comportarsi in modo “strano”.

Onde evitare una situazione del genere è sempre bene avere a disposizione un backup del proprio registro, da creare quando il proprio sistema è ancora “in salute” per non farsi cogliere impreparati: nella guida di seguito imparerete a creare un backup del registro di Windows e a ripristinarlo.

Come creare un backup del registro di Windows

DA SAPERE: il backup va creato PRIMA di effettuare qualsiasi modifica manuale (o tramite un programma di diagnostica) e non dopo poiché, in quest’ultimo caso, potrebbe rivelarsi completamente inutile.

La prima cosa da fare è avviare il registro stesso, digitando la combinazione di tasti WIN+R e scrivendo al suo interno il comando

regedit.exe

seguito da Invio.

backup del registro

Una volta aperto il registro di configurazione selezionate il menu File > Esporta, date al backup un nome che vi aiuti a ricordare quando lo avete effettuato – ad esempio BackupReg_15-01-2015 e salvatelo in una destinazione comoda, ad esempio il desktop. Assicuratevi che il segno di spunta in corrispondenza di Intervallo di esportazione sia impostato su Tutto e cliccate su “Salva”.

E’ tutto: il backup è stato creato. Per sicurezza, vi consiglio di conservarne una copia anche su un dispositivo esterno (ad esempio una chiavetta USB).

Come ripristinare un backup del registro di Windows

DA SAPERE: per eseguire il ripristino c’è bisogno che il sistema parta quantomeno in modalità provvisoria, scenario plausibile nel caso il “danno” riguardi soltanto il registro e non altre componenti del sistema.

La prima da cosa da fare è avviare il computer in modalità provvisoria: se disponete di Windows 7 o inferiori potrete accedere al menu di avvio avanzato premendo il tasto F8 immediatamente dopo il messaggio POST del BIOS (o la schermata grafica di EFI).

Se disponete di Windows 8 o superiori potrete accedere allo stesso modo al menu di avvio avanzato soltanto nel caso lo abbiate abilitato in precedenza e potrete farlo seguendo la guida in basso.

In tutti i casi, una volta avuto accesso a quel menu, selezionate “Modalità provvisoria” (o Safe Mode, qualora la schermata sia in lingua inglese).

modalità-provvisoria-windows-8

Vi ritroverete faccia a faccia con il vostro desktop, presumibilmente con una risoluzione fuori dalla norma. A questo punto potrete procedere al ripristino del registro: cercate il file di backup che avete creato in precedenza, fate click destro su di esso e selezionate “Unione”.

Il backup è stato così ripristinato: non vi resta che riavviare il computer e sperare che le cose ritornino quantomeno alla normalità; se così non fosse, il danno potrebbe andare ben oltre il solo registro e potreste avere la necessità di ripristinare l’intero sistema operativo.

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Gruppo Home di Windows: guida completa

A partire da Windows 7 Microsoft ha introdotto una funzionalità nella quale, almeno una volta nella vita, un po’ tutti ci siamo imbattuti: il gruppo Home.

Che l’abbiamo semplicemente letto tra le opzioni del Pannello di Controllo o che abbiamo anche cercato di usarlo, quella dicitura che ha a che fare con la condivisione di rete ci è balzata all’occhio ma non abbiamo ancora ben chiaro a cosa possa essere utile.

A tal proposito arriva la nostra guida: scopriremo insieme cosa è, a cosa serve e come si gestisce un gruppo Home nei sistemi operativi Windows 7, Windows 8.1 e Windows 10. Come al solito abbiamo diviso la guida per argomenti così da permettere una navigazione rapida e ordinata!

Indice

Gruppo Home di Windows: guida completa

Cosa è il gruppo Home

Il gruppo Home è, in pratica, la modalità con cui Microsoft ha pensato di semplificare la condivisione di file, cartelle e stampanti in rete – altrimenti possibile con metodi non proprio immediati.

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Si tratta di una funzionalità che permette di creare in pochi click una vera e propria condivisione per cartelle, file e stampanti, a cui possono accedere in modo altrettanto semplice altri utenti connessi alla stessa rete LAN o WiFi.

In altre parole chiunque entrerà a far parte del gruppo Home potrà accedere a ciò che gli altri avranno condiviso e a sua volta condividere file e quant’altro, senza perdere la testa in complesse configurazioni dedicate!

Creare un gruppo Home

Creare un gruppo Home è oltremodo semplice: apriamo il menu Start (o Cortana, se siamo su Windows 10) e digitiamo all’interno del campo di ricerca le parole gruppo Home. Clicchiamo sul primo risultato suggerito (quello nel pannello di controllo).

NOTA: potremo accedere alla medesima funzionalità recandoci in Pannello di controllo > Rete e Internet > Gruppo Home.

Comparirà una finestra simile a quella in basso:

gruppo home

Clicchiamo su Crea un gruppo home e andiamo avanti: dopo la schermata che ci avvisa in cosa consiste un gruppo home, ci sarà chiesto di scegliere le cartelle da condividere e se attivare la condivisione anche per dispositivi e stampanti; infine ci sarà mostrata la password che gli altri utenti della rete dovranno usare per entrare nel nostro gruppo Home.



Annotiamo la password, che potrà comunque essere recuperata in un secondo momento.

Potremo recuperare i file condivisi, da noi e dagli altri utenti, direttamente da Esplora Risorse.

Accedere ad un gruppo Home

L’accesso ad un gruppo Home è altrettanto facile: apriamo il menu Start e digitiamo all’interno del campo di ricerca le parole gruppo Home. Clicchiamo sul primo risultato suggerito. In alternativa rechiamoci in Pannello di controllo > Rete e Internet > Gruppo Home.

Il gruppo già esistente sarà segnalato automaticamente da Windows; possiamo accedervi cliccando su Partecipa Ora.

A questo punto, esattamente come in fase di creazione, ci verrà chiesto quali cartelle condividere e se attivare anche la condivisione dei dispositivi.


La penultima finestra ci chiederà la password per accedere al gruppo Home: chiediamola a chi ha creato per primo il gruppo.

Una volta inserita la password attendiamo qualche secondo: siamo entrati nel gruppo Home esistente!

Potremo recuperare i file condivisi, da noi e dagli altri utenti, direttamente da Esplora Risorse.

Gestire un gruppo Home

Gestire un gruppo Home è estremamente semplice, esattamente come crearlo ed accedervi! Le funzionalità di gestione sono le stesse, sia se siamo i creatori sia se vi siamo entrati in un secondo momento.

Apriamo il menu Start e digitiamo all’interno del campo di ricerca le parole gruppo Home. Clicchiamo sul primo risultato suggerito. In alternativa rechiamoci in Pannello di controllo > Rete e Internet > Gruppo Home.

La finestra che compare avrà un aspetto simile a questo:

Usando le varie voci potremo:

  • modificare le cartelle condivise con il Gruppo Home;
  • attivare o disattivare la condivisione dei dispositivi;
  • visualizzare o stampare la password del gruppo;
  • modificare la password del gruppo, tenendo ben presente che una volta modificata la password gli altri utenti saranno disconnessi e bisognerà aggiungerli di nuovo…

…e, infine, modificare le impostazioni avanzate di condivisione – ovvero accedere alle impostazioni di configurazione per tutte le reti.

Uscire da un gruppo Home o eliminarlo

Anche questo è estremamente semplice: apriamo il menu Start e digitiamo all’interno del campo di ricerca le parole gruppo Home. Clicchiamo sul primo risultato suggerito. In alternativa rechiamoci in Pannello di controllo > Rete e Internet > Gruppo Home.

Clicchiamo su Esci dal gruppo Home… e seguiamo le istruzioni proposte. In tal modo tutte le condivisioni saranno disattivate e gli altri membri del gruppo non potranno più accedere ai nostri file o dispositivi.

NOTA: se la password del gruppo non viene modificata, sarà possibile entrare di nuovo in qualsiasi momento senza digitarla di nuovo poiché resterà salvata nel sistema.

Disattivare completamente la funzionalità Gruppo Home

Se temiamo per la sicurezza della nostra rete o se preferiamo agire alla “vecchia maniera” possiamo disattivare completamente il gruppo Home dal sistema operativo interrompendo i relativi servizi.

Digitiamo la combinazione di tasti WIN+R e, al suo interno, scriviamo

services.msc

seguito da Invio. Cerchiamo nella parte destra della finestra la voce Listener Gruppo Home e facciamo doppio click su di essa.

A questo punto mettiamo su Disabilitato il menu a tendina in corrispondenza di “Tipo di avvio”, poi clicchiamo su Interrompi e infine diamo OK.

Ripetiamo la stessa operazione per la voce Provider Gruppo Home. Potremo comunque ri-attivare il gruppo home in qualsiasi momento impostando di nuovo su “Manuale” l’avvio dei servizi appena disattivati.

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Migliori app per ascoltare musica gratis

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo uno smartphone e vogliamo ascoltare un po’ di musica gratis, senza dover pagare alcun abbonamento? Ci sono svariati metodi per ascoltare musica gratuitamente e senza limiti, tutti metodi ideali per chi non apprezza la politica di Spotify (che ricordiamo permette solo di ascoltare musica in riproduzione casuale). In questa guida abbiamo raccolto tutte le app per ascoltare musica gratis sul proprio dispositivo Android.

AVVISO: scaricare, condividere e modificare materiale protetto da diritti d’autore è un reato perseguibile penalmente e civilmente. Siate ben consci delle azioni proposte nella seguente guida, sapendo di risponderne personalmente davanti alla legge. Chimera Revo non si assume nessuna responsabilità per l’utilizzo improprio degli strumenti e dei siti proposti.

App per ascoltare musica gratis

YouTube e Firefox

L’accoppiata che non ti aspetti! Installando il browser Web Mozilla Firefox sul proprio dispositivo potremo accedere alla pagina di YouTube ed ascoltare musica gratis, anche spegnendo lo schermo! Possiamo approfondire l’utilizzo di Firefox e YouTube in accoppiata nella nostra guida dedicata, disponibile in basso.

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MusicALL

MusicALL è senza ombra di dubbio una delle migliori app per ascoltare musica gratis. L’app permette di ascoltare i brani prelevandoli direttamente da YouTube, ma senza avviare la riproduzione del video. Con quest’app potremo ascoltare qualsiasi brano conservato nell’immenso database di YouTube, con la possibilità di creare playlist e di spegnere lo schermo. Ottima grafica in Material Design.

Possiamo approfondire l’utilizzo di MusicALL leggendo la nostra guida dedicata.

CLiGGo

CLiGGo è un servizio che nasce come vera alternativa a Spotify. Permette di ascoltare i brani, lasciando all’utente di scegliere anche la qualità dell’ascolto (utile per risparmiare dati su Android). Anche questo servizio utilizza i brani recuperati da YouTube per offrire i brani musicali gratuitamente. Grafica non eccezionale, ma efficace per l’ascolto dei brani.

Possiamo approfondire l’utilizzo di CLiGGo leggendo la nostra guida dedicata.

Scaricare musica gratis

Dopo aver visto le app per ascoltare musica gratis (app che comunque utilizzano i brani presenti in YouTube), vi proponiamo i metodi con cui possiamo scaricare gratis i nostri brani preferiti e interi album musicali.

Come possiamo trasferire velocemente la musica dal PC ad un dispositivo Android? I metodi che abbiamo testato nella nostra successiva guida permetteranno di trasferire velocemente tutta la nostra musica.

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Le migliori app Android (e Widget)

By Salvo Vosal

Stilare un elenco delle migliori app Android o dei migliori widget Android non è semplice, però noi ci siamo impegnati ed abbiamo realizzato una raccolta di app Android che apprezzerete sicuramente. Gli smartphone Android moderni si sono differenziati dai precedenti telefonini sopratutto per la capacità di espandere quasi infinitamente le loro capacità software, grazie alla possibilità di aggiungere applicazioni dagli store.

Gli store sono delle incredibili miniere di applicazioni. Una tale mole significa avere la disponibilità di una incredibile offerta, ma può anche portare a qualche difficoltà.

Uno store di app tanto grande può essere anche incredibilmente dispersivo, e quindi non è sempre semplice trovare le migliori app Android oppure i migliori widget Android che fanno al caso vostro.

Per questo abbiamo realizzato articoli per selezionare e segnalare quelle app Android e quei widget Android che meritano di essere installate sui vostri smartphone o tablet Android, rendendoli più utili ed intelligenti.

Siete pronti? Cominciamo!

Migliori App e Widget Android

I widget migliorano la nostra esperienza d’uso e sono capaci di adattare meglio lo smartphone o il tablet alle nostre esigenze rendendolo un compagno più pratico, personalizzando la home e la lockscreen. Ecco cosa vi consigliamo:

Launcher Android

A proposito di home… abbiamo parlato anche dei migliori launcher! Gran parte delle interazioni col nostro dispositivo Android passano attraverso il lanciatore. Un cambio di launcher può cambiare quasi completamente la nostra esperienza d’uso di Android.

Sfondi e icone

Se dopo aver cambiato launcher, se non siete ancora soddisfatti dal punto di vista estetico potete anche scegliere le icone e gli sfondi migliori per rendere più gradevole l’estetica della home e dell’app drawer (che è il menù che raccoglie tutte le vostre apps). Niente come delle brutte icone (e quelle di alcune personalizzazioni lo sono) può rovinare l’armonia di una intera interfaccia.

Tastiere

L’interazione con il nostro telefono non passa solo per il launcher e la lockscreen, anzi spesso passiamo più tempo digitando messaggi che altro per questo un’app fondamentale è anche la tastiera. Scegliere la migliore app per la digitazione può aumentare molto la vostra velocità di scrittura.

Browser

Un vero smartphone deve anche permettervi di navigare sul web bene ed in sicurezza, ecco perché abbiamo approfondito e consigliato diversi browser adatti ad ogni esigenza. Di seguito trovate le migliori app Android per navigare sul web.

Facebook

Se il vostro telefono o tablet consuma troppo ed è molto rallentato potrebbe essere colpa del client ufficiale di facebook e del suo messenger. Meno male che esistono delle valide alternative per godere del social network senza sacrificare troppa batteria e memoria.

Multimedia

Gli smartphone moderni sono delle fantastiche postazioni multimediali portatili, capaci di gestire foto, audio e video. Utilizzate le migliori app per godervi al meglio le capacità multimediali del vostro device.

Riconoscimento canzoni

Le app migliori per il riconoscimento canzoni per scoprire in ogni occasione il titolo e l’autore del motivetto che vi perseguita.

Navigatore Android

Cercate un ottimo navigatore Android, magari offline e gratis? Allora ecco l’articolo che fa per voi!

Videochiamate Android

Se cercate le migliori applicazioni per effettuare videochiamate gratis su Android, allora vi basterà consultare il seguente articolo:

Cibo

Avete voglia di una pizza, panino, burger o di una bella cena romantica? Fatevi aiutare dal vostro smartphone e dall’app giusta!

Utility e produttività

Vi abbiamo inoltre segnalato molte utility, app che sono sempre utili da tenere sul vostro terminale Android e che possono migliorare la sua e la vostra produttività.

Noi di Chimerarevo amiamo la piattaforma Android, ed ogni giorno scopriamo e proviamo nuove app interessanti. Continuate a seguirci per avere ulteriori suggerimenti e dritte per sfruttare sempre al meglio il vostro smartphone o tablet!

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Blocco schermo Android: ecco i migliori

By Gaetano Abatemarco

Se volete personalizzare il vostro smartphone Android esistono infiniti modi per farlo: potete cambiare la homescreen sostituendola con una più moderna o adatta al vostro stile grazie ai migliori launcher per Android dei quali vi abbiamo già parlato, potete cambiare la tastiera applicandone una con un tema diverso, potete usare app graficamente differenti e infine potete decidere di cambiare il blocco schermo Android.

Il blocco schermo, ovvero lockscreen, è la schermata di blocco, quella che appare quando riaccendete il telefono dallo standby e molto spesso trascurata da chi vuole cambiare look al proprio smartphone.

In realtà ha dalle potenzialità altissime. Basta infatti installare un’app fra le migliori disponibili sullo store per poter in seguito godere di un blocco schermo personalizzato e dotato di widget, informazioni sincronizzate online, notifiche immediate, accesso rapido alle app e tanto altro ancora. Per semplificarvi il lavoro di ricerca abbiamo pensato di proporvi qui le migliori lockscreen per Android, così da poter personalizzare il vostro dispositivo partendo subito dalle migliori app disponibili.

ATTENZIONE: Per far funzionare correttamente queste applicazioni dovrete prima di tutto disattivare il blocco schermo dello stesso Android, il percorso solito per farlo prevede che andiate su Impostazioni e da qui cercare la voce Schermata di blocco su menu quali Schermo o Sicurezza.

Cambiare il blocco schermo Android

ZERO Locker

La prima applicazione di questo elenco è la famosa ZERO Locker, applicazione nata dagli stessi sviluppatori dell’ecosistema di app “ZERO” e da anni fra i principali artefici di app dedicate alla personalizzazione a tutto tondo dei sistemi Android. ZERO Launcher è un lockscreen decisamente bello, personalizzabile e dotato di una infinità di opzioni a vostra disposizione.

zero

Una volta installato potrete infatti decidere quale tema imporre, lo sfondo da scegliere, quali widget visualizzare e quali notifiche dovranno apparire su schermo. Un’app perfetta se non fosse che per funzionare richiede per forza la presenza in contemporanea anche di ZERO Launcher.

DOWNLOAD | ZERO Locker

CM Locker

Anche CM è una società parecchio attiva nel campo delle app per la personalizzazione (e non solo) dei dispositivi Android, e con CM Locker hanno centrato in pieno l’obiettivo di offrire un’app perfetta sia dal punto di vista estetico che delle funzionalità. Uno dei principali compiti delle schermate di blocco è quello di proteggere l’accesso al dispositivo con pin, password o sblocchi grafici e CM Locker non tralascia affatto la questione sicurezza.

cmlocker

Al di là delle funzioni di protezione allo sblocco abbiamo una grande varietà di temi, sfondi e widget applicabili all’app che resta sempre molto veloce anche con dispositivi di qualche anno d’età. Include inoltre sistemi per il risparmio energetico davvero interessanti per chi cerca sempre il massimo dell’efficienza energetica.

DOWNLOAD | CM Locker

ZUI Locker

Questa terza applicazione dedicata alla personalizzazione della schermata di blocco si distingue dalle precedenti per un approccio elegante allo stile. ZUI Locker è infatti un lockscreen basato sul material design, concetto di eleganza e modernità.

zui

Le schermate, i widget, i temi e le notifiche vi verranno presentate tutte con uno stile molto sobrio e aderente ai canoni del material desing, con un vasto catalogo di sfondi da cui attingere per migliorare e aggiornare costantemente l’estetica di questa applicazione.

DOWNLOAD | ZUI Locker

Microsoft Next Lock Screen

Ebbene si, avete letto bene, una delle migliori applicazioni di personalizzazione di Android è sviluppata proprio da Microsoft che con questa Next Lock Screen ha messo sullo store un’app davvero di altissimo livello.

microsoftlockscreen

Dotata di un ampio numero di funzioni, per quanto riguarda la sicurezza permette la protezione con pin o sequenza come tutte le altre apps mentre la gestione delle notifiche e del calendario la rende una delle migliori in assoluto, diventando una delle più utili per quanto riguarda la produttività. Ma non manca lo spazio per l’estetica e la personalizzazione: tantissimi sfondi disponibili grazie all’accesso al catalogo Bing, widget integrati che permettono una gestione del player audio e del calendario e tante icone rapide per l’accesso alla camera, al wifi e altro ancora.

DOWNLOAD | Microsoft Lock Screen

GO Locker

Infine uno dei lock screen alternativi a quello di serie su Android che è tra i più popolari, non che uno dei più storici, del Play Store. GO Locker (che funziona con GO Launcher) permette di cambiare la propria schermata di blocco con una sviluppata dal team GO, che ne permettono la personalizzazione con un numero elevatissimo di temi, widget, sfondi e icone di accesso rapido varie.

golocker

Una delle app che inoltre gestisce meglio le notifiche grazie ad un centro notifiche in piena evidenza che permette di non perdere mai un avviso o un appuntamento. Disponibili tutte le funzioni classiche per la protezione della schermata di blocco e anche tante comode funzioni come la pulizia della memoria direttamente da lock screen e una action bar alternativa piena di funzioni e totalmente personalizzabile.

DOWNLOAD | GO Locker

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Corso di fotografia gratis, grazie ad Harvard

By Giuseppe F. Testa

In passato la fotografia era un arte in possesso a pochi eletti, in grado di maneggiare i materiali in camera oscura e in grado in ogni momento di cogliere l’attimo, per fotografie spettacolari. L’arrivo delle macchine fotografiche compatte prima e delle fotocamere su smartphone e tablet ha allargato il bacino d’utenza di appassionati interessati a capire i segreti della fotografia. Se siete in cerca di un buon corso di fotografia online gratuito e capite bene l’inglese potete approfittare della grande offerta dell’Università di Harvard, che offre un corso di fotografia gratis. Scopriamolo insieme.

Corso di fotografia gratis

Per poter accedere al corso di fotografia gratis non dobbiamo essere per forza studenti dell’Università statunitense: basta una semplice connessione ad Internet. Il corso di fotografia è offerto gratuitamente sulla piattaforma ALISON, disponibile a fondo pagina.

Di seguito possiamo trovare una panoramica di tutti i moduli su cui si struttura il corso: ben 12 lezioni più una lezione finale d’esame, con cui impareremo tutti i rudimenti della fotografia e i segreti che ogni buon fotografo deve conoscere.

Gli argomenti trattati passano dalle basi della composizione e della gestione della luce, la scelta delle ottiche e la lettura dell’istogramma fino ad arrivare all’uso degli strumenti di foto-ritocco. Il corso risale al 2009, quindi i riferimenti ai software utilizzati possono essere obsoleti, ma le basi di fotografia sono le stesse da decenni quindi tutto quello che imparerete in questo corso vi sarà utile per scattare buone fotografie.

Per poter usufruire del corso è richiesta l’iscrizione alla piattaforma, comodamente gestibile anche con un account Facebook, Google, Twitter ed altri, come visibile nell’immagine in basso.

Una volta loggati potremo seguire ogni modulo, che diventerà verde ogni volta che avremo seguito tutte le lezioni.

Per poter accedere a questo corso di fotografia gratis possiamo utilizzare il seguente link.

LINK | ALISON

Come scattare buone fotografie

Se non vogliamo seguire il corso online e/o cerchiamo risorse italiane, possiamo far riferimento alle nostre guide dedicate alla fotografia.

Abbiamo raccolto tutte le guide in un unico grande approfondimento, disponibile di seguito.

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Xiaomi Mi 5 VS OnePlus 3T: il nostro confronto

By Giuseppe Monaco

Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

Il confronto che ci apprestiamo a fare quest’oggi vede come protagonisti 2 smartphone che, sebbene abbiano origine sul suolo cinese, trovano come luogo di scontro anche il nostro paese. Xiaomi e OnePlus, infatti, sono 2 brand che si stanno facendo conoscere in Italia grazie alla qualità e al prezzo dei loro prodotti.

Sebbene siano usciti ad alcuni mesi di distanza e, per questo, le specifiche siano per forza di cose differenti, c’è davvero molta differenza tra lo Xiaomi Mi 5 e il OnePlus 3T?

Design ed ergonomia

Esteticamente, i 2 device si presentano in modo totalmente diverso, con scelte stilistiche e progettuali differenti. Sicuramente ambedue le aziende hanno voluto conferire eleganza al proprio terminale, con bordi tondeggianti e componenti prive di spigoli.

La zona frontale vede un display da 5.15 pollici sullo Xiaomi Mi 5.15 IPS LCD e uno da 5.5 pollici AMOLED sul OnePlus 3T. Entrambi, poi, vedono nella zona inferiore il lettore d’impronte, con la sola differenza che il Mi 5 lo incorpora sul tasto fisico, mentre l’altro sul tasto centrale soft touch.


Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

Il retro, poi, presenta differenze frutto di 2 linee di pensiero totalmente diverse. Il dispositivo realizzato da Xiaomi vede la fotocamera principale in alto a destra affiancata dal doppio flash led bicromatico, mentre tutto il resto della cover posteriore in vetro appare totalmente pulito. Lo smartphone di OnePlus, invece, vede una grande camera pricipale sporgente al centro nella parte superiore, anche in questo caso affiancata dal doppio flash led bicromatico. La scocca in alluminio opaco, poi, risulta più scivolosa rispetto al vetro del concorrente, fattore che compromette in parte il grip.

Passando ai bordi, come potete constatare dalle foto le varie componenti son state collocate in modo diverso. OnePlus, ad esempio, ha scelto di lasciare il lato superiore totalmente vuoto e di posizionare l’ingresso per il jack audio nella parte inferiore. Altro elemento caratteristico, poi, è lo switch a 3 corse sul bordo sinistro che permette di gestire il sistema di priorità delle notifiche. Xiaomi, invece, opta per una struttura più tradizionale, con la zona superiore popolata anche dal sensore a infrarossi.

Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

Nel complesso possiamo dire che la componente estetica risulta curata sui nostri 2 concorrenti, sia per quanto riguarda i materiali utilizzati che per le scelte stilistiche. In quanto a grip ed ergonomia, poi, lo Xiaomi Mi 5 vince sicuramente per le dimensioni ridotte.

Hardware

Le caratteristiche che più vengono confrontate quando si è indecisi tra più smartphone da scegliere sono sicuramente quelle che riguardano le specifiche tecniche. Tra i 2 device il OnePlus 3T, più recente, sicuramente vince sulla carta.

Xiaomi Mi 5Xiaomi Mi 5
OnePlus 3T

COMPARA

Questo, infatti, presenta un processore più aggiornato e dal clock più alto, ben 6 GB di RAM, una batteria da 3400 mAh e una fotocamera interna da 16 MP. Altra cosa importante è la compatibilità con la banda 20 a 800 MHz, ragion per cui gli utenti Wind non riscontrerebbero alcun problema con il 4G, mentre non si può dire lo stesso sul Mi 5, almeno per il momento.

Software

Altra sostanziale differenza la notiamo nel software equipaggiato dai 2 smartphone. Sul OnePlus 3T, infatti, troviamo Oxygen OS, interfaccia proprietaria che modifica leggermente lo stile di Android stock e va ad aggiungere alcune funzionalità. Sullo Xiaomi Mi 5, invece, troviamo la MIUI, interfaccia che va a stravolgere lo stile standard del sistema operativo del robottino verde, introducendo un nuovo stile e un gran numero di funzionalità aggiuntive. La parte che accomuna i 2 dispositivi è che entrambi hanno ricevuto da poco l’aggiornamento ad Android 7.0 Nougat.

Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

Difficile dire quale sistema sia migliore, in quanto in questi casi probabilmente non esiste un parere oggettivo. Diverse sono le opinioni di chi ha provato entrambi i sistemi proprio perché queste dipendono da abitudini e gusti personali. Per quanto mi riguarda, posso dire di aver trovato la MIUI più completa ed elaborata, con un gran numero di opzioni aggiuntive e funzioni effettivamente utili. Inoltre, se il launcher di sistema non dovesse piacere, è sempre possibile scaricarne uno alternativo per non stravolgere troppo le proprie abitudini.

Le applicazioni preinstallate a bordo dei device sono diverse, in minor numero e più basilari su OnePlus 3T, di più e con maggiore utilità su Xiaomi Mi 5. L’utilizzo risulta pressoché identico con tempi di caricamento leggermente inferiori e un multitasking più consistente sul device di OnePlus, proprio alla luce delle specifiche tecniche viste in precedenza.

Fotocamera

I sensori montati a bordo delle fotocamere principali sono gli stessi. Su entrambi i device, infatti, troviamo un Sony IMX 298 da 16 MP con stabilizzatore ottico (OIS), apertura f/2.0 e risoluzione massima di registrazione 4K a 30fps.

Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

La fotocamera interna, invece, presenta caratteristiche diametralmente opposte. Sullo Xiaomi Mi 5 troviamo un sensore da 4 MP con, però, pixel larghi 2 micron, una lente wide angle a 80° e un’apertura focale f/2.0. Tutt’altra storia, invece, sul OnePlus 3T: sensore da ben 16 MP, medesimo rapporto focale e pixel, però, più piccoli.

Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

Chi si comporta meglio? Ho trovato il comparto fotografico dello smartphone realizzato da OnePlus leggermente superiore rispetto al suo avversario. Le 2 camere principali, infatti, catturano immagini quasi del tutto identiche, con il Mi 5 che, eliminando di più il rumore presente nelle foto, tende ad abbassare leggermente la nitidezza. Tale caratteristica, però, si nota solamente zoommando sui dettagli delle foto. Per quanto riguarda i selfie, invece, OnePlus sembra uscire vincitrice anche se di poco, con scatti a parer mio migliori in condizioni di scarsa luminosità.

Batteria

Sul piano relativo all’autonomia i dispositivi si comportano quasi allo stesso modo, con il Mi 5 che, grazie agli ultimi aggiornamenti, riesce a garantire una maggiore durata rispetto a quanto visto su OnePlus 3T.

Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

In particolare, il device di OnePlus mi ha permesso di arrivare a tarda notte con oltre 5 ore di schermo acceso. Con lo smartphone di Xiaomi, invece, sono arrivato anche oltre le 6 ore.

Rapporto qualità/prezzo

Viste le specifiche, le prestazioni e i servizi offerti, entrambi i dispositivi attualmente vengono venduti a un prezzo decisamente accettabile.

Lo Xiaomi Mi 5, ad esempio, dopo diverso tempo dalla sua uscita spesso con qualche offerta raggiunge prezzi che oscillano attorno ai 200€, valore assolutamente competitivo vista l’eccellente qualità del prodotto.

Dall’altra parte, il OnePlus 3T non scende sotto i 400€, a causa della sua recente uscita e di come, in ogni caso, i terminali di OnePlus tendono ad avere un prezzo costante per diverso tempo.

Conclusioni

Siamo di fronte a 2 dispositivi destinati allo stesso pubblico ma con gusti totalmente diversi. A mio parere, entrambi vincono sotto determinati aspetti ma, nel giudizio complessivo e oggettivo, il OnePlus 3T esce vincitore su alcuni dettagli prestazionali. Per quel che concerne il lato relativo alle funzionalità offerte dall’interfaccia proprietaria, invece, ritengo il Mi 5 superiore per intuitività e immediatezza.

L’articolo Xiaomi Mi 5 VS OnePlus 3T: il nostro confronto appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come aggiornare i driver NVIDIA

By Giuseppe F. Testa

Molti sanno già che aggiornare i driver della scheda video permette di migliorare le prestazioni quando eseguiamo dei giochi sul nostro PC, ma non è l’unico aspetto importante. Aggiornare i driver video aiuta anche a mantenere l’intero sistema stabile e veloce, anche quando eseguiamo altri programmi che sfruttano l’accelerazione hardware. Per sfruttare al massimo le schede video NVIDIA vedremo tutti i metodi per aggiornare i driver NVIDIA.

Partiremo dai metodi automatici (i più utili per gli utenti alle prime armi) fino ai link per scaricare direttamente il driver aggiornato.

Aggiornare i driver NVIDIA

Aggiornare i driver NVIDIA automaticamente

Per aggiornare i driver NVIDIA automaticamente è sufficiente raggiungere la seguente pagina Web.

LINK | Download driver NVIDIA

La pagina si occuperà di scansionare il nostro sistema, trovando tra le componenti anche quale modello di scheda video possediamo.

NOTA: per poter eseguire correttamente la scansione automatica è richiesto Java. Possiamo scaricare l’ultima versione di Java da qui.

Aggiornare i driver NVIDIA manualmente

Se non vogliamo utilizzare Java per la scansione automatica della scheda video o vogliamo procurarci manualmente il driver possiamo utilizzare svariati metodi.

Il metodo più rapido è utilizzare gli aggiornamenti di Windows: molte volte il driver video aggiornato viene fornito utilizzando Windows Update.

Altro metodo disponibile è utilizzare il programma IOBit Driver Booster, in grado di aggiornare i driver NVIDIA e tutte le altre periferiche in un’unica soluzione.

DOWNLOAD | IObit Driver Booster

L’ultimo metodo consigliato permette di aggiornare i driver NVIDIA scaricando direttamente il driver più recente per la nostra scheda video.

Per aggiornare i driver NVIDIA con questo metodo apriamo il seguente link.

LINK | Download driver NVIDIA

Nella pagina che si aprirà dovremo indicare la scheda video in nostro possesso, come visibile nell’immagine in basso.

Compiliamo tutti i campi richiesti con le informazioni in nostro possesso sulla scheda video e sul sistema operativo utilizzato e premiamo infine sul tasto Ricerca. Otterremo il nostro driver, pronto da scaricare sul PC.

Se non conosciamo quale scheda video è montata sul nostro PC, possiamo utilizzare un programma gratuito come GPU-Z per conoscere il modello di scheda video NVIDIA in nostro possesso, così da poter aggiornare i driver NVIDIA efficacemente.

Per scaricare gratuitamente GPU-Z possiamo utilizzare il seguente link. Il programma è compatibile con qualsiasi versione di Windows.

DOWNLOAD | GPU-Z

Driver AMD

Per aggiornare i driver AMD basterà leggere la nostra guida dedicata, disponibile al link in basso.

L’articolo Come aggiornare i driver NVIDIA appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

A che età hanno avuto successo i geni della tecnologia?

By Jessica Lambiase

C’è chi ha inventato l’elettricità, chi ha costruito il primo sistema idrico… e chi ha inventato il primo prototipo – seppur puramente teorico – dei computer che usiamo oggi: il mondo è fatto di personalità influenti e di avvenimenti importanti che in qualche modo hanno contribuito a rendere il mondo quello che conosciamo oggi, nel bene e nel male.

A tal proposito noi di Chimera Revo abbiamo voluto chiederci “quanti anni avevano i “pionieri” della tecnologia moderna quando hanno gettato le basi per questa o quella invenzione?» e vogliamo condividere la risposta – anzi, le rispste – con voi. Probabilmente quanto leggerete di seguito non vi sorprenderà in quanto, tranne qualche raro caso, le menti più brillanti che hanno contribuito a rendere la scena tecnologica quella che è oggi avevano… al massimo trent’anni!

Ci sembra giusto iniziare proprio dal matematico Alan Turing, nato nel 1912 e inventore di quelli che sarebbero diventati i moderni computer: è del 1936 la prima macchina di Turing, il modello di calcolo che ha dato praticamente i natali a tutto ciò che utilizziamo oggi; Turing aveva soltanto 24 anni.

E come parlare di computer e tralasciare… il big di Redmond? Bill Gates nasceva nel 1955 e soltanto vent’anni dopo ad Albuquerque avrebbe fondato la sua Microsoft. Tutto il resto è storia, come è storia quella costruita dal coetaneo Steve Jobs: anch’egli classe 1955, avrebbe fondato Apple alla “tenera età” di ventuno anni; insieme a Steve Wozniak, ovvio, che però di anni ne aveva 26.

Se parliamo di computer parliamo di componentistica, e a tal proposito non si può non citare Intel: il più grande produttore di chipset è stato creato nel 1968 dal genio di Robert Noyce e Gordon Moore, rispettivamente classe 1927 e 1929 (41 e 39 anni). Ben prima di Intel, tuttavia, c’è stata un’altra azienda che si è occupata – e si occupa tutt’oggi – della produzione di “macchine aziendali internazionali”: Tomas J Whatson rivoluzionò IBM – dandole il nome che detiene tutt’oggi – quando ne assunse la presidenza nel 1910. Aveva 36 anni.

Salto indietro nel tempo, parliamo di quei colossi tutt’oggi importantissimi ma che nascono ben prima degli anni ’50: Fusajiro Yamauchi, ad esempio, fondò Nintendo nel 1889 all’età di 30 anni; i fondatori di Sony – Masaru Ibuka e Akio Morita – avevano rispettivamente 38 e 25 anni quando misero in piedi l’azienda nel 1926, mentre Samsung fu messa in piedi da Lee Byung Chul – classe 1910 – quando questi aveva appena 28 anni.

Quando Frederik Idestam decise di mettere in piedi l’azienda che – quasi un secolo e mezzo dopo – avrebbe mandato in subbuglio il mondo dei cellulari aveva soltanto 27 anni: quell’azienda è Nokia, che – e in pochi lo sanno – è nata “appena appena” nel 1865.

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Robert Noyce e Gordon Moore

Superiamo gli anni ’50 e diamo uno sguardo al mondo dei giochi, in particolare di tutti quelli con cui la mia generazione – e quella precedente – sono cresciute: se vi dicessi coin-op arcade, in pratica i classici giochi “da bar”, non vi torna in mente la software house nipponica Namco? Ebbene Masaya Nakamura, quando la mise in piedi nel 1955, aveva appena trent’anni.

Veniamo ora in tempi “quasi” moderni e parliamo di quelle aziende e di quei sistemi che tutt’oggi fanno parlare di sé, procedendo in ordine di tempo:

  • era il 1991 quando un ventiduenne Linus Torvalds battezza il suo Linux 1.0;
  • non tutti lo sanno ma Amazon e Yahoo! sono coetanee classe ’94: la prima è stata fondata – come tutti sappiamo – da un Jeff Bezos all’epoca trent’enne, mentre la seconda è stata messa in piedi per la prima volta da David Filo e Larry Yang, rispettivamente alle età di 28 e 26 anni;
  • soltanto un anno dopo, nel 1995, Pierre Omidyar all’età di 28 anni avrebbe dato i natali al sito di aste online più conosciuto al mondo, eBay;
  • il 1995 è importantissimo anche per Google: fu in quell’anno, infatti,che Larry Page e Sergey Brin si incontrarono per la prima volta; soltanto tre anni dopo, in un garage, sarebbe nato il colosso che tutti conosciamo. Page e Brin, coetanei, avevano entrambi 23 anni;
  • Jack Ma, uno degli uomini più ricchi del mondo, ha fondato Alibaba nel 1998 all’età di 31 anni, insieme a Lucy Peng (o Peng Ley) che di anni, all’epoca, ne aveva 25.

E tutto il resto è storia recente: Jack Dorsey aveva esattamente 30 anni quando, nel 2006, inaugura la sua piattaforma di microblogging Twitter; l’anno dopo avrebbe rappresentato la svolta per un giovanissimo studente di Harvard, tutti lo conosciamo come Mark Zuckerberg, che a soltanto 23 anni inaugura quello che avrebbe consolidato il concetto di social network, restando ancora oggi il più usato del mondo: Facebook. In ultimo è la volta di Spotify, il servizio made in Sweden che avrebbe rivoluzionato il concetto di streaming musicale: Daniel Ek e Martin Lorentzon, quando lo hanno creato, avevano rispettivamente 25 e 46 anni.

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Larry Page e Sergey Brin

Parlando di rivoluzioni, anche se rapidamente sarebbero state assorbite da Google non si possono non menzionare due startup che hanno – letteralmente – messo a soqquadro il mondo della tecnologia: quando Andy Rubin ha fondato Android aveva 41 anni, mentre Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim avevano 28, 27 e 26 anni quando hanno fondato YouTube.

E a proposito di Google e compagnia, probabilmente il big di Mountain View non sarebbe dove è ora se non fossero nate le comunicazioni senza fili: il croato Nicola Tesla diede la prima dimostrazione delle comunicazioni senza fili nel 1893. Aveva 37 anni.

Dulcis in fundo, non si può non citare il genio di Ralph Baer, classe 1922 purtroppo deceduto: viene considerato il papà dei videogame poiché, nel 1972, venne messa in vendita la prima console in assoluto al mondo – la Magnavox Odyssey – basata su un suo progetto risalente agli anni 60.

Nonostante fosse ben oltre la media d’età delle menti tecnologiche brillanti del nostro secolo, se non fosse stato per Baer probabilmente le console da gioco non sarebbero nate. O, almeno, non come le conosciamo oggi.

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Come aggiornare i driver AMD

By Giuseppe F. Testa

Aggiornare i driver della scheda video permette di migliorare le prestazioni quando eseguiamo gli ultimi giochi sul nostro PC, ma aiuta anche a mantenere l’intero sistema stabile e veloce, anche quando eseguiamo altri programmi che sfruttano l’accelerazione hardware. Proprio per sfruttare al massimo le schede video AMD in questa guida vedremo tutti i metodi per aggiornare i driver AMD.

Partiremo dai metodi automatici (i più utili per gli utenti alle prime armi) fino ai link per scaricare direttamente il driver aggiornato.

Aggiornare i driver AMD

Aggiornare i driver AMD automaticamente

Per aggiornare i driver AMD in maniera del tutto automatica è sufficiente raggiungere la seguente pagina Web.

LINK | Download driver AMD

All’interno di essa è presente una sezione dedicata all’aggiornamento automatico dei driver, come visibile nell’immagine in basso.

Clicchiamo sul tasto Scarica Ora per avviare lo scaricamento dell’installer minimale dei Driver AMD Crimson. Al termine del download sarà sufficiente avviare il programma per aggiornare i driver AMD eventualmente già presenti nel sistema.

Aggiornare i driver AMD manualmente

Se l’installer fornito da AMD non dovesse riconoscere alcun driver da aggiornare, converrà utilizzare uno dei metodi manuali disponibili di seguito.

Il metodo più rapido è utilizzare gli aggiornamenti di Windows: molte volte il driver video aggiornato viene fornito utilizzando Windows Update.

Altro metodo disponibile è utilizzare il programma IOBit Driver Booster, in grado di aggiornare i driver AMD e tutte le altre periferiche in un’unica soluzione.

DOWNLOAD | IObit Driver Booster

L’ultimo metodo consigliato permette di aggiornare i driver AMD scaricando direttamente il driver più recente per la nostra scheda video.

Per aggiornare i driver AMD con questo metodo riportiamoci sul sito AMD visto poco prima.

LINK | Download driver AMD

Questa volta utilizzeremo la sezione Seleziona il driver in modo manuale, come visibile nell’immagine in basso.

Lo strumento è disponibile solo in lingua inglese, ma è semplice da utilizzare. Selezioniamo nello Step 1:

  • Desktop Graphics se abbiamo una scheda video per PC fissi
  • Notebook Graphics se abbiamo una scheda video AMD discreta sul notebook

Nello Step 2 selezioniamo la famiglia a cui appartiene la nostra scheda video.

Nello Step 3 selezioniamo la scheda video in nostro possesso, mentre nello Step 4 il sistema operativo di cui siamo dotati.

Se non conosciamo quale scheda video è montata sul nostro PC, possiamo utilizzare un programma gratuito come GPU-Z per conoscere il modello di scheda video AMD in nostro possesso, così da poter aggiornare i driver AMD efficacemente.

Per scaricare gratuitamente GPU-Z possiamo utilizzare il seguente link. Il programma è compatibile con qualsiasi versione di Windows.

DOWNLOAD | GPU-Z

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