*GUIDA*: Come avere il ROOT su Wiko Sunny!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Wiko Sunny è veramente manna dal cielo per tutti voi che volete uno smartphone Android 6.0 Marshmallow che costi pochissimo e offra veramente tanto. Piccolo, leggero, funzionale, economico e completo: queste le parole chiave per uno smartphone da 4″ pollici.

Essendo la prima guida in Italia, volevo proporvi il metodo per avere i permessi ROOT su Wiko Sunny. Seguite la guida con attenzione e ricordatevi che il processo che sto per mostrarvi non altera la garanzia, dato che vi permette anche di togliere facilmente il root. Procediamo gente!

1: Wiko Sunny ed i file obbligatori

  1. Potete iniziare a scaricare KingRoot da qui (se trovate una versione più recente sul mio sito, scaricatela);
  2. ricordatevi di tenere la batteria sopra il 30% prima di proseguire, o potreste incorrere in gravi problemi se fate il root mentre si spegne il telefono per mancanza di energia.

2: Il Root è servito!

  • installate Kingroot sul telefono ed apritelo e avrete davanti un programma dalle simili fattezze (nell’immagine trovate lo screen di una versione meno recente, serve solo da esempio):
  • connessi ad internet, premete il pulsante Root Authorization e aspettate pochi minuti per ottenere il ROOT bello e pronto.

Al riavvio, avrete il ROOT su Wiko Sunny!

Domande, dubbi, eresie ecc sul Forum gente!

Calligra 3.0 rilasciata: la suite arriva in KDE Framework 5 e Qt5

By Salvo Cirmi (Tux1)

Guardando un po’ indietro sui miei vecchi post, mi sono stranamente reso conto di non aver mai pubblicato nulla relativo a Calligra Suite, un tempo conosciuta come KOffice (nel lontano 2010). Ebbene, dovete sapere che questa suite Office Open-Source è disponibile per per Windows, macOS, Linux, FreeBSD e Haiku e recentemente addirittura anche per Android.

Calligra Suite 3.0 è l’ultima edizione del software appena arrivata, che non contiene particolari novità se non fosse per un port completo in KDE Framework 5 e Qt5. In compenso però, sono state eliminate alcune app, come quella dell’autore e-book, dato che era diventata non molto differente da Word stesso, insieme all’applicazione per prendere note KDE Brainstorm.

Altre info qui.

*GUIDA*: Permessi Root Archos 50 Platinum!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Mia antica guida che, dopo una revisione, ri-condivido con voi.

Esistente sin dal 1988, dopo molti anni di lavoro, Archos ha finalmente raggiunto un’obiettivo importante: la produzione di smartphone e tablet Android.

Una tappa raggiunta da molti ma comunque molto importante, in quanto i device Android sono tra i più gettonati in questi anni, causa funzioni e molto altro.

Oggi vediamo come effettuare i permessi Root sugli Archos 50 Platinum.

NOTA: il processo potrebbe invalidare la vostra garanzia. Contattate il vostro rivenditore oppure il produttore per ulteriori informazioni. Non mi assumo nessuna responsabilità.

1: Archos 50 Platinum, file ed impostazioni necessarie

A) Scaricate Framaroot da qui;

B) Assicuratevi di avere la batteria carica almeno al 30 %;

2: Ottenimento dei permessi ROOT su Archos 50 Platinum!

A) Copiate Framaroot nella memoria interna del vostro Archos;

B) Cercatelo nella memoria interna con un file manager (lo trovate sul Play Store) e installate Framaroot;

C) Aprite Framaroot e selezionate l’opzione “Gandalf“. Se non va, provate con Sam o Frodo, nessuna cattiva ripercussione:

D) Aspettate qualche minuto e il ROOT sarà bello e pronto sul vostro smartphone Android!

Al riavvio, il vostro Archos 50 Platinum avrà i permessi ROOT!

Per qualsiasi dubbio o problema o problema relativi a disturbi bipolare, scrivete sul Forum.

*GUIDA*: Permessi ROOT su Archos Platinum 55!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Dopo aver dato un’occhiata al ROOT del fratello minore Archos 50e Neon, ecco che vi presento subito una bella e velocissima guida per il ROOT di Archos Platinum 55, prima in Italia tra l’altro per questo smartphone con display IPS da 5,5″ pollici e processore quad-core, oltre che un prezzo semplicemente stracciato in Italia.

Al solito vi ricordo che la garanzia potrebbe saltare, quindi chiedete info al produttore o al vostro rivenditore in merito prima di continuare.

Per il ROOT di Archos Platinum 55 ci serviremo di un semplice programmino e di pochi piccoli accorgimenti. Nulla da fare per il momento per la recovery modificata, che ora non esiste, ma forse presto qualcuno la creerà. Cominciamo subito!

Il vostro amato tesorino.

Root su Archos Platinum 55!

  • Scaricate vROOT a questo link;
  • abilitate il famoso ed importante Debug USB dalle Impostazioni Sviluppatore. Se non sapete come fare, ho diverse guide in proposito sul sito, basta cercare (davvero non sapete come fare?);
  • la batteria non deve essere completamente scarica, o potreste finire per far spegnere il telefono durante la guida (e causerebbe problemi, quindi caricate gente, caricate).
  • sul PC, appena finite il download di Vroot, apritelo cliccando sul file EXE e si aprirà un programma simile:

  • anche se le scritte sono in cinese, voi non dovete per forza conoscerlo. Collegate il telefono al PC, cliccate su ROOT (che vi ho evidenziato in rosso nell’immagine) e aspettate qualche minuto.

Dopo pochi minuti, dovreste avere il ROOT sul vostro Archos Platinum 55! Fatemi sapere 😉

OpenSUSE arriva su Windows: info e guida all’installazione!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Così come Linux Ubuntu prima di lui, adesso anche un’altra distribuzione Linux estremamente famosa, diffusa ed importante arriva sulla bash di Windows 10: OpenSUSE. E il fenomeno sembrerebbe non fermarsi a lei.

Come dovreste sapere, se avete letto gli articoli dedicati relativi al periodo in cui Ubuntu è stato presentato su Windows 10, l’azienda di Redmond ha integrato un sottosistema windows su Linux di nome WSL (appunto Windows Subsystem for Linux) che permette di eseguire Ubuntu sulla bash di Windows 10.

Ed è qui che arriva OpenSUSE

Dato che WSL integra un Kernel di base e delle utility di default prese da Ubuntu, si è pensato bene di integrare anche la distro OpenSUSE all’interno di questa bash, che non ha appunto limiti e problemi nell’installazione di una qualsiasi distro Linux, (anche se non si tratta di una semplice installazione, ma di codice bello, pronto ed impacchettato e poi integrato su WSL, appositamente creato quindi).

OpenSUSE 42.2 “Leap” all’interno della bash di Windows 10. Innovazione o tragedia?

altre informazioni su questa particolare novità sul blog di SUSE. Attenzione: sembra che anche Arch Linux stia per arrivare sulla bash di Windows, altri dettagli qui.

OpenSUSE su Windows 10: Guida all’installazione!

Se volete installare OpenSUSE sulla bash di Windows 10, ecco i passaggi da seguire:

  • Per cominciare, dovete assicurarvi di aver abilitato WSL. Verificatelo con questa guida;
  • una volta abilitato WSL, aprite il terminale e date il seguente comando per scaricare l’userspace OpenSUSE:

wget -O openSUSE-42.2.tar.xz https://github.com/openSUSE/docker-containers-build/blob/openSUSE-42.2/docker/openSUSE-42.2.tar.xz?raw=true

  • aprite il menù start e recatevi nel menù aprendo “Bash on Ubuntu on Windows”. Si, dovete aprire ancora ubuntu su Windows, ma presto diventerà OpenSUSE. Aperto, date il comando:

$ sudo mkdir rootfs

$ sudo tar -C rootfs -Jxf openSUSE-42.2.tar.xz

$ exit

  • avrete così estratto il contenuto del download. Fate ora il backup di rootfs di ubuntu:

cd %localappdata%lxss

rename rootfs rootfs.ubuntu

move .homerootfs .

  • impostate l’user principale:

lxrun /setdefaultuser root

  • per finire, cambiate l’icona precedente con quella di OpenSUSE scaricandola ad esempio da qui:

cd %localappdata%lxss

rename bash.ico Ubuntu.ico

rename Saki-NuoveXT-Apps-suse.ico bash.ico

avrete ora OpenSUSE sulla bash di Windows 10 pronta da avviare ed usare!

Assistente vocale Android: ecco i migliori

By Luca

Ormai gli assistenti vocali fanno parte del nostro quotidiano, già da qualche anno. Se tutti conoscono Siri di Apple o Now di Google, bisogna sapere che ce ne sono altri validi come i primi due. Che si vogliano utilizzare per svolgere operazioni con la voce o per divertirsi con frasi spiritose, vediamo quali sono i migliori assistenti vocali per Android presenti sul mercato.

I migliori assistenti vocali per Android

Google Now

La prima applicazione che vogliamo menzionarvi non può che non essere la creazione della grande G. Now è presente su praticamente tutti i dispositivi, con l’applicazione preinstallata di fabbrica. Quello che lo rende grandioso è la perfetta integrazione (ci mancherebbe!) con la ricerca Google, e la facilità di configurazione. Lo troverete aprendo l’app Google e, dopo aver seguito la procedura di configurazione iniziale, potrete aprirlo semplicemente tenendo premuto il tasto home. Nel caso di smartphone senza il pulsante fisico, invece, dovrete scorrere il dito dal tasto centrale verso l’alto

Il bello di Google Now è che fornisce già delle informazioni come il traffico, il meteo, le cose da fare nella giornata e i compleanni senza che venga interpellato. Nelle impostazioni, poi, si possono aggiungere altri interessi come (ad esempio) la squadra di calcio preferita, in modo che vengano mostrati i risultati delle partite. Tra l’altro, per chi vuole utilizzarlo senza mani, Now si può avviare semplicemente dicendo “OK Google” in qualsiasi schermata vi troviate.

Insomma, si tratta di un assistente ben fatto, integrato alla perfezione con il nostro ecosistema Google, veloce e affidabile. Permette, oltre a effettuare le ricerche, di abilitare funzioni nelle impostazioni e riconoscere anche la musica, il tutto capendo quello che viene detto anche con rumori di sottofondo.

Hound

Non è molto conosciuta, ma sono sicuro perchè è molto giovane. Ovviamente, come tutti i buoni assistenti, anche questo può rispondere alle domande che poniamo e riesce a trovarci Hotels, ristoranti o punti di riferimento vicino a noi. Può impostare i promemoria, o inviare dei messaggi, il tutto senza toccare il dispositivo ma semplicemente dicendo “Ok Hound“. E’ molto affidabile e veloce nel trovare i risultati (ovviamente connessione permettendo).

La bellezza di questo assistente poi, sta nel fatto di poter parlare come se fosse una persona. Infatti, dopo aver fatto una ricerca, si potranno filtrare i risultati con altri criteri. Ad esempio: se chiediamo di trovarci gli alberghi in zona, dopo potremmo chiedere di mostrarci solo quelli con un determinato prezzo, senza ripetere l’intera domanda. E per chi vuole passare il tempo, Hound offre anche dei giochi da fare solamente con la voce!

Download Hound dal Google Play Store

Cortana

L’assistente vocale di Microsoft, mostrato a tutti per la prima volta sui Windows Phone, arriva anche su Android. Chi ha un PC con Windows 10 avrà sicuramente provato l’assistente vocale di Redmond, e saprà già come funziona. Non permette di fare tutte le cose che fa Google Now, ma può comunque inviare messaggi, effettuare chiamate, fissare appuntamenti e fare ricerche. Voi direte che tutti gli assistenti fanno queste cose, ed è vero, ma Cortana le fa in maniera molto veloce e capendo quasi sempre quello che le diciamo.

Purtroppo non offre la stessa esperienza di comunicazione dei suoi concorrenti, ma è comunque un valido prodotto per le persone a cui piace andare al sodo.

Download Cortana dal Google Play Store

Jarvis

Questo assistente lo segnaliamo perchè è l’unico (oltre a Google Now) che funziona su Android Wear. Nonostante non sia famoso permette di inviare messaggi e effettuare chiamate, ma anche di informavi sulle ultime notizie. Può anche cambiare le impostazioni del dispositivo e avvisarvi su determinati argomenti tramite delle notifiche.

La grafica è ispirata ad Iron Man e contiene degli easter eggs che, una volta trovati, possono anche farvi divertire. L’unico lato negativo di Jarvis è che supporta solamente la lingua inglese.

Download Jarvis dal Google Play Store

L’articolo Assistente vocale Android: ecco i migliori appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Notify & Fitness for Mi Band: sfruttate a fondo la vostra Mi Band!

By Salvo Vosal

Abbiamo già parlato della terza incarnazione della Mi Band, quella Mi Band 2 che ha rappresentato un deciso passo avanti rispetto ai precedenti modelli. Purtroppo l’app Mi Fit ufficiale rilasciata da Xiaomi per la gestione della propria band non è affatto perfetta, ed anzi è decisamente limitante. Per questo sono nate alcune alternative, una delle migliori su Android è sempre stata Mi Band Notify che di recente ha cambiato nome in Notify & Fitness for Mi Band.

Il nuovo nome descrive meglio la applicazione che non gestisce più solo le notifiche ma fa moltissimo altro, oramai sostituendo in toto Mi Fit, l’app ufficiale di Xiaomi piena di limitazioni.

Notify & Fitness for Mi Band è disponibile in italiano e supporta tutte le versioni della Mi Band (1, 1A, 1S, e 2 ).

Notify & Fitness for Mi Band offre un numero altissimo di funzioni, alcune che però sono sbloccabili solo tramite acquisto in app della versione Pro al costo di circa 3 euro.

Questa ottima applicazione offre:

  • La Possibilità di configurare ciò che viene mostrato sullo schermo della band (disponibile nella versione free);
  • Il monitoraggio del sonno (disponibile nella versione free);
  • La sveglia intelligente (disponibile nella versione free);
  • La misurazione continua dei battiti (sbloccabile anche abilitando gli annunci);
  • La possibilità di monitorare un numero spropositato di attività dall’aerobica, alla Zumba (disponibile nella versione free);
  • La possibilità di esaminare le statistiche complete di ogni sessione di allenamento;
  • La possibilità di configurare le notifiche e di riceverle da ogni app (disponibile nella versione free, alcuni settaggi avanzati sono disponibili solo sbloccando la versione Pro);
  • Possibilità di utilizzare il pulsante del Mi Band 2 per controllare lo smartphone ( musica, tasker e chiamate disponibile solo sbloccando la versione Pro);
  • Widget con i passi percorsi i battiti misurati e il livello della batteria (disponibile nella versione free);
  • Possibilità di settare una propria vibrazione (disponibile solo sbloccando la versione Pro);
  • Possibilità di impostare uno sleep time, un’intervallo in cui la band non vibrerà in caso di arrivo di una notifica (disponibile solo sbloccando la versione Pro);

Come potete notare lo sviluppatore ha fatto un lavoro notevole con questa app, che stupisce per quantità e qualità delle funzioni.

L’app si è molto evoluta dalla sua prima release e moltissime funzioni sono state aggiunte, purtroppo l’evoluzione non ha toccato l’interfaccia che è oramai un po’ caotica e dispersiva. In ogni caso basterà un poco di pratica per iniziare ad orientarsi, e presto vi chiederete come facevate a vivere senza.

Se vi interessa controllare la musica con il tasto del Mi Band 2 non c’è per forza bisogno di comprare la versione Pro di questa app, abbiamo già parlato di una valida alternativa completamente gratuita, dategli un’occhiata:

Potete scaricare Notify & Fitness for Mi Band in versione Free direttamente dal Play Store.

La versione free non ha annunci, potrete decidere di abilitarli per abilitare gratis alcune funzioni, noi lo sconsigliamo visto che gli ads sono invasivi, se avete attivato questa opzione provate i nostri suggerimenti per bloccare gli annunci sulle app android:

Fateci sapere se avete trovato questa app utile come noi.

L’articolo Notify & Fitness for Mi Band: sfruttate a fondo la vostra Mi Band! appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Rilasciato ufficialmente Debian GNU/Linux 8.7

By Matteo Gatti

debian GNU/Linux 8.7

Se stai usando Debian GNU/Linux 8 “Jessie” è arrivata l’ora di aggiornare il sistema operativo. Gli sviluppatori hanno da poco rilasciato una nuova release, Debian GNU/Linux 8.7.

Debian GNU/Linux 8.7 porta con sè una miriade di migliorie e soprattutto sistema tutti i bug trovati dal rilascio di Debian 8.6, che è avvenuto ormai quattro mesi fa, ad oggi.

Sono stati sistemati 87 bug e introdotti 86 aggiornamenti di sicurezza che riguardano una lunga lista di componenti pre-installati. Debian non necessita di presentazioni e il lavoro costante degli sviluppatori lo sta rendendo sempre più affidabile e sicuro, una certezza.

Chiaramente se avete tenuto aggiornata la vostra installazione di “Jessie” l’update alla versione 8.7 è avvenuto in maniera del tutto automatica, se invece volete effettuare un’installazione pulita dovrete attendere ancora qualche giorno perchè le ISO di Debian 8.7 non sono ancora state caricate. Installare l’ultima ISO conviene per evitare di scaricare centinaia di MB di aggiornamenti.

Aggiorneremo questo articolo non appena verranno rese disponibili le immagini ISO.

sharing-caring-1

Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Rilasciato ufficialmente Debian GNU/Linux 8.7 sembra essere il primo su Lffl.org.

Dell adesso crede in Linux: disponibili ulteriori PC con Ubuntu

By Dario Cavedon

È notizia di un qualche giorno fa che Dell, il colosso americano dei PC, ha reso disponibile alla vendita in tutto il mondo un nuovo portatile con Ubuntu preinstallato, il Precision 3520. Si tratta del primo di una serie di portatili (e un desktop) che Dell metterà in vendita nel corso della prima metà del 2017.

Gli amanti di Linux saranno sicuramente contenti di questa decisione. Dopo qualche anno di rodaggio con il super notebook XPS 13 Developer Edition, e qualche modello in vendita solo negli USA, la famiglia pinguina di prodotti Dell si allarga con ulteriori macchine, che hanno anche un prezzo più accessibile. Da precisare che questi nuovi computer sono disponibili anche per il mercato italiano, cosa che è una notizia nella notizia.
La seconda bella notizia è che la versione con Ubuntu 16.04 costa 105 € in meno rispetto alla versione con il sistema operativo proprietario. La libertà adesso costa meno! 😉

Personalmente, come scritto nella mia Guida all’acquisto di PC e notebook con Linux preinstallato”, consiglio di acquistare computer con Linux dai piccoli produttori, che hanno delle configurazioni più modulari ed economiche rispetto ai Big del settore. Resta comunque da dire che questi nuovi PC Dell sono senza dubbio dei gran bei pezzi di tecnologia.

Quando “solo io” volevo un PC con Ubuntu

Ricordo che nel 2015 un lettore di questo blog mi segnalò che Dell vendeva il suo Precision M3800 (ora fuori produzione) preinstallato con Ubuntu solo negli USA. Il Precision M38000 era una bella macchina, che aveva anche il suo bel prezzo, ma non si poteva in nessuna maniera acquistare in Italia.

Volendo verificare la segnalazione, contattai io stesso Dell Italia via chat (vedi sotto il resoconto di quella conversazione). Ebbene, da quanto riportato dal (poco informato) reparto marketing, al tempo risultavo l’unica persona in Italia che voleva un PC con Ubuntu.

Bello sapere che è bastato solo un anno per fargli cambiare idea! 😛

– by Dario Cavedon – dariocavedon.blogspot.com

OpenSUSE sbarca su Windows seguendo Ubuntu

By Giorgio Ghisotti

opensuse su windows

OpenSUSE, la distribuzione del camaleonte, arriva su Windows 10 sfruttando il Windows Subsystem for Linux. Questo strumento era stato introdotto qualche mese fa e offriva Bash insieme a un ambiente Ubuntu.

Per chi non lo sapesse, da qualche mese a questa parte Microsoft ha aggiunto a Windows 10 un sistema per eseguire un ambiente Bash. Benchè il nome parli di Linux, il nostro kernel preferito non è in realtà presente. Lo strumento interpreta le chiamate di sistema per poi passarle al kernel di Windows, presumibilmente per ridurre l’impatto sulle prestazioni e soprattutto per non essere costretti a distribuire Windows sotto la GPL 2.

Di default le utility e i programmi presenti sono quelli di Ubuntu, ma il sistema non è limitato a una distro in particolare. Proprio qualche giorno fa OpenSUSE ha rivelato che è ora possibile installare la loro distribuzione su WSL.

Per trarre vantaggio da questa novità basta seguire la guida di installazione sul blog SUSE. Una volta completato il processo potrete usare tutte le “comodità” (a riga di comando) offerte da OpenSUSE, come ad esempio Zypper.

OpenSUSE e Ubuntu non fanno al caso vostro?

Niente paura, OpenSUSE è arrivata seconda ma molte altre distribuzioni hanno una versione per WSL in lavorazione. Esiste persino un progetto per permettere di cambiare distribuzione istantaneamente. Anche Arch Linux sarà presto disponibile – la pagina GitHub promette che la versione stabile sarà ultimata tra pochi giorni.

Fateci sapere cosa ne pensate e che distribuzioni vi piacerebbe poter usare con WSL.

[Fonte]

L’articolo OpenSUSE sbarca su Windows seguendo Ubuntu sembra essere il primo su Lffl.org.