Baruwa Enterprise Edition

By Salvo Cirmi (Tux1)


Tipo OS:
Linux

Basata su: CentOS

Origine: Sudafrica

Architettura: x86_64

Desktop Environment: WebUI

Categoria: Server

La descrizione di Tux1!

Baruwa Enterprise Edition è una distribuzione Linux commerciale basata su CentOS. La distro provvede a diverse soluzioni per la sicurezza delle e-mail, una protezione che protegge da spam, virus, tentativi di phishing e malware. E’ stata creata per organizzazioni di qualsiasi dimensione, dalle piccole alle medie utenze business.

Baruwa Enterprise Edition funziona con qualsiasi server standard SMTP e arriva con un tool di installazione e configurazione automatica. L’interfaccia è basata su una WebUI in AJAX ed è disponibile in oltre 25 lingue.

Link e dintorni di…Baruwa Enterprise Edition!

ScreenShot!


Battery drain con Facebook e Messenger? Ecco 3 valide alternative per Android gratuite, leggere e parche nei consumi

By Marco Giannini

In queste ore molti utenti Android
Forse però non tutti sanno che esistono delle valide alternative a Facebook e Messenger che possono essere installate sui nostri dispositivi Android e che sono piccole in termini di spazio occupato una volta installate, meno esose dal punto di vista RAM, meno esose dal punto di vista energetico e infine sono all-in-one ovvero una volta installate le singole applicazioni potremo usufruire sia delle funzionalità di facebook (con notifiche etc) sia delle funzionalità di Messenger (la chat e le sue notifiche).
Queste applicazioni risultano più leggere in quanto sono dei wrapper ovvero sfruttano la versione mobile del sito di facebook aggiungendo le funzionalità di notifica e sistemando la grafica.

In questo post voglio vi voglio segnalare le migliori che ho provato in questi ultimi mesi.


La prima applicazioni che vi segnalo è Swipe for Facebook. Questa applicazione è disponibile sia in versione gratuita che in versione pro a pagamento (Swipe for Facebook Pro). La differenza fra la free e la pro risiede nella maggior personalizzazione di quest’ultima e alcune funzionalità aggiuntive ma che per molti di voi di certo non sono necessari. Personalmente ho comprato la Pro qualche tempo fa quando era in offerta ma, come vi ho detto, la free ha già tutto quello di cui avete bisogno. Lo sviluppatore di Swipe è molto attivo e rilascia aggiornamenti frequenti dell’applicazione.
L’unico bug che ho finora riscontrato è relativo alla condivisione delle immagini che ogni tanto si blocca e fa crashare l’applicazione ma non sono sicuro se dipende dall’applicazione o dalla mia custom rom.

 


La seconda applicazione che mi sento di consigliarvi è Metal for Facebook. Anche Metal dispone di una versione gratuita e di una versione pro a pagamento (Metal Pro). La particolarità di questa applicazione è che, oltre a funzionare con Facebook è in grado di interfacciarsi anche a Twitter e dunque può essere usata anche per controllare il nostro account Twitter. La differenza fra la versione free e la versione pro risiede principalmente nella presenza di un tema material design nella versione pro.
Rispetto a Swipe è meno curato graficamente ma è comunque efficace e leggero.

 


L’ultima applicazione di cui vi voglio parlare è Friendly for Facebook. La versione free comprende tutto quello che vi serve. Tramite acquisti in app è possibile aggiungere la possibilità di avere un blocco pubblicità per Facebook. Questa applicazione è disponibile anche per iOS.

Il mio consiglio? Provatele tutte e trovate quella che più vi aggrada 🙂
E magari una volta scelta quella che fa per voi valutate l’acquisto della versione pro così da aiutare lo sviluppatore a sviluppare l’applicazione 🙂

Wine-Staging 2.0 RC4 ora disponibile al Download

By Salvo Cirmi (Tux1)

Dopo l’edizione standard di Wine 2.0 RC4, gli sviluppatori (sempre al lavoro, ad un ritmo davvero spaventoso, calmatevi un pochino) hanno rilasciato Wine-Staging 2.0 RC4 che include tutte le novità già viste sull’edizione “normale” con diverse piccole aggiunte extra (in fondo, si tratta del ramo sperimentale del progetto).

Wine-Staging 2.0 RC4 permette di giocare a DOOM grazie ad alcune aggiunte interne ed ha recentemente aggiunto la gestione di FlipToGDISurface DirectDraw. Trovate alcune interessanti informazioni in merito qui.

Cos’altro è cambiato? nulla di speciale. Effettuati diversi fix interni (non specificati) e probabilmente il rilascio è in Code Freeze, quindi non aspettatevi grandi modifiche. Download ed info qui.

Le SIM 4G Fastweb arrivano in tutta Italia

By Jessica Lambiase

Tra gli operatori virtuali esistenti, quello che può godere di una delle coperture migliori sul suolo italiano è sicuramente Fastweb. Forte dell’infrastruttura TIM (recentemente Fastweb è diventato un FullMVNO TIM), l’operatore virtuale offre tariffe vantaggiose – specie per i già abbonati alla fibra – ma con un piccolo difetto: le SIM attuali non sono compatibili con la rete 4G.

Cosa che è destinata a cambiare a breve: oggi l’operatore, dopo un’iniziativa pilota iniziata a Milano e continuata a Roma, ha iniziato la distribuzione delle SIM 4G Fastweb presso i centri sparsi in tutta Italia; chi vorrà, potrà richiedere una nuova SIM 4G per sostituire quella attuale.

Per richiedere la SIM 4G Fastweb i clienti potranno recarsi, a partire dal 1 febbraio 2017, presso uno dei punti vendita Fastweb presenti sul suolo nazionale; sempre dalla stessa data sarà possibile richiedere la SIM 4G Fastweb anche dall’area clienti MyFastPage previa spedizione e senza costi aggiuntivi per essa. Le SIM saranno spedite a partire da fine febbraio.

Al momento sembra che la sostituzione dell’attuale SIM con una SIM 4G Fastweb sia gratuita come già successo nel periodo di richieste esclusive su Roma e Milano.

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Come convertire in formato Kindle

By Luca

Forse non tutti sanno che ogni Amazon Kindle ha a disposizione un indirizzo e-mail per poter ricevere i libri e convertirli automaticamente nel formato supportato. Basta inviare una mail all’indirizzo specificato con il libro allegato e attendere, ovviamente con il Kindle connesso a Internet, che il file venga scaricato sul dispositivo. Ancora meno gente, però, sa che durante questo procedimento è possibile far sì che i libri vengano convertiti automaticamente in un formato leggibile dal Kindle.

Come fare? Beh, ve lo spieghiamo noi proprio in questo articolo!

Individuare l’indirizzo e-mail del Kindle

La prima cosa da fare è recarsi sul proprio Kindle per individuare l’indirizzo e-mail a cui spedire i file. La procedura potrebbe variare in base al software del dispositivo o al modello ma in generale si dovrebbe trovare nelle impostazioni. Quindi, andate nelle impostazione del vostro Amazon Kindle e cercate la voce “invia all’e-mail Kindle“. In questa voce troverete un indirizzo che terminerà con “@kindle.com”.

Segnatelo, vi servirà per inviare la mail.

Convertire il libro e inviarlo via e-mail

Convertire il libro e inviarlo via mail è più semplice di quanto possiate pensare. Basta aprire il vostro client di posta elettronica e inserire, nel destinatario, l’indirizzo segnato prima. Inserite come allegato il libro (o i libri) che volete far arrivare al Kindle. Inviando la mail in questo modo il libro arriverà in formato PDF, o nel formato in cui l’avete spedito.

Per convertirlo, invece, nella stessa e-mail dovrete scrivere “convert” nel campo dell’oggetto. In questo modo quando il file arriverà ai server Amazon verrà convertito e poi inviato al Kindle. Purtroppo non tutti i libri vengono convertiti, ad alcuni potrete ricevere una mail contenente un errore. In tal caso dovrete per forza convertirli con un programma e poi inviarlo, anche via e-mail.

Questo piccolo trucco, però, quando funziona vi permetterà di recuperare molto tempo oltre che evitarvi il collegamento fisico del Kindle al computer. Non credete? Se volete altri modi per convertire documenti e PDF in formato ePub, Mobi, eccetera allora consultate il nostro seguente articolo:

L’articolo Come convertire in formato Kindle appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

La più recente versione di Red Hat CloudForms migliora la gestione dell’Open Hybrid Cloud su aree geografiche e settori differenti

By Marco Giannini

La più recente versione di Red Hat CloudForms migliora la gestione dell’Open Hybrid Cloud su aree geografiche e settori differenti
Centinaia di grandi aziende fanno già uso di Red Hat CloudForms per gestione e provisioning dei propri ambienti IT, on-premise e basati su cloud pubblico

Milano, 10 gennaio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4.2, più recente versione della sua apprezzata soluzione di open hybrid cloud management. I team di IT operations si trovano spesso ad affrontare processi lenti e manuali per l’erogazione di servizi internamente, cosa che costa tempo, denaro e competitività. Per risolvere questo problema, i team IT possono fare uso di Red Hat CloudForms per migliorare l’erogazione dei servizi, consentendo ai team stessi di concentrarsi su questioni più critiche e legate al business.

Basato sul progetto open source ManageIQ, Red Hat CloudForms offre un’avanzata piattaforma open source per la gestione di ambienti IT fisici, virtuali e cloud, compresi i container Linux. CloudForms aiuta le organizzazioni IT a offrire servizi modulari attraverso un portale self-service, gestendo l’intero ciclo di vita del servizio, dal suo iniziale provisioning fino al ritiro. Può anche definire e applicare avanzate policy di compliance per ambienti IT nuovi e già esistenti, permettendo così agli operatori di ottimizzare i costi di uno specifico ambiente o sistema.

Red Hat CloudForms 4.2
Red Hat CloudForms 4.2 porta una serie di miglioramenti alle piattaforme basate su public cloud, private cloud e container, migliorando metriche ed eventi per Microsoft Azure e Google Cloud Platform, e aggiungendo un’immagine Amazon EC2, permettendo così ai clienti di operare CloudForms all’interno di Amazon Web Services (AWS). La nuova versione aggiorna anche le funzionalità OpenStack, migliorando il tenant management e introducendo lor storage management per i servizi object e block storage di OpenStack, Swift e Cinder. Infine, CloudForms 4.2 migliora le capacità di chargeback per i container che operano su Red Hat OpenShift Container Platform.

“Non esiste più un ambiente IT universale, perché la gran parte delle organizzazioni cerca di sfruttare le migliori caratteristiche offerte dalle tecnologie fisiche, virtuali e cloud”, spiega Joe Fitzgerald, vice president Management di Red Hat. “Abbinati ai container Linux, la gestione di singoli aspetti di questi ambienti ibridi può portare downtime o rallentamenti. Red Hat CloudForms offre una piattaforma di gestione aperta e flessibile, in grado di supervisionare queste risorse differenti, e ci consente di aiutare le aziende globali a farne uso per gestire le complessità crescenti dei loro ambienti.”

Le aziende globali vanno verso la gestione dell’hybrid cloud
Se gli ambienti enterprise IT diventano sempre più complessi, con l’aggiunta graduale di ambienti fisici, virtuali e cloud-based assieme a container Linux e microservizi, le soluzioni tradizionali di IT management possono rivelarsi non più adeguate. La scarsa flessibilità di molte soluzioni proprietarie di gestione può non rispondere più alla richiesta da parte delle grandi organizzazioni di avere servizi cloud-based o comunque cloud-like, cosa che può spingere queste organizzazioni a cercare soluzioni più flessibili e service-agnostic, come Red Hat CloudForms.

Ad oggi, molti clienti Red Hat – fornitori globali di telecomunicazioni e aziende manifatturiere, fino a istituzioni di ricerca e università – hanno implementato Red Hat CloudForms per gestire i loro ambienti IT ibridi. CloudForms ha permesso a queste realtà di ottimizzare tempi e costi, rendendo le loro strutture IT più efficienti e i loro processi IT più reattivi. Costruito a partire da un framework open source flessibile, Red Hat CloudForms può coprire un’ampia varietà di piattaforme infrastrutturali e può essere adattato alle specifiche necessità di un determinato settore o tipologia organizzativa.

Disponibilità
Red Hat CloudForms 4.2 è già disponibile per il download dal Red Hat Customer Portal

Grande novità Laptop Ubuntu da 7 pollici.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Ecco a voi Laptop Ubuntu da 7 pollici.

Il GPD pocket è un laptop molto piccolo, così piccolo da stare in tasca. Il device sarà disponibile in due versioni, una con Windows 10 e una con Ubuntu 16.04 (Xenial Xerus).

Il GPD Pocket presenta delle buone specifiche tecniche, il processore è un quad-core Intel Atom x7-Z8700 (lo stesso che troviamo sul Microsoft Surface 3), 4GB RAM e un pannello IPS ad alta risoluzione. Ecco tutte le specifiche nel dettaglio:

  1. 7-inch IPS touch display
  2. Intel Atom x7-Z8700 (quad-core @ 1.6GHz)
  3. 4GB RAM
  4. 128GB storage
  5. 1x USB Type-C
  6. 1x USB 3.0
  7. Mini HDMI

MicroSD Card slot
Courage jack (“headphone port”)
batteria 7000 mAh

Le dimensioni del portatile non permettono una full-size keyboard ma una piccola tastierina adatta per web browsing, social (twitter, facebook..) e poco altro.

Dubito che qualcuno possa sceglierlo come device principale ma se viaggiare molto e se raramente potete starvene comodi su una scrivania questo GPD pocket ha il suo perchè. Purtroppo il prodotto non è ancora acquistabile ma tra poco verrà lanciata una campagna di crowdfunding su Indiegogo, speriamo vada a buon fine.

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

 

Come formattare un PC e reinstallare Windows

By Jessica Lambiase

Quando c’è la necessità di formattare PC, vi starete chiedendo? I casi sono molti: ad esempio potrebbe essercene bisogno se il sistema è diventato lento o instabile, se è infetto da troppi virus, se restituisce errori casuali dall’origine ignota e per tanti, tanti altri motivi!

In questo articolo vi guideremo negli step necessari per formattare PC, analizzando tutte le necessità del caso per rendere l’intera procedura più semplice ed indolore possibile!

Vediamo come fare.

Come formattare PC

Salvare la licenza del sistema operativo

Questo è un passo fondamentale, onde evitare di ritrovarvi con un Windows inutilizzabile poiché avete smarrito il numero di serie! Ottenere il numero di serie di Windows è semplice, abbiamo già spiegato come fare in questa guida. Annotiamo il numero così ottenuto: una volta formattato il PC dovremo reinserirlo ed eseguire soltanto l’attivazione!

Ricordatevi che formattare PC non annulla la validità della licenza OEM (collegata alla scheda madre), a meno che non vengano eseguite pesanti modifiche hardware.

Creare il backup dei dati

Se abbiamo i dati personali (documenti, foto e via dicendo) salvati su una partizione separata e vogliamo soltanto reinstallare Windows senza toccarla allora siamo al sicuro. Se invece abbiamo i dati sulla partizione di sistema e vogliamo salvarli su una partizione esterna da non toccare, potrete seguire la nostra guida.

Se invece i nostri dati sono sulla partizione di sistema (ad esempio C:) oppure vogliamo ripulire completamente il disco allora dovremo effettuare il backup. Senza perderci in giri di parole, dovremo copiare i dati che ci interessano altrove. Noi vi abbiamo offerto diverse soluzioni: scegliete quella che più vi si addice!

Creare il backup dei driver (opzionale)

Questa non è una procedura che solitamente consiglio, poiché può portare problemi di compatibilità in caso di passaggi di versione (da Windows 7 a Windows 10, per esempio). Ma se abbiamo intenzione di formattare PC ed installare un sistema operativo identico allora semplifichiamoci la vita!

Vi abbiamo insegnato come creare un backup dei driver con una guida dedicata: potremo ripristinare comodamente i driver una volta reinstallato il sistema operativo.

Scaricare i driver necessari

Questo è un metodo molto più sicuro di procurarsi i driver da installare quando avremo finito di formattare! La prassi è quella di identificare tutte le periferiche presenti sul PC, recarsi sui siti dei produttori e scaricare gli appositi driver!

Ma se vogliamo farla ancora più semplice sappiate che possiamo: scarichiamo i driver della scheda WiFi, della scheda Ethernet o di qualsiasi dispositivo usiamo per collegarci a Internet e teniamoli al sicuro.

Quando avremo finito di formattare PC dovremo semplicemente installare quei driver, collegarci ad Internet e far fare il resto del lavoro, ovvero installare tutto il resto, ad uno dei programmi segnalati nella nostra guida.

Creare un supporto di installazione di Windows

Arrivati a questo punto siamo pronti per formattare PC e ridare vita al sistema operativo! Se vogliamo reinstallare Windows 7 avremo necessariamente bisogno di creare un supporto. Con Windows 8.1 e Windows 10 non ce ne è bisogno, tuttavia se stiamo per formattare PC a causa di un grave malfunzionamento del sistema operativo è probabile che non potremo affidarci alle procedure di ripristino.

Reinstallare Windows

Se abbiamo Windows 8.1 o Windows 10 ed il sistema operativo non è corrotto, possiamo procedere al ripristino tramite la procedura guidata. Eventualmente potremo scegliere se tenere o meno i dati, anche se per formattare PC nel vero senso della parola è consigliato fare una pulizia completa.

Se abbiamo Windows 8.1 o Windows 10 e vogliamo invece formattare PC usando un supporto esterno, ad esempio se la procedura di prima non fosse andata a buon fine, possiamo fare riferimento alla nostra guida (basata su Windows 10 ma molto simile anche per Windows 8.1).

Ricordiamo di inserire quando richiesto il numero di licenza e di attivare Windows non appena ci si collega a Internet!

Anche per Windows 7 la procedura è abbastanza semplice: bisognerà però fare attenzione alle varie opzioni per il disco, assicurandosi di eliminare la sola partizione di sistema se non abbiamo già salvato i dati.

Per usare questi ultimi due metodi ci sarà bisogno di far partire il PC direttamente da chiavetta USB o DVD, accedendo al BIOS UEFI oppure dal BIOS del PC, alla voce “Boot” o “Avvio”.

Ripristinare dati e driver

Una volta terminata l’installazione del sistema operativo abbiamo praticamente finito di formattare PC! Ora non ci resta che ripristinare i dati e i driver salvati in precedenza!

Possiamo ripristinare i dati usando le procedure suggerite dal programma che abbiamo scelto; possiamo invece ripristinare i driver installandoli uno per uno se li abbiamo scaricati singolarmente o, come suggerito prima, installando i soli driver del dispositivo che ci fa collegare a Internet ed usando un apposito software!

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Tastiera meccanica o normale: le differenze

By Luca

Chi ha avuto l’onore di vivere nei primissimi anni di diffusione dei computer si ricorderà sicuramente come le tastiere meccaniche di una volta erano molto accurate e durature. Con il passare del tempo, però, è stata sviluppata una nuova tecnologia di tastiera: quella a membrana.

Ovviamente le differenze tra i due tipi di approccio sono evidenti e c’è chi si trova più comodamente con uno rispetto all’altro. Adesso, però, vediamo in maniera oggettiva quali sono le principali differenze tra la tastiera meccanica e quella a membrana.

Feedback

Il funzionamento della tastiera, ovviamente, dipende dal suo assemblaggio. I tasti meccanici sono più stabili e quando premuti (prima di arrivare a fine corsa) emettono un rumore che ci aiuta a scrivere più velocemente.

Peso e costruzione

Le tastiere meccaniche sono più pesanti rispetto a quelle a membrana, e questo può essere un bene o un male. Se è vero che sono più scomode da portare in giro, è anche vero che un maggior peso aiuta a mantenere la tastiera stabile sul tavolo, senza il pericolo che si muova. Inoltre i tasti meccanici sono più saldi, senza oscillazioni come quelli a membrana, e ritornano al loro posto in maniera più veloce. Questo è dovuto al meccanismo sicuramente più resistente della gomma.

Anche per questo motivo i giocatori preferiscono le tastiere meccaniche.

Velocità di scrittura e precisione

La tastiera meccanica permette una digitazione più veloce perché basta far arrivare i tasti a metà corsa. Inoltre, grazie al meccanismo, si è sicuri che i tasti vengono sempre recepiti dal computer. Tuttavia la tastiera a membrana permette che venga applicata una forza minore nella pressione dei tasti.

Manutenzione

La pulizia della tastiera è più complessa sulle tastiere a membrana. Questo perché, con il passare del tempo, la gomma tende ad attirare lo sporco e a diventare appiccicosa. Inoltre il modo in cui viene incollato il tasto è molto spesso complicato e quindi sarà difficile smontare il tasto per pulirlo.

Durata della tastiera

I tasti meccanici sono garantiti per circa 50 milioni di battute, mentre le tastiere a membrana (per via della gomma) hanno un ciclo di vita di circa 5 milioni di pressioni. Per chi scrive molto, quindi, è consigliabile una tastiera meccanica per evitare di farla rompere dopo poco tempo.

Prezzo

Mettiamo una mano al portafoglio: una tastiera meccanica, per via del design, del modo in cui è costruita e per via del suo funzionamento, costa di più di una a membrana. Se, infatti, una tastiera a membrana si può trovare a circa 10€, per quelle meccaniche dovrete spendere molto di più ed arrivare almeno ai 50€. Le potete acquistare su Amazon a prezzi anche promozionali.

Tastiere meccaniche su Amazon

Altre offerte

Conclusioni

La scelta tra una tastiera meccanica e una a membrana può essere dettata da molti fattori. Se volete spendere poco, e non vi interessa del tempo di risposta perché magari scrivete poco, allora scegliete una tastiera a membrana. Se invece siete degli assidui scrittori, magari blogger come noi e avete anche la necessità di scrivere in maniera veloce, dovrete scegliere quella meccanica, consapevoli che farete un investimento duraturo nel tempo.

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Recensione Xiaomi Mi Mix: punta di diamante!

By Giuseppe Monaco

Nonostante Xiaomi stia via via affermando il suo nome in campo internazionale, sono ancora molti gli utenti che non conoscono il marchio e che non hanno mai avuto modo di provare un dispositivo della casa cinese.

Con la presentazione dello Xiaomi Mi Mix, però, l’azienda è riuscita a far parlare di sé in tutto il mondo per aver realizzato quello che per molti è lo smartphone più innovativo del 2016.

Confezione

La confezione di vendita che racchiude l’ultimo gioiellino della casa cinese presenta una struttura totalmente diversa, realizzata appositamente per l’occasione. Questa, infatti, è racchiusa in un involucro riportante la scritta Designed by Mix incisa sulla superficie.

Xiaomi Mi Mix

Tolto l’involucro esterno, la scatola vera e propria presenta una chiusura a libro con estremità magnetica, mentre il corpo è caratterizzato da un assemblaggio particolare, con un apertura quasi a fisarmonica che lascia disporre in modo ordinato i 3 alloggiamenti principali.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Sulla sinistra troviamo il Mi Mix racchiuso (quasi incastrato) in una cornice spugnosa, al centro vediamo la cover protettiva realizzata in materiale piuttosto gommoso e, sulla destra, sono state collocate 2 scatoline contenenti caricatore da parete, cavo USB Type-C, graffetta e libretti illustrativi.

Design ed ergonomia

Ciò che più ha colpito in fase di presentazione e che sin da subito ha incuriosito vecchi e nuovi utenti è senza ombra di dubbio la componente estetica. Uno smartphone del genere, infatti, rappresenta qualcosa di totalmente nuovo nell’attuale panorama dei dispositivi presenti attualmente sul mercato.

Dopo averlo estratto dalla confezione, cosa non poi così facile, resterete sicuramente qualche minuto a girarlo tra le mani prima di iniziare effettivamente a utilizzarlo. L’assemblaggio del device, infatti, risulta davvero ben realizzato e i materiali utilizzati restituiscono un feeling premium sia al tatto che alla vista. Insomma, questo Xiaomi Mi Mix si presta in modo impeccabile anche come oggetto di stile.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

La zona frontale è riservata quasi esclusivamente all’ampio display da 6.4 pollici, mentre la zona inferiore vede la piccola fotocamera interna nell’angolo in basso a destra. L’altoparlante per l’ascolto in chiamata come potete vedere è assente, al suo posto è stata implementata una particolare tecnologia che consente di trasmettere l’audio della conversazione telefonica tramite vibrazioni. Il risultato di questo tipo di sensore è devo dire soddisfacente, con la voce del nostro interlocutore riprodotta in modo fedele, forse leggermente meccanica.

Sul retro, poi, troviamo una scocca realizzata totalmente in ceramica che conferisce un senso di estrema eleganza e piacevolezza al tatto. Sulla parte alta troviamo la fotocamera principale affiancata da un doppio flash led bicromatico e, subito al di sotto, un sensore biometrico delle medesime dimensioni. Più in basso, poi, la scritta Mix designed by Mi sostituisce il solito logo dell’azienda presente su alcuni terminali.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Passando ai bordi, su quello basso abbiamo il microfono principale, l’altoparlante per la riproduzione dell’audio di sistema e l’ingresso per il cavo USB Type-C, sul destro troviamo il bilanciere del volume e il tasto per accensione/spegnimento e blocco schermo del device, a sinistra vediamo il vano per l’inserimento di 2 nano SIM e in alto troviamo altri 2 microfoni e l’ingresso per il jack audio da 3,5 mm.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Nel complesso il dispositivo presenta un look estremamente accattivante, ma le dimensioni e i materiali adoperati nella realizzazione compromettono l’utilizzo a una mano. Utilizzando la cover protettiva il discorso cambia, in quanto il grip risulta notevolmente migliorato. Nonostante lo schermo sia da 6.4 pollici, poi, le dimensioni non sono così esagerate paragonandolo, ad esempio, a uno Xiaomi Mi Max e in generale è sicuramente più pratico.

Hardware

Il gioiellino della casa cinese, però, non è solo bello da vedere ma consente di godere di un’eccellente esperienza utente a tutto tondo.

  • CPU: Qualcomm Snapdragon 821 Quad-core (2 x 2.35 GHz Kryo & 2 x 2.19 GHz Kryo);
  • GPU: Adreno 530;
  • RAM: 4 GB;
  • Archiviazione: 128 GB;
  • Slot: 2 Nano-SIM;
  • Batteria: 4400 mAh;
  • NFC: Si;
  • Banda 20 (800 MHz): No.

Lo Snapdragon 821, processore di ultima generazione nel settore mobile, consente di godere fino in fondo dell’esperienza utente offerta dalla MIUI, permettendo di navigare tra le schermate in modo fluido, senza la minima incertezza e con caricamenti quasi assenti. I 4 GB di RAM, poi, incoraggiano il multitasking e permettono di passare da un’app all’altra in modo istantaneo.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Il display IPS LCD da 6.4 pollici equipaggiato a bordo dello Xiaomi Mi Mix è l’elemento centrale del dispositivo in quanto, nel caso non fosse chiaro, occupa più del 90% della superficie frontale del device. Proprio per questo motivo, il pannello montato sul nostro smartphone risulta di ottima qualità, con colori correttamente bilanciati e visualizzazione costantemente fluida.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Le altre componenti hardware degne di nota sono senza dubbio i sensori adoperati per rendere possibile l’ascolto delle chiamate pur eliminando la capsula auricolare. Prima di tutto, lo Xiaomi Mi Mix equipaggia un sensore di prossimità a ultrasuoni che funziona piuttosto bene, con solamente saltuarie incertezze. L’audio del nostro interlocutore, invece, viene riprodotto tramite un attuatore piezoelettrico in ceramica che, vibrando, è in grado di eseugire una conversione digitale-analogico ottenendo segnali percepibili dal nostro orecchio.

Xiaomi Mi Mix

Nonostante le specifiche importanti, l’ottimo assemblaggio e i materiali adoperati per la sua realizzazione consentono allo Xiaomi Mi Mix di rimanere su temperature stabili anche sotto sforzo intenso. Personalmente, dopo aver eseguito 4 test AnTuTu consecutivamente e aver registrato un video in 4K per 15 minuti circa, la temperatura che ho potuto registrare è stata di circa 38°, il che di traduce in un leggero calore in prossimità dell’angolo superiore sinistro della scocca posteriore.

Software

La casa cinese, come sicuramente ben saprete, vende i propri terminali con una versioni di Android personalizzata. Più in particolare, il Mi Mix è equipaggiato con la ROM proprietaria MIUI 8, basata su Android 6.0 Marshmallow.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Le applicazioni preinstallate sono le solite e portano al sistema tutte le funzionalità basilari di cui l’utente solitamente ha bisogno. L’app che, questa volta, non troviamo installata nel solito set offerto da Xiaomi è Mi Remote, in quanto il device è sprovvisto di sensore a infrarossi. Per il resto, l’interfaccia si presta a tutte le personalizzazioni alle quali siamo abituati e si adatta a ogni situazione.

Xiaomi Mi Mix

Caratteristica molto utile e che contribuisce sicuramente a rendere l’esperienza più immersiva è la possibilità di far sparire i tasti a schermo tramite una semplice gesture dall’angolo in basso a destra. In questo modo, con la visualizzazione a schermo intero di video e immagini, potrete godere fino in fono dell’enorme display a vostra disposizione.

Fotocamera

La camera principale è dotata di un sensore da 16 MP con EIS e rapporto focale f/2.0, che conferisce più luminosità agli scatti anche in situazioni non molto illuminate. Di giorno, le immagini catturate appaiono correttamente bilanciate e ben definite, con una messa a fuoco e scatti sufficientemente rapidi.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Al calar del sole, il buon rapporto focale permette di avere comunque foto luminose e non mosse, ma il rumore purtroppo rimane ed è evidente.

Per quanto riguarda la fotocamera interna, invece, direi che proprio non ci siamo. Vista la struttura dello smartphone, capisco che questa probabilmente poteva anche non essere installata sul device, ma la sua presenza implica che la si possa usare. Ebbene, il sensore della camera interna non sembra essere all’altezza delle restanti componenti del dispositivo.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Lato video, le immagini rispecchiano quanto detto per le foto, con una risoluzione massima di 4K e un frame rate stabile. Per le immagini in piena risoluzione, come sempre, trovate la galleria Imgur al link qui in basso.

Galleria| Foto Xiaomi Mi Mix su Imgur

Batteria

Questa è senza dubbio la caratteristica che più mi ha stupito di questo smartphone. Visto il display enorme e le prestazioni sicuramente importanti, credevo che la batteria da 4400 mAh mi avrebbe portato fino a sera.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Invece, con un utilizzo medio intenso, sono riuscito a raggiungere ben 10 ore di schermo acceso e 2 giorni di utilizzo.

Rapporto qualità/prezzo

Quello di Xiaomi è chiaramente un esperimento, un tentativo su quel che potrebbe essere il futuro degli smartphone. Proprio per questo motivo, la scommessa e le poche unità prodotte fanno di questo dispositivo un pezzo molto particolare.

Il prezzo al quale viene venduto al pubblico è di circa 780€ che, nonostante sia decisamente alto rispetto a come Xiaomi ci ha abituati, si allinea ai top di gamma delle aziende più conosciute. Scegliendo Honorbuy.it, poi, potrete usufruire di uno sconto di 5€ che sicuramente non dispiace. Per tutte le informazioni relative allo store in questione e alle relative offerte vi rimando all’apposito articolo esplicativo.

Conclusioni

Durante la presentazione di questo terminale, Xiaomi mi ha dato l’impressione di aver realizzato un prodotto che fosse più un oggetto da vetrina che un device realmente prestante. Invece, questo Xiaomi Mi Mix si è rivelato essere entrambe le cose, portando estrema eleganza e grande potenza, il tutto in una scocca progettata sapientemente.

Probabilmente qui in Italia questo smartphone non venderà moltissimo, ma personalmente lo ritengo un dispositivo degno di essere preso in considerazione qualora il budget non fosse un problema.

L’articolo Recensione Xiaomi Mi Mix: punta di diamante! appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.