Tar – creare un backup del vostro sistema [GUIDA]

By Giorgio Ghisotti

tar-backup

Tar è uno strumento considerato parte integrante dei sistemi basati su UNIX e le famiglie UNIX-Like come Linux. Nonostante la lunghissima carriera, questo programma rimane molto potente e popolare. Oggi vi spiegherò come usarlo per effettuare un backup del vostro sistema (a patto che sia basato su Linux).

I vantaggi di affidarsi a Tar per i vostri backup sono la semplicità (intesa nel senso KISS), la compressione del file in tempo reale e la conservazione di permessi e attributi delle varie cartelle. Con pochi comandi da terminale è infatti possibile creare un backup o ripristinare il sistema da un archivio creato in precedenza senza compromettere il funzionamento del sistema operativo.

Boot da live media

Per prima cosa, è necessario una versione live di una distribuzione GNU/Linux. Vanno bene quasi tutte, nel dubbio potete essere sicuri che le live di Ubuntu (e derivate) sono adatte allo scopo come anche quelle di Arch Linux. Arch è consigliabile perchè i tempi di boot di un disco o chiavetta usb sono notevolmente più corti pur offrendo tutto il necessario.

Montare le partizioni

Una volta effettuato il boot nel sistema live (preferibilmente come root per non dover usare sudo ogni volta) occorre montare le partizioni del vostro sistema in cartelle adeguate. Trovate i nomi delle partizioni usando il comando

fdisk -l

tar backup guida

Montatele usando mount:

mount /dev/sdxn /mnt

sostituendo /dev/sdxn con il nome della partizione. Potete usare /mnt o qualunque altra cartella vuota, ma tenetene conto. Se avete altre partizioni, come ad esempio una partizione home dedicata, montatele nelle cartelle appropriate della vostra partizione root. Non dimenticate di montare anche il dispositivo di storage dove intendete salvare il backup – in questo esempio supponiamo di averlo montato in /opt/backup.

A questo punto occorre usare chroot per avere accesso ad attributi e permessi dei vostri file:

chroot /mnt /bin/bash

specificando che vogliamo usare bash come interprete dei comandi.

Comandi Tar

Ora è il momento di usare Tar. Se volete escludere alcuni file dal backup (come ad esempio i file temporanei) potete usare il flag –exclude-from=file_da_escludere. I flag –xattrs e -p servono a mantenere attributi estesi e permessi rispettivamente.

tar --exclude-from=file_da_escludere --xattrs -czpvf /opt/backup/nome_file_backup /

sostituendo file_da_escludere e nome_file_backup con il percorso e il nome dei rispettivi file. Per il backup suggeriamo di usare il formato giorno_mese_anno.tar.gz ma potete sbizzarrirvi come preferite.

L’operazione può essere prolissa a seconda di quanti sono e quanto spazio occupano i vostri file. Rimuovere il flag -v può velocizzare il processo, ma senza di esso non vi verranno mostrati i progressi effettuati.

Una volta finito, mettete il vostro backup al sicuro (nel cloud ad esempio). Per ripristinare un backup da un archivio .tar.gz salvato in questo modo, dovrete montare le partizioni esattamente come descritto in precedenza e spostarvi nella cartella di root, poi dare il comando:

tar --xattrs -xpf nome_file_backup

Questo non cancella i file che non erano presenti prima del backup, quindi è consigliabile riscrivere i filesystem delle partizioni prima di procedere. Da Arch potete usare fdisk o cfdisk, in altre distribuzioni sono presenti anche strumenti di partizionamento che includono un’interfaccia grafica avanzata.

Speriamo che questa guida vi sia stata utile, fateci sapere come gestite i vostri backup!

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Quella volta che Facebook mi bloccò un video innocuo della Nona di Beethoven, in barba al fair use

By Simone Aliprandi

Oggi in quasi 10 anni di assidua attività sui social media, mi è successa una cosa per me nuova, ma anche per me molto fastidiosa e frustrante.

Ho caricato un video di 30 SECONDI da me girato ieri sera all’Auditorium Gustav Mahler di Milano in cui si è eseguita la Sinfonia n. 9 del Ludovico Van (cit.)… e Facebook mi ha fatto comparire un messaggio in cui segnalava che il video non è stato pubblicato sembra che contenga suoni o immagini coperti da copyright. Tengo a precisare che il video è stato registrato con il mio smartphone in bassa risoluzione e dall’ultima fila della galleria alta. Questo per dire che non può essere in alcun modo considerato “in concorrenza” con una eventuale registrazione “ufficiale” e autorizzata dello spettacolo.
Altra cosa per me inconcepibile è che non sia comparso da alcuna parte un link a un form per poter in qualche modo “contestare” questa mossa (che sicuramente sarà dettata più da un sistema automatizzato che da una scelta umana).
Ho provato quindi ad utilizzare il form generico di segnalazione problemi offerto da Facebook, scrivendo:

Avete rimosso ben due volte un mio video girato “artigianalmente” durante uno spettacolo di musica classica (“Inno alla Gioia” di Beethoven, suonato all’Auditorium Mahler di Milano il 29/12/2016). La diffusione del video è coperta dai principi di “fair use” e non può essere in alcun modo considerato dannoso o pericoloso per lo sfruttamento dei diritti connessi sull’esecuzione. Vi chiedo quindi di riabilitare la sua pubblicazione e farlo comparire… onde evitare di coprirvi di ridicolo.Grazie. Un cordiale saluto.

Chissà se mai prenderanno in seria considerazione la mia lamentela. Vi terrò eventualmente aggiornati in calce a questo post.

Invoco a mio favore tutti i principi di fair use e libera utilizzazione che i legislatori mondiali abbiano mai concepito, nonché un generale principio di libera espressione.
Come ho già spiegato in varie altre occasioni (vedi ad esempio “Censure a nudo“), il sistema di controllo sui contenuti di Facebook è gestito più da software (fatti male) e non da persone; ma i risultati sono davvero penosi e spesso di risolvono nel censurare contenuti legittimi e nel lasciare invece spazio a una miriade di contenuti illeciti (pornografici, violenti, razzisti, terroristici…).

Ad ogni modo, se volete vedere il tanto dannoso e pericoloso video, eccolo qui su Twitter… (NB: sempre che tra poco non lo rimuovano anche da lì).

“Inno alla gioia” da Sinfonia n.9 di #Beethoven (ieri a @laVerdiMilano). Se non l’avete mai vista dal vivo, ci sono ancora 3 repliche. pic.twitter.com/RTVyPV5Q2o

— Simone Aliprandi (@simonealiprandi) 30 dicembre 2016

Migliori siti per personalizzare gadget con logo

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo un’azienda in crescita o un negozio da sponsorizzare? Uno degli strumenti più efficaci per farsi conoscere è fornire ai propri clienti degli oggetti con il logo dell’azienda o il nome dell’attività ben impresso su di essa. In questa guida vedremo i migliori siti per personalizzare gadget di qualsiasi natura con il logo o il nome dell’azienda o dell’attività svolta.

Si va dalle semplici penne fino ad arrivare a chiavette USB, puntatori per touch, mouse, power bank e simili.

Siti per personalizzare gadget

Gedshop

Uno dei migliori siti per personalizzare un gadget con il logo o con il nome dell’attività. Potremo creare, tra gli oggetti prevalentemente tecnologici, chiavette USB, puntatori touch, mouse, cornici digitali, altoparlanti, cuffie e accessori per smartphone.

Oltre ai gadget tecnologici sono disponibili anche gli oggetti classici come penne BIC, accendini, borracce, calendari e molto altro ancora. Il servizio vende solo a grandi unità (minimo 100 pezzi) e supporta PayPal.

Possiamo visitare il sito dal seguente link.

LINK | Gedshop

Gadgetlibero

Altro sito molto utile se cerchiamo un prodotto di qualità per rappresentare la nostra azienda o attività. Potremo scegliere tra borse a tracolla, powerbank, chiavette e penne USB su cui apporre il nostro logo o il nome dell’attività.

Il sito permette di realizzare bozze grafiche gratuite, per vedere fin da subito come verrà il nostro prodotto. Il servizio supporta PayPal.

Possiamo visitare il sito dal seguente link.

LINK | Gadgetlibero

Bestgadget

Altro buon sito per personalizzare gadget su un numero elevato di prodotti. Tra i prodotti più acquistati sul sito troviamo penne, astucci, matite, calendari, portachiavi e calcolatrici, tutti personalizzabili con il logo dell’attività. Il servizio supporta PayPal.

Possiamo visitare il sito dal seguente link.

LINK | Bestgadget

LaPromozionale

Non c’è niente di meglio di un bel logo su un gadget di uso comune per pubblicizzare al meglio al propria attività. Con il sito LaPromozionale potremo realizzare abbigliamento, alimentari, porta farmaci, spille, badge e molto altro in assoluta semplicità. Il servizio supporta PayPal.

Possiamo visitare il sito dal seguente link.

LINK | LaPromozionale

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Mediacom PhonePad Duo X532U

By Jessica Lambiase

Mediacom PhonePad Duo X532U è uno smartphone dual SIM con display da 5.0″ e risoluzione pari a 1280 x 720 pixel, dotato di sistema operativo Android 6.0 Marshmallow. E’ equipaggiato con CPU MediaTek MT6753 octa-core a 1.3 GHz, affiancata da 3 GB di RAM e 16 GB di memoria interna, espandibile tramite microSD. Mediacom PhonePad Duo X532U è dotato di fotocamera anteriore da 5.0 MP e posteriore da 13.0 MP; la batteria ha una capienza pari a 2500 mAh.

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Disponibile la MIUI ROM 6.12.29: novità e download

By Giuseppe Monaco

Anche durante le feste Xiaomi va avanti con gli aggiornamenti della sua ROM Global. Come ogni Venerdì, infatti, anche oggi vi proponiamo tutte le novità portate dall’ultimo aggiornamento della MIUI 8. A differenza dello scorso appuntamento, l’aggiornamento alla versione 6.12.29 porta con se più novità, tra changelog e nuove versioni di Android ormai imminenti.

Stando a quanto compare sul forum ufficiale, infatti, man mano sempre più dispositivi stanno vedendo l’inizio dei test per Android 7.0 Nougat.

Sistema

  • Fix – Risolti blocchi e riavvii improvvisi del device.

Impostazioni

  • Novità – Gli HotSpot WiFi sono ora mutualmente riconoscibili tra Android e iOS.

Calendario

  • Novità – Possibilità di esportare i compleanni dal Calendario.

Sospensione/salto aggiornamenti

  • Aggiornamenti di Android 5.1 per Mi 4c, Mi 4s e Mi Note Pro sospesi per inizio dei lavori su Android 7.0 Nougat;
  • Rilasciato l’aggiornamento alla MIUI 6.12.22 per Mi Max come passaggio intermedio prima dell’arrivo di Android 7.0 Nougat.

Per ulteriori informazioni vi lascio il link al post del forum ufficiale e al download della ROM per tutti i dispositivi supportati.

Download| MIUI 6.12.29 da Xiaomi.eu

Link| Changelog MIUI 8 Global Beta da en.miui.com

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Alluc: buona alternativa a Stream On Demand su Kodi

By Giuseppe F. Testa

Stream On Demand (conosciuto anche come SOD) è senza ombra di dubbio uno dei migliori add-on per Kodi. Con SOD potremo guardare centinaia di contenuti gratis, senza doverli cercare nel Web. Ma se cercassimo un’alternativa altrettanto funzionante e ricca di contenuti? In questa guida vi mostreremo una buona alternativa a Stream On Demand: Alluc.

Con Alluc potremo guardare film e serie TV in lingua italiana e straniera direttamente su Kodi e sul nostro TV Box.

Per chi non possiede ancora Kodi, può scaricarlo dal seguente link.

DOWNLOAD | Kodi

Alluc: Add-on Kodi streaming

Registrazione

Prima di poter utilizzare l’add-on è richiesta l’iscrizione al servizio online Alluc. Possiamo effettuare la registrazione al seguente link.

LINK | Registrazione Alluc

Scegliamo un username, una password e una email valida (anche temporanea) su cui riceveremo il link per confermare l’iscrizione.

Segnamoci l’username e la password, ci serviranno una volta installato l’add-on su Kodi.

Installazione da repository

Per ottenere sempre la versione aggiornata di Alloc consigliamo di aggiungere a Kodi il repository dell’add-on.

I passaggi da seguire sono:

  • Portiamoci in SISTEMA > Gestore file > Aggiungi sorgente > Nessuno
  • Aggiungiamo il seguente indirizzo http://fusion.tvaddons.ag e confermiamo
  • Scegliamo come nome Fusion
  • Torniamo indietro nella home e portiamoci nel percorso SISTEMA > Impostazioni > Add-On > Installa da un file zip > Fusion
  • Selezioniamo il file giusto da questo percorso kodi-repos > english > repository.dudehere.plugins.x.x.x.zip
  • Torniamo indietro e apriamo Installa da repository
  • Apriamo DudeHere Addons > Video Add-ons > Alluc
  • Clicchiamo su Installa

Abbiamo appena installato Alluc, l’alternativa a Stream On Demand, sul nostro Kodi.

Installazione manuale

Per chi volesse recuperare il pacchetto ZIP per l’installazione manuale di Alluc può recuperarlo al seguente link.

DOWNLOAD | Alluc

Nella pagina clicchiamo sul tasto Download per scaricare il file ZIP.

Per installare il file ZIP su Kodi basterà seguire la seguente procedura.

  • portiamoci nel percorso SISTEMA > Impostazioni > Add-On > Installa da un file zip
  • Selezioniamo il file ZIP scaricato per installarlo

Guida ad Alluc

Una volta installato Alluc (che ricordiamo è la migliore alternativa a Stream On Demand) avviamola in VIDEO-Add-on.

Una finestra simile ci accoglierà; clicchiamo su Successivo per proseguire.

Dopo aver accettato la licenza ci verrà chiesto quale modalità utilizzare; consigliamo di utilizzare la modalità Basic per iniziare.

Dopo aver cliccato su Successivo, è il momento di scegliere la lingua dei contenuti indicizzati. Scegliamo ovviamente Italian.

Nella schermata successiva potremo finalmente inserire le credenziali che abbiamo creato sul sito di Alluc. Inseriamo nome utente e password e clicchiamo su Successivo.

Siamo ora pronti ad utilizzare Alluc per guardare in streaming film, serie TV e molto altro. Il catalogo non ha nulla da invidiare a Stream on Demand, con l’aggiunta di contenuti in lingua straniera per chi vuole esercitarsi nelle lingue.

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Diventare Webmaster (e guadagnare) grazie a WordPress

By Gaetano Abatemarco

La tematica del lavoro online è di grande interesse per moltissimi giovani e non solo. Sì, perché la Rete garantisce oggi numerose opportunità a chi è in cerca di un modo per arrotondare lo stipendio o di procacciarsi un guadagno extra. Certo, pensare di creare da zero un vero e proprio lavoro on-line col quale mantenersi non è una cosa semplice… ma nemmeno impossibile.

Se sapete cos’è WordPress e lo sapete usare bene, ad esempio, potete pensare di proporvi per la creazione di siti web a pagamento per aziende, negozi e professionisti. Grazie a questo potente CMS open-source, infatti, è possibile creare siti web dinamici e dall’aspetto impeccabile con davvero poca fatica… e non serve essere dei veri e propri programmatori.

Cos’è WordPress

Se non sapete cos’è WordPress non spaventatevi. Non occorre essere degli hacker dei geni del computer per imparare a creare siti web con questo CMS: per un comune smanettore, infatti, dovrebbero bastare poche ore per prendere confidenza con questo fantastico software ed i suoi strumenti di gestione.

Come iniziare ad usare WordPress

La prima cosa da fare, ovviamente, è dare un’occhiata al sito ufficiale della versione italiana di WordPress e scaricare l’ultima versione del software. Attenzione: non si tratta di un comune eseguibile da installare con un paio di click… la cosa è leggermente più complessa, ma non molto.

WordPress, infatti, è uno script che richiede di un ambiente server dotato di talune caratteristiche ben precise (supporrto del linguaggio PHP e del db MySQL). Per avere quello che ci serve per iniziare a prendere confidenza col CMS, quindi, abbiamo due strade:

  • installiamo un webserver in locale (possiamo utilizzare WAMP o EasyPHP per installare tutti i componenti necessari in modo semplice e guidato). Una volta installato l’ambiente dovremo capicare i file di WordPress e seguire la procedura di installazione che richiede circa 5 minuti.
  • oppure acquistiamo un pacchetto hosting wordpress: ce ne sono diversi in circolazione, alcuni con costi davvero irrisori (15 o 20 euro all’anno) e molti di questi sono acquistabili con il CMS già preinstallato e pronto all’uso!

Gestire i contenuti e l’aspetto dei siti web creati con WordPress

Una volta installato WordPress in locale (o acquistato un hosting pronto all’uso) potremo iniziare a prendere confidenza con le varie funzionalità del CMS. La prima cosa che salta all’occhio è che, subito dopo l’installazione, il nostro sito web (per quanto basico e scarno) è già attivo e funzionante! Wow… non abbiamo dovuto scrivere nemmeno una riga di codice HTML!

Quello che dobbiamo fare è entrare nella console di amministrazione del sito per iniziare ad aggiungere i contenuti e plasmare l’aspetto del nostro sito web.

La console di amministrazione di WordPress è raggiungibile tramite la directory wp-admin, quindi digitando nella barra del browser qualcosa del tipo “dominio-del-sito.com/wp-admin/” oppure, se abbiamo installato WordPress in locale, “localhost/mio-sito/wp-admin/”.

Per accedere dobbiamo inserire le credenziali che abbiamo indicato in fase di installazione o che ci sono state comunicate dal provider presso il quale abbiamo acquistato il nostro piano hosting.

Una volta acceduto alla console avremo a disposizione una miriade di funzioni e strumenti per gestire il nostro sito ed i suoi contenuti. Potremo aggiungere pagine e articoli attraverso un editor in stile Microsoft Word grazie al quale la creazione e la modifica delle pagine web del nostro sito saranno davvero intuitive.

Grafica professionale… grazie ai template!

Come detto, una volta caricato il CMS, l’aspetto del sito è davvero basico… ma non preoccupatevi. Per avere un sito dal look impeccabile non è necessario essere un grafico professionista! WordPress, infatti, consente di caricare dei template grafici pronti all’uso coi quali “vestire” il sito web in pochi istanti e senza alcuna fatica.

Considerate che la stragrande maggioranza dei siti web che vedete in Rete sono fatti con questa tecnica! Il cliente va dalla Web-Agency, che gli spilla qualche migliaio di euro, poi installa WordPress e un tema già fatto… ed il gioco è fatto.

Non ci credete? Per farvi un’idea della qualità grafica e dell’ampia scelta disponibile, provate a dare un’occhiata alla directory ufficiale oppure a quest’altro sito che propone template gratuiti per WordPress. Se avete qualche soldo da spendere, inoltre, potete trovare centinaia di altri template andando su siti web come TemplateMonster o ThemeForset, solo per fare qualche esempio.

Una volta scaricato (o acquistato) il tema che ci piace non dobbiamo fare altro che installarlo nel nostro sito WordPress: niente di più facile… all’interno della console di amministrazione c’è un’apposita funzione che consente di installare ed attivare un nuovo tema grafico in pochi secondi e senza dover scrivere, ancora una volta, nemmeno una riga di codice.

Conclusioni

Come avrete capito, sapere utilizzare WordPress potrebbe rivelarsi un’ottima opportunità per chi è in cerca di un’opportunità di guadagno in Rete. Imparando a padroneggiare questo CMS, infatti, avrete la possibilità di proporvi come webmaster freelance oppure, se siete intraprendenti, potete mettere il primo tassello della vostra futura web-agency. In bocca al lupo.

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Come disattivare Vodafone Recall e Chiamami

By Jessica Lambiase

Noi vecchi clienti Vodafone eravamo stati abituati fin troppo bene: sin dall’inizio, i servizi Vodafone Recall e Chiamami – estremamente comodi e scopriremo tra un attimo perché – erano gratuiti; questo fino ad un brutto giorno dell’ormai lontano 2014, giorno in cui Vodafone decise di mettere a pagamento entrambi i servizi.

Ma cosa sono Vodafone Recall e chiamami?

Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, Vodafone Recall e Chiamami sono due servizi che, rispettivamente, servono a notificare quando è possibile richiamare un numero precedentemente spento, occupato o non raggiungibile e chi ci ha chiamati quando eravamo noi ad essere non raggiungibili.

Citando Vodafone, il servizio Recall

può essere utilizzato se il numero chiamato è: spento/non raggiungibile; occupato.

Recall su spento/non raggiungibile
Con il servizio Recall su spento o non raggiungibile puoi ricevere in automatico un SMS di notifica quando la persona chiamata, che aveva il cellulare spento/non raggiungibile, torna ad essere disponibile.

Recall su occupato
Con il servizio Recall su occupato puoi prenotare la richiamata verso un numero: Vodafone; Telecom Italia; che risulta occupato, mediante l’utilizzo del codice 5. La durata massima della prenotazione è di 45 minuti.

Il servizio Chiamami, invece,

ti permette di ricevere un SMS con la notifica delle chiamate voce che hai ricevuto da rete fissa e mobile (nazionali e internazionali) nelle ultime 48 ore, quando: il tuo cellulare è spento o non raggiungibile; il tuo cellulare è occupato (senza avviso di chiamata attivo); hai attivo il trasferimento verso la segreteria telefonica e il chiamante non lascia il messaggio.

Al momento Vodafone Recall e Chiamami hanno un costo di 12 centesimi al giorno soltanto in caso di utilizzo, fatta eccezione per i clienti in Abbonamento Privati o Relax No Tax – per i quali è già incluso nel canone mensile. Entrambi i servizi sono attivi sulle nuove SIM.

Disattivare Vodafone Recall e Chiamami

Tramite l’area Vodafone Fai Da Te

Possiamo disattivare i servizi Vodafone Recall e Chiamami in due modi diversi: il primo è tramite Internet, recandosi nell’area Fai Da Te della propria SIM Vodafone.

LINK | Vodafone Fai Da Te – Gestisci offerte

Dovremo cercare le voci Recall e Chiamami nelle sezioni “Servizi relativi alle chiamate” e, da lì, usare gli appositi pulsanti per disattivare entrambi i servizi. La disattivazione di Vodafone Recall e Chiamami ci sarà notificata tramite un SMS.

Se non siamo ancora iscritti al sito Vodafone.it potremo farlo in qualsiasi momento: basterà recarsi su questa pagina, inserire le informazioni richieste (tra cui indirizzo di posta e numero di telefono) e riceveremo le istruzioni per accedere tramite SMS e posta elettronica.

Con chiamata al 42070

Altro modo di disattivare Vodafone Recall e Chiamami è quello di chiamare gratuitamente il 42070: seguiamo le istruzioni della voce guida per accedere alle offerte già attive (digitando 5), scegliamo di accedere ai servizi relativi alla gestione di Chiamami, Recall e della Segreteria (digitando 4) e, infine, scegliamo se:

  • disattivare soltanto Chiamami (digitando 1)
  • Recall su spento (digitando 2)
  • Recall su occupato (digitando 3)
  • tutti i servizi contemporaneamente (digitando 4)

NOTA: i tasti sono esatti al momento della scrittura della guida ma potrebbero variare in qualsiasi momento. Ascoltiamo la voce guida fino alla fine per accertarci di agire in modo corretto.

Seguiamo le istruzioni della voce guida fino al completamento della procedura; la disattivazione ci sarà notificata, anche in questo caso, con un SMS.

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Dopo 13 anni di sviluppo è disponibile Handbrake 1.0.0!

By Matteo Gatti

handbrake 1.0.0

La beta si è dilungata anche troppo…

HandBrake 1.0.0, uno dei tool per la conversione video più popolari fra gli utenti consumer, è stato rilasciato la scorsa vigilia di Natale. Queste le parole del team di sviluppo:

“Dopo più di 13 anni di sviluppo il Team HandBrake è lieto di presentare HandBrake 1.0.0. Ringraziamo tutti i nostri numerosi collaboratori per averci permesso di rendere il programma quello che è oggi.”.

HandBrake nasce come software per la conversione da DVD a file video, e nel corso degli anni si è espanso notevolmente come funzionalità. La sua peculiarità è decisamente la semplicità d’uso, che nasconde però notevoli capacità di elaborazione e feature avanzate pensate per gli utenti più esperti e per chi vuole maggior controllo nelle procedure di encoding. Il programma ha comunque numerosi preset pensati per offrire il miglior risultato su dispositivi specifici.

Le novità introdotte in Handbrake 1.0.0

Sebbene rimanga sostanzialmente simile alle versioni non finali, HandBrake 1.0.0 introduce numerose novità: vengono aggiornati i preset con i dispositivi più recenti e aggiunti nuovi preset generici con compatibilità più diffusa. Introdotte migliorie sull’engine di sincronizzazione audiovideo.

Non mancano infine il supporto all’encoder Intel QuickSync H.265/HEVC, compatibile con CPU Intel Skylake o più recenti, una nuova documentazione meno tecnica, il color pass-through su risoluzioni Ultra HD/4K, nuove librerie di terze parti e una nuova modalità anamorfica automatica.

HandBrake 1.0.0 è ovviamente disponibile anche per Linux e potete scaricarlo dal sito ufficiale. E’ anche possibile installarlo usando il PPA stabile gestito direttamente dagli sviluppatori.

Potete poi consultare il changelog completo cliccando qui.

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

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