Bloccare pubblicità nelle app Android

By Salvo Vosal

Bloccare gli annunci è la prima cosa che un utente Android si trova a desiderare quando ha a che fare con app che mostrano più pubblicità che contenuti.

E’ assolutamente normale che gli editori e sviluppatori debbano monetizzare anche sulle app gratuite, è giusto che il loro lavoro sia riconosciuto e retribuito, ma spesso purtroppo si supera il limite rendendo le app quasi inutilizzabili.

Per questo oggi parleremo di come bloccare gli annunci in-app su Android. E’ noto che gli annunci dentro le applicazioni non solo urtano i nervi e la sensibilità del disgraziato utente ma peggio ancora consumano sia la batteria che la connessione dati.

Molte applicazioni offrono anche delle versioni premium delle loro applicazioni a pagamento in cui non è presente la pubblicità.

Eccoci quindi qui a parlare di tre metodi per bloccare gli annunci nelle applicazioni Android.

Primo metodo: modalità aereo

E’ il metodo più semplice ed immediato, consiste nel disabilitare tutte le connessioni (WiFi e connessione dati) del dispositivo Android, così che l’applicazione o il gioco non possa comunicare e ricevere i contenuti pubblicitari, sopratutto gli odiosi ed invasivi video.

Questo è un metodo drastico che funzionerà con gran parte delle applicazioni e solo con quei giochi che riescono ad essere eseguiti offline. Noi abbiamo fatto una nutrita lista dei migliori:

Si ottiene un analogo risultato anche mettendo il tablet o smartphone in modalità aereo ma così non potrete ricevere né chiamate né messaggi.

Secondo metodo: firewall

Sfrutta lo stesso principio ma in modo più intelligente, basta usare un’app firewall per impedire selettivamente ad un’app di connettersi ad Internet.

Quindi potrete tenere attive tutte le connessioni e nel mentre godervi le app ed alcuni giochi (quelli che funzionano anche senza connessione) senza alcuna pubblicità.

Per ottenere questo risultato anche senza avere i privilegi di root personalmente uso e consiglio l’ottimo NoRoot Firewall, è gratis sul Play Store.

E’ davvero semplice da usare, a installazione finita basta avviarlo e fare un tap sul pulsante Avvia, e conviene anche mettere la spunta su Avvio automatico così che possa avviarsi da solo dopo ogni riavvio del telefono.

bloccare gli annunci nelle applicazioni android tramite firewall

Poi dovrete passare alla scheda Applicazioni, mettendo la spunta “autorizzare le applicazioni“. Si consiglia di autorizzare le applicazioni di Google e tutte quelle di messaggistica. Per il resto delle app vi comparirà una notifica che vi chiederà se permettere la connessione e potrete decidere caso per caso. Potrete sempre rivedere la decisione tornando nella scheda Applicazioni all’interno di NoRoot Firewall.

NoRoot Firewall per funzionare usa una sua VPN su cui instrada tutto il vostro traffico internet per controllarlo, è una VPN locale quindi potete stare tranquilli i vostri dati non vengono spediti a nessun oscuro server terzo.

Terzo metodo: adblock

Esistono Adblock, apposite app che bloccano gli annunci e che funzionano anche senza i privilegi di root utilizzando un proxy creato allo scopo: facendo passare le connessioni attraverso il proprio Proxy esso le filtrerà. Abbiamo già fatto una guida su come utilizzarle per bloccare gli annunci sulle app Android e su browser:

Con questa soluzione funzioneranno tutte le applicazioni e i giochi ma potrete avere dei problemi a raggiungere certi siti web sopratutto quelli che oramai richiedono di disabilitare gli Adblock prima di permettere la visita.

Questa soluzione è meno efficace di AdAway e degli altri Adblock che funzionano con i privilegi di root, ogni tanto qualche pubblicità riesce a sfuggire.

Se avete il root consigliamo quindi di installare AdAway:

Bene, è davvero tutto!

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La brutta fine di CyanogenMod, che poi non è una fine

By Dario Cavedon

Al momento in cui scrivo il sito web ufficiale di CyanogenMod è definitivamente offline. È quindi giunto al termine il viaggio della più famosa ROM (= versione alternativa) per smartphone Android? Sì. E anche no. Vediamo perché.

CyanogenMod e Cyanogen OS

CyanogenMod nacque a settembre 2008 per opera di Steve Kondik, come versione alternativa ad Android, però libera, aperta e sviluppata dalla comunità. Nel giro di pochi anni, CyanogenMod ebbe un notevole e costante sviluppo, fino ad arrivare ad essere utilizzata da 50 milioni di persone in tutto il Mondo, con più di 150 dispositivi supportati. I vantaggi dell’utilizzo di CyanogenMod rispetto ad Android erano molteplici: totale assenza di spyware e bloatware, supporto ai temi, CPU overclock, e molte altre migliorie, alcune delle quali arrivate su Android solo successivamente.

Sull’onda del successo, nel 2013 Steve Kondik fondò Cyanogen Inc. azienda destinata a commercializzare una versione “professionale” chiamata Cyanogen OS, che doveva inglobare il meglio di CyanogenMod più alcuni moduli aggiuntivi. Cyanogen OS partì bene, andando a sostituire CyanogenMod sui dispositivi One Plus One.
Nell’Aprile 2015, CyanogenOS siglò una collaborazione con Microsoft, per portare app (Skype, Cortana, …) e servizi Microsoft sulla piattaforma Android/CyanogenOS, rilasciati poi su Cyanogen OS 13.0 a febbraio 2016.

Le cose però vanno peggio del previsto, e a luglio 2016 Cyanogen Inc. licenzia 30 persone, e chiude la sede di Seattle. Lo stesso Steve Kondik lascia l’azienda a novembre. Tra le cause del fallimento, sicuramente i dissidi con One Plus, e chissà cos’altro.

LineageOS

Per niente scoraggiato dell’uscita da Cyanogen Inc., Steve Kondik prima propone e poi realizza un fork del codice di CyanogenMod. Il fork era inevitabile, dato che nome e marchio originali di CyanogenMod sono rimasti a Cyanogen Inc.

Così, mentre Cyanogen Inc. provvede con solerzia a spegnere server e servizi di CyanogenMod avviandosi a un futuro pieno di incognite, l’erede LineageOS (trad. “stirpe” o “casata”) comincia ad attivare la propria struttura indipendente. Il primo post sul blog si intitola “Yes, this is us” (trad. “Sì, siamo noi”), e vuole rassicurare gli utilizzatori di CyanogenMod.

Tutto come prima quindi? Troppo presto per dirlo. Partire dalle fondamenta di CyanogenMod garantisce una base solida, e la comunità di sviluppatori abbraccerà LineageOS senza remore. Anzi: aver tolto di mezzo il doppio binario commerciale – volontario potrebbe portare nuova linfa al progetto alternativo ad Android.

Questo caso è però esemplare nel dimostrare quanto un progetto open source possa essere debole, specie quando scende nell’agguerrito terreno degli affari, scontrandosi con interessi commerciali enormi e un colosso inavvicinabile come Google. Resta poi l’incognita del modello di business: pur essendoci numerose aziende che vivono sull’open source, è impossibile stabilire un modello valido per tutte. Del resto la storia insegna che avere un valido prodotto è solo uno dei requisiti necessari per riuscire ad avere successo.

Allo stesso tempo un progetto open source è indistruttibile: quando il codice è aperto, nessun progetto è mai veramente finito.

– by Dario Cavedon – dariocavedon.blogspot.com

HDMI ARC: cos’è e come funziona

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo trovato tra le specifiche del TV o del dispositivo HDMI ARC ma non sappiamo a cosa si riferisce? Scopriamo insieme quest’altra utile caratteristica di HDMI, presente sulle porte HDMI dalla versione 1.4 in poi.

NOTA: HDMI ARC non è disponibile sui dispositivi con porte HDMI inferiori alla versione 1.4.

Se siamo interessati a HDMI CEC, vi rimandiamo al nostro articolo dedicato.

HDMI ARC

Cosa è

Con HDMI ARC intendiamo quella funzionalità che permette di “far tornare” l’audio dal TV verso il dispositivo connesso, sia esso un sistema d’amplificazione o un sistema di casse. Con HDMI ARC possiamo quindi dire addio al cavo supplementare per far tornare l’audio dal TV al sistema audio utilizzato.

La sigla HDMI ARC potete trovarla spesso sui TV di nuova generazione, spesso ben evidenziata sulla porta compatibile.

La presenza della sigla ARC vuole significare che quel particolare televisore supporta ARC, quindi può offrire un canale di ritorno dell’audio del TV ottimo per connettere dispositivi audio più potenti.

Come funziona

Sfruttare HDMI ARC è semplice: utilizziamo un cavetto HDMI adatto per connettere la TV all’impianto di amplificazione o al sistema casse compatibile (con HDMI ARC impresso su entrambe le porte usate).

Ora saremo in grado di far tornare l’audio dal TV all’amplificatore automaticamente, senza dove utilizzare per forza un cavo supplementare tra TV e sistema d’amplificazione.

Quale cavetto HDMI utilizzare

Per poter sfruttare al meglio questa tecnologia non possiamo utilizzare un cavetto HDMI stardard, ma uno compatibile con HDMI ARC.

Di seguito possiamo trovare alcune offerte di cavi HDMI di qualità compatibili con lo standard ARC.

Cablesson Basics-Cavo HDMI

  • HDMI 2.0
  • Supporta Full HD
  • Supporta 4K – 2160p (4096 x 2160 pixels)
  • Supporta ARC e CEC
  • Lunghezze cavo da 1 metro fino a 6 metri

LINK ACQUISTO | Amazon.it

AmazonBasics – Cavo HDMI 2.0

  • HDMI 2.0
  • Supporta Full HD
  • Supporta 4K – 2160p (4096 x 2160 pixels)
  • Supporta 3D, ARC e CEC
  • Lunghezze cavo da 0,9 metri fino a 7,5 metri

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ULTRICS Cavo HDMI

  • HDMI 2.0
  • Supporta Full HD
  • Supporta 4K – 2160p (4096 x 2160 pixels)
  • Supporta 3D, ARC e CEC
  • Lunghezze cavo da 1 metro fino a 3 metri

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Magic-Device-Tool disponibile come Snap, in arrivo il supporto a Lineage OS.

By Matteo Gatti

magic-device-tool

magic-device-tool è un batch tool molto semplice che permette di installare facilmente Ubuntu touch, ma anche Android o sistemi operativi derivati (leggi Cyanogen). E’ bene sottolineare che avrete sempre uno e un solo OS installato, non si parla di dual boot.

Da pochi giorni è possibile installare Magic-Device-Tool come Snap package, pare che gli Snap stiano pian piano prendendo piede. Per eseguire l’installazione dovrete aprire il terminale e dare il seguente comando:

  • sudo snap install magic-device-tool –devmode (accanto a devmode sono due i trattini – – non uno solo!)

Lo sviluppatore Marius Quabeck si è raccomandato di usare lo Snap d’ora in avanti.

Un’altra novità interessante è l’introduzione del supporto per Lineage OS, sistema operativo che andrà a sostituire CyanogenMod, ne abbiamo parlato recentemente qui.

Magic-Device-Tool non supporterà più i dispositivi che non supportano Ubuntu touch, pertanto vi raccomandiamo di controllare il sito web ufficiale del progetto (su GitHub) per maggiori dettagli sugli smartphone e i tablet supportati.

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Magic-Device-Tool disponibile come Snap, in arrivo il supporto a Lineage OS. sembra essere il primo su Lffl.org.

EaseUS Data Recovery Wizard recupera i file cancellati

By Giuseppe F. Testa

Quante volte vi è capitato di perdere foto o documenti importanti perché cancellati per errore, solo dopo esserci accorti di aver già cancellato il cestino? In altri casi la situazione si è fatta drammatica quando il disco rigido con tutti i nostri ricordi o i video tanto conservati si è divertito a cancellare o a rendere inaccessibili i file.

Altro scenario è l’uso di strumenti di formattazione del disco: formattare partizioni a caso non è mai una scelta saggia specie se non si ha l’adeguata conoscenza informatica.

Da oggi abbiamo un alleato in più: possiamo recuperare i file cancellati da un disco esterno, da un device esterno o dal disco rigido utilizzando un software di recupero dati come EaseUS Data Recovery Wizard Free, un’applicazione gratuita per Windows che fa parte dei cosiddetti software per il recupero dati.

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EaseUS Data Recovery Wizard

Utilizzare EaseUS Data Recovery Wizard per recuperare i file cancellati anche da unità esterne è piuttosto semplice: installiamo il programma (link in fondo all’articolo) e avviamolo.

EaseUS Data Recovery Wizard Free

Possiamo recuperare 1 GB di dati con la versione gratuita, ma possiamo ottenere 1 GB aggiuntivo condividendo il software sui social. In ogni caso possiamo comunque acquistare la versione completa senza limiti di dati o di tempo, con il supporto a vita e l’assistenza integrata.

Qualsiasi sia la versione scelta il software è davvero molto semplice da utilizzare: selezioniamo che tipo di file recuperare sul dispositivo.

EaseUS Data Recovery Wizard Professional

Una volta selezionati le tipologie di file da recuperare, clicchiamo in basso su Prossimo per scegliere dove recuperare i file.

EaseUS Data Recovery Wizard Professional scelta disco

Avremo sia le cartelle più utilizzate, sia i dischi, le chiavi USB, gli smartphone/tablet e le microSD collegate al sistema. In basso sono disponibili anche le partizioni bloccate o non accessibili.

Scegliamo quale partizione, il disco o il dispositivo da cui vogliamo avviare la procedura di ripristino; ci apparirà in pochi secondi la struttura ad albero delle cartelle nascoste e dei file cancellati, a disposizione per il recupero.

EaseUS_DRWUI

Se i file o le cartelle che stavamo cercando non sono ancora disponibili possiamo utilizzare una modalità di ricerca ancora più avanzata, che richiederà più tempo: la scansione approfondita, il cui tasto è disponibile in basso.

scansione approfondita

Al termine della procedura basterà cliccare in basso su Recuperare e scegliere la destinazione di tutti i file trovati dal programma.

salvataggio

Unica accortezza sta nell’evitare di selezionare il disco, la partizione, la memoria o il dispositivo esterno su cui abbiamo effettuato il recupero.

Download e prezziconfronto prezzi

EaseUS Data Recovery Wizard è possibile provarlo gratuitamente sul proprio PC dotato di sistema operativo Windows 7, 8, 8.1 e Windows 10 con una limitazione di 2 GB per il recupero dei file cancellati per sbaglio. Per sbloccare tutte le funzionalità possiamo acquistare la versione completa del prodotto dalla seguente pagina (utile anche per scaricare la versione gratuita).

LINK | EaseUS Data Recovery Wizard Free

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Y Music: Youtube in background e download dei brani

By Salvo Vosal

Oggi vogliamo parlarvi di Y Music, l’app per usare Youtube come un servizio di musica in streaming. Youtube è il portale video più famoso del web ed attualmente – secondo i dati Alexa – è il secondo sito più visitato al Mondo.

Sapete che Android è un ottima piattaforma anche grazie alle proprie applicazioni, ce ne sono tantissime alcune davvero spettacolari. Abbiamo cercato di fare una grande raccolta di quelle migliori:

Prima dell’avvento dell’era smartphone molti di noi utilizzavano YouTube su Desktop come un vero servizio di streaming musicale, creando le proprie playlist e lasciandole in riproduzione in background. Con l’avvento degli smartphone moderni tutto è cambiato visto che a lungo è stato impossibile continuare la riproduzione dei contenuti quando il browser o il client andavano in background. Le cose sono di recente cambiate: oggi è possibile utilizzare il noto portale anche su mobile alla vecchia maniera via browser. Ma oramai la maggior parte di noi utilizza servizi di musica in streaming come Spotify, Deezer, Napster, Play Music eccetera.

Oppure si preferisce scaricare i brani musicali per ascoltarli direttamente offline:

Y Music è un’app che sicuramente non troverete nel Play Store perché viola i termini imposti da Google.

Y Music: caratteristiche e download

Y Music merita comunque una segnalazione perché è una applicazione leggera, non pesa neanche 6 MB, ed offre davvero tantissime funzionalità.

Y Music per YouTube in background

Le sue caratteristiche sono:

  • La possibilità di ascoltare YouTube in background;
  • Durante l’ascolto in background viene scaricato solo l’audio del video permettendo di risparmiare fino al 90 % del traffico;
  • La possibilità di scaricare video e audio da YouTube (senza bisogno di alcuna app esterna per la conversione);
  • La presenza di un comodo motore di ricerca interno, per cercare i contenuti da scaricare;
  • La possibilità di scaricare mentre si ascolta in streaming;
  • Possibilità di creare delle playlist dei brani scaricati;
  • Possibilità di aprire tramite l’app velocemente i link provenienti dal browser e dal client di YouTube.

Y Music ha una semplice e pulita interfaccia in material design, vi sarà davvero facile orientarvi anche se è solo in inglese al momento. Se volete provare questa ottima app gratuita, troverete il download dell’app sui vostri dispositivi Android a questo link. Inoltre, potete trovare più informazioni sul progetto sul topic dell’app!

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Tutte le offerte Gearbest di oggi

By Gaetano Abatemarco

Gearbest è uno degli store cinesi più famosi e che spesso viene scelto dagli utenti per la sua gamma di offerte e prezzi vantaggiosi. Bisogna ammettere che è anche molto affidabile e spesso l’assistenza vi risponde anche in Italiano: per maggiori info su garanzia e spedizioni fate riferimento a questa pagina.

In questo articolo vi riportiamo ogni giorno le migliori offerte Gearbest del momento, con tanto di link a tutte le promozioni attive o codici sconto esclusivi.

Le offerte Gearbest di oggi

Vi ricordo che potete quotidianamente controllare le offerte e codici sconto da decine di store (Amazon, eBay e altri) sfruttando il nostro motore di ricerca offerte. In ogni momento troverete offerte, promozioni e prezzi aggiornati.

Inoltre, c’è anche il nostro canale Telegram dedicato alle offerte: iscrivetevi se vi va, resterete sempre aggiornati in tempo reale su tutte le promozioni e le offerte del momento oltre a ricevere codici sconto esclusivi.

Nota bene: alcune offerte potrebbero avere un prezzo diverso da quello mostrato nell’articolo. Questo perché l’offerta in questione potrebbe essere già terminata oppure le scorte in promozione sono state esaurite.

Lista offerte

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Aggiungere cartelle al menu Start di Windows 10

By Jessica Lambiase

Windows 10 è un sistema operativo che, in qualche modo, ha rivoluzionato l’esperienza utente a cui gli utenti Windows erano abituati.

Uno dei punti più forti di questo sistema è il menu Start: esso, grazie all’integrazione con Cortana e ai Live Tile, può diventare un vero e proprio centro di controllo per il sistema operativo. Il menu Start può anche essere personalizzato e, a partire da Anniversary Update, è possibile inserirvi dei collegamenti alle cartelle utente.

In pratica si può accedere alle cartelle Immagini, Musica, Video, Documenti e quant’altro direttamente dall’area laterale sinistra dello Start, grazie a delle pratiche icone.

Nelle righe in basso vi insegneremo ad aggiungere cartelle al menu Start di Windows 10 grazie ad una pratica impostazione di sistema; tali cartelle possono essere rimosse, con procedimento identico, in qualsiasi momento!

Aggiungere cartelle al menu Start di Windows 10

Per aggiungere le cartelle personali al menu Start di Windows 10 apriamolo, e facciamo click o tap su Impostazioni. Da lì rechiamoci in Personalizzazione.

Facciamo ora click sulla voce Start, scorriamo in fondo al pannello e clicchiamo sul link Scegli le cartelle da visualizzare in Start.

Il gioco è praticamente fatto: non dovremo far altro che spostare su On gli interruttori delle cartelle che intendiamo aggiungere al menu Start di Windows 10!

In questo modo potremo inserire nel menu Start le cartelle:

  • Esplora risorse (panoramica)
  • Impostazioni
  • Documenti
  • Download
  • Musica
  • Immagini
  • Video
  • Gruppo Home
  • Rete
  • Cartella personale (la nostra cartella utente)

Tutte le cartelle saranno visualizzate sotto forma di icone nella parte laterale del menu Start (dove solitamente risiede il pulsante Impostazioni, per intenderci).

Si tratta di un metodo forse non molto intuitivo ma estremamente pratico per accedere rapidamente alle proprie cartelle personali!

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