Canonical patcha 15 vulnerabilità del kernel su Ubuntu.

By Matteo Gatti

canonical patcha falle

Canonical patcha diverse falle di sicurezza trovate recentemente, vediamo i dettagli.

Le falle di sicurezza di cui vi parlerò fra poco erano presenti sia su Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus), che su Ubuntu 14.04 LTS (Trusty Tahr) ma anche su Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin) e su Yakkety Yak. Di conseguenza erano presenti anche sui vari flavors quali Kubuntu, Xubuntu, Lubuntu, Edubuntu, Ubuntu MATE e Ubuntu GNOME.

Le 15 vulnerabilità sono le seguenti: CVE-2016-4568, CVE-2016-6213, CVE-2016-7042, CVE-2016-7097, CVE-2016-7425, CVE-2016-7916, CVE-2016-8630, CVE-2016-8633, CVE-2016-8645, CVE-2016-8658, CVE-2015-8964, CVE-2016-9178, CVE-2016-9313, CVE-2016-9555, e CVE-2016-9644.

Alcune permettevano ad un “local attacker” di ottenere i requisiti di amministratore oppure gli consentivano di far crashare il sistema.

Per sistemare queste vulnerabilità dovete aggiornare il vostro sistema, queste sono le ultimi immagini disponibili:

  1. linux-image-4.8.0-32 (4.8.0-32.34) per Ubuntu 16.10,
  2. linux-image-4.4.0-57 (4.4.0-57.78) per Ubuntu 16.04 LTS,
  3. linux-image-3.13.0-106 (3.13.0-106.153) per Ubuntu 14.04 LTS,
  4. linux-image-3.2.0-119 (3.2.0-119.162) per Ubuntu 12.04 LTS.

Gli utenti di Ubuntu 14.04.5 LTS e Ubuntu 12.04.5 LTS devono aggiornare rispettivamente a linux-image-4.4.0-57 (4.4.0-57.78~14.04.1) e linux-image-3.13.0-106 (3.13.0-106.153~precise1).

Tutti gli utenti di Ubuntu e derivate sono invitati ad aggiornare al più presto, potete farlo seguendo questa guida.

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Vi ricordiamo infine che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Canonical patcha 15 vulnerabilità del kernel su Ubuntu. sembra essere il primo su Lffl.org.

The Document Foundation annuncia MUFFIN, un nuovo concetto di interfaccia utente per LibreOffice

By Marco Giannini

The Document Foundation ha annunciato MUFFIN, il nuovo concetto di interfaccia grafica per LibreOffice.
MUFFIN è l’acronimo di My User Friendly & Flexible INterface e rappresenta il frutto degli sforzi congiunti degli sviluppatori e del design team supportati dal team di marketing. MUFFIN si concentra su tre aree suggerite dagli stessi utenti di LibreOffice:
  • My: gli utenti vogliono una UI di LibreOffice “personale”, con diverse opzioni in grado di adattarsi alle abitudini personali degli utenti.
  • User Friendly: naturalmente, qualsiasi interfaccia utente dovrebbe essere il più user friendly possibile, ma gli utenti di LibreOffice hanno chiesto chiaramente una UI “modulare”, che si possa adattare alla proprio livello di facilità d’uso e non una sola interfaccia utente senza opzioni.
  • Flexible: gli utenti LibreOffice lavorano su diverse piattaforme hardware, ognuna con diverse dimensioni dello schermo e risoluzione e dunque hanno chiesto una interfaccia utente che potesse essere ottimizzata per sfruttare ogni tipo di schermo.
INterface: MUFFIN è una combinazione di diversi elementi dell’interfaccia utente. Il tutto sarà disponibile a partire da LibreOffice 5.3. Troviamo diversi tipi di interfacce. Eccole:
L’interfaccia utente di default con barra degli strumenti
Interfaccia utente di default con barra degli strumenti

L’interfaccia utente con una singola barra degli strumenti posta in alto

Interfaccia utente con una barra degli strumenti singola

L’interfaccia utente con la barra degli strumenti laterale

Interfaccia utente con barra degli strumenti laterale

ed infine la Notebook Bar, la nuova modalità sperimentale di cui vi avevo anticipato l’esistenza qualche giorno fa.
Interfaccia utente Notebook Bar

La logica dietro MUFFIN è ulteriormente spiegata in questo PDF e in una post sul blog TDF design.

HDMI CEC: cos’è e come funziona

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo tanti dispositivi collegati al TV? Ogni dispositivo ha il suo telecomando, aumentando la frustrazione dell’utente nel dover gestire tutti questi telecomandi. Ma c’è una funzionalità, poco nota al grande pubblico, che permette di gestire i dispositivi collegati alla TV (via HDMI) con un unico telecomando, quello del televisore: HDMI CEC.

Vediamo nel dettaglio cosa è HDMI CEC, come funziona e su quali dispositivi sfruttarlo.

HDMI CEC

Cosa è

La sigla CEC sta per Consumer Electronics Control ed è una funzionalità integrata nei cavi e nelle prese HDMI che permette di controllare le funzionalità di tutti i dispositivi connessi con un solo telecomando. CEC supporta (sulla carta) fino a 15 dispositivi contemporaneamente. HDMI CEC è disponibile fin dalla prima versione di HDMI (1.0), quindi se il vostro TV ha una o più porte HDMI è lecito supporre che possa supportare tale caratteristica.

Per sfruttarlo ovviamente anche i dispositivi connessi devono supportare HDMI CEC.

Quali nomi può assumere

HDMI CEC è uno standard della connessione HDMI, ma può assumere diversi nomi sui vari produttori di TV; ecco un elenco dei nomi che possono identificare HDMI CEC sui vari televisori:

  • AOC – E-link
  • AKAI – HDMI CEC
  • Hitachi – HDMI-CEC
  • Insignia – INlink
  • LG – SimpLink
  • Mitsubishi – NetCommand
  • Onkyo – RIHD
  • Panasonic – VIERA Link, HDAVI Control or EZ-Sync
  • Pioneer – Kuro Link
  • Runco International – RuncoLink
  • Samsung – Anynet+
  • Sharp – Aquos Link
  • Sony – BRAVIA Link o BRAVIA Sync
  • Toshiba – Regza Link o CE-Link
  • Vizio – CEC

Come funziona

Usare HDMI CEC è semplice: utilizzando il telecomando della TV possiamo controllare il dispositivo attivo al momento (ossia acceso ed impostato come sorgente su TV).

Possiamo mettere in pausa sul dispositivo HDMI CEC semplicemente premendo il tasto di pausa sul telecomando del TV.

Ovviamente possiamo utilizzare anche gli altri tasti multimediali per i dispositivi compatibili con CEC: riprendi, avanti, indietro, stop, registra, tasti freccia, avanti e indietro. Su alcuni dispositivi è possibile

NOTA: non tutti i tasti funzioneranno correttamente, molto dipende dal dispositivo controllato.

Con HDMI CEC potremo anche controllare l’accensione e lo spegnimento di tutte le apparecchiature connesse: quando spegniamo la TV, CEC può spegnere tutte le periferiche HDMI connesse; mentre se riaccendiamo la TV, CEC può riaccendere solo la periferica HDMI una volta selezionata l’entrata corrispondente (se per esempio abbiamo il lettore DVD sulla porta HDMI 1, selezionando questa sorgente il dispositivo si avvierà).

Compatibilità

Abbiamo testato la funzionalità di HDMI CEC su numerosi dispositivi, ecco una lista (non completa):

Di seguito invece la lista di programmi e app che supportano CEC:

Prerequisito importante è la connessione dei dispositivi tramite HDMI.

Alcuni dispositivi (come i TV Box Android) offrono una voce di menu per regolare l’integrazione con HDMI CEC.

Vediamo nel dettaglio il significato di tutte le voci mostrate:

  • CEC Switch: permette di accendere il dispositivo non appena si imposta l’ingresso HDMI sul TV
  • One key play: permette di utilizzare i pulsanti multimediali del telecomando TV per controllare il dispositivo
  • One key power off: permette di spegnere il dispositivo quando si spegne la TV.
  • Auto change language: permette di impostare la lingua del dispositivo automaticamente in base alla lingua del televisore.

Di default consigliamo di lasciare tutte le voci attive, ma se avete qualche problema con i TV Box che cambiano lingua senza motivo consigliamo di disattivare l’ultima voce (Auto change language).

L’articolo HDMI CEC: cos’è e come funziona appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come colorare i post di Facebook

By Jessica Lambiase

Facebook è sempre in prima linea per soddisfare le richieste degli utenti e, da oggi, la trovata di poter colorare i post di Facebook avrà sicuramente molta approvazione!

Probabilmente introdotta per contrastare il fenomeno delle “immagini” composte di solo testo, la nuova funzionalità permette di aggiungere un’immagine di sfondo ai post fatti di solo testo e di mostrarli ingranditi – e di molto – sul News Feed dei nostri amici, come ci mostra l’immagine in basso.

Al momento è possibile colorare i post di Facebook soltanto tramite Facebook per Android, ma è possibile visualizzare i post colorati anche su Facebook per iOS, Windows 10 Mobile e da web. E’ probabile che, in un futuro prossimo, la funzionalità sarà aggiunta anche alle altre piattaforme e al web.

Inoltre è possibile colorare soltanto contenuti composti di solo testo; non è possibile colorare post che contengono foto, link, dirette, emozioni o altri contenuti. Scopriamo intanto come colorare i post di Facebook!

Come colorare i post di Facebook

Apriamo l’app Facebook per Android e facciamo tap su “Scrivi”. Tappiamo poi sul campo di testo per mostrare la tastiera di sistema:

Notiamo come, in basso, sia presente una lista di colori sotto forma di cerchietti che prima non c’era: facendo tap su un cerchietto sarà possibile colorare il nostro post di Facebook usando come sfondo il colore scelto – con una gradevole sfumatura aggiunta.

Pubblichiamo poi il post come di consueto: il testo bianco sarà visualizzato sul colore scelto come sfondo in formato leggermente più “grande” rispetto al resto del News Feed.

E se è vero – come è vero – che i più social-addict gradiranno e non poco questa aggiunta, bisogna ammettere che il rischio di ritrovarsi con il News Feed più colorato del costume di Arlecchino è decisamente alto. Esortiamo quindi tutti coloro che decideranno di colorare i post di Facebook a farlo con… tanta, tanta parsimonia e moderazione!

L’articolo Come colorare i post di Facebook appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come convertire eBook per tutti i lettori

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo scaricato il nostro eBook preferito sul PC (magari seguendo la nostra guida per scaricare libri gratis) e, al momento di inserire il libro sul nostro lettore dedicato, abbiamo ricevuto l’amara sorpresa: il file scaricato non è leggibile sul lettore, oppure il testo è completamente sfasato, rendendo quasi impossibile una buona lettura. Questo tipo di problema è frequente quando acquistiamo un Kindle, visto il suo ristretto numero di formati supportati. Ma non dobbiamo disperare: con i servizi e i programmi giusti potremo convertire eBook in qualsiasi formato, ovviamente gratis.

Per comodità vi mostreremo tutte le procedure per convertire eBook nei vari formati oggi utilizzati per distribuire libri in formato elettronico. Possiamo utilizzare il seguente indice per ottenere subito il formato desiderato.

Convertire eBook

Convertire eBook in MOBI

Calibre

Per convertire un qualsiasi eBook in un formato compatibile con qualsiasi Kindle (formato MOBI) abbiamo diverse soluzioni.

La soluzione che permette di ottenere il miglior risultato è il programma Calibre, un programma open source disponibile gratuitamente per Windows, GNU/Linux e Mac.

Possiamo scaricarlo dal seguente link, anche in versione portable (senza installazione).

DOWNLOAD | Calibre

Utilizzarlo è molto semplice: una volta installato o avviata la versione portable apriamo Calibre con il lettore di eBook (eBook reader) collegato al PC tramite USB e scegliamo il nostro lettore tra quelli compatibili.

Una volta scelto carichiamo l’eBook utilizzando il pulsante Aggiungi libri.

Il programma recupererà automaticamente anche copertina e informazioni sul libro elettronico. Per convertire eBook in formato Mobi selezioniamo il libro (o i libri) e premiamo sul tasto Converti libri.

Nella nuova finestra che si aprirà potremo effettuare la conversione. Per i principianti è possibile lasciare tutte le impostazioni di base, senza modificare nulla. Le uniche voci da controllare sono quelle indicate dalle frecce nell’immagine in basso.

In formato di input troveremo il formato del file da convertire (selezionato automaticamente); mentre in formato di output troveremo il formato MOBI, compatibile per Kindle.

Clicchiamo in basso su OK per iniziare la conversione dell’eBook. Il libro verrà ora indicizzato nel programma nel formato originale e nel formato convertito; effettuiamo un clic destro sul libro e utilizziamo la voce Invia al dispositivo-> Invia formato specifico a.

Siti Web

In alternativa a Calibre possiamo utilizzare dei siti specializzati nel convertire eBook in qualsiasi formato, anche MOBI. I migliori siti sono stati trattati nella nostra guida dedicata.

Convertire eBook in ePub

Calibre

Come già visto prima è possibile utilizzare Calibre per convertire in qualsiasi formato. Dal menu Converti libri possiamo scegliere anche ePub come formato output, come visibile nell’immagine in basso.

To ePub

To ePub è il servizio Web pensato per convertire qualsiasi libro o documento in formato ePub. Il sito offre comunque anche la conversione in altri formati, ma lavora particolarmente bene quando scegliamo di convertire libri in ePub.

Possiamo accedere al servizio gratuitamente dal seguente link.

LINK | To ePub

In alternativa possiamo utilizzare uno dei servizi segnalati nella nostra guida per effettuare conversioni in ePub.

Convertire eBook in PDF

Calibre

Come già visto prima è possibile utilizzare Calibre per convertire in qualsiasi formato. Dal menu Converti libri possiamo scegliere anche PDF come formato output, come visibile nell’immagine in basso.

DocsPal

Con DocsPal potremo convertire qualsiasi eBook in formato PDF con grande semplicità, senza nemmeno installare un programma su PC. Sarà sufficiente caricare l’eBook scelto e scegliere il tipo di conversione da effettuare, sincerandosi di impostare Convert to nel formato PDF.

Possiamo accedere al servizio gratuitamente dal seguente link.

LINK | DocsPal

In alternativa possiamo utilizzare uno dei servizi segnalati nella nostra guida per effettuare conversioni in PDF.

Convertire eBook protetti

Abbiamo scaricato dei libri protetti tramite sistemi di tutela dei diritti d’autore? In questo caso la conversione è possibile, ma bisogna “smanettare” un po’ per sbloccare il file protetto.

Il formato più diffuso per la distribuzione di eBook protetti è ACSM, un formato di Adobe. Per convertire questo formato consigliamo la lettura della nostra guida.

Se invece abbiamo dei libri con protezione da lettura o da modifica, possiamo convertirli in un formato accessibile utilizzando le nostre guide dedicate.

Altre guide

Dobbiamo unire, dividere, creare dei PDF senza usare soluzioni a pagamento? Ecco le migliori guide per gestire i PDF.

Cerchiamo una stampante PDF virtuale da integrare in Windows? Basta seguire la nostra guida in basso.

Abbiamo delle scansioni in formato immagine (JPG o PNG) e vogliamo convertirli in PDF? Basta seguire i suggerimenti proposti dalla nostra guida.

L’articolo Come convertire eBook per tutti i lettori appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come creare PDF da immagini

By Jessica Lambiase

Al giorno d’oggi le comunicazioni si svolgono sempre più in rete; può capitare che per questa o quell’evenienza ci sia bisogno di inviare immagini (documenti personali, documenti digitalizzati e via dicendo) al nostro interlocutore, ma che queste immagini debbano essere riconvertite in PDF per le esigenze del servizio o dell’azienda.

Questo accade sempre più spesso poiché, nonostante tutto, il PDF rappresenta comunque la modalità consigliata di scambio documenti sia per la sua elevata compatibilità con praticamente tutti i sistemi operativi, sia per la difficoltà aggiuntiva che comporta un’eventuale modifica – modificare PDF è sicuramente più difficile che modificare un’immagine.

E’ proprio in questi casi che può rendersi necessario creare PDF da immagini: nelle righe in basso vi spiegheremo alcuni pratici metodi per farlo, metodi che vanno da alcuni programmi specifici per le varie piattaforme fino a servizi online che non hanno bisogno di installazione. In questo modo potremo creare un unico documento PDF a partire da più immagini in modo semplicissimo!

Infine vedremo come convertire un’immagine in PDF!

Vediamo insieme come creare PDF da immagini!

Indice

Creare PDF da immagini

Windows

Il programma che abbiamo scelto per creare PDF da immagini su Windows, tra le tante opzioni disponibili, è ImagetoPDF; questo perché si tratta di un programma portable che non richiede installazione: basta semplicemente estrarlo ed usarlo!

Questo programma è disponibile in due versioni: la prima comprende anche il supporto alla conversione in XPS, tuttavia – come l’autore spiega – può generare falsi positivi nell’antivirus; la seconda, più utile ai nostri scopi, permette di convertire immagini in PDF.

Scarichiamo innanzitutto il programma dal link in basso:

DOWNLOAD | IMGtoPDF (No XPS)

Scompattiamo l’archivio ed eseguiamo l’eseguibile al suo interno: la finestra si presenterà come segue.

Trasciniamo nel programma le immagini da cui vogliamo creare il nostro PDF, nell’ordine in cui vogliamo appaiano; eventualmente, aiutandoci con i pulsanti “Move sel up” e “Move sel down”, potremo anche cambiare l’ordine in un secondo momento.

TIP: anche se il programma porta il nome di “JPEGtoPDF”, esso supporta la stragrande maggioranza dei formati immagine esistenti (PNG, TIFF, GIF – senza animazioni – ed altri).

Ora possiamo definire tutti i parametri per creare il nostro PDF, tra cui:

  • se creare un solo PDF con tutte le immagini o un PDF per ogni immagine aggiunta;
  • la cartella di destinazione del PDF;
  • la dimensione delle pagine (con unità di misura personalizzabile);
  • i margini;
  • la posizione delle immagini nelle pagine del PDF (al centro o in alto a destra).

Una volta definite le impostazioni ottimali clicchiamo su Save PDF per creare PDF da immagini scelte: il gioco è fatto! Qualora il PDF risultante fosse di dimensioni troppo grandi potremo comprimerlo usando dei comodi servizii di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

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Linux

Per creare PDF da immagini su Linux la nostra scelta è caduta su Gscan2PDF, disponibile nei repository della maggior parte delle più diffuse distribuzioni Linux, che tuttavia porterà con sé un bel po’ di dipendenze. Per installarlo su Debian, Ubuntu e derivate basterà digitare a terminale il comando

sudo apt install gscan2pdf

seguito da Invio. Completata la procedura di installazione eseguiamo il programma, che si presenta così:

Chiudiamo senza scomporci troppo il messaggio che ci avvisa dell’assenza di uno scanner; aggiungiamo ora le immagini cliccando sul tasto “Apri immagini” (il secondo da sinistra); possiamo eventualmente riordinarle trascinandole in alto o in basso dalla lista laterale.

Per creare PDF da immagini selezionate clicchiamo ora sul pulsante Salva (il quarto da sinistra); mettiamo il segno di spunta su Tutto e assicuriamoci che in corrispondenza di “Tipo di immagine” sia selezionato PDF. Compiliamo eventualmente i metadati del documento, definiamo la compressione e la qualità delle immagini (o lasciamo le impostazioni predefinite se non sappiamo cosa stiamo facendo). Infine clicchiamo su Salva e scegliamo il percorso in cui salvare il nostro file.

Qualora il PDF risultante fosse di dimensioni troppo grandi potremo comprimerlo usando dei comodi servizi di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

macOS

Per creare PDF da immagini in macOS non avremo bisogno di nessun programma aggiuntivo: basta lo strumento “Anteprima”!

Apriamo la prima immagine da aggiungere al nostro documento e, per visualizzare le miniature, rechiamoci in Vista > Anteprima. Trasciniamo ora le altre immagini nella sezione delle miniature nell’ordine esatto in cui vogliamo che compaiano nel nostro documento.

Fatto ciò facciamo click su una qualsiasi delle miniature sul lato, premiamo i pulsanti CMD+A (Modifica > Seleziona tutto) per selezionarle tutte e poi premiamo i tasti CMD+P per accedere al menu di stampa (File > Stampa).

Se necessario eliminiamo la rotazione automatica o riscaliamo le immagini; una volta ottenuto il risultato desiderato clicchiamo sul menu in basso a sinistra (dove figura la voce “PDF”) e scegliamo Salva come PDF. Scegliamo la cartella in cui salvare il nostro PDF, il nome, i tag e gli altri dettagli e clicchiamo su Salva.

Qualora il PDF risultante fosse di dimensioni troppo grandi potremo comprimerlo usando dei comodi servizi di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

Online

Se non vogliamo scaricare niente sul nostro PC, se siamo su Android, iOS o Windows 10 Mobile o in generale se preferiamo usare il browser, esistono alcuni servizi che permettono di creare PDF da immagini in modo molto semplice.

Tra questi segnaliamo:

Tutti e tre i siti web sono dotati di ottime istruzioni per l’uso e presentano un’interfaccia estremamente intuitiva che ci permetterà di creare PDF da immagini senza il minimo sforzo (anche se non siamo “bravissimi”).

Convertire immagini in PDF

Abbiamo bisogno di un metodo più rapido che ci permetta di convertire ogni immagine in un singolo documento PDF? Se abbiamo Windows 10 possiamo usare la stampante PDF virtuale inclusa nel sistema operativo, se abbiamo altri sistemi potremo crearne facilmente una o, se non vogliamo usare una stampante virtuale, potremo affidarci ad altri servizi e programmi che troveremo in una guida dedicata.

L’articolo Come creare PDF da immagini appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

ZUK Edge

By Jessica Lambiase

ZUK Edge è uno smartphone dual SIM con display da 5.5″ e risoluzione pari a 1920 x 1080 pixel, dotato di sistema operativo Android 7.0 Nougat. E’ equipaggiato con CPU Qualcomm Snapdragon 821 quad-core a 2.35 GHz, affiancato da 4 o 6 GB di RAM e memoria interna pari a 64 GB, non espandibile. ZUK Edge è dotato di fotocamera anteriore da 8.0 MP e posteriore da 13.0 MP; la batteria ha una capienza pari a 3100 mAh.

L’articolo ZUK Edge appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

KDE ha annunciato SystemdGenie

By Matteo Gatti

systemdgenie

Lo sviluppatore di KDE Ragnar Thomsen ha annunciato il rilascio di SystemdGenie.

SystemdGenie, inizialmente si chiamava KCM (KDE Control Module) ma alcuni di voi lo conosceranno come systemd-kcm, non è altro che un tool per gestire systemd.

systemd è una suite di demoni, librerie e utilità di amministrazione progettate con lo scopo di centralizzare la gestione e la configurazione del sistema operativo Linux.

Il software si è evoluto nel tempo e da una semplice setting utility gli sviluppatori hanno creato una vera e propria app che necessita di un nome tutto nuovo: SystemdGenie.

SystemdGenie

SystemdGenie è un’ app completa sviluppata per i power users che vogliono poter controllare ogni possibile parametro di systemd. Al momento il tool mette a disposizione degli utenti le stesse funzioni di systemd-kcm, tra cui un text editor che vi permette di modificare al volo i file di configurazione.

La prima development release, versione 0.99.0, è già disponibile per il download, se riscontrate dei bug siete invitati a segnala.

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

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AMD presenta RYZEN: 8 core, 16 Thread e 20MB di Cache

By Salvo Cirmi (Tux1)

Finalmente, dopo ben 4 anni di “sviluppo”, AMD fa letteralmente tremare i piani di Intel, che ha già sfornato diverse generazioni di CPU e le ha immesse sul mercato (tre generazioni quasi completamente identiche, sad story Intel). Liza Su, ha svelato finalmente AMD RYZEN, ovvero CPU AMD con core ZEN (di cui vi avevo approfondito con voi qui) con delle specifiche davvero eccezionali che vedrete più avanti nell’articolo.

CPU RYZEN: Cosa offrono e quando saranno disponibili?

Avverrà tutto il primo trimestre 2017 (almeno per i sistemi desktop). Parliamo di ben 8 Core e 16 Threads, frequenza operativa di 3.4 GHz (con un TDP bassissimo), 20MB di cache complessiva negli 8 Core, di cui 16MB L3 unificata ed i restanti 4MB divisi in blocchi uguali tra i core complessivi. Piattaforma AMD AM4. Le altre specifiche purtroppo non sono state ancora rilasciate.

Tuttavia, tra le altre speciali novità, troviamo delle nuove tecnologie implementate in questi nuovi processori (realizzati da zero, cambiandone completamente l’architettura interna), che vengono catalogate come SenseMI technology, di cui:

  • Pure Power, ovvero un sistema che ottimizza i consumi monitorando temperatura, frequenza di clock e alimentazione in real-time;
  • Precision Boost, lavora a stretto contatto con la tecnologia precedentemente citata e controlla margini di alimentazione e temperatura fornendo potenza addizionale tramite un occasionale overclock della CPU;
  • Extended Frequency Range è una tecnologia pensata per gli smanettoni del PC, infatti apre varie possibilità di modifica sulla CPU per quanto riguarda la velocità di clock aumentando il range di ottimizzazione overclock
  • Neural Net Prediction, è un algoritmo real-time che “impara” le azioni più frequenti dell’utente prendendo a sua volta decisioni quali il pre-caricamento di alcune istruzioni;
  • Smart Prefetch, lavora come la Neural Net Prediction cercando di anticipare quali dati saranno richiesti dalla CPU

Qualche altra chicca in attesa del rilascio ufficiale?

I processori RYZEN sono ancora in sviluppo e verranno ottimizzati al meglio per l’uscita ad inizio 2017. Sono già stati svolti dei test e sembra che al momento, uno dei prototipi RYZEN, col clock al minimo, abbia le stesse prestazioni del top di gamma Intel, ovvero l’i7 6900K (che costa oltre 1000 euro).

Inoltre, sembra che i processori si aumenteranno la propria frequenza operativa automaticamente, in base alle temperature che rileveranno (quindi se avete un bel sistema di raffreddamento, RYZEN darà il meglio di sé).

Non perdetevi inoltre il video evento ufficiale New Horizon: