Nasce KDE neon User LTS Edition basata su KDE Plasma 5.8 LTS

By Marco Giannini

Il team di KDE neon ha annunciato il rilascio di KDE neon User LTS Edition, una nuova versione di KDE neon User basata su KDE Plasma 5.8 LTS.
Questa nuova versione di KDE neon offrirà a tutti gli utenti KDE Plasma 5.8, il ramo LTS di KDE Plasma destinato ad avere supporto per bugfix per 18 mesi (a differenza dei quattro mesi delle versioni intermedie di KDE Plasma).

Il target è tutti quegli utenti che vogliono la stabilità prima di tutto e puntano ad avere un sistema bug free sul quale lavorare in tranquillità.
La differenza con l’edizione standard di KDE neon è data dal fatto che KDE neon User LTS Edition non passerà a Plasma 5.9 quando sarà disponibile ma resterà sul ramo 5.8.x e seguirà i suoi aggiornamenti di manutenzione mensili.
Oltre a KDE Plasma 5.8 LTS gli utenti troveranno le ultime versioni di KDE Applications, l’ultima release di KDE Frameworks, le Qt 5.7 e gli aggiornamenti HWE * per il kernel Linux e Mesa quando disponibili.
Il nuovo repository specifico per KDE neon User LTS Edition sarà
deb http://archive.neon.kde.org/user/lts xenial main
Attualmente il passaggio dalla User Edition alla User LTS Edition non è supportato ma dovrebbe comunque funzionare.
Potete scaricare KDE neon User LTS Edition all’indirizzo https://neon.kde.org/download

* Con il termine Hardware Enablement Stack (o per gli amici HWE) si fa riferimento al rilascio congiunto del nuovo kernel Linux e del nuovo stack X.org, per ogni specifica Point Release di Ubuntu. Essendo KDE neon basata su Ubuntu 16.04 LTS gli aggiornamenti di Kernel Linux e Mesa seguiranno le point release di Ubuntu come ad esempio Ubuntu 16.04.1 LTS e così via..

Ubuntu Kylin

By Salvo Cirmi (Tux1)


Tipo OS:
Linux

Basata su: Debian, Ubuntu

Origine: Cina

Architettura: i386, x86_64

Desktop Environment: Unity

Categoria: Desktop, Live

La descrizione di Tux1!

Ubuntu Kylin è la versione cinese di Ubuntu. E’ una variante riconosciuta ufficialmente e di conseguenza ufficialmente supportata. Le sostanziali differenze che caratterizzano la distro si rifanno al sistema di scrittura in Cinese semplificato già inserito, con tutta una serie di applicazioni maggiormente usate dagli utenti cinesi.

La variante è nata il 25 Aprile del 2013, con l’edizione 13.04. Le successive versioni hanno integrato le mappe Baidu, il servizio di compere Taobao e vari programmi d’ufficio.

Link e dintorni di…Ubuntu Kylin!

ScreenShot!

Ubuntu Kylin 15.10, Unity.

Recensione TerraMaster F2-220: dual core e 2 GB di RAM

By Giuseppe F. Testa

Un nuovo produttore di NAS si affaccia nel panorama (agguerrito) dei dispositivi di storage in rete. TerraMaster vuole unire design accattivante ad un software veloce e scattante, senza dimenticare la sicurezza dei file e i sistemi di backup automatico. Riusciranno a convincere lo staff di Chimera Revo? In questa recensione valuteremo da vicino il TerraMaster F2-220, un buon NAS compatto per l’uso casalingo o per un piccolo ufficio.

TerraMaster F2-220

Confezione e Design

Il TerraMaster F2-220 si presenta di un bel colore argentato, grazie anche alla scocca in alluminio.





Le dimensioni del NAS sono molto compatte, così come il peso a vuoto. Montando due dischi il NAS arriva a superare i 2 Kg di peso, nulla di trascendentale comunque specie rispetto a modelli simili.

Dimensioni: 227 x 119 x 133 mm

Peso: 1,46 Kg (a vuoto), fino a 2,57 Kg (con i dischi montati).

Caratteristico il retro del dispositivo: abbiamo una grande ventola da 80mm molto silenziosa, accompagnata dalle varie porte (ne parleremo in maniera approfondita nel paragrafo dedicato alle connessioni).



Nella confezione del NAS troviamo tutto l’occorrente per iniziare subito ad utilizzare il dispositivo di rete.

Abbiamo trovato nella confezione:

  • Un manuale d’uso per la prima configurazione
  • La garanzia
  • Un cavo Ethernet
  • Alimentatore con presa europea
  • Cavo alimentatore ausiliario con presa inglese
  • Cacciavite
  • Doppio set di viti per i dischi

Senza ombra di dubbio una delle migliori dotazioni di serie testate finora. Ottima la scelta di integrare un cacciavite a stella per le viti di fissaggio dei dischi.

Al tal proposito gli slot per i dischi sono semplici da rimuovere e reinserire e, come già intuito dalla dotazione di serie, i dischi devono essere fissati ai supporti tramite le viti fornite in dotazione.


Hardware

CPU e RAM

Il NAS TerraMaster F2-220 vanta come processore un Intel Celeron J1800 dual-core overcloccato dalla fabbrica fino a 2,41 GHz. A questo buon processore vengono affiancati 2 GB di RAM, un valore davvero molto buono nel panorama dei NAS. Con questi due elementi saremo in grado di gestire efficacemente non solo la parte puramente “storage” (conservazione dati e backup) ma anche l’aspetto multimediale, come vedremo nel paragrafo Software aggiuntivo.

Storage

Il NAS TerraMaster F2-220 presenta 2 bay per l’installazione dei dischi. Grazie a questi bay è possibile configurare uno o più dischi in JBOD o nei vari RAID supportati. La capienza massima supportata è di 16 TB (2x 8 TB).

I dischi interni vengono formattati in formato EXT4, mentre è possibile connettere chiavette USB e dischi rigidi esterni con file system: EXT, EXT3, EXT4, FAT, FAT32, NTFS, HFS+.

Connettività

Lato connettività troviamo una porta Ethernet RJ-45 Gigabit, in grado di supportare una velocità massima di trasmissione di 1000 Mbps.

Per sfruttare al massimo il NAS quindi è consigliabile collegarlo ad un router con porte Gigabit, invece che su router con porte Fast Ethernet (velocità massima 100 Mbps).

Porte aggiuntive

Sul retro del NAS troviamo 2 porte USB, una 2.0 e l’altra una veloce porta 3.0. Possiamo sfruttare queste due porte per connettere chiavette USB ma anche dischi rigidi esterni, utili per spostare grandi quantità di file o per effettuare il backup completo dei dati custoditi nei componenti rimovibili.

In alternativa possiamo utilizzare la porta USB per connettere un adattatore WiFi compatibile con il TerraMaster.

Software

Interfaccia sistema operativo

L’interfaccia del sistema operativo (accessibile tramite l’indirizzo IP assegnato dal router al NAS) è molto colorata, ricorda da vicino iOS o l’interfaccia del Mac.

Il sistema operativo è su base GNU/Linux, con tutti i vantaggi del caso: grande velocità d’esecuzione, sicurezza ed immunità ai virus.

Il sistema operativo è installabile solo dopo aver montato almeno un disco sul NAS, visto che la partizione di sistema verrà creata sul disco stesso o sul RAID (creabile in fase di configurazione).

Possiamo notare subito l’assenza della lingua italiana: anche aprendo il menu “Language” presente in alto a destra non è possibile trovare la lingua italiana.

Il sistema è comunque sufficientemente intuitivo da poter essere utilizzato anche in lingua inglese.

Tra le applicazioni presenti di default nella dashboard del NAS troviamo:

File Manager, utile per gestire tutti i file salvati sul disco;

App center, per installare nuovo software all’interno del NAS per ampliarne le capacità.

Control Panel, con tutte le impostazioni di sistema e i vari servizi gestibili dal NAS;

Backup, per accedere rapidamente alla sezione delle impostazioni in cui gestire i backup;

Remote login, per poter accedere ai file custoditi nel NAS anche quando siamo fuori casa, grazie ad Internet e ai DDNS. A tal proposito TerraMaster offre un servizio DDNS dedicato per poter accedere al NAS in qualsiasi punto del globo.

Funzionalità

Come ogni NAS che si rispetti sono supportati tutti i principali protocolli per la condivisione dei file o delle cartelle condivise:

  • Samba/SMB
  • NFS
  • FTP
  • AFP
  • SSH
  • iSCSI
  • SFTP
  • Telnet
  • Web Server
  • Dropbox







Menu impostazioni

Dal menu impostazioni possiamo conoscere da vicino tutte le funzionalità offerte dal NAS. Nella seguente galleria possiamo trovare una panoramica delle impostazioni offerte nel pannello di controllo.






Potremo controllare ogni aspetto del NAS, incluso lo sfondo ed il tema da utilizzare.


Software aggiuntivo

Oltre al software presente di default nel sistema possiamo installare i seguenti software tramite l’app Center.

  • Server iTunes
  • MySQL Server
  • Mail Server
  • Download Center (BitTorrent)
  • Media Server (DLNA)
  • Plex Media Server

Plex permette di gestire l’intera raccolta multimediale e renderla accessibile via DLNA su tutti i dispositivi della rete, TV e TV box inclusi.

Con il Download Center saremo in grado di scaricare i torrent direttamente dentro il NAS, senza dover lasciare acceso un PC per lo scopo.

Il client utilizzato dal NAS è Transmission, un buon client leggero e affidabile nei download.

Rapporto qualità/prezzo

Il NAS TerraMaster F2-220 è disponibile su Amazon al prezzo di 199€.

LINK ACQUISTO | Amazon.it

Un prezzo assolutamente concorrenziale, che ne fa uno dei migliori NAS 2 bay in circolazione.

Conclusioni

Il NAS TerraMaster F2-220 è un buon NAS per chi si avvicina la prima volta ad un dispositivo del genere. L’interfaccia davvero molto gradevole permetterà di accedere velocemente a qualsiasi funzionalità, e l’aggiunta di software come Transmission, server iTunes e Plex renderà felici gli utenti che cercano una soluzione per scaricare e gestire film, musica e serie TV da trasmettere in salotto senza doversi portare dietro chiavette e dischi rigidi.

Completa la dotazione di default, il NAS TerraMaster F2-220 è ottimo anche in ufficio grazie al supporto dei principali protocolli di condivisione di rete.

Tenete d’occhio i dispositivi TerraMaster, presto sentiremo parlare sempre più di questo produttore vista l’elevata qualità dei suoi prodotti.

L’articolo Recensione TerraMaster F2-220: dual core e 2 GB di RAM appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come trovare indirizzo IP del router

By Giuseppe F. Testa

Dobbiamo configurare un servizio web o dobbiamo aprire le porte del router per eMule o per i torrent? La nostra connessione diventa improvvisamente lenta o non è possibile navigare correttamente? In questi casi controllare le impostazioni del router ci permetterà di capire dov’è il problema e come agire per aprire le porte dei servizi che lo richiedono. Prima di tutto dovremo conoscere l’indirizzo IP del router, così da accedere al pannello di configurazione.

Vediamo insieme come trovare l’indirizzo IP del router.

cat-logo

Trovare indirizzo IP del router

Riconoscere l’indirizzo IP del nostro router

L’indirizzo IP del router è una sequenza di numeri intervallati da punti che ci permettono di accedere alle impostazioni del router tramite un browser web (Internet Explorer, Edge, Chrome, Firefox etc.).

L’indirizzo IP si presenta in questa forma:

 192.168.1.1

La forma è identica qualsiasi sia l’indirizzo IP del router. In alcuni router però possono essere presenti veri e propri indirizzi speciali (tipo dilinkrouter.net) utilizzabili per accedere al router, ma utilizzando la forma numerica avremo la certezza di accedere sempre al nostro router.

Scoprire l’indirizzo IP del router via etichetta

Il primo metodo utile per scoprire l’indirizzo IP del nostro router è controllare sotto il router stesso, sull’etichetta presente in tutti i router.

Di solito è presente l’indirizzo IP del nostro router con tanto di username e password da utilizzare per accedere alle impostazioni.

Se abbiamo cambiato la password ma non la ricordiamo più, possiamo ripristinare le impostazioni iniziali del router seguendo la nostra guida dedicata.

Scoprire l’indirizzo IP del router da Windows

Premiamo WIN+R sulla tastiera e nella finestra digitiamo cmd. Si aprirà un prompt dei comandi, dove possiamo digitare il comando:

 ipconfig

Identifichiamo la rete in uso e ricaviamo l’indirizzo IP del PC come da immagine sottostante. L’indirizzo IP del router sarà presente alla voce Gateway predefinito.

Scoprire l’indirizzo IP del router da Linux

Su GNU/Linux basterà aprire un terminale e digitare il seguente comando.

ifconfig

Controlliamo quale rete stiamo utilizzando e segnamoci l’indirizzo IP presente alla voce Gateway.

Scoprire l’indirizzo IP del router da Mac

Per controllare l’indirizzo IP del nostro router da Mac è sufficiente cliccare sull’icona della connessione (angolo in alto a destra) e selezionare la voce Apri preferenze Network. Nella nuova finestra selezioniamo la connessione in uso (es. Wi-Fi) e clicca sul pulsante Avanzate…

Raggiungiamo il tab TCP/IP e controlliamo la voce Router, dove troveremo l’indirizzo del router a cui è connesso il nostro Mac o il nostro Macbook.

ip-su-mac

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Creare un punto di ripristino in Windows 10

By Jessica Lambiase

Creare un punto di ripristino è il modo in cui Microsoft ha pensato di ovviare agli errori più “banali” commessi dagli utenti. Grazie ad una semplice procedura, infatti, è possibile riportare il sistema ad uno stato precedente ripristinando lo stato di file di sistema e programmi installati, senza però toccare i dati personali.

Fino a Windows 8.1 la presenza dei punti di ripristino è stata fondamentale per evitare la formattazione del PC e la reinstallazione del sistema, con tutto ciò che ne comporta. Con Windows 10 le cose sono cambiate leggermente, poiché in pochi click è possibile ripristinare e ripulire completamente il sistema operativo senza toccare i file personali.

Ciò nonostante, usare i punti di ripristino è comunque un metodo rapido ed efficace per riportare il sistema ad uno stato precedente dopo aver commesso un errore di configurazione, installato un driver non funzionante, fatto una modifica dannosa al sistema che lo manda in crash, lo rende inavviabile o altro. Il consiglio è quello di creare un punto di ripristino ogni volta che seguiamo una guida che tocchi componenti di sistema (file, registro, impostazioni eccetera) o che installiamo un nuovo driver (soprattutto se non distribuito dal produttore).

Vediamo insieme come creare un punto di ripristino in Windows 10 e come ripristinare un punto creato in precedenza.

TIP: la procedura funziona anche con le versioni precedenti di Windows.

Creare un punto di ripristino in Windows 10

Apriamo il menu Start (o Cortana) e digitiamo al suo interno “Punto di ripristino” (senza virgolette). Clicchiamo sul primo risultato che ci compare.

Nella finestra che ci compare rechiamoci su Protezione Sistema e clicchiamo su Crea….

Inseriamo un nome che ci aiuti a ricordare perché abbiamo creato quel punto di ripristino (la data e l’ora saranno aggiunte da sole) e clicchiamo su OK.

Aspettiamo che la procedura di creazione venga completata – potrebbero volerci diversi minuti. La creazione del punto di ripristino è completa!

Ripristinare Windows 10 ad uno stato precedente

Prima di continuare vediamo cosa succede quando si riporta Windows ad uno stato precedente sfruttando i punti di ripristino:

  • le impostazioni di sistema vengono ripristinate allo stato in cui erano quando è stato creato il punto di ripristino;
  • tutte le app installate dopo la creazione del punto di ripristino a cui riportare Windows verranno disinstallate;
  • tutti gli aggiornamenti di sistema installati dopo la creazione del punto di ripristino a cui riportare Windows verranno disinstallati;
  • tutti i driver installati dopo la creazione del punto di ripristino a cui riportare Windows verranno disinstallati;
  • i file personali presenti nelle cartelle utente (Documenti, Musica, Immagini, Video e via discorrendo), così come tutti i file presenti in altri dischi e partizioni, restaranno inalterati.

Salviamo il nostro lavoro e chiudiamo i programmi, poiché Windows 10 sarà riavviato per completare la procedura. Rechiamoci di nuovo in Start, digitiamo “Punto di ripristino” e clicchiamo sul primo risultato. Dalla finestra che ci compare, però, selezioniamo stavolta Ripristino configurazione di sistema.

Ci verrà mostrata una finestra che ci spiega l’utilità del Ripristino configurazione di Sistema. Clicchiamo su Avanti.

Scegliamo nella finestra successiva lo stato a cui vogliamo ripristinare il sistema e clicchiamo su Avanti. Se il punto che desideriamo non è presente nella lista possiamo mettere il segno di spunta su “Mostra ulteriori punti di ripristino”.

Possiamo inoltre ottenere notizie sui programmi che saranno alterati dal ripristino (ovvero quelli che potrebbero smettere di funzionare) cliccando su Cerca Programmi Interessati dopo aver selezionato il nostro punto di ripristino. Clicchiamo su Avanti, poi su Fine: la procedura di ripristino verrà avviata. Dopo il riavvio del sistema, Windows 10 verrà riportato ad uno stato precedente.

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Amazon: le offerte di oggi da non perdere

By Jessica Lambiase

Chi direbbe che Amazon in principio si chiamava Cadabra, che è partito come un rivenditore online di CD e che ha la veneranda età di oltre vent’anni?

Dal 1994 sono cambiate tante cose nel mondo e, grazie ad un comando saldo e mirato e all’attitudine a capire esattamente ciò che i clienti vogliono, col tempo Amazon è diventato uno dei più grandi negozi online dell’intero globo. Tra le tante caratteristiche e peculiarità, di cui parleremo tra non molto, Amazon vanta la possibilità di acquistare oggetti anche di valore a prezzi fortemente scontati, grazie alle offerte del giorno ed alle offerte lampo che un giorno si e l’altro pure popolano le pagine dell’eshopping.

Indice

Cosa è Amazon e come funziona

Amazon è un negozio online operante in quasi tutto il mondo, Italia compresa; esso permette di acquistare film, libri, DVD, capi d’abbigliamento, software, smartphone, tablet, indossabili, generi alimentari e tanto altro e di riceverlo comodamente a casa in pochi click. Particolarità di Amazon sono la semplicità e la chiarezza nelle procedure d’acquisto, oltre che l’affidabilità dei commercianti; questo grazie agli standard che, nonostante la gigantesca mole di materiale disponibile, Amazon cerca di tenere alti.

Su Amazon esistono principalmente tre tipi di prodotti:

  • quelli venduti e spediti da Amazon, il cui processo d’acquisto, imballaggio e spedizione è completamente gestito da Amazon; i prodotti venduti e spediti da Amazon sono disponibili presso i magazzini Amazon;
  • quelli spediti da Amazon, il cui processo d’acquisto, imballaggio e spedizione è gestito da Amazon, ma i cui prodotti sono disponibili presso rivenditori di terze parti (che si interfacciano direttamente con Amazon);
  • quelli venduti e spediti da altri rivenditori, il cui processo d’acquisto è gestito da Amazon, ma l’imballaggio e la spedizione del prodotto è gestita da rivenditori di terze parti.

Dunque Amazon, oltre che essere esso stesso un eCommerce, può fare anche da “intermediario” tra il cliente ed il rivenditore con tutte le garanzie ed i vantaggi del caso.

Metodi di pagamento accettati da Amazon

Amazon accetta pagamenti con carte di credito e debito dei maggiori circuiti internazionali, che sono Visa, Visa Electron, Postepay, carte prepagate PayPal (LIS), American Express, Mastercard e Carta Maestro Internazionale. Amazon accetta inoltre codici sconto e buoni acquisto Amazon. Non sono ammessi metodi di pagamento quali bonifico bancario, RID, account PayPal, vaglia internazionali e buoni libro. Su Amazon non sono permessi finanziamenti né pagamenti a rate.

Amazon Prime

Amazon Prime è un particolare abbonamento Amazon che, al costo di 20€ all’anno, permette di ottenere vantaggi quali:

  • spedizione sempre gratuita per i prodotti Prime;
  • spedizione 2 giorni o 1 giorno ove disponibile;
  • l’accesso e l’usufrutto di alcune parti dell’eCommerce (come il supermercato Amazon Pantry, ad esempio);
  • particolari promozioni per i prodotti digitali Amazon…

…e molto altro. Abbiamo parlato dettagliatamente di Amazon Prime in una guida dedicata disponibile al link in basso.

Amazon Warehouse Deals

Amazon Warehouse Deals è una particolare sezione di Amazon dalla quale è possibile acquistare prodotti usati o ricondizionati in ottimo stato, trattati da Amazon (per quanto riguarda garanzie e controlli) alla stregua dei prodotti nuovi. Abbiamo parlato di Warehouse Deals, da cui è possibile risparmiare un bel po’, in una nostra guida dedicata.

Garanzie ed affidabilità

Se c’è una parola che più delle altre contraddistingue Amazon quella è sicuramente Affidabilità. Sia per esperienza personale che leggendo i feedback, possiamo dire a gran voce che la garanzia offerta da Amazon sia una delle migliori esistenti in Italia per quanto riguarda l’acquisto di oggetti su Internet.

Inoltre, anche in caso di problemi con la ricezione del pacco, Amazon è in prima linea per cercare di offrire il miglior servizio possibile per la gestione degli imprevisti.

Le migliori offerte Amazon del giorno

Vi ricordo che potete quotidianamente controllare le offerte e codici sconto da decine di store (Amazon, eBay e altri) sfruttando il nostro motore di ricerca offerte. In ogni momento troverete offerte, promozioni e prezzi aggiornati. Inoltre, c’è anche il nostro canale Telegram dedicato alle offerte: iscrivetevi se vi va, resterete sempre aggiornati in tempo reale su tutte le promozioni e le offerte del momento oltre a ricevere codici sconto esclusivi.

Ecco le offerte di oggi:

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Jesbod Q26: la nostra prova

By Giuseppe Monaco

I prodotti Jesbod che fino ad ora ci sono capitati tra le mani si sono sempre dimostrati validi e, soprattutto, concorrenziali sul rapporto qualità/prezzo.

Nemmeno a dirlo, anche il Jesbod Q26, auricolare che ci apprestiamo a recensire oggi, segue la stessa linea e offre tutto quello di cui avete bisogno da un device di questo genere al giusto prezzo.

Confezione

Ricoperta da un materiale piuttosto morbido al tatto e totalmente in colorazione nera, la confezione di vendita si presenta in dimensioni piuttosto ridotte, con il logo dell’azienda sulla facciata principale e alcune specifiche sul retro.

Jesbod Q26
Jesbod Q26
Jesbod Q26
Jesbod Q26
Jesbod Q26

Sollevato il coperchio, al suo interno ad attenderci c’è proprio lo Jesbod Q26, collocato in un’apposito alloggiamento protettivo ancora una volta morbido. Al di sotto poi, abbiamo il solito libricino illustrativo, il cavo di ricarica e i gommini di ricambio di varie dimensioni.

Design ed ergonomia

L’auricolare realizzato da Jesbod presenta dimensioni estremamente ridotte, con una forma compatta e tondeggiante e un peso iniquo. Lungo le linee del dispositivo troviamo l’unico tasto fisico per accensione/spegnimento e gestione delle chiamate, l’ingresso per il cavo di ricarica Micro USB e il logo dell’azienda sulla parte più esterna.

  • Dimensioni: 30 x 23 x 18 mm;
  • Peso: 4.9 g;

Grazie alla sua compattezza, il Jesbod Q26 aderisce in modo sicuro al nostro orecchio anche durante situazioni di movimento, a patto che si scelga il gommino della giusta dimensione.

Prestazioni e funzionamento

Il dispositivo in questione offre ottime prestazioni paragonandolo ai device della medesima categoria nella stessa fascia di prezzo. La compatibilità poi è totale, permettendo l’utilizzo dell’auricolare su qualsiasi smartphone/tablet.

  • Bluetooth: 4.1;
  • Distanza di comunicazione: Fino a 10 metri;
  • Batteria: 45 mAh Li-po.

Personalmente ho avuto modo di provarlo in ambienti chiusi, situazioni per il quale l’auricolare è stato prodotto. Il microfono posto sul dispositivo, infatti, essendo lontano dalla bocca, deve poter avere un raggio di azione molto ampio così da poter catturare al meglio la voce dell’utilizzatore. Proprio per questo motivo, se ci si trova all’aperto oppure in una stanza particolarmente affollata, per il vostro interlocutore sarà difficile riuscire a distinguere in modo chiaro la vostra voce, non essendo particolarmente isolata dal resto dei rumori.

Jesbod Q26
Jesbod Q26
Jesbod Q26
Jesbod Q26
Jesbod Q26

A parte questo, l’utilizzo in macchina oppure in ufficio risulta eccellente, permette di essere liberi da fastidiosi cavi e, sopratutto, lascia un orecchio libero di ascoltare e di non essere troppo isolati dall’ambiente esterno.

Per quanto riguarda l’autonomia, utilizzandolo ogni giorno per circa mezz’ora sono riuscito a totalizzare un massimo di quasi 3 ore. I tempi di ricarica, poi, si assestano attorno a 1 ora e mezza, il che permette comunque di riprendere a utilizzare l’auricolare dopo poco tempo.

Conclusioni

Considerando quanto viene offerto dagli auricolari della medesima fascia, il Jesbod Q26 si pone come una valida scelta tra i dispositivi dei numerosi brand concorrenti. Il fatto che sia estremamente piccolo forse compromette leggermente la durata della batteria, ma vi assicuro che la sua aderenza e le prestazioni in fase di funzionamento valgono sicuramente il prezzo al quale viene offerto.

In particolare, poi, fino al 12 Dicembre utilizzando il codice sconto 26XHAORF avrete ben 4€ di sconto su questo e altri prodotti Jesbod, occasione in più per approfittarne.

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Sostituzione schermo Apple iPad 4

By Loading

Il vostro iPad 4 è caduto e vi accorgete che purtroppo è successo quello che temevate: il touchscreen e il display dell’iPad 4 si sono rotti. Temete che i costi di riparazione siano eccessivi? Non avete tutti i torti, per questo motivo vi trovate nell’articolo giusto poiché seguendo questa guida potrete procedere da voi alla sostituzione del display touchscreen dell’ Apple iPad 4 (A1458-A1459-A1460).

Sostituire touchscreen iPad 4

Materiale Occorrente

  • 1 Touch Screen nuovo per Apple iPad 4 (BiancoNero)
  • 1 Cacciavite a Croce da #0-3
  • 1 Utensile in plastica o palettina o iSesamo (o in alternativa un Kit Monouso)
  • Phon
  • 1 Biadesivo per schermo (se il nuovo touch non ne è provvisto)

Cominciamo riscaldando in maniera uniforme il vetro.

Quindi inseriamo l’utensile in plastica in uno dei bordi laterali, e scorriamo delicatamente lungo i lati per scollare il Touch guasto.

Solleviamo delicatamente il vetro dalla parte dei pulsanti del volume verso l’altro lato (come se fosse un libro); facendo attenzione ai tasti Home e al Flat dello Schermo che si trovano sotto l’LCD.

Procediamo rimuovendo queste 4 viti.

Quindi solleviamo delicatamente l’LCD.

E rimuoviamolo completamente sganciando e staccando questa spinetta.

Adesso bisogna staccare le spinette del Touch e del tasto Home.

Togliamo l’adesivo di protezione posto sopra la spinetta, quindi sganciamo e rimuoviamo la spinetta del Tasto Home.

Anche per le spinette del Touch togliamo prima gli adesivi di protezione.

Quindi sganciamo le 2 spinette del Touch e rimuoviamolo completamente.

Adesso rimuoviamo tutti i residui adesivi dai bordi. Se la colla è resistente usate un po’ di alcool (preferibilmente isopropilico).


Applichiamo il nuovo adesivo.

Quindi prendiamo il nuovo Touch e colleghiamo le spinette del Touch.

E del Tasto Home.

Riposizioniamo gli adesivi di protezione.

Quindi prendiamo l’LCD, ricolleghiamo la spinetta e riposizioniamolo.

Adesso riavvitiamo le 4 viti dell’LCD.

A questo punto bisogna pulire con cura l’LCD, avendo cura di non lasciare impronte e/o pelucchi, utilizzando un panno per occhiali/schermi e possibilmente il liquido adatto, in alternativa senza niente. Continuiamo rimuovendo tutte le pellicole dagli adesivi, quindi riposizioniamo e incolliamo il Touch.

E infine accendiamo il dispositivo.

La sostituzione è stata completata, adesso il vostro iPad 4 è tornato come nuovo ed avete risparmiato un bel po’ di soldini!

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Creare contenuti digitali a scuola: come gestire i diritti d’autore? (video e slides)

By Simone Aliprandi

Lo scorso 27 maggio ero stato relatore in un interessante convegno intitolato DidatticaDuePuntoZero e organizzato da un’omonima rete di scuole pubbliche nell’ambito di un progetto finanziato da Regione Lombardia, con capofila l’Istituto Comprensivo di Via Anna Botto (Tra gli altri relatori: Alberto Panzarasa, Marzio Rivera, Riccardo Colangelo, Alberto Ardizzone (vedi i video degli altri interventi sul sito del progetto).
L’evento è stata l’occasione per me di creare una presentazione a slides e una videolezione su un tema che crea molti interrogativi e curiosità tra gli operatori della scuola e dell’insegnamento in generale: Creare contenuti digitali a scuola: come gestire i diritti d’autore?.

Riporto di seguito il video (con slides incorporate) e la presentazione su SlideShare.

Il video con slides incorporate
La presentazione da SlideShare

Play Store non funziona: possibili soluzioni

By Giuseppe F. Testa

Improvvisamente il Play Store non funziona più correttamente, impedendoci di aggiornare le app e di installarne di nuove sullo smartphone o sul tablet con Android? Tra le cause di malfunzionamento dello store di Google c’è l’aggiornamento ad una nuova versione delle sue componenti, specie quando il telefono è nuovo o non viene utilizzato dopo molto tempo. In altri scenari non c’è una vera causa scatenante: improvvisamente il Play Store non collabora più.

In questa guida vedremo alcuni validi consigli da applicare nel caso in cui il Play Store non funziona correttamente sul nostro dispositivo Android. Si va dalle soluzioni più semplici fino a soluzioni che richiedono l’aggiornamento delle componenti dello store.

Per semplificare la lettura della guida possiamo utilizzare il seguente indice.

Play Store non funziona

Effettuare un backup di sicurezza

Prima di proseguire con la guida consigliamo di effettuare un backup completo di Android. In caso di problemi sarà possibile ripristinare tutte le app e le impostazioni senza dover ripetere tutto daccapo. Per realizzare un backp da Android possiamo seguire la nostra guida disponibile al seguente link.

Verificare connessione ad Internet

Il primo passo da compiere per verificare perché il Play Store non funziona è controllare la connessione ad Internet. Un problema della connessione WiFi o della connessione dati possono impedire al Play Store di funzionare correttamente. In questo caso per riprendere ad utilizzare il Play Store normalmente è sufficiente scoprire la causa che impedisce allo smartphone di navigare.

Effettuiamo uno speedtest della connessione con uno dei seguenti siti.

Se la velocità è buona, il problema non è della linea in uso; se invece la velocità è scarsa forse è arrivato il momento di cambiare offerta ADSL, magari per passare alla fibra ottica.

Se il problema riguarda il router e il WiFi, possiamo seguire la nostra guida dedicata per tentare di risolvere il problema.

Se nemmeno questi consigli hanno risolto il problema, forse è arrivato il momento di cambiare router.

Controllare data e ora

La data e l’ora impostate sul vostro smartphone influenzano il funzionamento di alcuine componenti del Google Play Store. Alcuni processi infatti necessitano che data e ora corrispondano alla vostra posizione. Possiamo controllare data e ora ed eventualmente modificarla nelle Impostazioni di Android.

Assicuratevi che il fuso orario sia corretto e, se la connessione ad Internet funziona, impostare l’aggiornamento automatico della data e dell’ora.

Controllare codici errore

Il Google Play Store ci mostra un codice d’errore specifico? Possiamo controllare a cosa si riferisce quel preciso codice leggendo la nostra guida dedicata.

Svuotare cache e dati del Play Store

Se il Play Store non funziona dopo aver provato i consigli precedenti è arrivato il momento di agire sull’app stessa. Apriamo il menu Applicazioni (o App, in base al dispositivo in uso) e cerchiamo Google Play Store.

Apriamo l’app e cancelliamo cache e dati come indicato nella nostra guida dedicata. Seguendo tutti i passaggi effettueremo una pulizia completa della cache e dei dati custoditi dall’app, ripristinandola.

Svuotare cache e dati del Google Play Services

Altra app a cui possiamo cancellare cache e dati per ripristinare il funzionamento del Google Play Store è Google Play Services. Apriamo il menu Applicazioni (o App, in base al dispositivo in uso) e cerchiamo Google Play Services.

Apriamo l’app e cancelliamo cache e dati come indicato nella nostra guida dedicata. Seguendo tutti i passaggi effettueremo una pulizia completa della cache e dei dati custoditi dall’app, ripristinandola.

Ricollegare Account Google

Se tutti i passaggi finora consigliati non hanno risolto il problema e il Play Store non funziona, possiamo scollegare e ricollegare il nostro account Google per tentare di risolvere.

Portiamoci nel menu Impostazioni->Account e selezioniamo l’account Google. Apriamo il menu delle tre palline in alto a destra e selezioniamo Rimuovi Account.

Ora riapriamo il menu Account e aggiungiamo nuovamente l’account Google cliccando in basso su Aggiungi Account.


Reinstallare Play Store

Se anche dopo la cancellazione della cache e dei dati il Play Store non funziona correttamente, forse il problema è generato da un aggiornamento del Google Play Store. Per escludere un problema con gli aggiornamenti, consigliamo di riavviare il dispositivo (anche spegnendolo e riaccendendolo).

Nella maggior parte dei casi questa soluzione risolverà tutti i problemi. In caso contrario dovremo aggiornare disinstallare manualmente il Play Store e aspettare l’aggiornamento.

Per ripristinare il Play Store alla versione disponibile quando il device è uscito dalla fabbrica basterà raggiungere l’app da Impostazioni->App->Google Play Store.

Una volta aperta l’app utilizziamo il tasto Disinstalla per rimuovere gli aggiornamenti. Con Android 6.0 o superiori possiamo ripristinare l’app dal menu Apri per impostazione predefinita->Reimposta.


Se nemmeno questo sistema risolve, possiamo installare manualmente il Google Play Store seguendo la nostra guida dedicata.

Ripristinare il dispositivo

Le abbiamo provate tutte ma il Google Play Store non funziona? Se il Google Play Store non funziona nonostante tutti i consigli forniti l’unica alternativa è ripristinare completamente il dispositivo alle condizioni di fabbrica. Perderemo tutti i dati (inclusi foto, video e messaggi) ma potremo avere il Play Store funzionante.

Per ripristinare il dispositivo alle impostazioni di fabbrica basta utilizzare la voce presente nel menu Impostazioni->Backup e ripristino. La voce da utilizzare è Ripristino dati di fabbrica.

L’articolo Play Store non funziona: possibili soluzioni appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.