In ritardo Wine per Android

By Matteo Gatti

android wine

Wine, come molti di voi ben sanno, è un software scritto in C che permette il funzionamento dei programmi sviluppati per il sistema operativo Microsoft Windows su Linux.

Sono passati più di tre anni dalla prima volta in cui si è parlato di Wine per Android. Era febbraio 2013 quando il team del celebre “compatibility layer” per eseguire le app Windows su Linux dichiarava che si sarebbe messo all’opera per includere anche Android. Purtroppo l’attesa è lungi dall’essere finita.

Durante la conferenza annuale WineConf, il team ha spiegato che l’implementazione del codice necessario per eseguire le app Windows su Android procede lentamente a causa di problemi imprevisti, e quindi non sarà completa in tempo per il rilascio di Wine 2.0, che arriverà nei primi mesi del 2017.

Speravamo di unire il codice CodeWeavers e renderlo funzionante prima della 2.0, ma abbiamo deciso di rimandarlo perché l’integrazione delle parti Java si è verificata più difficile del previsto“.

Solo per x86

In ogni caso, Wine per Android sarà compatibile esclusivamente con dispositivi dotati di processori Intel x86. Smartphone e tablet non sembrano quindi i candidati ideali per il progetto, ma device Chrome OS abilitati al Play Store sì. Tra l’altro dispositivi di questo tipo si controllano generalmente con i metodi di input tradizionali, come tastiera e mouse, per cui sono state scritte le applicazioni Win32.

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo In ritardo Wine per Android sembra essere il primo su Lffl.org.

Rilasciata la RC8 del kernel 4.9.

By Matteo Gatti

RC8

Linux Torvalds ha rilasciato la RC8 del kernel 4.9.

Tutto come previsto la settimana scorsa. Torvalds ha deciso di pubblicare la RC8 del kernel 4.9, così il rilascio definitivo del kernel è slittato alla seconda settimana di Dicembre.

L’ottava release candidate era un atto dovuto, per evitare problematiche dell’ultimo minuto gli sviluppatori si sono presi una settimana in più per rifinire il loro lavoro. Stando alle parole di Torvalds l’intero ciclo di sviluppo è stato più che positivo. Questa RC 8, come la precedente, è più che altro una patch con aggiornamenti lato architecture & networking. Gli sviluppatori hanno anche aggiornato numerosi driver, da segnalare anche migliorie per diversi filesystem.

Il rilascio definitivo, come detto, è fissato per l’11 Dicembre. Il kernel sarà inizialmente adottato dalle rolling release come Solus, Arch e openSUSE Tumbleweed.

Per maggiori informazioni vi rimando all’annuncio di Torvalds. Trovate il kernel 4.9 RC 8 su kernel.org, vi ricordo che questa è una development release, non installatela sul pc che usate tutti i giorni!

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Le licenze Creative Commons per i servizi della Biblioteca digitale di Ateneo: seminario a Padova

By Simone Aliprandi

Dopo la

L’appuntamento è per le ore 11.30 presso l’Aula Nievo (Cortile antico del Bo); ci sarà una pausa pranzo (libera) di circa un’ora e riprenderemo fino alle ore 16.30. Introdurrà i temi del Seminario la dott.ssa Antonella De Robbio (CAB – Centro di Ateneo per le Biblioteche Università degli Studi di Padova).

L’incontro, organizzato dal Sistema Bibliotecario di Ateneo, è aperto a tutti gli interessati, gratuitamente e nei limiti della capienza della sala.

Il programma completo sarà il seguente:

  • 11:45 – 12:00 | Introduzione ai temi del seminario
  • 12:00 – 13:30
    Le licenze Open
    Il meccanismo dell’Open Licensing
    Licenze Open Content
  • 13:30 – 14:15 | pausa pranzo
  • 14:15 – 16:00
    Licenze Creative Commons e possibili applicazioni: digitalizzazioni di beni culturali, dati della ricerca, materiali didattici e promozionali
    Il pubblico dominio
    Il rilascio con CC0
    Social networks per le comunità di ricerca e condizioni d’uso
  • 16:00 – 16:30
    Casi di studio e discussione finale

Per maggiori dettagli vai all’apposita pagina sul sito www.unipd.it.

Le migliori app per chiamare gratis

By Jessica Lambiase

Al giorno d’oggi esistono app per chiamare gratis? Certo che si, al solo costo della connessione alla rete!

La disponibilità di Internet praticamente ovunque e la possibilità di usarlo grazie alle migliaia di app e programmi hanno rivoluzionato il modo di vedere la rete da parte delle masse: se prima si pensava soltanto a social ed email, ad oggi avere una connessione ad Internet è sinonimo di effettuare chiamate, video chiamate ed inviare messaggi gratis praticamente a chiunque, sostenendo il solo costo del piano dati.

Se stiamo cercando un’app per chiamare gratis che usi solo Internet allora questa è la guida giusta: in basso elencheremo quelle che, a nostro avviso, sono migliori e per qualità e per consumo dati.

NB: entrambi gli interlocutori della chiamata gratuita (VoIP) dovranno avere installata ed attiva la stessa app o affidarsi allo stesso protocollo. Alcune di esse, inoltre, offrono anche la possibilità di effettuare chiamata diretta ad un numero telefonico (tramite servizio a pagamento).

Se invece siamo alla ricerca delle migliori app per video chiamate gratis potremo consultare la nostra guida dedicata.

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PRIMA DI CONTINUARE: nessuna delle app segnalate in basso è in grado di effettuare chiamate d’emergenza. In tal caso vi raccomandiamo di agire direttamente dal traffico voce della scheda SIM. Ricordiamo, inoltre, che un’app per chiamate tramite Internet difficilmente offre la stessa stabilità delle chiamate “classiche” via SIM, alle quali vi raccomandiamo di affidarvi per le urgenze.

Migliori app per chiamare gratis

chiamare gratis

WhatsApp

Le chiamate WhatsApp sono arrivate su tutte le piattaforme supportate un bel po’ di tempo dopo il lancio dell’app. La qualità della chiamata in definitiva è buona ed il consumo dati moderato; qualche volta, a causa del sovraccarico dei server, potrebbero però sorgere problemi di connessione. Le video chiamate WhatsApp sono disponibili su Android, iOS, Windows Phone, Windows 10 Mobile e BlackBerry 10; esse sono invece assenti da WhatsApp Web e WhatsApp per PC.

Proprietario: Facebook
Protocollo: proprietario
Compatibilità: Android, iOS, Windows Phone, Windows 10 Mobile, BlackBerry 10
Tipo account richiesto: Associato al numero di telefono

DOWNLOAD | WhatsApp

Skype

Il patron dei servizi per le chiamate VoIP offre una qualità decisamente buona in chiamata, tranne purtroppo nelle ore di carico massimo in cui i server “zoppicano” leggermente, tuttavia nulla di preoccupante per un servizio che – di suo – domina ancora questo settore anche se circondato da numerosi ed agguerritissimi concorrenti. Ottima, a nostro avviso, la possibilità di chiamare gratis tramite Skype Web da browser, anche senza necessità di account Microsoft.

Proprietario: Microsoft
Protocollo: proprietario
Compatibilità: Desktop (tutte le piattaforme), Android, iOS, Windows Phone, Windows 10 Mobile, Web
Tipo account richiesto: Skype/Outlook (non necessario in modalità Guest su Skype Web)

DOWNLOAD | Skype

mTalk

Offerta dall’italiano servizio VoIP Messagenet, mTalk è un’app pensata per “portare una seconda linea telefonica anche in vacanza” ma che, in realtà, può essere tranquillamente usata per chiamare gratis se entrambi gli utenti usano la stessa app. Anche mTalk si associa al numero di telefono. Come bonus, mTalk offre gratuitamente una sorta di numero “fisso” che si può usare per farsi chiamare (al costo di una chiamata locale). E’ un servizio un po’ particolare che può adattarsi al nostro scopo ma ha un grosso, enorme punto di forza: la qualità delle chiamate è eccelsa. mTalk è disponibile per Android e iOS e può essere utilizzata anche tramite web.

Proprietario: Messagenet
Protocollo: proprietario
Compatibilità: Web, Android, iOS
Tipo account richiesto: numero di telefono

DOWNLOAD | mTalk

Viber

Viber nasce come alternativa VoIP a Skype, con buone ragioni: molto buona la qualità in chiamata, che non subisce particolari ‘sbalzi’ durante le diverse ore del giorno. Unico difetto: anche a distanza di tempo, le app mobile sono estremamente pesanti e girano con difficoltà sui dispositivi più datati.

Proprietario: Viber Inc.
Protocollo: proprietario
Compatibilità: Desktop (tutte le piattaforme), Android, iOS, Windows 10 Mobile
Tipo account richiesto: Associato al numero di telefono

DOWNLOAD | Viber

Hangouts

Nato come l’evoluzione naturale di Google Talk ed introdotto in contemporanea a Google+, il servizio offerto dal big di Mountain View offre una valida alternativa a concorrenti ben più affermati sul mercato. Molto buona la qualità in chiamata, totale l’integrazione con Android ma piuttosto pesante l’app anche su terminali abbastanza “robusti”.

Proprietario: Google
Protocollo: proprietario
Compatibilità: Web, Android, iOS
Tipo account richiesto: Google/Gmail

LINE

Nasce principalmente come alternativa agli SMS ma trova largo impiego anche come client per chiamate gratis: il grande pregio di LINE è la sua disponibilità su praticamente qualsiasi piattaforma ma, anche se permette di chiamare gratis, la qualità della comunicazione lascia sempre più spesso a desiderare anche in scenari di connettività ottima.

Proprietario: Line
Protocollo: proprietario
Compatibilità: Desktop (Windows, OS X), Android, iOS, Windows Phone, Windows 10 Mobile, BlackBerry
Tipo account richiesto: Associato al numero di telefono

DOWNLOAD | Line

WeChat

Anche WeChat nasce originariamente come alternativa “abbellita” al servizio SMS: si tratta infatti di un servizio più che altro incentrato sulla messaggistica istantanea ma che, tuttavia, dispone anche della funzionalità VoIP per chiamare gratis. Il servizio cinese sotto questo aspetto lascia leggermente a desiderare complice la scarsa qualità del traffico voce almeno nel nostro Paese. Da usare, a mio avviso, soltanto in caso di emergenza.

Proprietario: Tencent
Protocollo: proprietario
Compatibilità: Desktop (tutte le piattaforme), Android, iOS, Windows Phone, Windows 10 Mobile, Web
Tipo account richiesto: Associato al numero di telefono

DOWNLOAD | WeChat

Zoiper

Zoiper è un piccolo, leggero e gratuito client che permette di effettuare chiamate VoIP tramite il proprio account SIP o PBX; il web pullula di account del genere gratuiti, senza contare che con un po’ di dimestichezza è possibile mettere su anche server casalinghi a costo di gestione praticamente zero. Notevole, no?

Proprietario: Zoiper
Protocollo: SIP, PBX
Compatibilità: Desktop (tutte le piattaforme), Android, iOS, Windows Phone
Tipo account richiesto: SIP, PBX

DOWNLOAD | Zoiper

L’articolo Le migliori app per chiamare gratis appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Migliori mouse da gamer professionista

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo già visto un articolo dedicato ai migliori mouse da gioco casalingo, tutti ottimi mouse per il giocatore occasionale o per chi si avvicina da poco al mondo del gaming su PC. Ma se volessimo un vero mouse da gioco, di quelli utilizzati nei tornei di videogiochi, nelle competizioni o in possesso degli esperti del settore? In questa guida vi mostreremo quali parametri considerare per un mouse da gamer professionista e infine una guida all’acquisto dei migliori mouse in circolazione. Principianti e dilettanti astenersi!

Di seguito un pratico indice per accedere a tutte le categorie dell’articolo.

Migliori mouse da gamer professionista

Parametri da considerare

Un vero gamer non guarda i DPI (comunque alti vista la categoria), ma cerca dei mouse che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • Accelerazione: con questo parametro indichiamo l’accelerazione massima supportata dal mouse in IPS (Inches per second, pollici al secondo)
  • Polling rate e tempo di risposta: è la velocità con cui il mouse comunica al sistema operativo di “spostare” il cursore. Alti polling rate e tempi di risposta bassi sono la norma nei mouse pro-gaming.
  • Pulsanti programmabili: un buon numero di pulsanti programmabili permetterà di impostare il mouse per aprire al volo qualsiasi combinazione di tasti.
  • Peso: il peso non può essere trascurato. Il valore ideale è intorno ai 100 grammi, con i migliori mouse che superano questo valore grazie alla possibilità di aggiungere pesi per bilanciare il mouse.

Guida all’acquisto

Logitech G402 Hyperion Fury

Un mouse da gaming normalmente costa centinaia di euro, ma Logitech è riuscita a realizzare un mouse in grado di essere utilizzato in qualsiasi scenario da gioco senza spendere una fortuna! Vanta la più alta accelerazione fra tutti i mouse disponibili nella guida ed è ottimizzato per gli sparatutto (FPS).

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 4.000
  • Accelerazione: 500 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 8 pulsanti programmabili
  • Peso 145 g

LINK ACQUISTO | Amazon.it

La scheda tecnica del prodotto è disponibile qui.

LINK | Scheda prodotto

Razer Deathadder Elite

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Senza ombra di dubbio uno dei migliori mouse per rapporto qualità/prezzo. Si colloca a cavallo tra i mouse da gaming normale e i mouse per professionisti, offrendo svariate soluzioni innovative come gli switch potenziati (fino a 50 milioni di clic) e altri accorgimenti per un’esperienza di gioco perfetta.

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 16.000
  • Accelerazione: 450 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 7 pulsanti programmabili
  • Peso 105 g

LINK ACQUISTO | Amazon.it

La scheda tecnica del prodotto è disponibile qui.

LINK | Scheda prodotto

SteelSeries Rival 700

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Cosa dire dei mouse della SteelSeries? Sono robusti, hanno un’ergonomia davvero eccezionale e offrono il meglio della tecnologia pensata per il gaming a livelli “pro”.

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 16.000
  • Accelerazione: 300 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 7 pulsanti programmabili
  • Peso 135 g

LINK ACQUISTO | Amazon.it

La scheda tecnica del prodotto è disponibile qui.

LINK | Scheda prodotto

Mad Catz RAT 8

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I mouse Mad Catz sono pensati per i professionisti, realizzati da professionisti! Il design “spaccato” nasconde soluzioni per il gaming uniche, non a caso viene considerato il migliore mouse in circolazione per chi si avvicina al mondo del professionismo videludico.

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 12.000
  • Accelerazione: 250 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 11 pulsanti programmabili
  • Chassis in alluminio
  • Peso 145-163 g

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La scheda tecnica del prodotto è disponibile qui.

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Razer Naga Hex V2

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Tra i mouse top di gamma per il gioco professionistico troviamo sicuramente il Razer Naga, un vero portento! I numerosi tasti disponibili (con una ruota di tasti programmabili sul lato sinistro) e la precisione ne fanno uno dei mouse su cui investire per vincere i tornei di MOBA o qualsiasi altro gioco che presenta numerosi tasti da utilizzare.

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 16.000
  • Accelerazione: 210 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 7 pulsanti programmabili
  • Peso 135 g

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Corsair Harpoon

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Anche Corsair si è buttata a capofitto nel settore dei dispositivi di input per gaming, presentando uno dei migliori mouse in circolazione per ergonomia. “L’arpione” è facile da utilizzare, facile da programmare e beneficia del tracciamento avanzato per gestire al meglio tutti i 6000 DPI offerti. Davvero ottimo il peso, solo 85 grammi.

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 6.000
  • Accelerazione: 400 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 6 pulsanti programmabili
  • Peso 85 g

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La scheda tecnica del prodotto è disponibile qui.

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Mad Catz RAT Pro X

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Il mouse definitivo! Oltre alle caratteristiche avanzate permette di modificare ogni componente interna, incluso il sensore, per poter trovare la configurazione ideale per il gioco. La qualità si paga, ma verrete ricompensati con la scelta del miglior mouse in circolazione.

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 12.000
  • Accelerazione: 400 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 10 pulsanti programmabili
  • Chassis in magnesio
  • Peso 110 g

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La scheda tecnica del prodotto è disponibile qui.

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Logitech G900 Chaos Spectrum

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Il Logitech è il mouse con le funzionalità più avanzate. Permette di utilizzare sia il cavo sia la connessione senza fili per giocare, utile nei casi in cui non desideriamo ulteriori fili sulla postazione di gioco. I puristi ovviamente utilizzeranno il cavo a prescindere!

In breve una panoramica delle caratteristiche del mouse:

  • DPI: 12.000
  • Accelerazione: 300 IPS
  • Polling rate: 1000 MHz
  • Tempo di risposta: 1 ms
  • 11 pulsanti programmabili
  • Peso 109 g

LINK ACQUISTO | Amazon.it

La scheda tecnica del prodotto è disponibile qui.

LINK | Scheda prodotto

Sfida dei mouse

Quale mouse scegliere tra quelli proposti? Basandoci sulle schede tecniche dei prodotti abbiamo selezionato i migliori mouse da gamer in base ai parametri più gettonati tra i professionisti del settore.

  • Mouse con DPI più alto: Razer Deathadder Elite, Razer Naga Hex V2 e SteelSeries Rival 700
  • Mouse con DPI più basso: Logitech G402 Hyperion Fury
  • Mouse con migliore accelerazione IPS: Logitech G402 Hyperion Fury
  • Mouse con peggiore accelerazione IPS: Razer Naga Hex V2
  • Mouse con il maggior numero di tasti programmabili: Mad Catz RAT 8 e Logitech G900 Chaos Spectrum
  • Mouse con il minor numero di tasti programmabili: Corsair Harpoon
  • Mouse più leggero: Corsair Harpoon
  • Mouse più pesante: Mad Catz RAT 8
  • Mouse con chassis in metallo: Mad Catz RAT Pro X e Mad Catz RAT 8

Altre guide mouse

Per chi cerca mouse da gioco più casalinghi può leggere la nostra guida presente qui in basso.

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Per chi cerca un mouse wireless possiamo buttare un occhio alla nostra guida dedicata.

L’articolo Migliori mouse da gamer professionista appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Contatti fidati Google: cos’è e come usarlo

By Jessica Lambiase

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Tra le tante cose che la tecnologia è riuscita a migliorare figura di certo la sicurezza. La possibilità di essere in contatto con chiunque ed in qualsiasi momento, di attivare o disattivare oggetti reali o virtuali da remoto, di poter attivare ulteriori misure di tutela per questo o per quell’aspetto, complice anche la diminuzione degli spazi (e dei costi) impiegati dalle apparecchiature, è di certo da non sottovalutare.

Nel piccolo, però, essere sicuri può diventare sinonimo di poter avvisare o rassicurare i nostri affetti più cari su dove ci troviamo, in modo consapevole o involontario; ad esempio, vorremmo avvisare la nostra famiglia se abbiamo avuto un imprevisto e non abbiamo la possibilità di chiamare o inviare SMS; ancora, potremmo voler sapere dove si trova un nostro genitore non più nel fiore dell’età che non risponde al telefono da qualche ora.

Insomma gli scenari sono tanti; Google non è rimasta con le mani in mano e, per soddisfare questo bisogno, ha rilasciato un’app tanto semplice quanto efficace: quest’app risponde al nome di Contatti Fidati Google.

Cos’è Contatti Fidati Google

Rilasciata sul Google Play Store oggi 5 dicembre, si tratta di un’app per Android che permette di definire una cerchia di contatti (ovviamente Gmail) con cui poter condividere la propria posizione in pochi tap. La potenza di Contatti Fidati Google tuttavia non è questa: i nostri contatti fidati potranno chiedere la nostra posizione in qualsiasi momento tramite la stessa app e noi possiamo scegliere di condividerla o meno. La ciliegina sulla torta sta nel fatto che, in caso non rispondiamo ad una richiesta di condivisione, la nostra posizione sarà condivisa automaticamente dopo 5 minuti.

Anche noi, a nostra volta, potremo richiedere la posizione a chi ci ha aggiunti come contatti fidati. Per funzionare correttamente, Contatti Fidati Google richiede l’accesso alla posizione e alla rubrica contatti. Inoltre coloro che imposteremo come “contatti fidati” potranno visualizzare l’intero storico delle nostre posizioni condivise.

Come si usa Contatti Fidati Google

La prima cosa da fare è scaricare ed installare l’app direttamente tramite Google Play Store, usando il link in basso.

LINK | Contatti fidati by Google

Fatto ciò apriamo l’app, che ci accoglierà con una serie di pannelli che ci informano sull’utilizzo di essa. Alla fine del breve tour ci verrà chiesto di inserire i nostri contatti Gmail fidati. Possiamo inserirne uno o più, a seconda delle nostre esigenze (l’app accederà alla nostra rubrica).


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I contatti fidati riceveranno un’email e, a partire da quel momento, saranno autorizzati a chiederci la posizione tramite l’app. Per ricevere o poter chiedere la posizione ad un contatto fidato, questo dovrà aggiungerci a sua volta. Per inviare volontariamente la propria posizione a o più contatti fidati ci basterà fare tap sul pulsante rosso (col simbolo del localizzatore) che compare nella schermata principale di Contatti Fidati Google.

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I contatti riceveranno una o più notifiche e una o più email che li avvisa della nostra posizione e dei nostri spostamenti; per interrompere la condivisione della posizione possiamo fare tap sull’apposito pulsante presente nella schermata principale o farlo dall’area di notifica.

Per richiedere la posizione a qualcuno che ci ha aggiunto come contatto fidato dobbiamo fare tap sul suo nome nella lista e poi su Chiedi la posizione.

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Il nostro contatto fidato potrà comunicarcela spontaneamente oppure rifiutare di farlo (in tal caso lo sapremo); il suo smartphone squillerà con la suoneria di sistema. In caso non venga accettata né rifiutata la richiesta, la posizione del contatto sarà automaticamente condivisa dopo 5 minuti.

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Possiamo decidere di ignorare le richieste da alcuni contatti, di impedire che venga visualizzata la cronologia o di disattivare Contatti Fidati Google tramite l’app.

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Controversie e privacy

Contatti Fidati Google è uno strumento ottimo per cercare un minimo di rassicurazione in caso di situazioni impreviste; nostro figlio non rientra a casa all’orario stabilito? Possiamo chiedere la condivisione della sua posizione per renderci conto di dove si trovi. Non sentiamo i nostri genitori da un pezzo? Possiamo richiedere la loro posizione con qualche tap. O ancora, abbiamo il sospetto di aver perso lo smartphone? Possiamo chiedere a un nostro contatto fidato di localizzarlo.

Insomma gli scenari sono molti, tuttavia – come ogni strumento simile – ledere la privacy è un attimo: anche se la nostra posizione viene condivisa soltanto con chi decidiamo noi (e neppure con Google), potremmo ritrovarci faccia a faccia con qualche contatto fidato fin troppo invadente (che sia un genitore troppo apprensivo, un partner estremamente geloso e chi più ne ha più ne metta) che pretenda la condivisione continua della posizione per tenerci d’occhio e monitorare tutti i nostri spostamenti. Non è detto che un uso scorretto di quest’app non costringa Google, presto o tardi, a toglierla di mezzo.

Purtroppo è un palese esempio di come l’abuso di uno strumento pensato per tutt’altri scopi possa comprometterne l’utilità ma, in questo caso, la soluzione è semplice: aggiungiamo soltanto contatti davvero fidati e non temiamo o esitiamo a rimuoverli quando la situazione sembra sfuggirci di mano. Farsi tracciare continuamente non è prudente: meglio un muso lungo oggi che chissà cosa domani!

L’articolo Contatti fidati Google: cos’è e come usarlo appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Deemo 2.4.5 Full APK+DATA Download!

By Salvo Cirmi (Tux1)

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Ancora una volta vi posto qualcosa di decisamente fantastico, un gioco davvero incredibile che amerete alla follia. In caso contrario, sapete quanto me ne importi. Al limite scrivetelo nei commenti. Ma passiamo alla fase importante, la descrizione, che stavolta creerò personalmente avendo più volte giocato il titolo.

Una descrizione completamente unica!

Deemo è un…gioco musicale. Si apre, scegliete un brano fra i tanti e cominciate a tappare sullo schermo cercando di prendere le note del pezzo come se fosse un pianoforte, in maniera piuttosto realistica ed a tempo (nei limiti di realisticità che uno schermo può offrire, si intende).

Ma cosa lo rende diverso dagli altri? L’esagerata cura per i dettagli, dei disegni splendidamente adeguati al contesto, gameplay assuefante, musiche geniali. Provatelo: non ve ne pentirete. E se volete, supportate con 1 euro lo sviluppatore (magari scaricando l’altra versione del play store, non questa modificata completa).

Download!

Scaricate Deemo 2.4.5 FULL APK da qui! (DAILYUPLOADS)

Scaricate Deemo 2.4.5 FULL DATA da qui! (DAILYUPLOADS)

Diffusione di GNU/Linux: cosa è cambiato in 5 anni?

By Marco Giannini

Nel lontano 2011 scrissi un articolo dal titolo Diffusione di GNU/Linux: di chi è la colpa? dove analizzavo le cause della mancata diffusione dei sistemi operativi GNU/Linux in ambito desktop.
Sono passati ormai cinque anni da quel post e le cose non sono ahimè cambiate e i principali problemi continuano a restare.
Ma andiamo a rianalizzare i problemi che segnalavo nel vecchio articolo.

L’hardware & driver

Il riconoscimento dell’hardware è ancora nel limbo. Se avete un prodotto recente non sarà pienamente supportato, se avete uno troppo vecchio potreste trovarvi nella stessa situazione.
Continuano poi i problemi con i driver video che spesso non sono all’altezza della controparte Windows e ci si trova a doversi accontentare delle prestazioni non al top. Questo si vede maggiormente nei giochi ma ci sono anche problemi di compatibilità per quanto riguarda la gestione dei windows manager dei principali desktop environment: alzi la mano chi non ha mai avuto problemi di tearing video, sia nella riproduzione di filmati che nel muovere semplicemente una finestra di una qualche applicazioni. I fix per questi problemi ci sono, io ne ho catalogati alcuni per le schede nVidia, ma c’è sempre da dover smanettare. Ci sono poi casi più sfigati come il mio, che mi ritrovo con una scheda video nvidia che ha problemi con GNOME e derivati, problemi che a meno di workaround drastici, mi impediscono di usare i suddetti desktop.
Cambierà mai tutto questo? Difficile dirlo perché dipende sempre dalla volontà dei produttori e dal futuro dei successori di Xorg: si, successori, perché abbiamo sia Mir (portato avanti da Canonical) che Wayland (portato avanti dal resto del mondo). Chi la spunterà? Chi vincerà l’armatura d’oro? Chi ci libererà dai problemi con le schede video?
Chi vivrà… vivrà…

Le killer application

Dal 2011 ad oggi sono arrivati i software professionali? Ni. Dico ni perché l’unica cosa che si è mossa è lato CAD 2D che, grazie all’arrivo di DraftSight (disponibile anche in versione gratuita con alcune limitazioni tipo l’impossibilità di lavorare direttamente con i PDF importati) e BricsCAD (a pagamento ma con costi umanamente sostenibili).
Il resto dei software ancora latita e, in caso di stringente necessità nell’uso di un software specifico, ci si deve accontentare di usare Wine e sperare di non avere problemi nell’emulazione (e lo sappiamo che shit happens).
Lato killer application possiamo includere i giochi ma Steam, a quanto pare, non riesce ancora a decollare su piattaforma Linux, vuoi per la mancanza di titoli tripla A che per i soliti problemi di prestazioni dei driver video.

I grandi utenti e la Pubblica Amministrazione

Qui ci sono alti e bassi. Da un lato abbiamo importanti progetti di migrazione sia a livello globale che italiano con LibreItalia sta portando avanti il progetto di migrazione del Ministero della Difesa o la dichiarazione di intenti del Comune di Roma, dall’altro stiamo assistendo ad alcune inversioni di tendenza come quella della Regione Emilia Romagna che è passata ai servizi cloud di Microsoft oppure i passi indietro da alcuni paventati (ma è da verificare) che si stanno avendo nel Comune di Monaco di Baviera (fra i pionieri delle migrazioni nelle pubbliche amministrazioni) alle decisioni di stati come il Brasile che stanno abbandonando la strada intrapresa nelle amministrazioni precedenti. Speriamo soltanto che il piano di migrazione a LibreOffice della Difesa Italiana prosegua senza intoppi dopo la recente decisione di migrare il parco computer della Difesa a Windows 10. Per avere una panoramica di quello che si sta facendo vi invito a cercare sul blog il tag Pubblica Amministrazione.

La piccola utenza

Qui, da quanto vedo in lungo e in largo, si è avuta una flessione nell’adozione di Linux nella piccola utenza. Il motivo principale? Windows 10. Tocca ammetterlo, a parte i problemi legati agli aggiornamenti forzosi e alle accuse legate alla lesa maestà della privacy degli utenti quelli di Microsoft hanno fatto un buon lavoro con Windows 10 e su alcune macchine datate (ho sperimentato in prima persona su diversi PC) Windows 10 gira meglio dei desktop environment più famosi.
Resta poi l’assenza in commercio di computer equipaggiati con sistemi Linux e quindi la piccola utenza si trova, anche nel nuovo, ad abbracciare il sistema operativo di casa Microsoft.

La logica del castello e la frammentazione

Nel vecchio articolo avevo coniato la teoria della logica del castello. In cosa consiste? Be, nella continua presa di posizione da parte di alcuni utenti e programmatori che portano avanti la loro visione a discapito del bene comune, del realizzare qualcosa che va bene per tutti.
E indovinate un po’? C’è ancora questo atteggiamento. Assistiamo ancora alle solite discussioni su quale sia il desktop migliore, su quale sia il file manager migliore e abbiamo moltiplicato le soluzioni ai problemi. Prendete Xorg dove abbiamo visto la nascita di Mir e Wayland. Stessa considerazione la possiamo fare per quanto riguarda la gestione pacchetti: da un lato abbiamo Canonical con il suo Snap, dall’altro abbiamo il resto del mondo con FlatPak. Come potete ben capire siamo sempre alle solite, anziché portare avanti un progetto con contributi di tutti preferiamo farne due. E chi ci perde in tutto questo? Tutti, sia noi utenti, che chi scrive software e vuole fare il porting del proprio software per Linux.

I Big del mondo GNU/Linux

Negli anni trascorsi Red Hat, Canonical, e Novell si sono buttati su mercati per loro più redditizi come il Cloud e OpenStack. Il desktop? Non pervenuto.
Solo qualche portatile Dell con Ubuntu (l’XPS 13 Developer Edition) che però ha prezzi alti in linea con la categoria degli ultrabook e mercato di nicchia.
Canonical sta anche provando a entrare nel mercato della telefonia mobile con il suo Ubuntu Phone OS ma senza riuscire ad avere risultati, anche perché il mercato mobile è ormai dominato da iOS e Android e non c’è spazio per altri, specie se non si hanno le killer application che la gente vuole sul proprio smartphone senza sentirsi emarginato dal resto del mondo.

E tu che già usi GNU/Linux?

Noi continuiamo, anche se meno numerosi di prima, a portare avanti i principi del software libero e di quello open source ma non possiamo fare poi molto, forse l’unica cosa che possiamo fare è quella di smettere di usare termini come “alternativa a” quando parliamo di software libero e open source ma definiamoli per quel che sono ovvero semplicemente software. Poi lasciamo all’utente la decisione in merito, se sono o meno software validi e utili al loro scopo.

Il ritorno al futuro di Nokia è ufficiale

By Stefano Leva

Espoo, Finland – 1st December 2016: A new and exciting chapter in the story of Nokia branded phones begins today as HMD Global Oy (HMD) – the new home of Nokia phones enters the market.

Comincia così il comunicato del 1 Dicembre 2016 con il quale la società finlandese di nuova costituzione annuncia l’inizio ufficiale dell’avventura (già preavvisata qualche mese prima) con cui si propone di riportare Nokia sull’altare che, secondo milioni di appassionati, ancora le spetta: quello del protagonismo assoluto nel settore del mobile che ha reso l’azienda un gigante della tecnologia fino a quando non è stata spodestata dall’arrivo prepotente di nuovi soggetti come Apple con i propri iPhone e poi Google e Samsung, assieme ad altri centinaia di produttori dedicati all’universo Android.

Ed è proprio sfruttando Android a quanto pare che questa nuova, più snella, Nokia si propone di rilanciare la sfida ai big attuali, che nel frattempo annoverano tra le proprie fila anche una selezione intrigante di produttori cinesi guidati dall’ambiziosissima Huawei e l’arrivo sul mercato di Google stessa, che da circa due mesi ha deciso di mettersi in proprio e provare ad inventare il vero anti-iPhone con il lancio del Pixel.

Una sfida che sembrerebbe impossibile insomma ma che non garantisce previsioni facili, considerato come la nuova creatura chimerica nata come una fenice dalle ceneri di un passato glorioso possa contare su personalità di spicco con anni di esperienza nel settore, e su un parco tecnologico garantito da Nokia stessa, fatto di brevetti, design, ricerca e sperimentazione ai massimi livelli e dalla taiwanese Foxconn che possiede una potenza di fuoco con pochi eguali nelle capacità manufatturiere e di distribuzione (e che ha rilevato anche le medesime attività fino a poco tempo fa di proprietà dell’ormai in disuso divisione mobile di Microsoft).

Ma vediamo con calma come siamo arrivati a questo punto: presa in contropiede, come abbiamo già detto, dall’arrivo sul mercato prima dell’iPhone di Apple e poi da una miriade sempre crescente di brand e dispositivi che supportavano l’ancora grezzo ma efficace Android di Google, la vecchia Nokia si affidò all’alba del lontano 2011 ai servizi di Stephen Elop che entro poche settimane mise in piedi una strategia che pose fine allo sviluppo dei due sistemi operativi fatti in casa, Symbian e il futuristico Meego, per affidare tutte le proprie carte a quel Windows Phone di Microsoft che ha contribuito a scavarne la fossa.

Con un colpo di mano che personalmente ritengo geniale, la dirigenza Nokia riuscì, a cavallo tra la fine del 2013 e la primavera dell’anno successivo, a trasformare questa operazione di fiducia incondizionata nell’esecuzione di un piano che portò in dote di Microsoft tutta la divisione dedicata allo sviluppo, alla produzione e alla distribuzione dei dispositivi mobili, un gruppo che sanguinava perdite ad ogni trimestre e una zavorra titanica di personale (ahimè), siti produttivi e infrastrutture che la Nokia di due anni fa proprio non poteva più supportare.

L’accordo, fatto quasi come se fosse premeditato, prevedeva che a Nokia sarebbero rimasti i brevetti, veri gioielli di casa, e la possibilità che il brand finlandese potesse ritornare sugli smartphone in commercio dopo un periodo scaduto poche settimane fa.

nokia-android

Chiuso un passato in cui un’azienda in grado di ripensarsi altre volte nella storia non si riconosceva più, i dirigenti dell’azienda, con i debiti praticamente risanati e attività più redditizie in gestione hanno cominciato con mosse mirate a programmare il futuro. Dalla cessione del ramo dedicato alla mappe digitali di Here sono arrivati altri quattrini prontamente destinati ad una acquisizione importantissima per il settore Networks (la vera mucca da latte dell’intera azienda), quella di Alcatel-Lucent, e pochi mesi fa ha visto la luce un’altra minore ma non meno importante acquisizione: la società francese Withings, che sarà l’epicentro di uno dei settori del futuro di Nokia, quello dedicato alla salute e al fitness.

Tra queste operazioni industriali e finanziarie e la presentazione al mondo di Ozo, videocamera con capacità virtuali a 360 gradi, per i professionisti, con alcune corte dichiarazioni si evocava la ricerca di un partner che avrebbe preso in mano la questione relativa al ritorno al mercato degli smartphone, nel quale Nokia smentiva di volersi impegnare direttamente dichiarando invece le chiare intenzioni di voler sfruttare il proprio brand, ancora adesso uno dei più rispettati al mondo, e il proprio portafoglio brevetti.

Questo partner è stato presentato pochi mesi orsono, messo in piedi da ex-dipendenti Nokia, tutti con ruoli di spicco anche durante la breve vita di Microsoft Mobile. HMD Global Oy, questo il nome scelto, non ha perso tempo e ha raggiunto l’accordo con Microsoft stessa per rilevare tutti i diritti relativi al business dei feature phone, ancora comuni in molti mercati del mondo in via di sviluppo, e siglando un importantissimo accordo industriale con Foxconn, che non farà soffrire alcun complesso d’inferiorità alla nuova creatura nei confronti di mostri sacri del settore come Samsung, LG o Huawei che dispongono di infrastrutture imponenti nella manifattura dei propri prodotti e nella distribuzione degli stessi.

Il resto è futuro. Curiosità per molti, speranze per tanti altri. Ed un Mobile World Congress a Barcellona che ci svelerà i primi prodotti della nuova Nokia in chiave Android, quasi un sogno che diventa realtà per centinaia di migliaia di consumatori e appassionati come noi.

Ed è da qui all’appuntamento spagnolo di fine febbraio che, possiamo starne certi, saremo inondati da rumor e leak su quali saranno il design e le specifiche tecniche dei nuovi dispositivi. Processori, display, camera, ma anche Android stesso: sarà quello stock? Un fork di esso o dotato di una skin come quelle che utilizzano i propri concorrenti? Vedremo un ruolo assegnato allo sperimentale Z launcher che potrebbe così uscire dalla beta? Di certo c’è che il CEO della start up finlandese HDM Global ha menzionato Google tra i partner con cui ha siglato una collaborazione.

Inutile negare che per molti, moltissimi di noi, il ritorno di Nokia è auspicato e gradito e sono sicuro che ci siano le potenzialità affinché l’azienda, o le aziende coinvolte in vari livelli in questa avventura, possano reclamare a breve un ruolo importante nel mercato, un vero e proprio ritorno al futuro.

L’articolo Il ritorno al futuro di Nokia è ufficiale appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Schermo nero in Windows: soluzioni

By Jessica Lambiase

Lo schermo nero in Windows è un incubo quasi peggiore dello schermo blu. Perché? Semplice: accendiamo il PC e tutto sembra procedere come di consueto, ma Windows ci mostra soltanto un bel pannello nero, se siamo fortunati il cursore del mouse e… nient’altro. Non un’indicazione su una potenziale causa del problema, non un messaggio d’avviso, niente di niente. Dunque se non abbiamo il “naso” per certi affari e non ne intuiamo la causa perché semplicemente non ci abbiamo fatto caso (abbiamo installato qualche programma di recente? Cambiato driver?), per scoprire la causa dello schermo nero in Windows ci toccherà procedere a tentativi.

Perché? Perché proprio a me?!?!

Da questo scenario nasce la guida che leggeremo nelle righe seguenti: qui impareremo a capire le possibili cause dello schermo nero in Windows, con tanto di possibili soluzioni per risolvere il problema.

Schermo nero in Windows

Causa 1: Esplora Risorse

Siamo arrivati fino alla schermata di accesso, abbiamo inserito nome utente e password e poi è arrivato il tremendo schermo nero in Windows? Proviamo a riavviare Esplora Risorse!

Premiamo la combinazione di tasti CTRL+ALT+CANC: se non compare nulla passiamo immediatamente al punto successivo, altrimenti clicchiamo su Gestione Attività. Verrà ora visualizzato il Task Manager. Se siamo su Windows 10 o 8.1 clicchiamo su Più Dettagli. Ora spostiamoci sulla scheda Dettagli (non ce ne sarà bisogno su Windows 7) e cerchiamo nella lista il processo explorer.exe.

taskmgr-1

Facciamo click destro su di esso e selezioniamo Termina Attività. Poco dopo dovremmo veder comparire il nostro desktop come di consueto! Nel caso questa soluzione non avesse funzionato passiamo allo step successivo.

Causa 2: qualche dispositivo collegato

E’ molto probabile che, se ci ritroviamo in questa situazione, non arriveremo neppure alla schermata d’accesso.

Scolleghiamo tutti i dispositivi collegati al PC (lasciando al massimo inserita la tastiera, se dobbiamo immettere la password d’accesso) e riavviamolo. Se lo schermo nero non compare, colleghiamo uno per volta tutti i dispositivi e riavviamo finché il problema non si ripresenta. Avremo così trovato il colpevole!

Causa 3: l’antivirus

Alcuni antivirus sono impostati per eseguire delle procedure di sicurezza prima ancora che l’utente acceda a Windows o immediatamente dopo l’accesso. Ed è proprio questo processo che, in alcune precise condizioni, può condurre ad un bello schermo nero!

Qui potrebbero capitare due cose: è possibile che Windows carichi la schermata di accesso e vada in schermo nero subito dopo, oppure che vada in schermo nero da subito. In entrambi i casi possiamo però verificare se il colpevole è l’antivirus grazie alla modalità provvisoria.

Se abbiamo Windows 7, per entrare in modalità provvisoria riavviamo il computer e dopo il messaggio di BIOS o UEFI (ovvero prima dell’avvio di Windows) premiamo ripetutamente il tasto F8. Per Windows 8.1 o Windows 10 le cose sono un po’ più complesse: potremo entrare in modalità provvisoria usando la guida in basso.

Una volta avuto accesso in modalità provvisoria andiamo a disinstallare l’antivirus. Fatto ciò riavviamo il computer in modalità “normale”: se lo schermo nero è sparito abbiamo trovato la causa. A questo punto possiamo decidere di cambiare antivirus o di reinstallare quello precedente, avendo però cura di impostarlo in modo che esegua controlli soltanto ad accesso effettuato.

Causa 4: programmi che bloccano l’avvio

Oltre l’antivirus, anche alcuni programmi possono bloccare l’avvio del sistema e darci schermo nero in Windows. Capire se è questa la causa richiede un po’ di tempo ma val la pena provare; tranne che in rare eccezioni, se è un programma a provocare lo schermo nero in Windows avremo modo di inserire la password prima di trovarcelo di fronte.

Avviamo il computer in modalità provvisoria (come visto nel paragrafo precedente), dopodiché disattiviamo tutti i programmi all’avvio.

Riavviamo il computer in modalità “normale”: se il problema dello schermo nero su Windows non si ripresenta, la colpa è di uno dei programmi disattivati. A questo punto ritorniamo in modalità provvisoria, attiviamo il primo programma della lista e riavviamo ancora per verificare l’assenza dello schermo nero.

Ripetiamo lo stesso procedimento finché il problema non si ripresenta: avremo così trovato il colpevole (che lasceremo disattivato!).

Causa 5: i driver della scheda video

Per qualche assurdo motivo, può capitare che i driver della scheda video provochino lo schermo nero su Windows.

Quando ciò succede, solitamente non viene visualizzata neanche la schermata d’accesso (e qualche volta neppure il puntatore del mouse!). La procedura migliore per verificare che il problema sia questo è di disinstallare i driver esistenti.

TIP: è consigliabile creare un punto di ripristino subito dopo aver avviato in modalità provvisoria, prima di disinstallare i driver.

Ciò che dobbiamo fare è avviare il PC in modalità provvisoria con supporto di Rete (avremo bisogno di un programma da scaricare da Internet). come abbiamo spiegato nel paragrafo 3; se abbiamo installato driver proprietari (ad esempio Intel, NVIDIA o AMD/ATI) rechiamoci in Pannello di controllo > Installazione applicazioni per disinstallarli.

ATTENZIONE: se ci state pensando, evitate tassativamente di disinstallare la scheda video da Gestione Dispositivi (specie se si tratta di una scheda NVIDIA). Potrebbero capitare cose non belle al successivo tentativo di installazione dei driver proprietari.

Fatto ciò, sempre in modalità provvisoria con rete scarichiamo DDU (Display Driver Uninstaller) dal link in basso, dopodiché estraiamo l’archivio e seguiamo le istruzioni a schermo per rimuovere tutti i file residui dei nostri vecchi driver video.

DOWNLOAD | DDU (Guru3D)

Riavviamo il computer: se il problema dello schermo nero si è risolto (non spaventatevi in caso di risoluzioni basse o lag enormi) possiamo re-installare i driver video nella speranza che questa volta vadano bene.

Altre cause

Se nessuna delle soluzioni ha funzionato, è probabile che la causa sia un po’ più complessa di quanto immaginassimo; non è da escludere il danno hardware, per cui – sempre da modalità provvisoria – possiamo eseguire dei test sul disco per capire se funziona correttamente.

Anche un controllo al funzionamento della memoria RAM non sarebbe da scartare.

E’ inoltre possibile che qualche parte del sistema operativo, del profilo utente o del registro sia stata corrotta. In tal caso una soluzione tanto semplice quanto estrema è quella di ripristinare Windows 10 o di creare un backup dei dati e formattare il PC con Windows 7 o Windows 8.1.

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