Hyper, terminal emulator basato su web technologies

By Matteo Gatti

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Tutti usiamo quotidianamente un terminale da un app come GNOME Terminal, Xterm, Guake o simili. Sapevate dell’esistenza di un terminale basato su tecnologie come JS/HTML/CSS? Hyper (formalmente noto come HyperTerm) si pone come alternativa ai terminali classici, l’obiettivo del progetto, come si legge sul sito ufficiale, è creare “a beautiful and extensible experience for command-line interface users” basandosi sulle web technologies.

Basandosi su Javascript, HTML e CSS crescono esponenzialmente le possibilità di tweaking e personalizzazione. L’applicazione, inoltre, supporta le estensioni ed estensioni è sinonimo di maggiori funzioni e capabilities.

Chiaramente Hyper non può sostituire il terminale classico ma affiancarlo certamente sì! Se state tante ore al pc e usate spesso il terminale dovreste assolutamente provarlo. Hyper è pensato solo per sistemi a 64 bit ed è disponibile oltre che per Linux (su Ubuntu funziona benissimo) anche per macOS.

Per scaricarlo cliccate qui. Per maggiori informazioni vi rimando al sito ufficiale del progetto.

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Hyper, terminal emulator basato su web technologies sembra essere il primo su Lffl.org.

Ubuntu 16.04.2 arriva a Gennaio.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Ubuntu 16.04.2 a gennaio con il kernel 4.8.

Dopo aver pubblicato la tabella di marcia di Ubuntu 17.04 che è ovviamente in sviluppo Canonical ha aggiornato la road map di Xenial Xerus. Ubuntu 16.04.2 LTS (Xenial Xerus) arriverà Giovedì 19 Gennaio 2017.

Come sapete Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) è una long term supported release (LTS), il che significa che riceverà supporto ed aggiornamenti per cinque anni, fino ad Aprile 2021. Solitamente una LTS riceve 5 point release.

Dalla prossima release Xenial Xerus non sarà più basato sul kernel 4.4 bensì sul 4.8 e sarà inoltre adottato un nuovo hardware enablement (HWE) che consentirà, in poche parole, di adottare un rolling HWE kernel model.

Per chi volesse provare già da oggi questa novità è possibile usare il kernel 4.8 mediante un porting eseguito da Ubuntu 16.10 Yakkety Yak, per farlo è sufficiente dare il seguente comando nel terminale dopo aver abilitato il “Proposed channel” in Software Sources utility.

(sudo apt-get install linux-generic-hwe-16.04-edge)

Vi consiglio di farlo su una partizione secondaria e non sul pc che usate tutti giorni per non incorrere in spiacevoli problemi.

Se devo dire un mio parere spero che la 17.04 sia meglio perché la 16.10 ha diversi bug e quindi speriamo che la versione successiva sia meglio.

Per sapere di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

Le licenze open per la distribuzione e promozione della musica (Torino, 3 dicembre 2016)

By Simone Aliprandi

In questo post condivido il video e le slides del mio intervento all’interno dell’incontro Musica – FROM NOW ON – Produrre, tutelare, distribuire e (perché no?) vendere la musica in modalità “open”, organizzato nell’ambito del Pubblico Dominio #OpenFestival 2016 e tenutosi presso la Biblioteca Civica Centrale di Torino il 3 dicembre 2016.

L’incontro, introdotto da Luca Vittonetto (Biblioteche Torino) e moderato da Modera Mariangela Ciriello (Border Radio), rappresenta l’idea presecuzione della tavola rotonda UNTIL NOW: uso e riuso del passato da Mascagni a Happy Birthday. Le regole del pubblico dominio applicate alla produzione musicale tenutosi il giorno precedente alla Biblioteca del Politecnico di Torino (vedi le slides di quest’altro incontro).

IL VIDEO con slides incorporate
(il mio intervento inizia al minuto 8:18)
LE SLIDES

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Smartphone brand o no-brand: occhio alla scelta

By Salvo Vosal

Gli operatori mobile continuano a contendersi gli utenti, cercando inoltre di vincolarli il più a lungo possibile. Uno dei metodi per vincolare i propri clienti è quello di proporre smartphone a prezzo agevolato grazie alle rate, offrendo un dispositivo personalizzato dal produttore nell’estetica (sopratutto qualche tempo fa era spesso presente il logo operatore sulla scocca), e nel software.

In questo caso, questi smartphone vengono definiti smartphone brandizzati, dall’inglese brand che corrispondente alla nostra parola marchio.

A volte smartphone brand o brandizzati (quindi marchiati) si trovano per il libero acquisto anche senza vincoli e contratti, ed in questi casi capita che vengano offerti da venditori a prezzi più bassi rispetto allo stesso smartphone in versione no-brand, cioè privo di qualsiasi personalizzazione operatore, dunque pulito.

Il dilemma della scelta di solito tra smartphone brand o no-brand colpisce chi deve comprare un nuovo smartphone. Prima di scegliere il vostro prossimo dispositivo vi consiglio di dare una lettura ai nostri articoli in merito:

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Smartphone brand o no-brand?

Raramente gli utenti più casual fanno caso alla differenza fra smartphone brandizzati e no-brand. Mentre fra gli utenti più smaliziati spesso c’è particolare attenzione verso la versione di uno smartphone in particolare. Di fatto la scelta fra smartphone brand o no-brand diviene importante quando si sceglie un dispositivo di fascia medio alta e si ha a cuore la questione aggiornamenti .

Questa maggiore attenzione non è fine a se stessa ma ha delle precise ragioni pratiche che vi elenchiamo di seguito.

La questione economica

Inutile girarci intorno: spesso le versioni brand sono offerte con formule studiate per apparire convenienti ai consumatori e per attirarli. Inoltre, come già detto, spesso le versioni brand si trovano a prezzi ribassati nei negozi anche senza vincoli.

C’è da dire che alcuni utenti scelgono una soluzione ad abbonamento, così da pagare un piccolo corrispettivo iniziale (la caparra) e poi un corrispettivo mensile (la rata) di solito per 30 mensilità. Come sempre le formule di pagamento dilazionato rendono disponibili beni costosi ad un platea più ampia di consumatori. Spesso per l’operatore la vendita dilazionata è una doppia vittoria, porta alla vendita di uno smartphone ad un prezzo maggiorato (quindi un guadagno diretto) insieme alla sicurezza di avere un consumatore vincolato per tutte le mensilità del contratto.

In genere agli amici consiglio di comprare a rate per un numero alto di mensilità solo gli iPhone di Apple, visto che sono quelli che tendono a perdere valore con minore rapidità, mantenendo un minimo del valore iniziale anche alla fine del vincolo. Oltre a ricevere aggiornamenti per oltre due anni (che è ciò che garantisce Google con Android).

La personalizzazione

Abbiamo già anticipato che gli smartphone brandizzati vengono personalizzati dagli operatori: in questo paragrafo approfondiremo in che modo. Questo paragrafo riguarda solo il mondo Android, perché Apple non permette agli operatori nessuna personalizzazione.

E sapete cosa vi dico? Apple fa bene perché raramente le personalizzazioni degli operatori non sono moleste: si va dalla semplice aggiunta di sfondi a scopo pubblicitario e del logo dell’operatore all’avvio, fino all’integrazione delle applicazioni degli operatori, a volte addirittura a launcher e icone personalizzate.

Molto raramente un firmware brandizzato offre pure la componente modem della rom ottimizzata per lavorare con le frequenze dell’operatore ed offrire una maggiore stabilità di rete e minori consumi.

Il fastidio risiede nel fatto che spesso le applicazioni incluse sono inutili, o diventano inutili se si usa lo smartphone con un operatore diverso da quello del brand, e spesso vengono inserite come app di sistema e quindi sono impossibili da disinstallare senza i privilegi di root.

Sistemare la situazione non è difficile: Android permette di disabilitare le app che non si possono disinstallare, inoltre è un sistema super personalizzabile e quindi si può anche cambiare il launcher e le icone.

O addirittura cambiare la ROM installata.

Gli aggiornamenti

Veniamo alla situazione spinosa: gli aggiornamenti. I dispositivi brandizzati e non brandizzati hanno tempistiche di aggiornamento differenti. Abbiamo già trattato in un’ampia guida gli aggiornamenti Android, su come trovarli e come installarli:

Solitamente uno smartphone no-brand viene aggiornato sensibilmente prima di uno brandizzato, ma questa è una regola generale con importanti eccezioni. Spesso alcuni dispositivi brandizzati non hanno ricevuto importanti aggiornamenti.

Alcuni dispositivi a brand Vodafone sono stati aggiornati molto prima dei corrispettivi no-brand probabilmente a causa di accordi di esclusiva temporanea siglati dall’operatore con alcuni produttori. La situazione quindi varia da operatore a operatore, ed in base all’operatore si consiglia fortemente una ricerca su Google dello specifico smartphone per essere aggiornati sulla situazione e potere scegliere consapevolmente.

Se siete degli utenti avanzati sapete che è sempre disponibile l’opzione sbrandizzazione.

Sbrandizzare lo smartphone (togliere il brand)

La sbrandizzazione è il termine in gergo con cui si indica l’operazione con cui si sostituisce la ROM (sistema operativo) di uno smartphone brandizzato con quella destinata ad un dispositivo no-brand, rendendoli di fatto identici.

L’operazione di sbrandizzazione è consigliata solo agli utenti esperti, e di solito invalida la garanzia temporaneamente. Basterà riflashare la ROM dell’operatore per ripristinare la garanzia.

Il flash delle ROM ufficiali non richiede di norma lo sblocco del bootloader e non modifica eventuali contatori interni presenti nel dispositivo. Ogni azienda ed ogni dispositivo hanno la propria procedura per essere sbrandizzati, per i Samsung si usa il comodo tool Odin:

Conclusioni

Siamo giunti alla conclusione del nostro approfondimento sugli smartphone brand e no-brand, quindi è il momento delle nostre conclusioni: a parte particolari esigenze, come il voler approfittare di una offerta a rate, si consiglia sempre di optare per gli smartphone no-brand, che in genere vengono aggiornati prima e sono meno carichi di software spazzatura (bloatware).

L’articolo Smartphone brand o no-brand: occhio alla scelta appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.