TuxNews.it vi augura un felice 2017!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Mi sembra quasi come se fosse stato ieri l’annuncio che scrissi per augurarvi buon 2016, ma invece eccomi qui a farvi gli auguri per il 2017, finalmente arrivato e pronto per riservarvi mille sorprese (belle o brutte che siano).

Di cosa dovrei parlarvi?

Partendo da questo presupposto, diciamo che non è certo facile trovare alcune parole per descrivervi l’anno passato in vostra compagnia, in compagnia di tutti quelli che hanno postato un commento, a chi ogni giorno ha avuto il piacere di leggere qualche notizia sul mio sito o anche per coloro che si affacciano ogni tanto qui per una delle tante guide presenti.

L’anno scorso trattavi esclusivamente Linux, recentemente ti sei affezionato ad Android?

In realtà, dovete sapere che la mia “specializzazione” è appunto il campo Android. Ho iniziato ad effettuare modding i primi anni delle superiori e continuo ancora adesso con qualcosa di più complesso.

Per quanto invece riguarda l’enorme numero di guide sfornate ultimamente, dovete sapere che la maggior parte risalgono a post scritti personalmente nel corso di ben 4 anni passati, che non potevo certo lasciare a marcire sull’hard disk dopo tanto lavoro.

Non abbandonerò certo le news su Linux, anzi presto ricomincerò a sfornarne un po’ di più, perché so bene quanto ci tenete (e interessano molto anche me, quindi state tranquilli).

Sono inoltre contento di annunciarvi che sono arrivato ad oltre 2000 articoli ad oggi, con un ritmo di scrittura che si può definire semplicemente assurdo e che continuerò a crearne quanti più possibili. Un traguardo raggiunto esclusivamente grazie alla vostra assiduità nella lettura.

Novità sul sito per questo nuovo anno?

TOP SECRET.

Novità introdotte nel 2016 ma di cui possibilmente non ci siamo accorti?

Sulla barra destra di TuxNews.it, scorrendo verso il basso, troverete la possibilità di seguire ogni singolo articolo tramite il mio Bot Telegram, che assicura una pronta ricezione delle novità, il poter ricevere miei messaggi e notizie personali direttamente da Telegram e l’uso di un ottimo programma che probabilmente utilizzate già da molto per scopi simili.

Ho introdotto diverse nuove distribuzioni nella lista delle distro Linux sulla barra del menù del sito. Spero di completarla entro il 2017, sarebbe davvero importante. Spero inoltre di affiancargli anche un’altro paio di cose interessanti, che spero abbiate la possibilità di vedere molto presto.

Ho anche introdotto alcune novità tecniche che renderanno il caricamento del sito molto più rapido, sistemato diversi errori e link offline in molti articoli non proprio recentissimi ed apportato alcune piccole migliorie al tema grafico del sito.

Al solito, se avete consigli o altro, scrivetemi.

Non mi resta che augurarvi buon 2017! Vi ringrazio per i meravigliosi anni passati insieme!

Browser leggero per PC: i migliori su Windows

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo acquistato un notebook convertibile o un miniPC con meno di 4 GB di memoria RAM? Anche con Windows 10 faremo fatica ad aprire più di 2 schede alla volta sul browser, visto anche il consumo elevato di risorse da parte di Edge, Firefox e Chrome. Come fare in questi casi? Possiamo puntare su un browser leggero!

In questa guida abbiamo raccolto i migliori browser con un ridotto consumo di RAM su Windows, così da poter navigare sicuri di non usare tutta la RAM del sistema.

Browser leggero per PC

Midori

Midori è senza ombra di dubbio il più famoso tra i browser leggeri. Offre Adblock integrato, motore di rendering WebKit, mouse gesture, speed dial e altre caratteristiche interessanti. Ridotto all’osso il consumo di RAM con questo browser. Disponibile anche in versione portable.

Possiamo scaricare questo browser leggero dal seguente link.

DOWNLOAD | Midori

Pale Moon

Pale Moon è un fork di Firefox con un motore di rendering dedicato, chiamato Goanna. Fa della leggerezza uno dei suoi cavalli di battaglia, ma è anche veloce nel caricare le pagine Web.

Possiamo scaricare questo browser leggero dal seguente link.

DOWNLOAD | Pale Moon

QupZilla

QupZilla è un browser leggero che utilizza il motore di rendering Qt WebEngine. Dall’aspetto ricorda i primi Firefox, di cui riprende la semplicità d’uso e la velocità di caricamento delle pagine. Anche questo browser integra un adblock e fornisce come motore di ricerca DuckDuckGo.

Possiamo scaricare questo browser leggero dal seguente link.

DOWNLOAD | QupZilla

K-Meleon

A dispetto del nome (che farebbe pensare ad un prodotto KDE) K-Meleon è un browser web open source disponibile solo su Windows. Fa della velocità di caricamento e della leggerezza in memoria uno dei suoi punti di forza.

Possiamo scaricare questo browser leggero dal seguente link.

DOWNLOAD | K-Meleon

Browser leggeri per GNU/Linux

Cerchiamo un browser leggero per la nostra distribuzione GNU/Linux? Possiamo leggere la nostra guida dedicata in basso.

Browser leggeri per Android

Abbiamo uno smartphone o tablet Android che fatica ad aprire Firefox e Chrome Mobile? Possiamo utilizzare altri brower molto più leggeri! Di seguito la nostra guida per i browser leggeri su Android.

L’articolo Browser leggero per PC: i migliori su Windows appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come usare una VPN su Android

By Giuseppe Monaco

I motivi per cui si decide di utilizzare una VPN solitamente sono sempre gli stessi: navigare in modo sicuro, visualizzare contenuti non disponibili nel proprio paese oppure collegarsi a una rete aziendale privata anche quando non si è in ufficio.

Grazie all’utilizzo di semplici espedienti, potremo utilizzare in tutta facilità una Virtual Private Network anche sui nostri dispositivi Android. Vediamo insieme come fare!

Applicazioni VPN Android

Uno dei metodi più semplici è sicuramente quello di utilizzare applicazioni realizzate appositamente per questo scopo. Sul Play Store le soluzioni disponibili sono le più disparate e la scelta varia in base alle esigenze dell’utente.

Tra le più semplici e intuitive troviamo sicuramente TunnelBear, o ancora SurfEasy, mentre StrongVPN presenta settaggi avanzati per gli utenti più esperti.

Servizio VPN Integrato

Nel caso in cui non lo sapeste, Android ha integrato il supporto alle VPN con protocolli PPTP e L2TP. In questo modo, sarà possibile collegarsi a questo tipo di reti VPN senza dover necessariamente utilizzare applicazioni di terze parti.

Per accedere a tale funzionalità, basta recarsi alla voce Altro sotto le impostazioni di rete. A questo punto, non vi resta che selezionare VPN e vi ritroverete davanti alla schermata di configurazione.

VPN Android
VPN Android
VPN Android

Tappando su “Aggiungi” infatti, potremo inserire il nome da assegnare alla VPN, il tipo di protocollo da utilizzare e l’indirizzo del relativo server.

Questo è tutto! Come al solito, se avete dubbi o domande da porci non esitate a lasciare un commento qui sotto.

L’articolo Come usare una VPN su Android appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

OpenELEC 7.0, distro Linux costruita intorno a Kodi 16

By Matteo Gatti

openelec 7.0

Lo scorso 29 Dicembre gli sviluppatori hanno rilasciato OpenELEC 7.0.

Avete un vecchio pc e non sapete cosa farvene? Potreste collegarlo ad una TV e trasformarlo in un media-center da salotto. Ci sono svariati modi per farlo, ma quasi tutti presuppongono l’uso di un sistema operativo leggero e compatibile con la piattaforma datata e poco potente del vostro computer, come OpenELEC.

Si tratta di una distribuzione Linux realizzata intorno a Kodi, il popolare programma open source per la gestione di un completo media center o Home theater PC nato per la console Xbox e poi disponibile per macOS, Windows, Linux, Apple TV, Raspberry Pi, Odroid C-2 e Android. È leggero, quindi pensato per poter girare anche su dispositivi molto vecchi ed economici, e supporta chip Intel, AMD e ARM.

Queste alcune delle novità introdotte in questa release:

  • supporto per dispositivi audio Bluetooth, come auricolari o altoparlanti
  • aggiornamento per driver della grafica e dei moduli wireless
  • supporto per OpenVPN
  • una build specifica per i Mini PC Android WeTek Core, non più in vendita ma tra TV Box più venduti dello scorso anno

Installarlo è semplice e darete nuova linfa al vostro vecchio pc.

Vi ricordo infine che Kodi 17 è attualmente in fase di sviluppo ed è stata rilasciata recentemente la prima RC.

sharing-caring-1-1-1-1

Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo OpenELEC 7.0, distro Linux costruita intorno a Kodi 16 sembra essere il primo su Lffl.org.

Solus annuncia la prima release di Brisk Menu

By Marco Giannini

Il team di Solus ha annunciato il rilascio della prima versione di Brisk Menu, il nuovo, moderno ed efficiente menu per MATE Desktop.
Brisk Menu verrà molto probabilmente rilasciato assieme alla prossima snapshot di Solus MATE Edition.
Per tutti gli utenti interessati a compilarselo o a contribuire trovate il tarballs sulla pagina GitHub del progetto.

Bootloader su Ubuntu.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Come sbloccare bootloader Ubuntu.

Vediamo un po’ come si fa a sbloccare il bootloader di ubuntu? È la domanda che molti utenti, amanti di tecnologia si pongono. Partiamo dicendo che il bootloader è un programma che entra in azione quando accendiamo un dispositivo.

Serve per attivare il giusto sistema operativo. Ricordate che il bootloader è fornito direttamente dal produttore del dispositivo. È un elemento molto importante e, per questo, si trova in una parte della memoria che non può essere facilmente modificata dagli utenti. Infatti quando si vuole modificare il proprio dispositivo, il bootloader bloccato è il maggiore ostacolo.

Un bootloader bloccato caricherà esclusivamente i sistemi operativi autorizzati con una firma digitale.

Quasi tutti i produttori di smartphone o tablet decidono di bloccarlo, impedendo l’installazione di qualsiasi altra ROM personalizzata. Per lo sblocco del bootloader ogni produttore prevede una procedura diversa.

Questa può prevedere l’invio di un semplice comando dal pc tramite connessione USB. Oppure un download di un programma appropriato. Ricordate che lo sblocco del bootloader permette di installare un software non autorizzato. Questa operazione annullerà la garanzia del vostro dispositivo.

Per sbloccare il bootloader di ubuntu, avrete bisogno di fastboot sul vostro computer.

Quando l’avrete ottenuto avviate l’applicazione telefono e scrivete “*#06#”. A questo punto vi apparirà il codice IMEI. Segnate il codice che vi servirà successivamente.
Ora spegnete il dispositivo e tenete premuto in alto il pulsante volume.

A questo punto mentre collegate il dispositivo al vostro computer tramite cavo USB. Sul pc avviate il terminale ed eseguite il seguente comando “fastboot -i 0x0fce getvar version”.

Se vi accorgete e verifichiamo che il tutto è configurato correttamente, potete procedere. Cliccate sul pulsante rosso “continua” che vi apparirà in fondo alla pagina. Vi verranno mostrati una serie di termini legali e dovete confermare e accettare per procedere.

Subito dopo inserite il codice IMEI escludendo l’ultima cifra. Inserite successivamente il vostro nome e indirizzo email. Alla fine vi sarà fornito un codice di sblocco che dovrete scrivere.

Aprite ancora una volta il terminale ed eseguite il comando “fastboot -i 0x0fce oem unlock 0xKEY”. Il gioco è fatto!

Non ci resta che provare e vedere il risultato, cosi avremmo anche noi il “Bootloader” anche su Ubuntu.

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

Mediacom PhonePad X532U: poche pretese ma buone

By Jessica Lambiase

Oggi come oggi siamo alla ricerca di smartphone che siano belli, offrano buone prestazioni e, soprattutto, costino poco. Mediacom è approdata nel mondo degli smartphone usando proprio questo approccio: inizialmente il successo è stato pochino anche a causa della qualità non esattamente consigliabile dei suoi prodotti ma, col tempo, la situazione è migliorata notevolmente.

Oggi vogliamo parlarvi proprio di uno smartphone della casa statunitense: abbiamo avuto tra le mani il Mediacom PhonePad Duo X532U, un mid-range dalle buone premesse e con una scheda hardware di tutto rispetto.

Sarà riuscito a soddisfarci? Scopriamolo leggendo la recensione qui di seguito!

Confezione – dotazione

Confezione molto elegante quella scelta da Mediacom: una scatola nera, in cartone rigido, che contiene nei vari scompartimenti lo smartphone ed i suoi accessori.

Oltre al Mediacom PhonePad X532U, nella confezione, troveremo anche la batteria dello smartphone, il cavo di ricarica USB/microUSB 2.0 con relativa spina da muro, un paio di auricolari in-ear (sprovvisti però di gommini aggiuntivi), un piccolo manuale, la garanzia ed un coupon che permette di ottenere gratuitamente 6 mesi di Mediaset Infinity.



Insomma abbiamo tutto quanto necessario per mettere immediatamente le mani sul nostro nuovo dispositivo.

Design – Ergonomia

Sicuramente non è uno smartphone composto da materiali da urlo ma quel che ho visto mi ha personalmente soddisfatta: la scocca posteriore removibile (nella nostra variante di color oro) presenta una trama molto particolare e piacevole al tatto; essendo in plastica offre anche un grip piuttosto buono: difficilmente il Mediacom PhonePad X532U ci scivolerà dalle mani.

Niente difetti negli agganci né allentamenti, in definitiva un buon meccanismo di montaggio, tuttavia ogni volta che la si smonta si potrebbe avere l’impressione di romperla: procedere con molta cura!

Esteticamente si tratta di uno smartphone che ha tutto al posto giusto, senza strafare: bordo sinistro libero, bordo destro occupato da tasto di accensione/sblocco e bilanciere del volume, bordo superiore che ospita l’entrata per le cuffie (jack da 3.5mm) e l’entrata microUSB, bordo inferiore che “si accontenta” di speaker e microfono.








La particolarità risiede nella parte anteriore dello smartphone: non sono presenti tasti soft-touch, soltanto un unico tasto funzione fisico che fa da tasto home, da tasto back e da tasto lista/menu (con doppio tap). Tale tasto può essere sia premuto fisicamente che usato in modalità touch (il comportamento è configurabile via software) ed ospita inoltre il lettore di impronte digitali. E’ comunque possibile attivare i tasti a schermo tramite software.

La batteria, l’alloggiamento per le due SIM e quello per la microSD trovano posto sotto la scocca posteriore dello smartphone.

Hardware

Come da scheda tecnica, il nostro Mediacom PhonePad Duo x532U è uno smartphone dual SIM con display da 5 pollici IPS, 3 GB di RAM, processore MediaTek octa-core da 1.3 GHz, 16 GB di memoria interna espandibili fino a 32 tramite microSD, fotocamera anteriore da 5.0 MP e posteriore con flash LED da 13.0 MP.







Presenti inoltre i sensori di base (accelerometro, prossimità e luminosità); completa il tutto un sensore di impronte digitali posto sull’unico tasto funzione presente sulla scocca anteriore.

Prestazioni

Una piccola nota negativa va al touchscreen: non è di qualità scadente e fa egregiamente il suo dovere, tuttavia in alcuni scenari può risultare meno sensibile delle aspettative; un problema che, comunque, non intacca l’esperienza utente generale.

Una grossa, enorme nota positiva va al lettore d’impronte digitali: è estremamente rapido e, accidenti, non ne sbaglia una! Personalmente ho configurato lo sblocco con pollici ed indici di mano destra e sinistra e i risultati non hanno affatto lasciato a desiderare.

Tutto sommato buona anche la qualità del display, con colori ben bilanciati; i bianchi, tuttavia, possono risultare piuttosto tendenti al giallino – nulla che non possa essere aggiustato lato software, comunque.




Arriviamo dunque alla sezione dedicata a chi ama i numeri: AnTuTu ci dice che questo smartphone è perfettamente in linea con i suoi colleghi della medesima fascia di prezzo, a volte con una marcia in più che può sovrastare anche dispositivi leggermente più costosi, come testimoniano gli screen in basso.






Software

Ho tanto, tanto apprezzato la scelta di Mediacom di non appesantire il sistema operativo con parecchio bloatware in esecuzione; va tuttavia segnalata, al di là dell’intero comparto di Android con alcune Google Apps, la presenza di:

  • Mediacom Desk, un’app che permette di gestire la registrazione a Mediacom;
  • Gesture, un’app che permette di definire delle gesture da usare sul display;
  • un firewall (non configurato inizialmente);
  • Kaspersky Internet Security (non configurato e disinstallabile);
  • Infinity;
  • una sorta di “anti furto” per smartphone;
  • un firewall;
  • un gestore file;
  • OneDrive;
  • Shazam;
  • Waze;
  • Twitter;
  • WPS Office.

Sembra molto ma possiamo garantirvi che tutte le app sono disattivate per impostazione predefinita, non mostrano notifiche o altro e possono essere disinstallate in qualsiasi momento. Insomma Mediacom si è impegnata ad installare ciò di cui un utente medio potrebbe aver bisogno, senza però arrogarsi il diritto di attivarlo e renderlo fastidioso.

Il menu Impostazioni di Android trova qualche personalizzazione, in particolare per:

  • la funzionalità Turbo Download (che permette lo scaricamento simultaneo sia da dati che da WiFi);
  • il gestore per le due SIM;
  • il gestore del sensore di impronte;
  • il touch intelligente per il tasto funzione, con possibilità di attivare i tasti virtuali a schermo;
  • le barre di navigazione, il multi-gesture ed i temi.

Presente inoltre la possibilità di programmare accensione e spegnimento del dispositivo. Anche in questo caso la personalizzazione di Android non dà nessun tipo di fastidio e le varie opzioni, disattivate per impostazioni predefinite, possono essere attivate e personalizzate a discrezione dell’utente.

Insomma personalizzazione sì, ma bloatware, fastidi e rallentamenti proprio no!

Prestazioni del sistema operativo

Anche se parliamo di una CPU octa-core con una velocità sicuramente non bassa, a farla da padrona per la gestione delle prestazioni sono i 3 GB di RAM: una scelta azzeccata, non da top ma neppure da smartphone di fascia bassa, che lascia all’utente la possibilità di usare il sistema operativo in tutte le sue funzionalità, con più app (anche esose) contemporaneamente, senza incappare in impuntamenti o chiusure forzate.

Modulo telefono e rete

Ottima la ricezione in modalità 3G e 4G, modulo WiFi che svolge egregiamente il suo dovere e qualità delle chiamate piuttosto buona; peccato soltanto per il leggero – ma davvero leggero – “sapore” metallico della capsula auricolare, che lo fa sentire sia in chiamata sia durante l’ascolto di contenuti provenienti dalle app (ad esempio le note vocali di WhatsApp).

Multimedia

Il display, di qualità non eccelsa ma sicuramente buona, riproduce senza problemi grazie all’ausilio di RAM e CPU contenuti video HD; buona anche la resa durante la visualizzazione delle immagini.



E di immagini parlando, un punto va di certo dato al software a corredo della fotocamera: gli scatti sono piuttosto buoni sia dalla fotocamera anteriore che da quella posteriore. Nonostante si tratti di un device non pensato sicuramente per fotografi in erba, l’app di sistema presenta la possibilità di scattare foto in HDR e foto panoramiche, oltre che un bel po’ di impostazioni da poter personalizzare per ottenere scatti ottimali.






Inoltre è presente la simpaticissima modalità PIP che ci permette di scattare una foto usando contemporaneamente la fotocamera anteriore e quella posteriore; l’immagine della fotocamera anteriore viene inserita per impostazione predefinita in una piccola cornice.

Anche in questo caso le fotocamere possono essere invertite!

Ottima la resa audio: il suono, grazie all’intelligente posizione dello speaker, resta pulito anche a volumi elevati e la qualità di suonerie, sveglie e notifiche è molto buona, addirittura migliore di alcuni smartphone molto più blasonati e costosi.

E poi ha la radio!

Autonomia

Magari non ci si aspetta molto da 2500 mAh, tuttavia il Mediacom PhonePad X532U non ci delude sotto questo aspetto: con un utilizzo moderato dello smartphone, anche grazie alle ottimizzazioni, si copre comodamente (con carica residua del 20%) un periodo che va dalle 7 di mattina alla mezzanotte.

La situazione in caso di utilizzo molto intenso cambia, poiché riusciremo ad arrivare stringendo i denti (e con la batteria sotto al 10%) dalle 7 alle 21; insomma, un’autonomia che può tenere testa anche ai digitatori compulsivi!

Rapporto qualità/prezzo

Spulciando in rete questo smartphone viene prezzato in modo differente a seconda dello store; in linea di massima, troviamo il Mediacom PhonePad X532U in una fascia di prezzo che si aggira tra i 145€ ed i 180€, assolutamente non male per quello che il dispositivo ha da offrire e per la buona qualità costruttiva che può vantare.

Conclusioni

Definirlo senza infamia e senza lode è riduttivo, definirlo un killer smartphone è esagerato; possiamo però tranquillamente affermare che il Mediacom PhonePad Duo incarna perfettamente il modus operandi di Mediacom: si offre all’utente medio tutto ciò di cui può aver bisogno, senza strafare, cercando di ottenere un equilibrio tra qualità e prezzo che non deluda.

Questo smartphone ci riesce in pieno: personalmente ne consiglierei l’acquisto a chi cerca uno smartphone che possa soddisfarlo senza pretese e che possa riuscire mediamente a tenersi a galla in tutti gli scenari d’uso, senza eccellere particolarmente o soccombere rovinosamente in nessuno di essi.

In una sola parola? Equilibrio!

L’articolo Mediacom PhonePad X532U: poche pretese ma buone appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Tar – creare un backup del vostro sistema [GUIDA]

By Giorgio Ghisotti

tar-backup

Tar è uno strumento considerato parte integrante dei sistemi basati su UNIX e le famiglie UNIX-Like come Linux. Nonostante la lunghissima carriera, questo programma rimane molto potente e popolare. Oggi vi spiegherò come usarlo per effettuare un backup del vostro sistema (a patto che sia basato su Linux).

I vantaggi di affidarsi a Tar per i vostri backup sono la semplicità (intesa nel senso KISS), la compressione del file in tempo reale e la conservazione di permessi e attributi delle varie cartelle. Con pochi comandi da terminale è infatti possibile creare un backup o ripristinare il sistema da un archivio creato in precedenza senza compromettere il funzionamento del sistema operativo.

Boot da live media

Per prima cosa, è necessario una versione live di una distribuzione GNU/Linux. Vanno bene quasi tutte, nel dubbio potete essere sicuri che le live di Ubuntu (e derivate) sono adatte allo scopo come anche quelle di Arch Linux. Arch è consigliabile perchè i tempi di boot di un disco o chiavetta usb sono notevolmente più corti pur offrendo tutto il necessario.

Montare le partizioni

Una volta effettuato il boot nel sistema live (preferibilmente come root per non dover usare sudo ogni volta) occorre montare le partizioni del vostro sistema in cartelle adeguate. Trovate i nomi delle partizioni usando il comando

fdisk -l

tar backup guida

Montatele usando mount:

mount /dev/sdxn /mnt

sostituendo /dev/sdxn con il nome della partizione. Potete usare /mnt o qualunque altra cartella vuota, ma tenetene conto. Se avete altre partizioni, come ad esempio una partizione home dedicata, montatele nelle cartelle appropriate della vostra partizione root. Non dimenticate di montare anche il dispositivo di storage dove intendete salvare il backup – in questo esempio supponiamo di averlo montato in /opt/backup.

A questo punto occorre usare chroot per avere accesso ad attributi e permessi dei vostri file:

chroot /mnt /bin/bash

specificando che vogliamo usare bash come interprete dei comandi.

Comandi Tar

Ora è il momento di usare Tar. Se volete escludere alcuni file dal backup (come ad esempio i file temporanei) potete usare il flag –exclude-from=file_da_escludere. I flag –xattrs e -p servono a mantenere attributi estesi e permessi rispettivamente.

tar --exclude-from=file_da_escludere --xattrs -czpvf /opt/backup/nome_file_backup /

sostituendo file_da_escludere e nome_file_backup con il percorso e il nome dei rispettivi file. Per il backup suggeriamo di usare il formato giorno_mese_anno.tar.gz ma potete sbizzarrirvi come preferite.

L’operazione può essere prolissa a seconda di quanti sono e quanto spazio occupano i vostri file. Rimuovere il flag -v può velocizzare il processo, ma senza di esso non vi verranno mostrati i progressi effettuati.

Una volta finito, mettete il vostro backup al sicuro (nel cloud ad esempio). Per ripristinare un backup da un archivio .tar.gz salvato in questo modo, dovrete montare le partizioni esattamente come descritto in precedenza e spostarvi nella cartella di root, poi dare il comando:

tar --xattrs -xpf nome_file_backup

Questo non cancella i file che non erano presenti prima del backup, quindi è consigliabile riscrivere i filesystem delle partizioni prima di procedere. Da Arch potete usare fdisk o cfdisk, in altre distribuzioni sono presenti anche strumenti di partizionamento che includono un’interfaccia grafica avanzata.

Speriamo che questa guida vi sia stata utile, fateci sapere come gestite i vostri backup!

L’articolo Tar – creare un backup del vostro sistema [GUIDA] sembra essere il primo su Lffl.org.

Quella volta che Facebook mi bloccò un video innocuo della Nona di Beethoven, in barba al fair use

By Simone Aliprandi

Oggi in quasi 10 anni di assidua attività sui social media, mi è successa una cosa per me nuova, ma anche per me molto fastidiosa e frustrante.

Ho caricato un video di 30 SECONDI da me girato ieri sera all’Auditorium Gustav Mahler di Milano in cui si è eseguita la Sinfonia n. 9 del Ludovico Van (cit.)… e Facebook mi ha fatto comparire un messaggio in cui segnalava che il video non è stato pubblicato sembra che contenga suoni o immagini coperti da copyright. Tengo a precisare che il video è stato registrato con il mio smartphone in bassa risoluzione e dall’ultima fila della galleria alta. Questo per dire che non può essere in alcun modo considerato “in concorrenza” con una eventuale registrazione “ufficiale” e autorizzata dello spettacolo.
Altra cosa per me inconcepibile è che non sia comparso da alcuna parte un link a un form per poter in qualche modo “contestare” questa mossa (che sicuramente sarà dettata più da un sistema automatizzato che da una scelta umana).
Ho provato quindi ad utilizzare il form generico di segnalazione problemi offerto da Facebook, scrivendo:

Avete rimosso ben due volte un mio video girato “artigianalmente” durante uno spettacolo di musica classica (“Inno alla Gioia” di Beethoven, suonato all’Auditorium Mahler di Milano il 29/12/2016). La diffusione del video è coperta dai principi di “fair use” e non può essere in alcun modo considerato dannoso o pericoloso per lo sfruttamento dei diritti connessi sull’esecuzione. Vi chiedo quindi di riabilitare la sua pubblicazione e farlo comparire… onde evitare di coprirvi di ridicolo.Grazie. Un cordiale saluto.

Chissà se mai prenderanno in seria considerazione la mia lamentela. Vi terrò eventualmente aggiornati in calce a questo post.

Invoco a mio favore tutti i principi di fair use e libera utilizzazione che i legislatori mondiali abbiano mai concepito, nonché un generale principio di libera espressione.
Come ho già spiegato in varie altre occasioni (vedi ad esempio “Censure a nudo“), il sistema di controllo sui contenuti di Facebook è gestito più da software (fatti male) e non da persone; ma i risultati sono davvero penosi e spesso di risolvono nel censurare contenuti legittimi e nel lasciare invece spazio a una miriade di contenuti illeciti (pornografici, violenti, razzisti, terroristici…).

Ad ogni modo, se volete vedere il tanto dannoso e pericoloso video, eccolo qui su Twitter… (NB: sempre che tra poco non lo rimuovano anche da lì).

“Inno alla gioia” da Sinfonia n.9 di #Beethoven (ieri a @laVerdiMilano). Se non l’avete mai vista dal vivo, ci sono ancora 3 repliche. pic.twitter.com/RTVyPV5Q2o

— Simone Aliprandi (@simonealiprandi) 30 dicembre 2016