CHUWI HiBook Pro 2 in 1: Tablet Dual-Boot con display 2K a 180€ (offerta lampo!)

By Salvo Cirmi (Tux1)

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Non so se vi ricordate del Chuwi HiBook 2 in 1 che avevo presentato la scorsa volta, ma adesso ci troviamo di fronte ad una sorta di fratello maggiore, che non si distanzia moltissimo dal precedente, se non fosse per due particolarità: un bel display IPS con risoluzione 2K ed una batteria più grande. Vediamolo insieme.

CHUWI HiBook Pro 2 in 1 – Scheda Tecnica

  • Schermo: 10,1” 2K (2560 x 1600), IPS;
  • CPU: Intel Cherry Trail Z8300 a 64 bit Quad-Core da 1.44 GHz con boost fino a 1.84GHz (non fatevi ingannare dalla frequenza: parliamo di un Octa-ore (4 core+4 thread) prodotti a ben 14nm, per garantire un alto risparmio energetico ed ottime prestazioni).
  • GPU: Intel HD Graphic Gen8 a 12 core con 2GB di memoria grafica
  • RAM: 4 GB
  • Memoria interna: 64 GB eMMC (espandibili)
  • Fotocamera posteriore: Modulo da 5 Megapixel
  • Fotocamera frontale: Modulo 2 Megapixel
  • Speciali: Porta HDMI, Bluetooth 4.0
  • Batteria: 8.000 mAh
  • Dimensioni: 26.20 x 16.75 x 0.85 cm
  • Peso: 550 grammi
  • OS: Android 5.1 Lollipop e Windows 10 (selezionate quale avviare ogni volta che spegnete o riavviate il tablet tramite un apposito menù).

Gli Upgrade: schermo e batteria come non li avete mai visti

Ciò che realmente differenzia il modello precedente da questo, consiste nella maggiore densità per pixel del display, che adesso passa a ben 2560 x 1600 pixel (2K pieno), che permetterà, soprattutto su un 10 pollici (fossero stati 5 mi sarei fatto due risate), di godere appieno tutti i vostri contenuti preferiti.

La batteria adesso è passata dai “vecchi” 6.600 mAh agli odierni 8.000 mAh, che consentono qualche ora di autonomia in più rispetto alla versione standard, pur avendo un display più “pesante”.


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il resto rimane sostanzialmente lo stesso, andando però a sistemare alcuni piccoli intoppi software ritrovati su alcuni modelli della versione precedente.

Prezzo e Disponibilità!

Potete acquistare il CHUWI HiBook Pro 2 in 1 su Geabest a questo indirizzo a soli 180€.

NOTA: I pezzi stanno per terminare, affrettatevi!

Firma Gmail: come crearla o modificarla

By Jessica Lambiase

Firma Gmail - Desktop

In molti ci chiedete come creare una firma Gmail, così da non dover riscrivere il vostro nome e cognome ogni volta. Con questa breve ma esauriente guida sarete accontentati!

Dopo avervi spiegato come creare alias per mantenere pulita la casella di posta, come ripulire la casella di posta e come bloccare la posta indesiderata, vi spiegheremo anche come creare una firma Gmail o modificarne una già esistente, sia con Gmail desktop (web) che con l’app mobile. La firma sarà automaticamente aggiunta a tutti i messaggi in uscita.

Il procedimento è molto semplice in entrambi i casi: bastano davvero pochi secondi per creare o modificare una firma Gmail!

Creare/modificare firma Gmail da desktop

Apriamo la pagina principale di Gmail dal link in basso. Se richiesto, inseriamo le nostre credenziali.

LINK | Gmail

Per creare o modificare una firma facciamo click sulla rotellina in alto a destra e selezioniamo Impostazioni.

Facciamo click su Generali nella finestra che compare; ora scendiamo in basso fino a trovare il riquadro Firma. Mettiamo la spunta su Testo Normale e digitiamo nella casella di testo la firma desiderata!

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Una volta completata la firma, scendiamo in fondo alla finestra e clicchiamo su Salva Modifiche. La firma verrà aggiunta a tutti i messaggi inviati tramite il client web Gmail.

TIP: è possibile usare dei servizi online, questo ad esempio, per generare firme professionali.

Creare/modificare firma Gmail da app mobile

Possiamo creare o modificare la nostra firma dalla relativa app per Android e iOS.

DOWNLOAD | Gmail – App Mobile

Farlo è davvero semplice: apriamo l’app, facciamo tap sul tasto Menu (le tre linee in alto a sinistra) e selezioniamo Impostazioni, poi selezioniamo l’account a cui aggiungere la firma Gmail.

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Cerchiamo nella schermata successiva la voce “Firma” e facciamo tap su di essa; digitiamo ora la firma che desideriamo aggiungere, tenendo presente che l’Invio sulla tastiera ci permetterà di iniziare una nuova riga.

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Facciamo tap su “Ok” a modifica terminata.

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Da questo momento a tutti i messaggi inviati tramite l’app Gmail configurata sarà aggiunta la firma desiderata.

L’articolo Firma Gmail: come crearla o modificarla appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Knox: verifichiamo se un device Samsung è in garanzia

By Giuseppe F. Testa

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Da alcuni anni Samsung ha integrato un sistema di protezione su tutti i terminali venduti per rafforzare la sicurezza ed impedire l’installazione di software non autorizzato, incluse ROM e Recovery non autorizzate. Il sistema di sicurezza è chiamato Samsung Knox e agisce a livelli profondi nel terminale: esso è presente nel bootloader ed è in grado di “indicare” all’assistenza se il terminale è stato modificato dall’utente, invalidando la garanzia.

Il codice che indica la violazione è chiamato “Knox bit” ed è leggibile anche dall’utente. Se abbiamo acquistato un terminale usato o ricondizionato ancora in garanzia (a detta del venditore) conviene subito controllare il “bit” e smascherare i bugiardi.

Samsung Knox

Leggere il Knox bit tramite app

Per controllare se il device è stato modificato in passato (anche per installare solo root) installiamo sul dispositivo Samsung la seguente app gratuita.

DOWNLOAD | Google Play Store

L’app è in grado di fornire un’indicazione molto precisa sulla violazione della garanzia del dispositivo, vediamo insieme le risposte fornite dall’app.

Garanzia ancora valida

Se la garanzia è ancora valida avremo una schermata simile.

Se il Warranty Status ci mostra come valore “0x0”, il dispositivo non è stato mai modificato ed è ancora in garanzia.

Garanzia non più valida

Se sospettiamo che il precedente proprietario abbia davvero modificato il terminale apparirà la seguente schermata.

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Il Warranty Status ci mostra come valore “0x1” o valori crescenti (0x2, 0x3) il dispositivo è stato modificato almeno una volta. Il valore numerico crescente indica quante volte è stato modificato.

Leggere il Knox bit tramite ODIN Mode

Possiamo evitare di installare app aggiuntive per leggere il Knox bit, basterà entrare in ODIN Mode sullo smartphone.

Spegniamo lo smartphone e teniamo premuto il tasto “Volume -“; in seguito teniamo premuto il tasto Home ed infine teniamo premuto il tasto d’accensione. Nella schermata d’avviso rilasciamo i pulsanti e premiamo il tasto “Volume +”.

Verifichiamo lo stato della garanzia alla voce Knox Warranty Void.

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Se 0x0 la garanzia è ancora valida, se 0x1 o altro numero la garanzia non è più valida.

Per uscire da questa modalità basterà tenere premuti per qualche secondo “Volume -” e il tasto d’accensione.

Cosa invalida la garanzia Samsung

Le operazioni che invalidano la garanzia Samsung “segnando” definitivamente il Knox bit sono:

  • Installazione dell’eseguibile Su per i permessi di root
  • Installazione di recovery non originali
  • Installazione di kernel non originali
  • Installazione di ROM non originali

Cosa non invalida la garanzia Samsung

Se utilizzate il telefono con coscienza non dovrete temere il Knox bit. Ecco cosa non fa “scattare” il bit:

  • Aggiornamenti di sistema Samsung (OTA)
  • Aggiornamenti ufficiali tramite ODIN
  • Installazione di app
  • Ripristino dati di fabbrica
  • Hard reset
  • Soft reset
  • Attivazione Debug USB

Posso ripristinare il Knox bit?

Allo stato attuale Samsung ha reso inviolabile il suo sistema di sicurezza, quindi meglio non rischiare su terminali appena acquistati. Se la garanzia è già scaduta potete tranquillamente modificare il terminale.

L’articolo Knox: verifichiamo se un device Samsung è in garanzia appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Skype Web online: guida e caratteristiche

By Jessica Lambiase

Skype Web Online

Perché Microsoft ha lanciato Skype Web Online, se l’applicazione esiste invece per tutte le maggiori piattaforme desktop e mobile? Semplice: per seguire i modi di comunicare che cambiano!

In un mondo sempre più centrato sul web e sulla flessibilità sarebbe quasi un contro-senso restare “ancorati” alle vecchie abitudini. Questo Microsoft lo sa e, non volendo ripetere l’errore fatto non adeguandosi in tempo al trend degli smartphone, ha voluto giocare d’anticipo per quel che riguarda uno dei suoi punti di forza.

E’ così che nasce Skype Web Online: si tratta sostanzialmente di una versione di Skype in grado di funzionare dal browser; essa è stata progettata con in mente il futuro, sfruttando tecnologie di nuova generazione come WebRTC (comunicazione) e HTML5.

Scopriremo tra non molto che Skype Web online offre le caratteristiche di base del client desktop/mobile ma che, almeno per alcuni sistemi operativi, il set di funzionalità non è completo. Approfondiamo il discorso!

Skype Web Online – Guida all’uso

Possiamo accedere a Skype Web Online usando il nostro account Skype/Microsoft o, se non lo abbiamo, possiamo creare un account Microsoft ed usare quest’ultimo. Per collegarci, rechiamoci nella pagina in basso.

LINK | Skype Web – Accedi

L’interfaccia che troveremo ad accoglierci è simile a questa:

Il menu a sinistra mostrerà i contatti preferiti; centralmente, l’ultima conversazione aperta. Sostanzialmente Skype Web online funziona quasi come Skype: è possibile avviare una nuova conversazione facendo click sul tastino “+”, cercare ed aggiungere nuovi contatti grazie al campo “Cerca su Skype” e, all’interno della conversazione, inviare file, emoticon e contatti.

Anche Skype Web online permette di avviare conversazioni singole e di gruppo: basterà aggiungere più contatti quando si avvia una nuova conversazione.

Volendo potremo condividere il link alla conversazione, presente in alto (join.skype.com/eccetera), per permettere anche a chi non ha Skype o non ha un account di parteciparvi. Anche qui è possibile rinominare la conversazione o modificarne le impostazioni tramite gli appositi tasti.

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Insomma quanto visto fino ad ora rende Skype Web Online un degno sostituto di Skype. Ciò sarebbe assolutamente vero se tutti i sistemi operativi e tutti i browser fossero compatibili con chiamate e videochiamate. Al momento, purtroppo, non è così.

Skype Web Online – Compatibilità

E’ possibile avviare conversazioni testuali da tutti i maggiori browser (Chrome, Firefox, Edge, Safari, Internet Explorer) su tutti i sistemi operativi da cui essi sono supportati. Il browser Microsoft Edge permette inoltre di avviare chiamate e videochiamate singole e di gruppo in maniera nativa, senza installare nulla.

La cosa è differente per gli altri browser: sebbene Microsoft ci stia lavorando attivamente, al momento della stesura di questa guida su Skype Web online, per avviare una chiamata o una videochiamata c’è bisogno di installare un plugin. Questo plugin è disponibile soltanto per Windows e macOS / OS X e deve essere installato almeno una volta per poter utilizzare le chiamate tramite Skype Web Online su Windows o macOS.

L’installazione ci verrà richiesta la prima volta che proveremo ad avviare una chiamata voce o video tramite Skype Web Online.

skype-plugun

Per Linux tuttavia la situazione è piuttosto “critica”: le chiamate e le videochiamate, singole e di gruppo, non possono essere avviate da Linux tramite Skype Web Online. E’ comunque disponibile un nuovo client Linux Alpha (con molte limitazioni) oppure il “solito” client nativo.

Esiste in realtà un modo per effettuare chiamate audio singole tramite Skype Web online per Linux, come vi abbiamo già spiegato in precedenza. Va comunque detto che questo metodo potrebbe non funzionare sempre.

L’articolo Skype Web online: guida e caratteristiche appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

*GUIDA*: Permessi ROOT e Recovery su Huawei Ascend G7!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Opzioni sviluppatore Android

Altra mia antica guida che non volevo certo lasciare in bozza. Godetevela!

Lo ammetto: questo telefono è abbastanza rognoso da rootare, soprattutto considerando il fatto che per conoscere il metodo ho impiegato davvero un bel pò. Ma non perdiamoci d’animo e andiamo avanti: ecco la guida al ROOT dell’ Huawei Ascend G7.

NOTA: La procedura invaliderà la vostra garanzia.

Parte 1: Scarichiamo il necessario

A) Scaricate il pacchetto Root con Recovery da qui;

B) Abilitate Debug USB da Opzioni Sviluppatore:

Esempio di “Opzioni Sviluppatore” su di un telefono Android.

C) Caricate la batteria almeno al 40%.

Parte 2: Otteniamo Root e Recovery Su Huawei Ascend G7!

A) Sul telefono, scrivete sulla tastiera questo codice: *#*#1357946#*#*. Segnatevelo;

B) Sul PC, estraete il contenuto del pacchetto ROOT in una cartella qualsiasi del PC. All’interno troverete diversi file, tra cui fastboot.exe. Andate su PC–>C–>Windows–>System32, copiate il file cmd.exe e inseritelo nella stessa cartella in cui avete estratto tutti i file del pacchetto ROOT;

C) Adesso, collegate il telefono al PC tramite cavetto, doppio click sul file cmd.exe e scrivete dentro il terminale:

adb reboot bootloader

Il telefono si riavvierà in modalità FastBoot. Adesso scrivete:

fastboot oem unlock ************* | (sostituite gli asterischi con il numero che vi è uscito scrivendo quel codice nella lettera A del punto 2);

D) Adesso scrivete:

adb reboot bootloader

E) Il telefono si avvierà in modalità Bootloader. Ora scrivete:

fastboot flash recovery recovery.img (se volete la Recovery “Classica”, se invece volete la Recovery TWRP scrivete invece fastboot flash recovery recovery2.img)

F) Inserirete così la Recovery dentro il telefono. Per continuare scrivete:

fastboot reboot

G) Il telefono si riavvierà. Adesso avrete la Recovery. A questo punto, entrate in Recovery (fate delle prove coi tasti da telefono spento: Volume Giù, Home, Accensione, oppure Volume Su, Home, Accensione). Si presenterà più o meno così:

H) Selezionate la terzultima opzione:

recovery-g7

I) Selezionate “ROOT ecc“:

ascend-g7-recovery-cinese

L) Date “YES” e dopo la fine del processo, riavviate il telefono. Se è andato tutto a buon fine, tra le applicazione troverete questa app (Superuser):

huawei-ascend-g7-root

Molto semplice, vero? A parte per il Cinese Kanjoso. Ma non preoccupatevi: seguite i processi e non avrete problemi.

Per dubbi o domande, scrivetemi 😀

*GUIDA*: Come spegnere Android con un doppio tap!

By Salvo Cirmi (Tux1)

🙂

Antico articolo, contenuto sistemato. Eccolo qui, solo per voi!

Esistono tanti modi per spegnere lo schermo di un device Android, ad esempio premere il tasto di accensione per un attimo e poi….basta. Volevamo offrirvi un alternativa allo spegnimento dello schermo (magari perché avete problemi con il pulsante, magari perché preferite farlo in maniera digitale) ed eccola qui.

Per spegnere lo schermo del telefono senza premere alcun tasto fisico, vi occorre semplicemente un app capace di fare ciò in maniera virtuale. Per farlo potete scaricare una delle seguenti app:

  • Screen Off and Lock – La consiglio dato che mi ci sono trovato benissimo. Leggera, semplice e funzionale;
  • Screen Off – Sembra molto leggera e funzionale anche questa, ma non l’ho mai personalmente provata. Promette bene.

Installatele, inserite il widget dell’app sulla home del telefono (schermata iniziale/principale) pigiateci su e…schermo spento!

Ricordate però che non sempre queste app potrebbero essere compatibili col vostro dispositivo quindi, in caso di problemi, contattatemi.

Facilissimo, ai limiti dell’assurdo

Guida DLNA, AirPlay, Miracast, Chromecast e WiDi

By Giuseppe F. Testa

DLNA

I dispositivi che utilizziamo più frequentemente, dal TV al cellulare, passando per il PC o il tablet, sono ai giorni nostri sempre connessi alla nostra rete domestica, non solo per accedere ad Internet ma spesso anche per comunicare tra loro e scambiarsi file tramite WiFi. Ciò dovrebbe consentirci di accedere ai contenuti da un dispositivo all’altro, ma l’esperienza quotidiana spesso ci insegna che non è così semplice: spesso non sappiamo neanche di avere questa funzionalità sul nostro nuovo SmartTV o sul nostro nuovo tablet, anche a causa di nomi commerciali fuorvianti e poco chiari; quando ci decidiamo ad utilizzarli ci affidiamo al sistema sbagliato, non compatibile con i nostri dispositivi!

Ad oggi esistono almeno tre sistemi diversi per la condivisione dei contenuti, ognuno con una storia e uno scenario d’uso diverso dall’altro. Se siamo indecisi su quale sistema adottare il trucco è semplice: scegliamo il sistema adatto alla nostra configurazione multimediale (intesa come PC, rete WiFi, tipo di TV e tipo di smartphone/tablet).

Cerchiamo allora di capire meglio cosa sono AirPlay, Chromecast, DLNA, Miracast e WiDi vedendo vantaggi e svantaggi di tali tecnologie.

DLNA

Digital Living Network Alliance (DLNA) rappresenta il primo tentativo dell’industria elettronica di consumo di sfoderare il potenziale di una rete dati in ambito domestico. Uno standard nato nel 2003 da un consorzio promosso da Sony e che oggi include centinaia di aziende, con letteralmente migliaia di prodotti compatibili tra TV, lettori ottici, impianti Home Theater, smartphone e tablet.

È un sistema nato per la condivisione dei file multimediali e sfrutta un’architettura di tipo client/server: un dispositivo funge da contenitore di video, musica, immagini, a cui possono attingere tutti gli altri.

Ciò ne fa l’ideale ad esempio per riprodurre su un TV o un tablet i video che abbiamo sull’hard disk di un PC o di un NAS. Un altro scenario è quello che vede ad esempio il TV fare da server per condividere le registrazioni video effettuate con esso ad altri dispositivi. Il server DLNA inoltre utilizza i metadati dei file per costruire un catalogo che agevola il browsing della libreria multimediale, una funzione utile soprattutto per la condivisione della musica.

DLNA: PRO

  • È ormai ben supportato da una grande varietà di dispositivi
  • Teoricamente è estremamente versatile
  • Permette l’auto discovery dei dispositivi presenti sulla rete

DLNA: CONTRO

  • Richiede un server dedicato per la condivisione dei file
  • Funzionalità renderer meno diffusa o implementata male

AirPlay

AirPlay è la soluzione di streaming ideata da Apple, nata inizialmente con il nome di AirTunes per lo streaming di musica da iTunes ad Airport Express. Con gli anni è evoluto fino a includere anche lo streaming di contenuti video verso qualsiasi dispositivo iOS, Apple TV e, almeno per l’audio, dispositivi di terze parti come diffusori wireless o amplificatori.

AirPlay essenzialmente permette di riprodurre audio e video da un PC con iTunes, un Mac o un dispositivo iOS, su apparecchi esterni attraverso una rete Wi-Fi. In questo caso non è una vera condivisione di file come DLNA, ma viene stabilito un collegamento di periferiche esterne tramite la rete wireless: per esempio la musica che stiamo riproducendo tramite un’app su iPhone, invece di essere riprodotta con l’altoparlante integrato viene inviata al diffusore wireless esterno.

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Nel complesso si tratta di una sistema molto semplice da utilizzare, anche perché è semplicissimo da configurare (basta che tutti i dispositivi siano nella stessa WiFi e sono già pronti), ma che ha un grosso limite: è esclusivo dell’ecosistema Apple, quindi funzionerà solo se ci attrezziamo con dispositivi “Made in Apple”: dallo smartphone, passando per il tablet ed arrivando al MacBook e Apple TV. Solo con i dispositivi di Cupertino avremo il massimo della compatibilità e qualità.

AirPlay: PRO

  • Semplicità d’uso
  • Supportato dalla maggior parte delle app disponibili su iOS
  • Il protocollo audio è lossless, quindi senza alcuna perdità di qualità

AirPlay: CONTRO

  • È esclusivo dell’ecosistema Apple, quindi estremamente costoso da realizzare
  • Solo il protocollo audio è dato in licenza a produttori di terze parti, mentre quello video è al momento un’esclusiva dei dispositivi Apple
  • Non può essere utilizzato per condividere file su una rete locale come su DLNA

Miracast

Miracast è una tecnologia wireless promossa dalla Wi-Fi Alliance con lo scopo di aggiungere a smartphone e tablet la funzione di display mirroring, per condividere lo schermo dei dispositivi portatili con i TV compatibili.

A differenza del DLNA o di AirPlay Miracast può anche sfruttare il Wi-Fi Direct, versione del Wi-Fi in grado di stabilire una connessione punto-punto diretta tra due dispositivi, in questo caso smartphone, tablet o PC, verso un TV certificato Miracast.

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Miracast utilizza per il video il codec H.264 per la codifica e la trasmissione, in più il sistema è in grado di adattare automaticamente la qualità e il bitrate in funzione delle condizioni del canale radio wireless. Bisogna tenere in mente che l’immagine trasmessa avrà lo stesso rapporto di forma (e orientamento!) dello schermo dello smartphone o tablet e quindi gli stessi menu e barre di stato. Per i giochi è meno utilizzabile a causa del ritardo di trasmissione, ma con le apposite app può essere utilizzato anche per riprodurre foto e video.

Un po’ come accade per il DLNA, anche il supporto Miracast è spesso nascosto sotto nomi commerciali diversi, il più diffuso è Screen Mirroring.

Miracast: PRO

  • Supportato da un numero crescente di TV
  • È integrato in Windows 8.1 e 10
  • Supporta video fino a 1080p e audio DTS 5.1

Miracast: CONTRO

  • Al momento supportato solo da smartphone e tablet Android e PC Windows
  • Il ritardo di trasmissione lo rende inadatto ad app come i giochi
  • Interoperabilità tra produttori diversi non sempre “immediata”

Chromecast

Più che un protocollo è un vero e proprio dispositivo in grado (sulla carta) di prendere il meglio dei tre precedenti protocolli e riunirli in un unico ambiente disponibile tramite una comoda (ed economica) chiavetta HDMI.

VLC su Chromecast

Chromecast è un piccolo dispositivo basato su una versione semplificata di Android e Google OS che si collega in Wi-Fi alla rete locale ed è in grado di riprodurre audio e video in streaming delle app compatibili installate su uno smartphone o tablet, oppure da un PC con Google Chrome e l’estensione specifica. Lo streaming vero e proprio viene effettuato in realtà dalla chiavetta e non dallo smartphone che semplicemente invia al Chromecast l’indirizzo dello stream e i metadati per l’interfaccia a schermo e il controllo della riproduzione. A differenza di AirPlay di Apple Chromecast è multi-piattaforma e la compatibilità è a livello di applicazioni su smartphone/tablet. Ad esempio l’app di YouTube oppure di Play Music supportano Chromecast sia su Android che iOS.

L’esperienza di utilizzo è in questo caso molto simile a quella di AirPlay, visto che le applicazioni sono in grado di individuare automaticamente la presenza di Chromecast sulla rete e tutto quello che occorre è selezionare l’apposita icona (immagine sopra) per iniziare la riproduzione su TV.

Con Chromecast possiamo effettuare il mirroring del nostro monitor PC grazie all’estensione di Chromecast per Google Chrome, anche se questa funzionalità è ancora sperimentale e non raramente causa problemi.

Chromecast: PRO

  • Sistema multi-piattaforma
  • Semplicità di utilizzo
  • Basso costo della chiavetta
  • Mirroring da Android
  • Mirroring da PC

Chromecast: CONTRO

  • Mirroring da PC (sia tab browser che schermo intero) di scarsa qualità al momento
  • Condivisione dei file in locale su PC solo previa installazione e acquisto di app di terze parti
  • Poche applicazioni supportate al momento

WiDi

Ultimo arrivato tra le tecnologie di trasmissione schermo senza fili, con WiDi (Wireless Display) potremo inviare il contenuto di uno schermo con tecnologia Intel.

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Con le schede di rete compatibili (ma potrebbe essere necessario anche il supporto della scheda video) potremo inviare il nostro schermo PC (desktop o notebook) al TV in maniera semplice e veloce. La qualità è ottima così come la latenza.

WiDi: PRO

  • Ottima qualità video
  • Ottimi tempi di risposta
  • Ideale in scenari con video in HD

WiDi: CONTRO

  • Funziona solo con hardware compatibile WiDi
  • Non tutti i TV in commercio con WiFi la supportano

Conclusioni

Questa guida ci ha mostrato una cosa: al momento la soluzione “universale” che accontenti tutti gli utenti non esiste, bisogna in ogni caso rinunciare a qualcosa.

  • AirPlay è forse la soluzione più completa a livello di funzionalità se non fosse che funziona unicamente con i dispositivi Apple, e sappiamo che allestire un ambiente Apple non è una passeggiata per il portafoglio.
  • Il DLNA è l’ideale per condividere i file, ma le interfacce grafiche disponibili sono spesso disegnate approssimativamente a scapito dell’esperienza di utilizzo, e soprattutto non funziona con i servizi di streaming online.
  • Miracast è più un sostituto wireless del cavo HDMI su mobile, ma nonostante il lavoro di certificazione della Wi-Fi Alliance, molti produttori chiamano diversamente questa funzionalità, o la mettono in menù nascosti. In più bisogna sorbirsi le interazioni del device portatile anche sul TV.
  • Chromecast è forse la soluzione più equilibrata tra tutte quelle presentate: è comunque una tecnologia proprietaria, ma ha il vantaggio di essere multi-piattaforma e molto semplice da utilizzare, anche se mancano ancora molte app utili, mentre l’hardware ricevente è al momento costituito dalla sola chiavetta di Google.
  • WiDi è la soluzione con la migliore qualità, ma il supporto è limitato all’hardware compatibile.

Lato funzionalità il Chromecast ha cercato di prendere il meglio da tutti: con pochi passi diventa un valido renderer UPnP per condividere tutta la nostra raccolta multimediale su PC (sostituendo DLNA), può effettuare il mirroring dei tab e dello schermo intero da PC (sostituendo parzialmente AirPlay su Mac) e permette di godersi i servizi di streaming online tramite TV con controllo interattivo da smartphone o tablet (sostituendo AirPlay e Micacast). Fa tante cose insomma, quasi tutte con risultati può che ottimi.

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*GUIDA*: Permessi ROOT su Xiaomi Redmi Note 4G!

By Salvo Cirmi (Tux1)

🙂

Mio antico articolo, contenuto revisionato. Godetevelo!

Con uno SnapDragon 400, questo smartphone di casa Xiaomi non brilla per potenza hardware, ma certo non sfigura sul mercato mobile, con un prezzo davvero molto economico.

Se mi seguite da tempo, sapete che i permessi ROOT espandono la vostra esperienza smartphone in maniera eccezionale, a partire dal principio di libertà intrinseco degli stessi.

Con tali permessi potrete utilizzare applicazioni speciali, installare ROM alternative per migliorarne le prestazioni o l’estetica oppure potrete modificare ogni singolo aspetto del vostro amato telefono (solo per esperti quest’ultimo passaggio).

Senza aspettare oltre, andiamo ad ottenere questi permessi sullo Xiaomi Redmi Note 4G.

1. Cosa mi serve?

A) Scaricate il pacchetto ROOT da qui (nel caso aveste un modello particolare, guardate qui);

B) [OPZIONALE] Scaricate il pacchetto Unroot da qui (nel caso voleste fare il contrario);

C) Caricate la batteria almeno al 40 %.

2. Facciamo il ROOT su XIAOMI Redmi Note 4G!

A) Sul telefono, andate sull’applicazione “Updater” (o magari “aggiornamento” se l’avete in italiano);

B) Selezionate Menù;

C) Selezionate “Update Package” (o “Pacchetto d’aggiornamento”);

D) Adesso selezionate il pacchetto ROOT;

E) Selezionate “Install” (“installa”);

F) Dopo il riavvio (si riavvierà da solo) scegliete “Security App“, poi “Permission App” e selezionate la tab “ROOT“.

Fine! Adesso avrete i vostri agognati permessi

Per dubbi e domande, sapete ormai cosa fare.

Rilasciato Skype v1.9

By Matteo Gatti

skype 1.9

Non abbiamo parlato degli aggiornamenti di Skype per un po. Non perchè non ci interessi più, semplicemente perchè gli ultimi updates avevano poche novità rilevanti, c’è stato un gran lavoro di bug fixing.

Skype for Linux alpha 1.9 è stato rilasciato nella giornata di ieri e introduce una serie di cose notevoli di menzione. Vi ricordo che, purtroppo, la novià più attesa, ovvero la possibilità di effettuare video-chiamate non è ancora stata implementata.

La prima novità è la possibilità di mutare le notifiche di una specifica persona (o chat) e di disabilitare le emoticons.

E’ stato introdotto un nuovo (opzionale) dark theme, per abilitarlo andate in Settings > Personalisation > Dark theme.

Passando con il cursore su un messaggio compariranno ora le informazioni su data e ora di invio.

Download Skype 1.9

Skype 1.9 è disponibile per tutti i sistemi Ubuntu, da Ubuntu 14.04 LTS in poi.

Se avete già installato Skype riceverete la notifica dell’aggiornamento attraverso la Software Updater app nei prossimi giorni.sharing-caring-

Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Rilasciato Skype v1.9 sembra essere il primo su Lffl.org.

Francia, entra nell’Apple Store e distrugge iPhone e iPad

By Jessica Lambiase

Quando si dice “Far valere i propri diritti, con le buone o con le cattive”.

E’ ciò che ha cercato di fare un cittadino francese piuttosto arrabbiato, a modo suo, per lamentarsi del servizio di supporto Apple. L’uomo, dopo essere tranquillamente entrato in un Apple Store, con una palla d’acciaio – di quelle usate per il Pétanque, tutt’altro che leggere – letteralmente distrugge con decisione diversi iPhone, iPad e MacBook.

Un gesto piuttosto bizzarro e probabilmente esagerato, come potete vedere da questa serie di video. L’uomo, la cui identità è rimasta anonima, è stato bloccato dalla sicurezza – non senza dopo aver tentato la fuga – ed è ora in custodia presso il commissariato di Dijon.

Non è poi così raro innervosirsi con l’assistenza di questo o quel produttore o operatore, ma sfasciare letteralmente i prodotti in esposizione in un punto vendita è piuttosto esagerato! Lascia comunque riflettere come, nonostante l’azione fosse sotto gli occhi di tutti, il nervoso distruttore folle venga bloccato soltanto dopo aver distrutto oltre una dozzina di dispositivi.

L’articolo Francia, entra nell’Apple Store e distrugge iPhone e iPad appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.