*GUIDA*: Sbloccare il bootloader di Lenovo ZUK Z2 (Standard e PRO)

By Salvo Cirmi (Tux1)

sblocco bootloader lenovo zuk z2

Questo top di gamma dei nostri tempi, di fatturazione Lenovo, che possiede il primato al mondo nella produzione dei computer fissi, arriva nelle nostre mani (per i fortunati che lo hanno acquistato) senza permessi ROOT e con bootloader bloccato, cosa che impedisce l’alterazione di qualsiasi parametro del telefono, dalla recovery ad una ROM alternativa, magari migliore di quella installata.

Ecco quindi come sbloccare il bootloader di Lenovo ZUK Z2 Pro, edizione normale e PRO!

NOTA: La seguente procedura cancella la vostra memoria interna. Fate quindi un backup prima.

1: File necessari allo sblocco del bootloader

  • Per iniziare, scaricate ed installate ADB sul PC da qui;
  • Caricate la batteria del telefono almeno al 40% prima di procedere;
  • Abilitate il DEBUG USB dalle opzioni sviluppatore. La personalizzazione effettuata da Lenovo sul telefono fa si che venga raggiunta in un altra maniera diversa dal solito. Per arrivarci: “About -> ZUI version“, scorrete in basso fino a Numero build e premete 7 volte sulla scritta numero build. Apparirà il messaggio che vi avviserà che si sono aperte le Opzioni Sviluppatore:
  • ora tornate al menù Settings–>About–>Status:

  • dovete segnarvi il vostro numero seriale“. Nel caso in cui è composto da 8 cifre non dovete fare nulla a parte segnarvelo, ma se invece è da 6 cifre, alla fine di esso dovete aggiungere due zeri per completarlo mentre lo segnate da qualche parte:

numero seriale zuk z2

2: Sblocchiamo il bootloader di Lenovo Zuk Z2!

  • Collegate il telefono al PC con cavo USB;
  • apparirà una schermata sul telefono: accettate;
  • andate nella cartella directory di Fastboot/ADB, tenete premuto il tasto “Shift“, fate click con il tasto destro del mouse e poi fate clic su “Apri finestra di comando qui“;
  • ora nel terminale digitate il seguente comando:

adb devices

  • ora andate in modalità bootloader/fastboot. Per farlo, nel terminale date il seguente comando:

adb reboot bootloader

  • Ora lo ZUK Z2 non viene riconosciuto come un dispositivo, sarà necessario specificare l’id OEM. Il codice è “-i 0x2b4c, qualsiasi comando fastboot deve essere suffisso con il seguente codice:

-i 0x2b4c

sblocco bootloader zuk z2 normale e pro

  • copiate il file unlock_bootloader.img nella cartella adb;
  • ora digitate il comando:

fastboot -i 0x2b4c flash unlock unlock_bootloader.img

  • per finire, date il comando:

fastboot -i 0x2b4c oem unlock-go

ora avete il bootloader sbloccato su ZUK Z2!

Mozilla Thunderbird 45 arriva finalmente nei repo di Ubuntu

By Matteo Gatti

mozilla thunderbird 45

In breve: dopo un’attesa a dir poco lunga Canonical ha finalmente deciso che era ora di aggiornare Mozilla Thunderbird all’ultima versione disponibile su tutti i sistemi operativi Ubuntu Linux supportati dov’è il client di default per le email.

Il mancato aggiornamento a Thunderbird 45.0 ha lasciato tutti abbastanza perplessi e non è tuttora dato sapersi perchè Canonical, negli ultimi mesi, abbia aggiornato solamente Firefox dimenticandosi del famoso client per le e-mail.

Durante tutto questo periodo in cui Canonical ha tergiversato è stato comunque possibile effettuare l’update su Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus), Ubuntu 15.10 (Wily Werewolf), Ubuntu 14.04.4 LTS (Trusty Tahr), e Ubuntu 12.04.5 LTS (Precise Pangolin) usando un PPA non ufficiale (quello del Team di Mozilla, ndr).

E’ ora possibile aggiornare a Thunderbird 45 usando i canali ufficiali

L’attesa è finita, è ora possibile installare o eseguire l’aggiornamento del client per le email su Ubuntu e su tutti i flavor che lo utilizzano. L’ultima versione disponibile nei repo è la 45.2.0. Inutile dire che numerosi sono stati i bugfix e gli aggiornamenti di sicurezza implementati da Mozilla rispetto alla versione che trovavate nei repository fino a ieri (la 38.7.2, ndr) pertanto è veramente consigliato effettuare l’update.

Per tutti i dettagli del caso vi lascio alla pagina dedicata all’upgrade che potete consultare cliccando qui. Se invece siete interessati alle novità introdotte con Thunderbird 45 vi rimando al mio articolo di Aprile.

L’articolo Mozilla Thunderbird 45 arriva finalmente nei repo di Ubuntu sembra essere il primo su Lffl.org.

Ubuntu e Debian adotteranno xf86-video-modesetting per schede Intel

By Matteo Gatti

Yakkety yak usa xf86-video-modesetting

In breve: i driver video xf86-video-intel verranno sostituiti dai driver generici xf86-video-modesetting
Debian (con tutte le varie distro derivate) e Ubuntu 16.10 Yakkety Yak abbandoneranno i vecchi driver video xf86-video-intel in favore dei driver video generici xf86-video-modesetting per le schede video Intel di quarta generazione e successive. Per essere precisi nelle versioni unstable di Debian si è già passati all’uso dei driver generici.
I driver video xf86-video-modesetting si basano su OpenGL e sul modulo GLAMOR, stesso approccio utilizzato dai driver xf86-video-ati / xf86-video-amdgpu per GCN.
La ragione principale di questa scelta è da ricercare nella lentezza da parte di Intel nel rilasciare nuovi driver. L’ultimo aggiornamento stabile è stato infatti rilasciato ben tre anni fa mentre l’ultima devel snapshot più di un anno e mezzo fa. Intel, inoltre, non sta dando alcun segno che lasci pensare a futuri investimenti nel settore pertanto la scelta degli sviluppatori sembra assolutamente giustificata e del tutto condivisibile.

Lo yak è l’animale scelto per rappresentare Ubuntu 16.10

Inoltre, fatto da non dimenticare, Xserver 1.18.4 è stato rilasciato da poco, con un elevato numero di bugfix, quindi, con Yakkety Yak ancora in sviluppo questo era proprio il momento più propizio per effettuare questa operazione.
Per tutte le informazioni del caso vi rimando al post pubblicato sul Weblog di Timo Aaltonen.

L’articolo Ubuntu e Debian adotteranno xf86-video-modesetting per schede Intel sembra essere il primo su Lffl.org.

Attivare il debug USB su Android

By Luca Episcopo

Debug android

Il debug USB è una funzione che permette al computer di interagire più in profondità con il dispositivo Android. Questa funzione può essere usata per installare le app, abilitare i permessi di root o, più semplicemente, anche per vedere le cartelle del dispositivo.

Attivare il debug

Per attivarlo dovrete recarvi nelle impostazioni e cercare la voce “info sul dispositivo” o, nel mio caso, “informazioni su”

Le voci e il loro posizionamento dipendono dalla personalizzazione fatta dal produttore al software ma in generale sono uguali. O simili. Una volta aperte le informazioni dovete cercare la voce “numero build” che potrebbe trovarsi subito sotto la versione di Android, o in un menu a parte che potrebbe essere “informazioni sul software”.

Quando l’avete trovata dovrete cliccarci 7 volte consecutivamente fino a quando non uscirà il messaggio in basso “ora sei uno sviluppatore”.

numero build

Fatto questo recatevi nel menu principale delle impostazione e cercate la nuova voce “opzioni sviluppatore”, apritela, attivate l’interruttore in alto (se non è già attiva) e attivate il debug usb. Quest’ultimo passaggio dovete farlo quando il dispositivo non è collegato al computer, altrimenti non vi sarà consentito attivarla. Una volta fatto questo collegate il dispositivo al computer e attendete l’installazione dei driver che dovrebbe avvenire in maniera automatica.

opzioni sviluppatore

Ci sono altre impostazioni molto utili, ma anche molto potenti, quindi vi consiglio di stare attenti a cosa modificate.

L’articolo Attivare il debug USB su Android appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Come installare file APK

By Luca Episcopo

Impostazioni apk

Un file .APK è l’estensione di un’applicazione che può essere installata su Android. Non è come installare un’app dal Play Store perché bisogna farlo manualmente e, se non attivate le giuste impostazioni, la procedura non andrà a buon fine. Forse questo articolo risulterà banale a chi è già pratico di Android ma altri potrebbero trovarlo interessante e utile, soprattutto se si trovano a dover installare un file APK per la prima volta.

Alcuni potrebbero avere la necessità di installare gli APK sul proprio dispositivo ma, se poco esperti, non sapranno come farlo.

Come installare un APK Android

Per prima cosa dovete recarvi nelle impostazioni del dispositivo (alcuni smartphone e tablet hanno delle personalizzazioni da parte dei produttori, ma in genere le voci sono le stesse). Una volta raggiunti i settaggi dovete cercare le impostazioni sulla sicurezza e aprirle.

Fatto ciò vi troverete davanti una serie di voci che gestiscono la sicurezza e la privacy del vostro dispositivo. Dovete cercare quella riguardante l’installazione delle app, che ha il nome di “origini sconosciute”.

sicurezza apk

Di default questa impostazione è disattivata, quindi troverete il selettore spostato verso sinistra, oppure una casella vuota (a seconda della personalizzazione del produttore). Voi non dovrete fare nient’altro che spostare il selettore o cliccare sulla casella, in modo da attivare la funzione. Vi uscirà un messaggio che dirà i rischi che correrete se attiverete l’impostazione, cliccate su ok e il gioco è fatto.

messaggio sicurezza apk

A questo punto cercate il file apk che avete scaricato (o scaricatelo), cliccateci sopra e poi su “installa“. Attendete l’installazione e scegliete se aprire l’app o chiudere il programma di installazione.

Vi ricordo che l’installazione di applicazioni normalmente a pagamento è considerato warez, ovvero un software messo in circolazione (gratuitamente) in maniera illegale. Né io né Chimerarevo ci assumiamo la responsabilità delle vostre azioni e questa guida non vuole incentivare questa pratica.

Ci tengo a ricordarvi, anche, di stare attenti a quello che installate perchè file di installazione presi da siti non affidabili potrebbero mettere a rischio la vostra sicurezza e i vostri dati personali, o causare instabilità e malfunzionamento del dispositivo. E’ sempre consigliato installare le applicazioni solo da market ufficiali visto che subiscono un processo di controllo da parte di Google.

L’articolo Come installare file APK appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Pokémon GO e le uova: come funzionano e cosa contengono

By Manuel Baldassarre

Pokémon GO ci spinge a girare il mondo per riuscire a catturare tutti Pokemon esistenti e completare il Pokédex. In verità però, spesso per la maggior parte del tempo siamo limitati all’esplorazione di una zona molto ristretta e ciò non ci consente di catturare molti Pokemon diversi e, soprattutto, limita la probabilità di incontrarne di rari! Per questo Pokémon GO ha inventato il sistema delle uova Pokemon grazie alle quali saremo in grado di ottenere Pokemon più o meno rari semplicemente…camminando!

Le uova, in totale, possono farci ottenere più di 70 Pokémon diversi, ovvero più della metà dei Pokemon presenti nel Pokedex! In questa guida completa alle uova in Pokémon GO scopriremo come ottenerle, come funzionano e cosa contengono.

Uova Pokemon: dove si trovano?

L’unico modo di ottenere delle uova Pokémon è quello di raggiungere un Pokéstop. In essi, in maniera totalmente casuale, sarà possibile ricevere (tra le altre cose) in regalo un uovo. Per garantire una certa equità infatti, esse non possono essere acquistate all’interno del negozio proprio perché la quantità di Pokémon che è possibile ottenere schiudendo le uova è di circa la metà di tutti i Pokemon disponibili in Pokemon GO.

pokemon-go-pokestop

3 tipi di uova

In Pokémon GO esistono tre tipi di uova che si differenziano per la distanza da dover percorrere per farle schiudere. Esistono per la precisione uova da 2, 5 e 10 chilometri e, al crescere della distanza, cresce la rarità dei Pokemon che è possibile ottenere in regalo. Ciò non significa che, ad esempio, le uova da 2 Km vadano snobbate, anzi! Come potete vedere nell’immagine qui in basso, nelle uova Pokemon da 2 Km c’è ad esempio la possibilità di ottenere uno starter (utile per chi debba evolvere il proprio o che voglia ottenere gli altri starter del gioco).

pokemon-uova-ottenibili

Le uova da 10 Km sono le più rare da ottenere e come avete visto contengono pochi Pokémon ma, allo stesso tempo, molto rari che spesso si trovano solamente nelle città più grandi ed affollate. Armatevi di buona volontà però, ce ne sarà da camminare! Di fatti Pokémon GO è in grado di calcolare la velocità al quale stiamo “camminando” tramite l’ausilio del GPS e interromperà automaticamente il conteggio dei passi per le uova se si supererà la velocità massima di 20 chilometri orari.

Le incubatrici

Aprite bene le orecchie: l’unico modo per schiudere le uova è quello di metterle in un incubatrice e… camminare! Esistono due tipi di incubatrici: l’incubatrice base che è disponibile dall’inizio del gioco per un numero illimitato di volte, l’incubatrice supplementare ottenibile come premio al raggiungimento di un determinato livello o acquistabili all’interno del negozio tramite le monete Pokémon.

Pokemon-Go-uova

Questi ultimi, seppur molto rari e abbastanza costosi, non aggiungono nessun particolare beneficio nello schiudere le uova ma, semplicemente, permettono di incubare più uova contemporaneamente e quindi accelerando notevolmente i tempi. Un’incubatrice supplementare può essere utilizzata per un massimo di 3 volte e, contemporaneamente, si possono incubare al massimo 9 uova per volta.

E voi, avete ottenuto qualche Pokemon raro dalle vostra uova?

L’articolo Pokémon GO e le uova: come funzionano e cosa contengono appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Debian Sid e Ubuntu 16.10 adottano xf86-video-modesetting per le schede video Intel

By Marco Giannini

Debian Sid e Ubuntu Yakkety Yak abbandoneranno i vecchi driver video xf86-video-intel in favore dei driver video generici xf86-video-modesetting per le schede video Intel di quarta generazione e successive.
La ragione principale di questa scelta è da ricercare nell’inerzia di Intel nel rilasciare nuovi driver. L’ultimo aggiornamento stabile è stato infatti rilasciato quasi tre anni fa mentre l’ultima devel snapshot più di un anno e mezzo fa.
Per maggiori informazioni vi rimando al Weblog di Timo Aaltonen.

Via Phoronix