I migliori strumenti per gestire i file in Linux

By Jessica Lambiase

Navigare tra i vari luoghi del sistema operativo è un’operazione così importante e così automatica che, spesso, si finisce per non farci caso.

Ad esempio fare doppio click sul collegamento ad “Home” sulla scrivania apre il gestore file: molti non sanno che quella finestra che si apre dopo l’operazione prende il nome di gestore file.

Un gestore file, appunto, è un software che permette di effettuare operazioni su file e cartelle che vanno dalla semplice visualizzazione all’eliminazione, passando per spostamento e visualizzazione delle proprietà.

Insomma una componente del sistema praticamente irrinunciabile che, se scelta a seconda delle proprie esigenze, può velocizzare e di molto il lavoro di tutti i giorni!

In questa guida non vi abbiamo però semplicemente parlato di “gestori file” ma di “migliori strumenti” perché, leggendo in seguito, vi renderete conto che con un po’ di esperienza è possibile gestire al meglio i file presenti sul sistema anche grazie ai soli comandi bash.

E, al contrario di ciò che pensate, non bisogna affatto essere dei mostri sacri!

Gestire i file in Linux

Comandi Bash

Non ci crederete ma, quanto a gestione dei file, il terminale può essere un grande amico! Con un po’ di pratica è possibile sgattaiolare da un punto all’altro del sistema per gestire i file presenti sul disco.

Basta prenderci la mano e… la velocità la farà da padrona! Vediamo insieme i comandi più utilizzati per lo scopo:

file /percorso/del/file
#mostra il tipo di file

cd /cartella 
#sposta la directory di lavoro nella cartella specificata

cd ~
#sposta la directory di lavoro nella home dell'utente

cd ..
#passa alla cartella superiore

ls 
#mostra una lista di file presenti nella cartella corrente

ls -al
#mostra una lista di file presenti nella cartella corrente, includendo i file nascosti

ls -l nomefile
#mostra le proprietà estese di un file

mkdir
#crea una sottocartella nella cartella corrente

touch nomefile
#crea un file vuoto nella cartella specificata

rm nomefile
#elimina un file

rmdir /nomecartella
#elimina una cartella

cp /percorso/file/di/origine /percorso/file/di/destinazione
#copia un file;

mv /percorso/file/di/origine /percorso/file/di/destinazione
#sposta (o rinomina nel caso la cartella sia la stessa) un file

chmod nuovipermessi file
#permette di definire nuovi permessi sul file; consultare man chmod per i dettagli

chattr parametri file
#permette di modificare le proprietà di un file; consultare man chattr per i dettagli

Gestori file

Come vi abbiamo anticipato dall’inizio i gestori file nelle distribuzioni Linux-based, letteralmente, si sprecano! Oltre agli arcinoti (che per completezza elencheremo comunque), ne esistono altri spesso poco noti ma altrettanto affidabili e, soprattutto, personalizzabili!

Quasi tutti i gestori file presenti sono disponibili insieme ai relativi ambienti desktop; inoltre per la maggior parte di essi è possibile l’installazione tramite il gestore pacchetti di sistema ed i repository integrati.

Nautilus/GNOME Files

Si chiama così il gestore file di GNOME ed Unity ed è stato recentemente ribattezzato in GNOME Files, nonostante il suo pacchetto mantenga il medesimo nome (per questioni di compatibilità legate alle distribuzioni non GNOME-based).

Pratico, funzionale, completo ed espandibile: difficilmente si può volere di più da un gestore file.

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Ciò nonostante Nautilus è indicato per le distribuzioni che hanno a corredo l’intero set di librerie e funzioni GTK, altrimenti la sua resa – sia in termini grafici che funzionali – potrebbe essere deludente.

LINK | Nautilus

Nemo

E’ il fork meglio riuscito di Nautilus, estremamente simile ad esso ma differente dall’originale a causa di alcune funzionalità eliminate o riprese da edizioni passate – ad esempio la possibilità di richiamare al volo la barra degli indirizzi premendo un tasto.

nemo-cinnamon_risultato

E’ il gestore file predefinito di Cinnamon e, in realtà, è di semplice installazione soltanto su distribuzioni che supportano nativamente tale desktop.

Altrove, invece, la sua convivenza con Nautilus potrebbe fare qualche danno.

Dolphin

Questo signore, invece, è il gestore file predefinito delle distribuzioni Plasma-based. Nonostante l’ambiente desktop a cui fa capo sia estremamente “importante” in termini di prestazioni, Dolphin è un gestore file articolato ma contemporaneamente leggero e di poco impatto sulle risorse di sistema.

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Dolphin va sicuramente studiato e conosciuto, poiché – a dispetto della semplicità e del sapore di “ovvio” che ne contraddistingue l’accezione di base – è estremamente potente e personalizzabile fino all’osso, in aspetti che vanno dagli script specifici ad operazioni batch, passando per le combinazioni da tastiera, le gesture personalizzate e i differenti layout (con tanto di “split”).

Come è giusto sia, per installare Dolphin c’è bisogno di buona parte dello stack Qt/KDE Plasma – dunque, se deciderete di installarlo su desktop non Plasma-based, occhio alle dipendenze.

LINK | Dolphin

Thunar

E’ il file manager predefinito di Xfce ed è GTK-based ma, grazie alla sua struttura, può essere installato praticamente ovunque poiché porta con sé davvero poche dipendenze.

thunar

Questo gestore file può sembrare minimale e ridotto all’osso pur non essendolo affatto: esso può infatti rivelarsi estremamente funzionale, è predisposto anche per il controllo completo tramite tastiera, l’integrazione con Samba e webDAV e può essere personalizzato del tutto, menu contestuali inclusi.

In tre parole: flessibile, potente e leggero.

LINK | Xfce

PCManFM

Si tratta di un gestore file che fa della leggerezza il suo punto di forza; non a caso è il file manager predefinito del desktop LXDE.

Esso è basato – nella versione stabile – su un set minimale di librerie GTK e caratterizzato da funzionalità standard come la divisione della finestra in più schede, layout differenti per le icone, i segnalibri e possibilità di aprire nuove finestre in modalità root.

pcmanfm_risultato

Anche PCManFM sarà portato in versione Qt e rilanciato nel desktop LXQt, attualmente in fase di sviluppo.

Ah, dimenticavamo: PCManFM integra in sé un gestore archivi completo e funzionale, tale File Roller.

LINK | PCManFM

Xfe

Xfe è un file manager molto particolare: differisce dagli altri per essere strutturato un po’ come i gestori ftp, come dimostra l’immagine in basso.

Xfe fornisce all’utente un layout ad albero con la finestra principale divisa in tre pannelli differenti configurabili, la possibilità di salvare il layout corrente, la posizione delle finestre, di cambiare tema, scorciatoie da tastiera e molto, molto altro.

xfe_risultato

O lo si ama o lo si odia ma, vi ripetiamo, può rivelarsi qualcosa di estremamente funzionale pur essendo tutt’altro che convenzionale.

LINK | Xfe

GNOME Commander

E’ il classico file manager split-screen che unisce le funzionalità di un gestore grafico all’interfaccia, alla leggerezza ed alla semplicità di un gestore basato invece sulle librerie ncurses – di fatto eseguibile da terminale.

gnome-commander_risultato

Minimale ma espandibile e con supporto plugin, GNOME Commander permette di definire segnalibri, usare uno dei suoi pannelli per effettuare connessioni FTP e, ovviamente, per eseguire operazioni sui file di gestione e spostamento.

Il layout di GNOME Commander è personalizzabile e, oltretutto, il pratico gestore può essere utilizzato comodamente sia con mouse che con tastiera.

LINK | GNOME Commander

Midnight Commander

Vi ricordate quando vi parlavamo di gestire i file utilizzando i comandi Bash? Ebbene mc – è così che ci si riferisce a questo gestore file – è l’alternativa vera e propria ai comandi Bash.

Si tratta di un gestore file estremamente leggero e scritto utilizzando le librerie ncurses, dunque eseguibile in toto da una finestra di terminale, il che lo rende particolarmente adatto per l’approccio remoto.

mc1

Anch’esso è un twin-panel con possibilità di personalizzazione di entrambi i pannelli, una flessibilità pari davvero a pochi e funzionalità che permettono di eseguire operazioni sui file sia spostandosi tra i suoi menu che con i comandi bash veri e propri, impartibili dalla medesima finestra.

LINK | Midnight Commander

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Assemblare un impianto Home Theater risparmiando

By Giuseppe F. Testa

Avere il salotto più tecnologico di tutti è il sogno di ogni utente hi-tech che si rispetti. Poter fare qualsiasi cosa senza dover scomodare il PC o il notebook, che sia guardare un film in streaming o ascoltare la propria musica preferita, vi farà arrivare al punto di passare sempre più tempo in salotto che in qualsiasi altra parte della casa. Costruirsi un impianto Home Theater che si rispetti però non è sempre una passeggiata, specie per il nostro portafoglio: alcuni degli impianti più belli costano davvero un occhio della testa! In questa guida vedremo come poter realizzare un Home Theater completo di tutto spendendo una cifra ragionevole e ottenendo tutto il necessario per guardare film, ascoltare musica, visualizzare immagini e navigare sul Web.

Home Theater per tutti

TV: niente 4K e Smart

I contenuti 4K scarseggiano ancora sul mercato, quindi acquistare una TV 4K al momento è una spesa che può essere tranquillamente evitata. Se si trova l’occasione con questo tipo di risoluzione ben venga, ma puntando su modelli “solo” FullHD possiamo piazzare in casa un televisore di dimensioni davvero enormi senza rinunciare ad alcunché. Lasciate completamente perdere le Smart TV: negli Home Theater è il media center a fare da centro multimediale, non la TV (come vedremo più avanti). Basta che il TV scelto abbiamo almeno 2 porte HDMI. Infine cercate di acquistare un TV il più grande possibile in rapporto alla grandezza della stanza e alla distanza di visualizzazione.

Le offerte sulle TV FullHD dai 50 pollici in su non mancano, basta dare un’occhiata alla nostra guida dedicata.

O in alternativa controllare la nostra sessione Offerte con la ricerca “TV FullHD 50 pollici” o dimensioni superiori.

Proiettore al posto del TV

Se le TV non ci hanno convinto, possiamo finalmente sfruttare quella parete bianca che abbiamo in salotto e utilizzare un proiettore. Con questo avremo una resa visiva migliore in moltissimi frangenti, basta far calare il buio e dare il via allo spettacolo.

Se cercate qualche proiettore in offerta possiamo trovarne alcuni con sistema operativo Android nella nostra guida.

Altrimenti possiamo affidarci anche in questo caso alla nostra sessione offerte.

Media center

Il media center è il “cuore” dell’impianto Home Theater. Molti impianti pre-assemblati peccano da questo punto di vista, ma noi realizzeremo un impianto completo di tutto il necessario.

Le caratteristiche che non devono mancare sono:

  • Lettore Blu-Ray
  • Disco rigido
  • Supporto app e programmi
  • Supporto contenuti in streaming
  • Registrazione canali TV
  • Supporto Kodi o Plex

In questo caso consiglio di assemblare un HTPC fanless per lo scopo. Avremo un mini PC compatto a cui aggiungere solo un masterizzatore Blu-Ray per leggere i film eventualmente acquistati su supporto ottico.

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Aggiungiamo all’HPTC questo masterizzatore Blu-Ray esterno firmato Samsung.

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Impianto audio

La parte su cui molti non transigono: l’Home Theater è prima di tutto un audio spettacolare! Possiamo aggiungere alla nostra soluzione fin qui creata un impianto 5.1 acquistando la soluzione proposta da OneConcept.

LINK ACQUISTO | Casse 5.1

oneConcept HS505 Sistema 5.1 casse attive (40 Watt RMS, Subwoofer Bass Reflex, R

Ecco le specifiche complete:

  • Connessioni: ingresso 5.1 (RCA), 5 uscite RCA per la connessione degli altoparlanti satelliti
  • Modalità di utilizzo: 5.1 e 2.1
  • Volume regolabile
  • Altoparlanti satellite da 5 cm (2″”)
  • Risposta in frequenza: da 40Hz a 20kHz
  • Rapporto Segnale / Rumore: >70dB
  • Separazione canale: > 45dB
  • Subwoofer
  • 5 x Altoparlanti
  • cavo da jack 3,5 mm a stereo RCA
  • 3 x Cavi RCA Stereo
  • 24 x 18 x 15 cm (subwoofer)
  • 5,5 x 8,5 x 7cm (satellite)
  • Peso subwoofer: 1,2 kg circa
  • Peso altoparlante satellite: 240g circa l’uno

Software ed app

Realizzato l’impianto hardware, come dobbiamo comportarci con il software. Come sistema operativo possiamo scegliere sia Windows 10 sia GNU/Linux: con quest’ultima scelta non dovremo pagare alcun costo di licenza e potremo ottenere tutti i software necessari.

Se siamo orientati ad una soluzione Windows consiglio di acquistare una licenza originale con Kinguin.

Se invece vogliamo puntare su una soluzione più economica possiamo installare gratis Ubuntu.

Come programmi non può mancare Kodi, un vero e proprio must-have su un Home Theater.

E per controllare tutto a distanza senza dover usare tastiere e telecomandi possiamo affidarci al nostro fedele smartphone e all’app Unified Remote, ottima per controllare Kodi, i browser e qualsiasi altra applicazione multimediale decidiamo di installare.

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Recensione Meizu HD50: le cuffie economiche che amerete!

By Gaetano Abatemarco

Meizu è uno di quei brand Cinesi tanto apprezzati in Europa per la qualità dei suoi smartphone: l’azienda ha però molti assi nella manica e per questo motivo ci ha permesso di provare le Meizu HD50, cuffie che già solo alla vista danno quel senso di eleganza e qualità spesso ricercata da tutti gli amanti del suono. Ottimo comfort, finitura d’argento, astuccio attraente e design intrigante: le Meizu HD50 sono davvero un regalo ideale per voi o per i vostri amici che sono alla ricerca di cuffie di pregevole fattura.

Belle da vedere… e non solo

Innanzitutto partiamo con il dire cosa non sono queste cuffie: le Meizu HD50 non sono cuffie Bluetooth ma sono dotate di cavo con jack 3.5mm (presente all’interno della confezione).Meizu HD50 (2)

Esistono due varianti: una variante completamente bianca ed una nera, entrambe imbottite e morbidissime con un materiale al tatto similpelle. Naturalmente c’è un microfono incorporato che fornisce una chiara comunicazione con il nostro interlocutore dall’altra parte del telefono: tecnologia CNC e nessuna dispersione del suono, i padiglioni sono caratterizzati dalle lettere “L” (sinistra) e “R” (destra) disegnate al loro interno, in modo da rendere impossibile per chiunque sbagliare il giusto verso per indossare le cuffie.

Meizu HD50 (7)
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Meizu HD50 (5)
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Una differenza importante delle Meizu HD50 rispetto ad altre cuffie di questo genere è nel cavo utilizzato: un filo isolato in gomma OFC invece del noto filo in kevlar che, secondo Meizu, riesce a garantire una “purezza del suono” del 99.99%.

Abbiamo testato le cuffie con un Nexus 6P e non abbiamo avuto problemi con i pulsanti di regolazione volume/brano.

Il microfono è stato in grado di fornire una voce cristallina durante l’uso di una telefonata, la qualità del suono è piacevole e pulita con i bassi coesi ma non eccessivi; naturalmente quando parlo di qualità offerta bisogna sempre ricordare che stiamo facendo riferimento a cuffie di appena 50€ e che difficilmente sono superate da altre appartenenti a questo range di prezzo. Di seguito alcuni dettagli tecnici che potrebbero tornarvi utili:

  • Connessione: Wired
  • Interfaccia di connessione: 3.5mm
  • Dispositivi supportati: smartphone, tablet, computer, portatili, Media Player portatili, DJ
  • Plug: Full-sized
  • Frequenza di risposta: 20~20KHz
  • Impedenza: 32 ohm
  • Sensibilità: 103dB + / – 3dB

Dove acquistarle

Per quanto riguarda l’acquisto, le cuffie Meizu HD50 vengono vendute da Gearbest e spedite in Italia senza costi doganali se scegliete il magazzino EU. Volendo ci sono anche altri store che le vendono e di seguito abbiamo raccolto le migliori offerte.

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Pokèmon Go: catturare velocemente Pokémon (anche rari)

By Giuseppe F. Testa

Pokémon Go è un gioco gratuito, ma fino ad un certo punto. Saliti di livello sarà necessario spendere qualcosa dal negozio per aumentare le probabilità di catturare Pokémon rari e salire di livello come allenatore. Ma se siete alle prime armi e non volete spendere soldi ci sono due semplici consigli da applicare per fare una buona raccolta di Pokémon da far evolvere e accumulare velocemente esperienza. Se siete abbastanza fortunati potrebbe capitarvi di catturare anche qualche Pokémon più raro!

L’unione fa la forza

Per quanto possa sembrare un gioco solitario e competitivo, Pokémon Go mostra tutta la sua forza se giocato in gruppo (magari tra membri dello stesso Team). Per poter salire velocemente di livello basterà organizzare un Pokeparty: tanti amici armati di smartphone e app installata. Tutti insieme sarete in grado di “massare” un quantitativo di Pokémon incredibili se adottate la giusta strategia.

Dominate tutti i Pokéstop più vicini

Una volta organizzato un Pokeparty cercate un punto della mappa dove ci sono molti Pokéstop racchiusi un’area ristretta. Questo darà un vantaggio incredibile a tutti: possiamo sparpagliare i nostri amici in tutti i Pokéstop e, cosa importante, dovete piazzare moduli esca e aromi nelle vicinanze. In questo modo tantissimi Pokémon si avvicineranno alla vostra area!

Pokémon GOL’allenatore WhiskeyInTheJ4r si sta divertendo in questo caso…

I luoghi che hanno un’alta concentrazione di Pokéstop sono quartieri storici, piazze, attrazioni turistiche e luoghi con molte chiese nei paraggi.

Possiamo cacciare i Pokèmon nell’area dove abbiamo piazzato tutti i nostri amici, recuperare velocemente Pokéball nel caso rimaniamo a corto (passando da un Pokéstop all’altro) e attirare sempre più Pokémon, anche quelli molto forti (che saranno attirati dagli allenatori con più esperienza nel nostro gruppo).

Tutti otterranno qualcosa: i giocatori più esperti potranno fare scorta di Pokèmon da far evolvere ed attirare quelli più forti, mentre i Pokémon più comuni faranno gola agli allenatori in erba e in cerca di PE (Punti Esperienza).

Attirare Pokèmon rari

La strategia precedente è ottima anche per attirare i Pokémon più rari. Pokeparty di 20 o più persone sono bastate per far comparire nelle vicinanze Pokèmon davvero molto rari (Vaporeon, Porygon, Snorlax ed altri). Al momento però si parla solo di teorie: nessuno può affermare o smentire che la fortuna abbia giocato un ruolo determinante in questi party, ma se organizzate Pokeparty più persone siete più probabilità ci saranno che – a furia di aromi ed esche ben piazzate – qualche Pokémon più raro comparirà sul vostro cammino.

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Come vedere se il PC è stato acceso

By Jessica Lambiase

visualizzatore-eventi

Avete proibito a vostro figlio di navigare con il computer ma vi fidate poco e volete vedere se il PC è stato acceso in vostra assenza?

Siete sul posto di lavoro ed il vostro notebook era spento, ma lo avete trovato spostato ed avete il sospetto che qualcuno lo abbia usato al posto vostro?

Questa è la guida che fa per voi: capiremo insieme come vedere se il PC è stato acceso ed usato senza permesso. La guida è compatibile con qualsiasi PC o tablet abbia in esecuzione il sistema operativo Windows.

Come vedere se il PC è stato acceso

La prima cosa da fare è avviare il Visualizzatore Eventi di Windows: premiamo la combinazione di tasti WIN+R (o apriamo il menu Start) e, al suo interno, digitiamo il comando

eventvwr.msc

seguito da Invio. Comparirà un pannello simile a questo:

Dalla parte sinistra della finestra selezioniamo la freccetta di fianco a Registri di Windows e, subito dopo, facciamo click doppio (o tap doppio) sulla voce Sicurezza che comparirà subito sotto.

Ora guardate il pannello centrale: dopo un tentativo di accesso, Microsoft memorizza dai due ai quattro minuti successivi l’esito dell’auditing di sicurezza. Vi basterà guardare gli intervalli di tempo per vedere se il PC è stato acceso senza permesso e se qualcuno l’ha usato mentre non c’eravate.

nome-utente

Qualora sul PC siano configurati più account, basterà cliccare sulle due freccette piccole in basso (circondate dal rettangolo nell’immagine) e dare uno sguardo alla voce Nome account per capire quale tra gli account presenti è stato usato – o su quale account c’è stato il tentativo di accesso.

Se invece volete scoprire da quanto tempo è acceso il PC potrete consultare la nostra precedente guida in merito:

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I 10 motivi per cui Facebook ha rovinato… la vita sociale!

By Jessica Lambiase

feeling-blue

“Facebook ti aiuta a tenere in contatto con le persone della tua vita”, semplifica tremendamente l’interazione tra persone di tutto il mondo, è un mezzo di comunicazione piuttosto diffuso ed immediato, ormai può rappresentare un vero e proprio album fotografico online… insomma, questo social network ci ha migliorato la vita!

Eppure… ci sono alcuni “effetti collaterali” che la rete di Mark Zuckerberg & Co. ha portato con sé i quali, seppur forse involontariamente, hanno ottenuto l’effetto contrario andando a complicare notevolmente le relazioni sociali “vere”, trasformandosi di fatto in un a-Social network!

I dieci scenari elencati qui di seguito vi faranno capire il perché di questa (apparentemente) bizzarra affermazione!

Addio agli auguri di compleanno, quelli veri

Prima di Facebook gli auguri di compleanno erano quasi un rito: una telefonata per sapere dove fosse il festeggiato, così da raggiungerlo e dargli i fantomatici due baci sul viso.. magari accompagnati da una sonora tirata di orecchie.

Era così simpatico fingere di arrabbiarsi con chi invece lo aveva dimenticato, ascoltare le loro scuse e perdonarli con un sorriso…

Oggi invece è tutto più vuoto semplice: Facebook segnala e grazie a due click si augura buon compleanno con due parole o un’immagine casuale presa da Internet.

E chi s’è visto… s’è visto.

Le notizie importanti? Sempre dopo tutti gli altri

La moglie del vostro migliore amico ha partorito oppure vostra sorella ha deciso la data del suo matrimonio… In tempi un po’ meno moderni sarebbero arrivate le telefonate per annunciare a voi, si proprio a voi, le belle notizie.

Perché si sa, sapere una cosa del genere – e sapere che qualcuno ci tenga al fatto che ne siate al corrente – fa sempre piacere!

Anche oggi grazie a Facebook potete scoprire cose del genere. In tempo reale e senza telefonate. Sì, ma dopo che anche il profilo “Sono un bot di Facebook” ha messo “Mi piace” al post del vostro amico o di vostra sorella.

Invidia, tremenda invidia…

Facebook è un enorme contenitore di foto e la vostra lista contatti trabocca di personaggi più o meno eccentrici la cui vita sarà pur sregolata, ma estremamente più movimentata della vostra routine casa-lavoro-famiglia-uscita del Sabato sera. E piano piano, soprattutto quando siete un po’ giù di corda, iniziate a chiedervi perché lui ha la sua vita “esagerata” e voi no.

Si ragazzi, questa si chiama proprio invidia.

Invidia, tremenda invidia… (2)

Vedete i post dei vostri amici totalizzare almeno 10 Mi Piace e 3 commenti per volta. Poi guardate i vostri post, il cui unico “Mi piace” è di quel piccolo stalker del vostro fratellino di 10 anni.

Improvvisamente vi sentite noiosi, ma così noiosi, ma così noiosi… da chiedervi perché gli altri fanno tanta simpatia e voi no, magari ignorando il fatto che Facebook sceglie con un criterio neanche tanto chiaro cosa mostrare sulle timeline dei contatti e cosa no.

E l’invidia ritorna!

Spoiler, spoiler, spoiler!

Le pagine ufficiali di quella serie TV, di quel libro o di quel cinema sono assolutamente IL MALE!

spoiler-alert

Immaginate di essere iscritti ad una di queste pagine dedicate e che, da un momento all’altro, compaia sulla vostra timeline un post del tipo

Abbiamo appena trasmesso su #emittenteBellissima l’ultimo episodio di #StupendaSerieDiTendenza! Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto?

E giù i commenti di coloro che quell’episodio l’hanno visto davvero e che conversano amabilmente degli avvenimenti rappresentati fregandosene altamente di rivelare dettagli sconosciuti a chi, come voi, avrebbe voluto goderselo ma ha dovuto lavorare.

Questo si chiama spoiler. E si, la vostra si chiama rabbia.

Addio alla dieta!

Personalmente credo che la cosa più complicata da portare avanti, dopo lo smettere di fumare, è mettersi a dieta dopo un periodo di eccessi.

E vedere quell’amico che mette su Facebook foto di torte invitanti, primi fumanti ed intere tavole imbandite, magari accompagnate dalla bellissima frase “Buon Appetito”, di certo non aiuta!

“Buon appetito un c***o” penserete voi. E avete ragione, perché a quel punto o cadete in tentazione o avrete un broncio lungo quanto il vostro braccio per almeno un’ora a venire.

Una volta mi interessavi….

Bella, bellissima. Quella ragazza vi ha proprio preso il cuore e siete curiosi di conoscerla pian piano e scoprire tante cose di lei, magari portarla a cena fuori…

Ma posta su Facebook 300292039 link che accentuano la sua spiccata indole animalista, nel suo profilo sono specificate la sua vita, la sua morte, i suoi miracoli, le sue imprese, la sua famiglia….

Insomma, sapete già tutto. E per quanto resti bella… non c’è già più nulla da scoprire. Bocciata.

FOMO, FOMO ovunque!

Si chiama “Fear of Missing Out” – letteralmente paura di essere esclusi – ed è uno stato emotivo che trova nascita proprio nei social network.

Se avete visto due o più vostri contatti taggati nella stessa foto, magari seduti al bar a sorseggiare un aperitivo, e vi state chiedendo perché non vi abbiano avvertito sentendo già in fondo al cuore la “sindrome dell’eterno escluso”… beh, allora siete in preda di un attacco di FOMO.

E grazie a Facebook attacchi del genere diventano sempre più frequenti.

L’autostima, questa sconosciuta…

Gli anglofoni lo chiamano “feeling blue” e… non c’entra niente (forse) con il colore dominante di Facebook, ma si tratta di quello stato d’animo in cui improvvisamente:

  • i rotolini di pancia vi sembrano più rotolini del solito;
  • i vostri denti vi sembrano troppo gialli;
  • guardate un capello e vedete le doppie punte;
  • iniziate a tastarvi la pelle per constatare se è troppo grassa o troppo secca;
  • il mondo vi crolla addosso;
  • vi sentite perennemente fuori luogo…

…e così decidete di perdere un po’ di tempo su Facebook. Ma i suoi annunci mirati non vi aiutano: “Hai bisogno di un estetista?” “Dentisti italiani a poco prezzo: ecco come!” “I migliori parrucchieri della tua città”.

E da blue il vostro umore diventa black.

Il tempo è denaro…

…e Facebook ne porta via tanto, forse fin troppo! Evitare di finire nel tunnel degli affari altrui, una volta aperta la timeline di Facebook, è praticamente impossibile: foto collega foto, post collega post, persona collega persona, link collega link, condivisione attira altre condivisioni….

E così quel “passo dieci minuti su Facebook e poi mi preparo ad uscire” si trasforma improvvisamente in “Porca paletta ho due ore piene di ritardo”.

E voi siete Facebook-moderati o Facebook-dipendenti? Avete mai sperimentato una di queste situazioni? Fatecelo sapere!

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Linux kernel 4.6.4 arriva nei repo di Arch Linux

By Matteo Gatti

linux kernel 4-6-4

In breve: Il 15 Luglio scorso i mantainer di Arch Linux hanno provveduto ad aggiornare il kernel del sistema operativo alla versione 4.6.4.

Dopo i sistemi operativi Slackware-based fra cui Slax, Zenwalk, e SlackEX è ora giunto il turno di Arch che si aggiorna al kernel 4.6.4. Annunciato una settimana fa, precisamente l’11 Luglio, il kernel Linux 4.6.4 è stato introdotto da Greg Kroah-Hartman. Sono stati modificati ben 36 file con 216 inserimenti e 98 cancellazioni. I giorni di test intensivo da parte dei devs sono stati ben quattro e non sono emersi problemi.

Entrando nello specifico delle modifiche introdotte nel kernel 4.6.4 possiamo dirvi che sono stati aggiornati i driver USB e il networking stack con miglioramenti al data link layer protocol AX.25. I programmatori hanno lavorato anche sul kernel connection multiplexer (KCM), e sul packet scheduler.

I developer consigliano di aggiornare il sistema operativo il prima possibile, potete farlo aprendo il terminale e dando il comando ” pacman -Syu “.

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NVIDIA: rilasciati i driver 367.35

By Matteo Gatti

nvidia driver 367.35

In breve: il 15 Luglio 2016 Nvidia ha pubblicato i nuovi driver 367.35 per gli ambienti GNU/linux, FreeBSD, GNU/Linux e Solaris.

I driver Nvidia 367.35 arrivano come un aggiornamento dei precedenti driver Nvidia 367.27, annunciati circa un mese fa, i quali hanno introdotto il supporto per le potentissime schede video GeForce GTX 1080 e GTX 1070 su sistemi operativi Linux-based.

Questi driver sembrano essere un piccolo aggiornamento che corregge alcuni bug segnalati nel corso di questo mese dagli utenti. Allo stesso tempo pero’ gli sviluppatori hanno aggiunto il supporto per VDPAU Feature set H (VDPAU sta per Video Decode and Presentation API for Unix). Grazie a questa novità la vostra scheda grafica Nvidia, se sufficientemente potente, sarà in grado di elaborare video in 8K (8192×8192) H.265/HEVC.

Questi nuovi driver vanno a fixare un totale di ben sette bug, fra cui oltre alla risoluzione di un problema inserito senza volere proprio nei driver usciti il mese scorso sono state risolte le seguenti problematiche:

  • Solved an X crash that occurred when applying changes to the RandR CscMatrix property;
  • fix for a crash with the nvidia-settings configuration tool on displays that have 8- or 15-bit color depths;
  • solved a bug that could make the system crash due to a peer-to-peer mapping enabled during CUDA context teardown;
  • Solved a Vulkan issue with the X.Org Server when Composite was enable.

Cliccando qui potete accedere al sito di Nvidia e scaricare i driver.

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Dropbox rende Lepton open source

By Marco Giannini

Dropbox ha da qualche giorno annunciato di aver reso open source (con licenza Apache) Lepton, il suo tool per la compressione delle immagini JPEG senza perdita di qualità.
Lepton consente di raggiungere un riduzione delle dimensioni dei file del 22% per le immagini JPEG esistenti. Lepton è in grado di conservare il file originale con una precisione bit per bit.
Lepton è già in uso presso Dropbox su oltre 16 miliardi di immagini riuscendo a far risparmiare alla società diversi petabyte di spazio.
Trovate maggiori dettagli su Lepton nel post con l’annuncio ufficiale del rilascio mentre codice sorgente è disponibile su GitHub all’indirizzo https://github.com/dropbox/lepton