Skype: rilasciata la prima Alpha del nuovo client per Linux

By Marco Giannini

Il team di Skype ha annunciato il rilascio della prima versione Alpha della nuova versione di Skype per Linux.

Questa nuova versione di Skype per Linux, che si allinea all’interfaccia grafica a cui gli utenti Windows sono ormai da tempo abituati, utilizza WebRTC, una tecnologia open source nata nel 2011 e che consente, fra le altre cose, di effettuare video chat sui moderni browser che supportano l’HTML5 e JavaScript.

Gli utenti interessati a provare questa nuova versione (che ricordo è ancora nella fase di testing) possono scaricare gli installer in formato DEB e RPM dai link che seguono.

Download Skype for Linux Alpha DEBDownload Skype for Linux Alpha RPM

Gli installer sono compatibili soltanto con sistemi operativi a 64bit.

Recensione AOC C3583FQ: il monitor 35″ curvo per immergersi nel gioco

By Alessandro Frigoli

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AOC negli ultimi tempi si sta sempre più imponendo come uno dei principali produttori di monitor dedicati al gaming (e non) presenti sul mercato. Le sue ultime soluzioni, adatte a tutte le fasce di prezzo, sono sempre più apprezzate dall’utenza, rendendo il marchio sinonimo di qualità nel mercato dei monitor.

Oggi andremo a vedere assieme l’AOC C3583FQ, monitor di fascia alta della casa taiwandese, che promette di garantire un’esperienza di gioco eccellente grazie al display curvo da 35″ 21:9, la frequenza di aggiornamento elevatissima e la presenza del supporto alla tecnologia Adaptive-Sync.

Vediamolo assieme nella nostra recensione completa.

Confezione

Come tradizione per tutti i monitor di AOC, la confezione (piuttosto voluminosa devo dire) contiene tutto l’essenziale per iniziare da subito ad utilizzare il prodotto.

Assieme al monitor protetto da vari strati di polistirolo, troviamo in dotazione oltre al CD contenente la manualistica virtuale un (abbastanza anacronistico) cavo VGA, un cavo HDMI, un cavo DisplayPort, un jack da 3,5″ per l’audio e l’alimentatore dedicato.

Design

Il design è certamente uno dei punti di forza di questo monitor.

La sua caratteristica distintiva è di sicuro la presenza di un pannello curvo da 35″, che dona al monitor una forma e delle linee assolutamente stupende. Per il resto, riprende appieno i tratti distintivi della gamma AOC, con il grosso logo della casa al centro e la cornice squadrata (seppur, ovviamente, incurvata). Si tratta di un monitor molto sobrio e curato, senza alcun fronzolo ne esagerazione presente su molti altri prodotti della concorrenza.

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La curvatura di 200mm consente al monitor di essere tutto sommato abbastanza compatto (per essere un 35″): misura infatti 85mm in lunghezza e 46cm in altezza per 12kg di peso, davvero un risultato niente male.

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Il tronco è ovviamente snodato e permette di orientare il monitor in base alle nostre esigenze (inclinazione da -3° a 15°), mentre sulla base troviamo il led di stato d’accensione ed i cinque pulsanti soft-touch di comando, quattro per il controllo dell’OSD ed uno per l’accensione/spegnimento.

Pannello

A bordo del C3583FQ troviamo un pannello da 35″ di tipo MVA LCD in formato 21:9 con risoluzione Wide Full HD (2560×1080 pixel), con una densità complessiva di 79,39 PPI. Proprio queste ultime due caratteristiche sono forse il punto debole dell’offerta: la risoluzione FHD e la bassa densità rapportata ai 35″ del pannello fanno si che le immagini a tutto schermo appaiano leggermente sgranate, e soprattutto da vicino si tendono a vedere troppo marcatamente i pixel. A mio parere su un monitor di questa fascia sarebbe stato più adeguato un pannello con risoluzione UltraWide Quad HD 21:9 (3440×1440 pixel) o almeno in Quad HD 16:9 (2560×1440 pixel), in modo da non avere l’effetto prima descritto.

Per il resto, si tratta di un pannello di eccellente qualità: i suoi punti di forza sono certamente l’altissima frequenza d’aggiornamento di 160Hz e la presenza del supporto alla tecnologia Adaptive-Sync (anche chiamata commercialmente AMD FreeSync), che consentono sessioni di gioco assolutamente prive di effetto ghosting o di tearing. L’utilizzo della tecnologia MVA inoltre consente di ottenere immagini piuttosto nitide, con neri realistici e non grigiastri pure nelle parti più incurvate, pur mantenendo un tempo di risposta assolutamente accettabile (4ms).

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Nello specifico del supporto AMD FreeSync abbiamo potuto testare il pannello con una scheda grafica Sapphire Radeon R9 Fury X su Windows 10 Professional 64 bit con driver AMD Radeon Software Crimson Edition 16.6.2, e, una volta abilitato il supporto direttamente dalle Impostazioni Radeon semplicemente abilitando un’impostazione dedicata, fin da subito il pannello si è comportato egregiamente, rimuovendo del tutto il tearing pure su giochi con azioni molto concitate come GRID: Autosport o PayDay 2.

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Avrei voluto testare FreeSync pure su Linux, ma AMD non ha ancora rilasciato il supporto ufficiale a questa tecnologia in AMDGPU dunque non mi è stato possibile.

Importante anche la presenza della tecnologia Flicker-Free, che va a ridurre al minimo gli sfarfallii durante le sessioni di gioco riducendo l’affaticamento sugli occhi.

OSD e configurazioni

Come tutti i monitor di casa AOC anche il C3583FQ include l’ottima interfaccia OSD 2k11 per la gestione delle impostazioni. Tale UI, comandabile tramite i pulsanti presenti sulla base del monitor, permette dunque di accedere velocemente e semplicemente a tutti i settaggi, andandoli a personalizzare in maniera completa ed efficace.

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Non è presente la modalità OverDrive, che su altri monitor gestisce lo strobing della retroilluminazione per eliminare al meglio le scie durante immagini in movimento sul pannello, ma troviamo lo switch delle porte DisplayPort da 1.1 ad 1.2, necessario per abilitare il supporto FreeSync.

Connettività

La connettività è un altro dei punti di forza di questo monitor. Troviamo infatti un set davvero completo di porte sul retro del monitor: sono presenti la vecchia VGA per la connettività a vecchi PC, due porte HDMI 1.4, due DisplayPort 1.2, una DVI, un jack da 3.5 in ingresso ed uno in uscita per l’audio, oltre ovviamente al connettore di alimentazione.

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Inutile specificare come per l’utilizzo del monitor fino a 160Hz sia necessario utilizzare la porta DVI od una delle porte DisplayPort, mentre per il supporto FreeSync solo queste ultime ne permettano l’utilizzo.

Consumi e Prezzo

Per quanto riguarda i consumi, AOC dichiara un consumo medio di 60W durante l’utilizzo del monitor e di 0,5W durante lo standby, consumi assolutamente in linea con i concorrenti sul mercato.

Il prezzo di vendita dell’AOC C3583FQ è di 799€, un prezzo di certo parecchio importante anche se non totalmente giustificato da un monitor tutto sommato fermo ancora ad una risoluzione 1080p e con una densità di pixel troppo bassa. Con un pannello WQHD o comunque QHD il prezzo sarebbe stato più giustificato.

Conclusioni

L’AOC C3583FQ è di sicuro un monitor di tutto rispetto: la presenza di una curvatura così accentuata, unita al formato 21:9, all’altissima frequenza d’aggiornamento ed al supporto FreeSync lo rendono un prodotto sicuramente molto interessante, molto piacevole da usare sia nell’uso quotidiano che durante le sessioni di gaming.

Come già ampiamente specificato nel corso della review però la bassa risoluzione e densità di pixel ne pregiudicano la resa visiva, rendendolo inferiore a soluzioni alternative presenti sul mercato dotate di risoluzione maggiore.

Rimane comunque un eccellente monitor, adatto ad ogni tipologia di gamer (soprattutto se dotato di una GPU AMD Radeon che supporti il FreeSync) e utilizzabile in ogni evenienza.

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Aggiungere azioni personalizzate in Thunar di XFCE

By Giuseppe F. Testa

thunar-azioni-personalizzate

Uno degli ambienti desktop più apprezzati per leggerezza e flessibilità nell’ambiente GNU/Linux è sicuramente Xfce, a detta di molti il vero erede del compianto GNOME 2, da cui eredita alcune caratteristiche e alle stesse affianca nuove funzionalità tipiche dell’ambiente “del sorcio” (il simbolo di Xfce).

Se avete già avuto modo di provare Xfce avrete notato che il file manager di default, Thunar, all’apparenza mostra alcune carenze rispetto a file manager più maturi, mettendo in difficoltà i neofiti che decidono di puntare su questo ambiente.

In realtà Thunar è altamente personalizzabile, lascia all’utente la possibilità di scegliere quali voci aggiuntive mostrare nel menu contestuale di file e cartelle per svolgere determinate azioni, alcune davvero molto utili; per fare ciò basta raggiungere la voce Imposta Azioni personalizzate, presente nel menu Modifica di Thunar.

Nel menu che si apre potremo gestire ogni voce aggiuntiva, oppure aggiungerne altri cliccando sul simbolo verde.

azioni-pers-aggiungi

Nel nuovo sottomenu vedremo due schede, entrambe utili per creare l’azione. Nella prima scheda, Base, dobbiamo scegliere il nome, la descrizione, il comando e l’icona da assegnare alla nuova azione.

thu-az-4

Nella seconda scheda, Condizioni di visibilità, dovremo decidere su quali file o cartelle deve presentarsi la voce nel menu contestuale.

thu-az-5

Per ogni azione personalizzata che vi suggeriremo vi forniremo tutti i parametri da inserire nelle due sopracitate schede.

A questo punto vediamo come aggiungere a Thunar delle azioni personalizzate utili per aumentare la produttività e per potenziare il file manager.

NOTA BENE: alcune azioni richiedono l’intervento di script in Bash; possiamo posizionare questi script in un’unica cartella nascosta nella Home, così da trovarli facilmente al momento di assegnarli alle azioni.

Per creare la cartella lanciamo da terminale:

mkdir .bash-scripts

Le migliori azioni personalizzate in Thunar

Calcolare lo spazio occupato da una cartella nel disco

Da terminale installiamo il programma ncdu con il comando

sudo apt-get install ncdu

Ora organizziamo le due schede come segue:

SCHEDA "Base"
 Nome: Calcola Spazio
 Descrizione: Calcola lo spazio occupato dalla cartella
 Comando: xfce4-terminal -x ncdu %f
 Icona: baobab

SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *
 Spuntare la voce Cartelle.

Aprire cartella o file di testo come amministratore

SCHEDA "Base"
 Nome: Apri come root
 Descrizione: Apri file o cartella come amministratore
 Comando: gksudo thunar %f
 Icona: password

SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *
 Spuntare la voce Cartelle e File di testo.

Rinominare tanti file contemporaneamente

SCHEDA "Base"
 Nome: Rinomina in massa
 Descrizione: Rinomina in massa una selezione di file
 Comando: thunar -B %F
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *
 Spuntare la voce File di testo, File audio, File video, File immagine, Altri file

Stampare il file di testo selezionato

SCHEDA "Base"
 Nome: Stampa file
 Descrizione: Stampa il file di testo selezionato
 Comando: xfprint4 %f
 Icona: xfce-printer
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *.pdf; *.doc ;*.txt; *.docx; *.odt
 Spuntare la voce File di testo, Altri file

Controllare l’MD5 per il file selezionato

SCHEDA "Base"
 Nome: Controlla integrità file
 Descrizione: Controlla MD5 e SHA per il file selezionato
 Comando: zenity --info --title="%n" --text="%nnn$(md5sum) MD5nn$(sha1sum) SHA1nn$(sha256sum) SHA256"
 Icona: system-run
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *.pdf; *.doc; *.txt; *.docx; *.odt
 Spuntare la voce File di testo, File audio, File video, File immagine, Altri file

Creare collegamento (symlink) al file o cartella selezionato

SCHEDA "Base"
 Nome: Crea collegamento
 Descrizione: Crea collegamento a file o cartella selezionato
 Comando: ln -s %f "Link a %n"
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *
 Spuntare tutte le voci

Convertire file audio in vari formati

Necessita di script da posizionare in ~/.bash-scripts/ scaricabile dal link in basso:

DOWNLOAD | audio-convert

SCHEDA "Base"
 Nome: Converti file
 Descrizione: Converti file musicale in altro formato
 Comando:  ~/.bash-scripts/audio-convert %f
 Icona: sound
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *
 Spuntare la voce File Audio

Convertire file video in vari formati

Necessita di script da posizionare in ~/.bash-scripts/ scaricabile dal link in basso:

DOWNLOAD | avconvert

SCHEDA "Base"
 Nome: Converti file video
 Descrizione: Converti file video in altro formato
 Comando: ~/.bash-scripts/avconvert %f
 Icona: video
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *
 Spuntare la voce File video

Convertire immagini .png in immagini .jpeg

SCHEDA "Base"
 Nome: Converti in jpeg
 Descrizione: Converti un file .png in .jpg
 Comando: mogrify -format jpg %f
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *.png
 Spuntare la voce File immagine

Convertire documenti Office in ODT

Prima di procedere è necessario installare il seguente pacchetto da terminale:

sudo apt-get install unoconv
SCHEDA "Base"
 Nome: Converti in ODT
 Descrizione: Converti i documenti Office Word in ODT
 Comando:  unoconv -f odt %F
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *.doc; *.docx
 Spuntare la voce Altri file

Convertire documenti in PDF

Prima di procedere è necessario installare il seguente pacchetto da terminale:

sudo apt-get install unoconv
SCHEDA "Base"
 Nome: Converti in PDF
 Descrizione: Converti i documenti in PDF
 Comando:  unoconv -f pdf %F
 
SCHEDA "Condizioni di visibilità"
 Schema del file: *.doc; *.docx; *.odt; *.odp; *.pps; *.ppt; *.xls; *.xlsx; *.ods; *.pptx
 Spuntare la voce Altri file

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Ottenere sondaggi mirati su Google Opinion Rewards

By Giuseppe F. Testa

Google Opinion Rewards è l’app dei sondaggi sponsorizzata da Google stessa che permette, rispondendo a qualche semplice questionario, di ottenere denaro sul proprio conto Google da spendere nelle app a pagamento, negli acquisti in-app o in contenuti multimediali (su Google Play Musica, Film, Libri etc.). Non parliamo di cifre astronomiche; in media i sondaggi vanno per i 0,10 centesimi di Euro, ma non mancano sondaggi da 0,50€ o più. Siamo tra quelli che non ricevono sondaggi o non ne ricevono affatto? Con qualche consiglio mirato possiamo attirare l’attenzione degli inserzionisti per ottenere sondaggi paganti su Google Opinion Rewards.

DOWNLOAD | Google Opinion Rewards

Ottenere sondaggi mirati

Questione di profili commerciali

Google Opinion Rewards non è un Bancomat che regala soldi ogni tanto! L’app e il servizio funzionano grazie alla profilazione dell’utente tramite account Google: più cose facciamo con l’account associato, più interessanti diventiamo per gli inserzionisti. Quindi visitare tanti negozi e luoghi diversi vi renderà più “appetibili”, mostrandovi molti più sondaggi. Il sondaggio classico di Google Opinion Rewards arriverà dopo poche ore che siete usciti da un negozio o da un centro commerciale: vi chiederà com’è andata la vostra esperienza in uno dei negozi visitati.

Ottenere più sondaggi è solo questione di profili commerciali: se siete poco interessanti non verrete quasi mai contattati.

GPS sempre attivo

Una delle cose più sottovalutate: l’app è sempre attiva in background per “capire” dove andate e cosa visitate, ma questo sistema di tracking non funzionerà bene se non avete il GPS attivo sul vostro smartphone.

E per attivo non intendiamo “risparmio energetico” ma proprio completamente attivo (Alta precisione), con l’antenna GPS pronta ad attivarsi se l’app lo ritiene necessario.

Se non lasciate il GPS permanentemente attivo le probabilità di ricevere un sondaggio sono scarse.

Non mentire

Un altro degli errori più frequenti con i sondaggi di Google è rispondere ai sondaggi con risposte inventate.

Non avete visitato il negozio Benetton? Se c’è questa opzione nel sondaggio, evitatela! L’app e il servizio sono in grado di capire al volo le bugie visto che sanno esattamente dove siete entrati e dove siete passati. Dare una risposta inventata sul momento invece di scegliere “Nessuna delle risposte precedenti” sperando che vi diano qualche soldo in più vi porterà dritto nella lista dei “bugiardi”, quelli dal profilo commerciale peggiore. Mentire in un sondaggio vi farà perdere credibilità e ridurrà drasticamente l’arrivo di sondaggi futuri. Evitate anche l’errore opposto: se siete entrati in un negozio ma avete risposto “nessuna delle risposte precedenti” verrete catalogati come troppo “timorosi di far sapere i fatti propri”, perdendo un po’ di credibilità.

Regola d’oro: non mentire a Google!

Spostarsi di continuo

Fare gli stessi percorsi e muoversi per le stesse strade in città non vi aiuterà ad ottenere nuovi sondaggi. I sondaggi sono pensati per unire l’esperienza di vita quotidiana dell’utente con le necessità di feedback delle attività e dei servizi offerti nelle vicinanze: se vi siete già fatti tutti i negozi e i centri commerciali di zona, difficilmente avrete altri sondaggi! Meglio conoscere nuove zone o meglio ancora spostarsi in un’altra città (sempre se possiamo): i sondaggi prima o poi arriveranno.

Niente trucchi

Disinstallare e reinstallare l’app non vi farà avere più sondaggi: il vostro profilo commerciale è legato all’account Google. Non ci sono effetti evidenti nell’avere più dispositivi connessi con lo stesso account. Anzi facendo ciò rischiate di “sporcare” il vostro profilo commerciale, specie se il dispositivo è usato da altre persone.

Google si accorgerà del “cambio di gusti” troppo repentino (tipo un uomo che entra sempre più spesso in un negozio di intimo femminile o in un negozio di trucchi) e ridurrà i sondaggi per l’utente in questione.

Dove usare i crediti

I crediti accumulati possono essere usati per acquistare app dal Google Play Store o negli acquisti in-app. Per esempio il credito è molto utile per acquistare oggetti in Pokèmon Go.

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Rilasciato DIGIKAM 5.0 !

By Matteo Gatti

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In breve: Uno dei migliori ‘photo software’ per Linux, digiKam riceve una nuova release dopo ben due anni!

digiKam è un software open source per la gestione delle proprie fotografie, disponibile per Linux, Windows, e Mac OS X. Pensato per guardare, editare, organizzare, inserire tag e condividere le proprie immagini è uno dei software migliori che possiate scegliere in ambiente GNU/Linux.

Questa nuova versione di digiKam introduce una lunga serie di nuove funzioni e il codice è stato re-ingegnerizzato in Qt 5. D’ora in poi l’idea è quella di aggiornare periodicamente il software con cicli di sviluppo più brevi: mai più attese di due anni quindi, per la felicità degli utenti.

digiKam 5.0: cosa c’è di nuovo.

Ecco una lista di modifiche:

  • multi-threaded implementation to query the database
  • new Lazy Synchronization Tool to improve metadata workflow
  • ported kipi-plugins to Qt5
  • revamped database code and a new database configuration panel
  • now it is possible to setup MySQL datebase at first run

Se siete interessati qui trovate il changelog completo.

Installiamolo in Ubuntu 16.04 e Linux Mint 18

Nel momento in cui scrivo questo articolo la nuova versione del software non è ancora stata inserita nei repo ufficiali di Ubuntu, è pertanto necessario usare un PPA non ufficiale. Aprite il terminale e scrivete i seguenti comandi:

  • sudo add-apt-repository ppa:philip5/extra
  • sudo apt update
  • sudo apt install digikam5

Questo PPA è disponibile solo per Ubuntu 16.04 (XX) e Ubuntu 15.10 (WW). Il pacchetto pesa oltre 400MB quindi armatevi di pazienza. Dopo il primo avvio sarà necessaria une breve configurazione: niente di preoccupante è abbastanza autoesplicativa.

Come rimuovere digiKam 5.0

Se l’aveste provato rimanendone insoddisfatti potete rimuoverlo aprendo il terminale e dando i comandi seguenti:

  • sudo apt remove digikam5
  • sudo add-apt-repository --remove ppa:philip5/extra

[Fonte]

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Skype annuncia un nuovo client per Linux

By Jessica Lambiase

Qualche giorno fa gli sviluppatori di Skype avevano annunciato di avere in serbo novità per gli utenti Linux; una notizia che ha fatto sorridere molti, vista l’indegna fine del client – sempre più instabile – ad oggi a disposizione per gli utenti del pinguino.

Rispettando appieno la data annunciata, Skype ha oggi ufficializzato l’inizio dello sviluppo di un nuovo client Skype per Linux!

Al momento disponibile soltanto in versione beta, fondamentalmente questo client è una sorta di “wrapper” della versione web di Skype: esso è infatti in grado di effettuare chiamate utilizzando il protocollo WebRTC, andando tuttavia ad integrarsi con il sistema operativo – mostrando, ad esempio, il numero di notifiche non lette.

Secondo quanto dichiarato, sarà proprio WebRTC a permettere a Skype di “continuare il supporto per gli utenti Linux negli anni a venire”.

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Una sorta di webapp? Si, forse è effettivamente questa la direzione intrapresa dal team di sviluppo: di fatto ciò non implicherebbe la necessità di un team dedicato se non per “pacchettizzare” il wrapper e renderebbe più scorrevole ed agevole lo sviluppo.

Va detto che il nuovo client Skype per Linux messo a disposizione degli utenti è in stato Alpha, quindi potrebbe essere modificato radicalmente prima di arrivare ad uno stato stabile.

Inoltre, come ogni alpha che si rispetti, il programma ha dei vistosi bug:

  • non è possibile effettuare chiamate verso utenti con versioni di Skype per Linux precedenti alla 4.3.0.37;
  • non è possibile effettuare videochiamate singole né di gruppo.

Skype, tuttavia, promette che “nuove funzionalità arriveranno in futuro”. Potrete scaricare il nuovo client Skype per Linux in stato alpha sotto forma di pacchetto .deb o .rpm a 64 bit, direttamente dalla pagina dell’annuncio.

DOWNLOAD | Skype per Linux Alpha (Skype.com, 64 bit)

L’articolo Skype annuncia un nuovo client per Linux appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Rilasciato VirtualBox 5.1

By krait

virtualbox

Ieri è stata rilasciata una nuova (ed importante) release di Virtualbox, il famoso software per creare ed eseguire macchine virtuali, che giunge alla versione 5.1.

Questi miglioramenti portano più che altro modifiche “sotto al cofano”, non sono state introdotte grandi novità lato funzionalità, ma è pur sempre un aggiornamento di grande importanza.

Ecco le principali novità:

  • Miglioramento significativo delle prestazioni delle macchine virtuali multi-processore e del networking;
  • Nuovo strumento per la segnalazione di bug;
  • Migliorato supporto con alcune periferiche USB;
  • Audio multicanale;
  • Possibilità di emulare memorie Flash;
  • Migrazione interfaccia utente a Qt5 e migliorato supporto Python 3;
  • Migliore integrazione con i sistemi Linux.

Qui potete trovare l’annuncio ufficiale.

Potete scaricare questa nuova versione di Virtualbox dal sito ufficiale.

L’articolo Rilasciato VirtualBox 5.1 sembra essere il primo su KraitPC.

Come visualizzare il testo delle canzoni su YouTube (e Spotify)

By Jessica Lambiase

visualizzare il testo delle canzoni su YouTube

Vi piacerebbe visualizzare il testo delle canzoni su YouTube per poterle cantare mentre le ascoltate a mo’ di karaoke?

Molti creatori includano il testo dei brani sotto forma di video ma questa è una pratica che Google condanna per la maggiore, poiché costoro spesso non possiedono i diritti d’autore sul brano.

Grazie ad alcune estensioni per il browser Google Chrome, tuttavia, andremo a scoprire come visualizzare i testi direttamente tra le pagine del portale di Google; inoltre alcuni di essi dispongono anche dell’integrazione con Spotify per ottenere il medesimo risultato.

Visualizzare il testo delle canzoni su YouTube e Spotify

Tra le tante disponibili abbiamo scelto quelle che per noi sono le due estensioni più efficienti per visualizzare il testo delle canzoni su YouTube.

La prima è Lyrics Here: una volta installata ed accordati i permessi per accedere ai siti web (vi saranno chiesti al primo utilizzo), basterà fare click sulla sua icona di fianco alla barra degli indirizzi per visualizzare un rettangolo – che potrete spostare – contenente il brano attualmente in riproduzione su YouTube.

Volendo potrete selezionare un sito differente utilizzando le frecce in corrispondenza di “Different source”.

Tramite le impostazioni di Lyrics Here (Click destro sull’icona > Opzioni) potrete scegliere anche selettivamente i siti da cui prelevare i testi.

Lyrics Here funziona in maniera analoga anche con Spotify Web: basterà mandare in riproduzione un brano, accordare all’estensione i permessi di accesso al sito di Spotify ed il gioco è fatto.

lyrics-here-spotify

Potrete scaricare gratuitamente Lyrics Here per Google Chrome direttamente dal link in basso.

DOWNLOAD | Lyrics here (Chrome Web Store)

YouTube Genius

YouTube Genius è un’altra estensione che permette di visualizzare il testo delle canzoni su YouTube poggiandosi però esclusivamente al celebre portale Genius.

Una volta scaricata, la Chrome App inserirà un pulsante con su scritto “Genius” sotto il numero di visualizzazioni dei filmati YouTube. Cliccando su di esso verrà aperta una nuova scheda contenente il testo del brano.

genius

Cliccando invece sul tasto Genius presente di fianco alla barra degli indirizzi di Chrome potrete deciderne il comportamento; per la precisione, YouTube Genius può mostrare il testo:

  • al posto della sezione commenti (immagine in alto, non consigliato poiché buggato);
  • in una nuova scheda;
  • in una nuova finestra – la finestra contenente il video di YouTube sarà rimpicciolita ed affiancata a quella contenente il testo.

YouTube Genius non è compatibile con Spotify ma è lo stesso portale Genius che, tramite una partnership diretta, permette di mostrare automaticamente il testo e le informazioni sui brani di alcune playlist dedicate di Spotify.

Musixmatch

Si tratta sicuramente dell’estensione per Chrome fatta meglio per visualizzare il testo delle canzoni su YouTube: una volta installata non richiede configurazione e, ove disponibile, mostra il testo del brano in riproduzione come sottotitolo, dunque sincronizzato con il video per una vera e propria modalità karaoke.

musixmatch

Il problema di Musixmatch per YouTube è che, nonostante l’immensità dell’omonimo portale, i testi disponibili per questo tipo di visualizzazione sono piuttosto pochi.

L’estensione Musixmatch non funziona su Spotify Web, tuttavia il portale Musixmatch e Spotify sono uniti da partnership diretta.

tasto-testo

Basta premere il tasto “Testo” (in basso, di fianco alla barra di scorrimento del brano) sull’applicazione principale di Spotify per mostrare i testi dei brani prelevati da Musixmatch.

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Come navigare offline in Chrome

By Jessica Lambiase

navigare offline in Chrome

Spesso può essere necessario, anche in assenza di connessione ad Internet, accedere ai contenuti di una precisa pagina web visitata in precedenza.

Sebbene browser come Firefox o Internet Explorer permettano di ottenere questa sorta di navigazione senza Internet in maniera immediata, la possibilità di navigare offline in Chrome non balza immediatamente agli occhi.

Ciò non vuol dire che non sia possibile farlo, anzi.

Navigare offline in Chrome non è così immediato come succede per Firefox o Internet Explorer (in cui bisogna soltanto inserire un segno di spunta); va invece abilitata un’apposita opzione che mostra il tasto quando la connessione a Internet è assente.

Va detto che la navigazione offline funziona soltanto per le pagine per cui è presente una copia cache sul disco, quindi già visitate in precedenza.

Sarà inoltre impossibile navigare offline tramite Google Chrome (in generale nessun browser lo permette) nei siti protetti da SSL (https) e, ovviamente, non sarà possibile farlo dopo aver eliminato la cache del browser sia dall’interno che con programmi di terze parti.

La procedura è valida per Windows, Mac, Linux, Chrome OS e Android.

Come navigare offline in Chrome

Come vi dicevamo poc’anzi l’opzione per navigare offline in Chrome è un po’ nascosta e va cercata all’interno dei flag del browser.

Copiate ed incollate l’indirizzo

chrome://flags/#show-saved-copy

nella barra degli indirizzi del browser e date Invio. Vi comparirà una finestra del browser la cui prima opzione sarà quella evidenziata in basso, Show Saved Copy Button:

saved-copy

A questo punto posizionate il menu a tendina su Enable: Primary o Enable: Secondary. La differenza tra le due opzioni è la posizione in cui comparirà il tasto. Riavviate il browser cliccando sul tasto Riavvia Ora che comparirà in fondo alla pagina.

Per riprova disattivate la connessione ad Internet e provate a navigare su un sito visitato in precedenza. Comparirà l’avviso che vi notifica dei problemi di connessione ma, questa volta, accompagnato da un tasto che vi permetterà di accedere alla copia locale del sito e dunque di navigare offline in Chrome.

cache-chrome

Tenete ben presente che la copia salvata a cui accederete sarà aggiornata all’ultima volta che avete visitato il sito e che, ovviamente, non potrete riprodurre contenuti in streaming, visualizzare file o seguire link ipertestuali – a meno che non vi avevate già accesso in precedenza.

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Scaricare musica da YouTube con un Bot di Telegram

By Giuseppe F. Testa

Di metodi per scaricare musica da YouTube ce ne sono molti: dai siti dedicati alla conversione diretta (da video ad MP3) ai programmi e alle app dedicate allo scopo. Tra tutti i metodi oggi vi segnalerò forse uno dei migliori disponibili, anche perché ben integrato con Telegram: sfruttare un BOT in grado di convertire al volo tutti i link di YouTube in comodi brani in MP3 o in MP4/Ogg Vorbis, pronti per essere ascoltati su tutte le piattaforme supportate da Telegram.

Scaricare musica da YouTube

Cerchiamo all’interno di Telegram il bot FourKDownloadBot, che si presenterà come da immagine sottostante.

Nella pagina di lato basterà avviare il Bot per iniziare subito a sfruttarlo! Per poter scaricare un brano in MP3 partendo da un video di Youtube abbiamo diverse possibilità con questo Bot.

Possiamo scrivere il messaggio nella seguente forma.

/download <format> <link>

Nel campo possiamo scegliere il formato del brano scelto tra mp3, mp4 o ogg. Nel campo va inserito il link URL del video di YouTube a cui siamo interessati. Per esempio un messaggio potrebbe essere in questa forma.

/download mp3 https://www.youtube.com/watch?v=BPNTC7uZYrI

Automaticamente il Bot ci risponderà inviandoci un file audio con il brano in MP3.

musica mp3

I brani verranno scaricati nella cartella Telegram Documents (da Android) o Telegram Download (da desktop).

Scaricare musica da Android

In alternativa è possibile sfruttare il Bot senza scrivere nulla nei messaggi ma condividendo direttamente il link al Bot stesso. Scegliamo il nostro brano dall’app di YouTube e utilizziamo il tasto Condividi.

condividi YouTube

Nella pagina di condivisione selezioniamo Telegram e il Bot.

telegram condivisione musica

Non appena il Bot avrà il link provvederà subito a convertirlo in formato m4a, salvato nella cartella Telegram Documents (presente nella cartella Telegram, a sua volta presente nella radice della memoria interna).

Se cercate altri metodi per scaricare musica con un Bot di Telegram vi rimando alla nostra guida dove cercare e scaricare direttamente i brani.

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