Recensione HyperX Fury 480GB: si poteva dare di più

By Matteo Joliveau

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Gli SSD di HyperX e Kingston sono ormai vecchie conoscenze su Chimera Revo. Dopo aver recensito l’HyperX Savage, il Kingston V300 e il Kingston SSDNow G2, è ora il turno dell’ultimo elemento della lineup da 2.5″ gaming: l’HyperX Fury.

Confezione

Essendo un SSD di fascia medio-bassa, la confezione serve giusto a proteggere il prodotto ed a esporlo nei negozi. Abbiamo quindi una confezione simile a quella del V300 ma in cartoncino con solo la culla dell’SSD in plastica, con incluso l’SSD, il rialzo e qualche manuale di avvertenza oltre a uno sticker con il logo di HyperX.

Design

Anonimo e simile ai suoi fratelli, il Fury presenta il classico form factor da 2.5″, correlato da un’etichetta nera con il logo e una porzione bianca contenente informazioni quali la capacità (480 GB nel nostro caso) e vari loghi di sicurezza e certificazione.

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Il lato posteriore è pulito e leggermente ruvido, con una finitura molto piacevole al tatto. Il connettore SATA 3 più alimentazione è posto su uno dei lati corti.

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Specifiche

Il Fury sembra essere un valido rimpiazzo ai vecchi V300, prendendone il posto nella fascia low budget ma migliorando l’architettura interna. Il Fury presenta un nuovo controller, il SandForce SF2281 differenziandosi così dai più diffusi Marvell usati in precedenza sui V300. Una scelta che bilancia costo e performance, ideale per la sua fascia di mercato.

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Per quanto riguarda le memorie, il Fury monta delle ONFi 3 NAND, memorie da 128 GBit di bus che però hanno lo svantaggio di costringere un interleaving a due vie per riempire gli otto canali del controller, quando viste le velocità già relativamente basse in scrittura di queste memorie un quattro vie avrebbe aiutato a migliorare le prestazioni finali.

Benchmarks

Il nostro sample è da 480 GB, 447 effettivi su Windows formattato in NTFS, una capacità medio alta che di solito porta anche discrete performance rispetto a tagli più piccoli. Tutti i test sono condotti in collegamento SATA 3 e confrontati con gli altri prodotti da noi già testati, il Kingston V300, l’HyperX Savage ed il Samsung 850 EVO.

CrystalDiskMark

Per quanto non particolarmente indicativo delle performance reali, CDM è uno dei benchmark di riferimento per le memorie di massa e capace di restituire valori teorici sulle performance di dischi e SSD. Kingston dichiara 500 MB/s di velocità per il Fury, valore abbondantemente superato in lettura con quasi 530 MB/s in sequenziale con Queue Depth di 32, mentre il corrispettivo in scrittura è ben al di sotto con poco più di 300 MB/s. Un valore comunque comprensibile e assolutamente normale per la categoria. Anche nei trasferimenti Random 4K il Fury si comporta discretamente bene.

A confronto con gli altri 3 SSD, notiamo come l’HyperX Fury porti un leggero miglioramento nelle velocità di scrittura rispetto al V300 che vuole sostituire, mentre in lettura si mantiene intorno agli stessi valori. Diversa è la situazione nella scrittura a blocchi, dove il collo di bottiglia delle memorie si fa sentire parecchio con meno della metà del risultato del vecchio Kingston.

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In lettura invece raddoppia il cugino, confermando parzialmente l’avanzamento tecnico che vuole essere. Competizione invece completamente persa rispetto ai più prestanti 850 EVO di Samsung e HyperX Savage, che lo staccano di parecchi MB/s sia in lettura che in scrittura.

Anvil’s Storage Utilities

Triste è la storia del Fury quando si vanno ad esaminare più accuratamente le sue prestazioni. Anvil permette di testare un disco in vari scenari, con tipi e lunghezze di dati diverse e diverso tipo di compressione. Abbiamo testato tutti gli SSD con compressione al 100% (per simulare dati fortemente comprimibili) e allo 0% (per simulare dati totalmente incomprimibili).anvil1
Il punteggio globale si rivela piuttosto fallimentare, il Fury non riesce a raggiungere neanche il suo cugino più anziano V300.
Come gli altri Kingston/HyperX tuttavia il Fury sembra comportarsi un pochino meglio con dati non compressi, aumentando il punteggio di circa 600 punti.

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Misurando le IOPS (I/O Operations Per Second) notiamo come la lettura randomica a massima compressione faccia migliorare le prestazioni del Fury a Queue Depth alte, superando addirittura il V300 tra QD4 e QD8.
Senza compressione invece il Fury si mantiene fortemente sopra il cugino fin dalle QD più basse, facendosi però staccare dal Samsung e senza neanche avvicinarsi lontanamente ai risultati del Savage.

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In operazioni miste il Fury delude un po’ tutti, riprendendo soltanto il Savage (che in questo scenario sembra soffrire parecchio) alla QD più alta ma facendosi ampiamente battere dal V300 a tutti i livelli. La compressione sembra influire solo leggermente in questo tipo di operazione, pareggiando Fury e V300 a livelli bassi senza compressione ma facendo subito prendere vantaggio al Kingston una volta arrivati a QD4.

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La scrittura invece, come già spiegato in precedenza, resta il tallone d’Achille di questo SSD, facendolo piangere solitario e abbandonato sotto le 20.000 IOPS in tutti i frangenti e facendosi superare abbondantemente anche dal relativamente poco performante V300.

ATTO Disk Benchmark

ATTO misura le prestazioni di dischi di memoria sfruttando dati ultracompressi. Controller che sanno sfruttare questa compressione qui riescono veramente a brillare. Sarà il caso del Fury?

Risposta rapida: no.

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In scrittura il Fury riesce a tener testa soltanto all’850 EVO a QD2, nella fascia di dimensioni file dagli 8 MB ai 256 MB. con un netto calo prestazionale a 2048 MB per poi riprendersi a dimensioni superiori ma restando comunque inferiore ai concorrenti.

A QD4 la situazione non migliora, anzi è possibilmente ancora più critica con velocità bassissime a tutti i livelli, con addirittura due ricadute a 384 MB e a poco più di 1024. Neanche a QD8 riesce a recuperare, confermando le scarsissime prestazioni in scrittura di questo drive.

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Leggermente diversa, o quantomeno non così tragica, è la situazione in lettura. A QD2 riesce a duellare bene con il Samsung e con il V300, finendo per perdere di una manciata di MB/s solo con file più grandi.

A QD4 resta sempre un po’ sotto il V300 con solo un piccolo recupero sui 128 MB, e a QD8 resta definitivamente sotto a tutti, anche se di poco.

Conclusioni

Le performance, per un drive che doveva sostituire la serie SSDNow V300 sia come fascia di prezzo che prestazionale, sono un tantino deludenti. Sicuramente il prezzo è coerente con quello che vuole essere (50€ per 120GB, 75 per 240GB e 120 per 480GB), ma rispetto al V300 ancora non ci siamo come performance. Non mi aspettavo certo che andasse in pari con il ben più costoso e blasonato Savage, ma che riuscisse almeno a pareggiare se non superare colui che vuole rimpiazzare mi sembrava il minimo.

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Resta tutto sommato un SSD discreto, quantomeno per operazioni di lettura, e con un rapporto dimensioni/prezzo accettabile. Sicuramente sarebbe un ottimo boot drive a poco prezzo, utile per installare sistemi operativi e qualche programma, ma non lo userei certo per operazioni di scrittura frequenti, come salvataggio file o come disco di produzione per editing video e foto. Optate per qualcosa di più bilanciato prestazionalmente in quei casi.

HyperX Fury 480 GB

Altre offerte

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Come cambiare sfondo alla schermata di login in Windows 10

By Gianluca

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Su Windows 10 come saprete esistono due schermate che si attivano dal ritorno dello stand-by o all’avvio di sistema. Parliamo di quella schermata di sblocco che potete personalizzare con una immagine di sfondo, e quella di login che, invece, non è personalizzabile (ancora) e che ha come sfondo quello predefinita con il logo di Windows con i raggi di luce che lo illuminano.

Personalmente ho sempre ritenuto questo sfondo standard davvero brutto e l’impossibilità di cambiarne i colori o lo sfondo in generale mi sembrava assurda come imposizione, ma proprio per quelli come me Microsoft ha due metodi per il cambio di questa interfaccia. Il primo metodo è riservato ai possessori di una delle ultime versioni di Windows 10 e l’altra, in generale, a qualunque versione.

Per Windows 10 Build 14291 e superiori

Se avete una delle Build del ramo Anniversary Update (che uscirà in modo ufficiale ad Agosto 2016) allora il cambio dello sfondo della schermata di Login è un’operazione particolarmente semplice. Quello che dovrete fare infatti sarà:

  • Andare su Impostazioni e spostarvi su Personalizzazione
  • Cliccare su Lock Screen (o Schermata di Blocco)
  • Scendere fino a Mostra immagine come sfondo della schermata di blocco e fissare su Ok questa impostazione

Adesso avrete la possibilità di scegliere fra lo sfondo con il logo di Windows o uno sfondo con un colore a tinta unica.

Impostare uno sfondo a tinta unica

Per tutti quelli che non hanno una delle ultime versioni di Windows 10 ma non si arrendono allo sfondo predefinito, ecco cosa dovete fare:

  • Cliccate con il tasto destro su Start e scegliete Esegui
  • Adesso scrivete Regedit e confermate con OK
  • Dovete spostarvi all’interno del registro nelle seguenti cartelle
    • HKEY_LOCAL_MACHINE
    • Software
    • Policies
    • Microsoft
    • Windows
    • System
  • In questa posizione cliccate con il tasto destro sulla cartella, scegliete Nuovo e infine Valore DWORD (32-bit).
  • Chiamate il nuovo file con questo nome: DisableLogonBackgroundImage
  • Cliccate sul nuovo file con il tasto destro e scegliete Modifica e da qui impostate su 1 il campo messo a 0

registro

In questo modo la schermata di Login non avrà più uno sfondo bensì verrà automaticamente fissata al colore standard che avete scelto per il tema di Windows 10, che potete cambiare da Impostazioni -> Personalizzazioni e Colore.

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Come scaricare con mIRC: guida completa

By Giuseppe F. Testa

scaricare con mIRC

Sappiamo di poter visualizzare o scaricare qualsiasi contenuto multimediale di nostro interesse con gli strumenti giusti: torrent, streaming da Web, download dai siti di hosting e streaming dei torrent. Tutti sono metodi piuttosto efficaci, ma tra i meandri della rete (quella più informata) si nasconde uno dei metodi più veloci per scaricare qualsiasi cosa: mIRC. Sì, quel famoso client per chat presente da tempo immemore ma ormai abbandonato dai più. Scaricare con mIRC non è alla portata di tutti, ma non è nemmeno difficilissimo. Ecco la guida completa per poter sfruttare mIRC come ai vecchi tempi, per scaricare contenuti in libertà.

NOTA: scaricare contenuti protetti da copyright è contro la legge. Chimera Revo non si assume alcuna responsabilità per l’uso improprio del materiale proposto.

Come scaricare con mIRC

Installazione

Scarichiamo prima di tutto il client mIRC dal seguente link. mIRC è compatibile con Windows XP/Vista/7/8/10.

DOWNLOAD | mIRC

Scaricato ed installato non dovremo fare altro che avviarlo. In caso di avvisi del firewall di Windows non esitate a confermare i permessi.

Connessione

Al primo avvio si aprirà la finestra delle opzioni di mIRC dove scegliere un nickname.

scaricare con mIRC

Scelto un nick non ci resterà che cliccare su OK. Nella home del client clicchiamo sul simbolo del fulmine per avviare la connessione con il server principale.

mIRC accesso

Attendiamo qualche secondo per la risposta del server. Possiamo chiudere la finestra dei canali che apparirà subito dopo la connessione al server.

lista canali

Nella finestra di dialogo del server digitiamo il seguente comando per cambiare server.

/server irc.rootworld.net

cambio server

Premiamo Invio per confermare.

Richiudiamo di nuovo la finestra della lista canali che comparirà ed effettuiamo la registrazione del nostro nickname con il seguente comando (sempre nella finestra del server).

/ns register password email

In questo comando al posto di “password” dovremo inserire una password a piacere, mentre al posto di “email” dovremo inserire una email per il recupero (va bene anche temporanea). Scegliete una password lunga almeno 8 caratteri e con almeno un numero. Esempio:

/ns register ciaopippo1989 recover@email.com

registrazione utente 2

Premiamo Invio sulla tastiera per confermare.

TIP: salvate il vostro nickname e password, vi serviranno per rientrare in mIRC.

Canali per scaricare

Ora che il nostro utente è registrato possiamo accedere al canale per scaricare i contenuti. Per trovare i canali giusti basterà una semplice ricerca su un motore di ricerca che non sia Google, tipo DuckDuckGo.

LINK | DuckDuckGo

Una possibile chiave di ricerca è “canali mirc download”.

Una volta entrati nel canale giusto salutate sempre (anche un ciao va bene, o verrete bannati) e preparatevi ad incollare i link nella chat per scaricare qualsiasi contenuto!

Come riaccedere

Se chiudete mIRC e volete accedere di nuovo basterà collegarsi al server con lo stesso nickname e digitare nella finestra del server.

/server irc.rootworld.net

Usiamo il seguente comando per autenticarci.

/ns identify password

Dove al posto di password dobbiamo utilizzare la password scelta in fase di registrazione.

Link per scaricare da mIRC

Recuperare i link da incollare nella chat è piuttosto semplice. Dal canale scelto basterà leggere le informazioni al login, spesso otterremo il sito da cui scaricare i contenuti tramite comando.

!list

Il canale risponderà con il link ad un sito. Il sito mostrerà tanti contenuti (anche aggiornati) il cui link altro non è che un messaggio preciso da scrivere nella chat del canale.

link da copiare

Copiamo il link e portiamolo nella chat di mIRC, infine premiamo su Invio. Se abbiamo fatto le cose correttamente mIRC ci chiederà di scaricare un file.

scaricamento

La cartella di salvataggio è presente nella finestra stessa. Clicchiamo su Accept per scaricare il file.

scaricamento in corso

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Le migliori app per smartwatch Android Wear

By Andrea Rossi

Android Wear

Gli smartwatch sono sempre più diffusi, lo sappiamo bene. Complice anche il calo di prezzo per i modelli meno recenti, visto l’uscita della nuova generazione di molti modelli, sono tanti gli utenti che decidono di affidarsi ad un indossabile. Una volta acquistato un dispositivo Android Wear, la domanda sorge spontanea: quali applicazioni installare? In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su quali siano le applicazioni più utili da installare per utilizzare il vostro smartwatch questa estate.

Runstastic Running e Fitness

La maggior parte degli sportivi conosce già da tempo il concetto di “smartwatch” data la presenza da molto tempo di cardiofrequenzimetri incorporati negli orologi. Android Wear ovviamente non è solo questo, ma sa darvi una mano se volete tenere sotto controllo i vostri allenamenti.

Runstastic è sicuramente una delle app per runner più famosa: le attività monitorabili sono numerose, dalla camminata alla bici, passando per corsa e per il trekking. Grazie all’utilizzo del Gps la precisione sarà sempre massima e potremo quindi fare affidamento su tutte le statistiche che ci vengono mostrate sulla pagina principale dell’app. La versione per Android Wear vi permette di tenere comodamente d’occhio i vostri progressi dal quadrante del vostro smartwatch.

Potrete far partire direttamente la sessione dal vostro smartwatch e in alcuni casi, come su Sony Smartwatch 3, lasciare a casa il vostro smartphone. La versione base dell’applicazione può essere scaricata gratuitamente dal playstore, mentre per la versione Pro sarà necessario spendere 4,99€.

DOWNLOAD | RUNTASTIC

Watchmaster

Una delle caratteristiche più interessanti di Android Wear è la possibilità di trovare in rete migliaia di whatchfaces personalizzate. Watchmaster è un contenitore dove la maggior parte di queste app viene pubblicata.Android Wear

Le watchfaces sono comodamente divise per categoria e ne trovate sia di analogiche che digitali. Alcune sono gratuite altre a pagamento. Se volete accedere a tutte le funzioni il costo non è eccessivo: 3,99 € per l’abbonamento annuale che vi garantisce sempre nuove uscite e aggiornamenti per quelle già scaricate. Da ricordare che questa app supporta da poco anche gli smartwatch di Samsung con Tizen Os.

DOWNLOAD | WATCHMASTER

Telegram

Tutti conosco questa applicazione di messaggistica istantanea. La parte per Android Wear è già contenuta all’interno dell’applicazione che utilizzate sul vostro smartphone. Vi chiederete quindi, dove è il vantaggio? Con Telegram (come con whatsapp), potrete visualizzare l’ anteprima dei messaggi in arrivo direttamente sul quadrante del vostro smartwatch!

Android Wear

Non è tutto: se utilizzate i comandi vocali sul vostro smartwatch potrete anche rispondere ai messaggi senza togliere il vostro smartphone di tasca. L’app è scaricabile gratuitamente dal playstore, e basterà registrarsi per godere subito di tutte le funzionalità.

DOWNLOAD | TELEGRAM

Evernote

Questa è forse l’app per appunti e note più conosciuta nel mondo Android e iOs. Evernote consente infatti di scrivere note o appunti in maniera molto veloce. Inoltre i nostri dati possono essere sincronizzati con il cloud e saranno sempre disponibili su più dispositivi o piattaforme.

Android Wear

Queste sono le caratteristiche che lo rendono molto interessante anche nella sua versione per Android Wear:

  • Creare una nota con i comandi vocali
  • Visualizzare una nota sul telefono: una volta bloccato lo schermo essa appare sullo smartwatch
  • Depennare le liste to-do con un tap o crearne di nuove con i comandi vocali
  • Trovare le note dicendo il testo vocalmente
  • Trovare le note create vicino al luogo in cui siete al momento

Se quindi siete in cerca di un’app per la produttività Evernote è quella giusta per voi! Potete trovare la versione base gratuitamente nel play store, e altri abbonamenti a pagamento con funzioni pro all’interno del sito ufficiale.

DOWNLOAD | EVERNOTE FOR ANDROID WEAR

Trova il mio telefono

Ci capita spesso, soprattutto a casa, di poggiare lo smartphone da qualche parte e non ricordarsi dove. Con trova il mio telefono questo non accadrà più! Una volta installata l’app infatti, sfruttando la connessione bluethooth, vi verrà notificato direttamente sullo schermo del vostro Android Wear se vi state allontanando troppo dal vostro device. Inoltre, con un semplice tap, sarà possibile farlo squillare e ritrovarlo in tutta semplicità.

Android Wear

L’app è anche personalizzabile sotto diversi aspetti, potrete infatti:

  • Impostare il volume della suoneria
  • Attivare la suoneria incrementale
  • Attivare la vibrazione
  • Selezionare la suoneria
  • Impostare il livello di luminosità dello schermo
  • Attivare il flash

La versione base di questa applicazione è disponibile gratuitamente nel Play Store e se vi piace particolarmente potete acquistare la versione pro al prezzo di 2,10€

DOWNLOAD | TROVA IL MIO TELEFONO

Smartwatch Center Android Wear

Questo tool è molto comodo sopratutto per coloro che si avvicinano per la prima volta ad Android Wear. Vi aiuta a trovare molto facilmente le app compatibili con lo smartwatch, cosa che ancora il Play Store non fa in maniera molto pratica.

Android Wear

Tutte le app presenti in Smartwatch Center rimandano direttamente all’app originale su Play store, il che rende tutto molto sicuro in quanto non permette l’installazione di software di terze parti. Ricordiamo inoltre che le app al suo interno sono suddivise per categoria o interessi e che Smartwatch Center è totalmente gratuito.

DOWNLOAD | SMARTWATCH CENTER

Wear Audio Recorder

Applicazione molto semplice che fa esattamente ciò che dice il suo nome: registra audio. La sua interfaccia su Android Wear è molto gradevole e rispetta le linee guida del material design. Oltre ad essere progettata sia per smartwatch che per smartphone questa applicazione offre una caratteristica molto interessante: la possibilità di effettuare il backup degli audio registrati con Google Drive e Dropbox. Android WearQueste le altre caratteristiche:

  • Personalizzazione della qualità audio
  • Soppressione della eco e cancellazione dei rumori
  • Quando il display è spento l’app lavora in background
  • Invisible recording
  • Tag per gli audio registrati

Wear Audio Record è scaricabile gratuitamente direttamente dal Play store.

DOWNLOAD | WEAR AUDIO RECORDER

Avete trovato utili queste app? Se volete suggerirne qualcuna non presente nella lista vi basterà lasciare un commento all’articolo!

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“The International”, il più grande torneo di Dota 2

By Rosario Scavino

Vi avevo già descritto Dota 2 come qualcosa che va ben al di là di un semplice gioco: oggi voglio parlarvi di uno dei più importanti eventi dedicati ad esso.

The International” è il torneo annuale di Dota 2 organizzato dagli stessi sviluppatori del gioco (Valve) e detiene da tre anni il record come più grande torneo di Dota 2.

Esistono da anni tornei di innumerevoli videogame con premi in denaro, che hanno contribuito a far nascere figure professionali tra i videogiocatori più talentuosi; ma nessun di questi in termini di montepremi è ad oggi paragonabile al “The International“.

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Solo considerando “The International 2015“, si è avuto un montepremi di 18 milioni di dollari, che ha fruttato ai primi classificati ben 6,6 milioni di dollari (team Evil Geniuses, USA).

Il torneo nasce nel 2011 quando Dota 2 era ancora in via di sviluppo (discendente di Dota: Defense of the Ancients, una mappa custom creata dagli utenti con l’editor di Warcraft III) e Valve decise di lanciarlo per promuovere proprio l’uscita di Dota 2 beta; vennero invitati per l’occasione i 16 migliori team del momento e si sfidarono per un montepremi di 1.6 milioni di dollari (al Gamescom in Cologne, Germania) dando il via alla storia del più grande e proficuo evento per un videogiocatore di successo dei nostri giorni.

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I primi due eventi nel 2011 e nel 2012 vennero sponsorizzati interamente da Valve con un montepremi di 1.6 milioni di dollari, ma è a partire dal 2013 che Valve tira fuori dal proprio cilindro la carta vincente con l’introduzione di un compendium digitale aqusitabile dagli utenti, che ancora oggi rende questo torneo l’avvenimento più atteso nel mondo del gaming professionale.

Il compendium introdusse per gli utenti dei contenuti interattivi legati per lo più alla competizione stessa, dando ai compratori la possibilità di seguire tutte le partite del torneo e di contribuire al montepremi con una percentuale della somma spesa (che nel 2013 contribuì al montepremi finale con ben 1.2 milioni di dollari).

Nel 2014 il contributo da parte della community di Dota 2 fece raggiungere la sbalorditiva cifra di 10,9 milioni di dollari al montepremi finale, che divenne a sua volta il montepremi più alto mai visto per un videogame e che vide il team Newbee dividere 5 milioni di dollari tra i cinque componenti (che rimasero nella storia in termini di premi in denaro vinti nell’e-sport).

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“The international 2015” sancì definitivamente un patto tra gli sviluppatori di Dota 2 e la loro community raggiungendo 18 milioni di dollari, obbligando il mondo ad accendere i riflettori su questo evento tanto incredibile quanto coinvolgente.

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L’evolversi del compendium ha reso l’evento stesso qualcosa di molto atteso per tutta la community di Dota 2, i videogiocatori hanno apprezzato moltissimo la possibilità di vincere delle skin per i propri eroi preferiti, schermate di caricamento, corrieri fantasiosi, la possibilità di partecipare direttamente all’importanza del montepremi e la presenza di “compiti” da svolgere in gioco per guadagnare dei punti e far così salire di livello il proprio compendium (al fine di sbloccare ricompense).

Tutto questo ha reso Dota 2 uno dei giochi in cui la community diventa una vera risorsa che sembra inesauribile, ed infatti il workshop di Steam di Dota 2 è uno dei più attivi di sempre.

I migliori di questi artisti presenti sul workshop hanno trovato, grazie al torneo, un grande pubblico che è stato folgorato da alcune personalizzazioni delle skins fatte appositamente ed esclusivamente per i team partecipanti all’evento, così creando un flusso continuo di coinvolgimento all’interno di tutta la community.

The International 2016” si terrà dall’8 al 13 Agosto a Seattle ed ha già raggiunto un montepremi di $14,290,391, che continuerà a salire tramite gli acquisti del compendium fino alla prima giornata del torneo.

A partire dal torneo del 2014 venne data la possibilità di classificarsi per il torneo, senza essere direttamente invitati, tramite apposite qualificazioni, facendo così in modo che tutti gli ultimi “The International” avessero non solo un riciclo continuo di giocatori abili e capaci, ma soprattutto regalando agli spettatori dei colpi di scena capaci di coinvolgere il pubblico emotivamente anche sotto il profilo umano.

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Dodocool powerbank da 2500 mAh con adattatore Lightning: la nostra prova

By Jessica Lambiase

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Ormai parlare di powerbank è un must, vista la richiesta sempre crescente di “carica portatile” da avere con sé nel caso la batteria dello smartphone finisca per esaurirsi!

Oggi vogliamo mostrarvi una piccola soluzione di Dodocool, la powerbank DP08 da 2500 mAh, particolare per due motivi: il primo è la presenza di un cavo lightning nascosto – oltre al classico microUSB – che la rende anche compatibile con l’iPhone, il secondo è un design molto particolare e curato che la rende perfetta anche per essere trasportata in spazi minuscoli!

Vediamo insieme come si è comportata.

La powerbank Dodocool da 2500 mAh porta con sé, oltre ovviamente all’adattatore e al cavetto integrato, anche un cavetto microUSB/USB per ricaricare la powerbank stessa (scoprirete in seguito come) ed un manuale di istruzioni.

Questa powerbank è davvero piccola, praticamente un dispositivo da taschino: ha la forma di un rettangolo con lati di 100 e 62 millimetri, per uno spessore di soli 8.2 millimetri ed un peso di meno di 65 grammi. Sulla facciata anteriore, oltre al marchio dell’azienda, è presente un LED indicatore di ricarica.

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Da una powerbank del genere è lecito aspettarsi delle dimensioni contenute, tuttavia questa ha un design davvero particolare… anche per i suoi accessori!

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La powerbank è infatti dotata di un cortissimo cavetto microUSB non scollegabile per ricaricare lo smartphone – la porta microUSB per ricaricare la powerbank stessa è infatti situata su uno dei due lati lunghi e dodocool fornisce anche il cavo separato microUSB/USB – che, grazie ad un piccolo adattatore nascosto nell’alloggiamento, può trasformarsi in lightning a 8 pin per ricaricare i più recenti iPhone.

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All’interno è presente la batteria agli ioni di litio dalla dimensione di 2500 mAh, in grado di generare output a 1A. Tutto sommato una powerbank dedicata a chi cerca un prodotto che possa offrire un minimo di ricarica di emergenza – stiamo parlando di soli 2500 mAh – accostato ad un’estetica gradevole.

E sarebbe tutto nella norma se non fosse per il prezzo: sarà per il design, per le dinamiche o per altro, dodocool prezza questa powerbank su Amazon Italia a circa 19€; a nostro avviso si tratta di un prezzo eccessivo per ciò che la powerbank ha da offrire ma, se avete dispositivi con batterie non particolarmente capienti e la vostra priorità è l’aspetto estetico, la qualità c’è e potreste farci un pensierino.

ACQUISTA | dodocool 2500 mAh powerbank con adattatore lightning (Amazon Italia)

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UMI Super Edge in arrivo: display con bordi arrotondati!

By Gaetano Abatemarco

Abbiamo già ampiamente parlato dell’UMI Super, e ve lo abbiamo anche recensito, ma il successo riscosso da questo dispositivo sembra essere stato davvero importante visto che il colosso cinese è pronto a lanciare una nuova variante. Le ultime indiscrezioni in merito parlano dell’arrivo di un UMI Super Edge che, come si può intuire dal nome, avrà come caratteristica peculiare uno schermo curvo ai lati (molto più del display da 2.5D dell’attuale UMI Super).

Noto già il prezzo: UMI Super Edge costerà 250$, praticamente lo stesso prezzo dell’UMI Super quando fu lanciato.

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Per quanto riguarda le prestazioni di UMi Super Edge, pare che questa variante sarà diversa nel cuore poiché avrà un processore più potente dell’UMI Super.

UMI Super Edge

Lo smartphone dovrebbe caratterizzato da una funzione di personalizzazione che servirà a sfruttare al meglio le curvature dello schermo: tuttavia se siete impazienti di sapere quando arriverà, sappiate che ci sarà da attendere il Q3 del 2o16.

Per ulteriori informazioni vi consiglio di tenere sempre sotto controllo il sito ufficiale di UMI. Infine, pare che UMI voglia lanciare anche un dispositivo denominato UMI London che avrà come caratteristica principale quella di essere super resistente, con una tecnologia di protezione del vetro molto particolare e con un design super elegante.

Maggiori dettagli su UMI London possono essere reperiti a questo indirizzo.

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