Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)

By Marco Giannini

Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)

La più recente release della piattaforma di cloud management Red Hat semplifica l’automazione e la fornitura di servizi con l’integrazione Ansible
Milano, 30 giugno 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), il principale fornitore di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4.1, la più recente versione della nota soluzione aperta di hybrid cloud management. Grazie a Google Cloud Platform, Red Hat CloudForms 4.1 oggi offre maggiori scelta e flessibilità per i clienti che desiderano avvalersi di workload hybrid cloud su Google Cloud Platform, Microsoft Azure o Amazon Web Services. In aggiunta, Red Hat CloudForms 4.1 estende la gamma di funzionalità di management con il software-defined networking (SDN), offrendo un’esperienza di gestione unificata per data center software-defined. Infine, CloudForms 4.1 semplifica l’automazione di processi IT complessi tramite l’integrazione con Ansible Tower, e offre ai clienti un modello di sottoscrizione cloud-friendly più semplice.
CloudForms è un’avanzata piattaforma di management open source per ambienti fisici, virtuali e cloud che supporta virtual machine e container. CloudForms abilita le organizzazioni IT a offrire servizi componibili tramite un portale self-service, gestendo l’intero ciclo di vita dal provisioning al retirement. Facilita inoltre il risk management definendo avanzate policy di conformità che possono essere applicate in ambienti greenfield o esistenti, e consente agli operatori di ottimizzare i costi tramite capacity planning, reporting e gestione finanziaria.
“I clienti ci chiedono un modo per portare avanti rapidamente le loro strategie hybrid cloud e fanno presente l’esigenza di un’unica vista di gestione per gli ambienti fisici, virtuali e cloud. CloudForms offre tutto questo e riteniamo che CloudForms 4.1 rappresenti la soluzione hybrid cloud management più completa del mercato”, afferma Joe Fitzgerald, vice president, Management, Red Hat. “CloudForms oggi non solo supporta i public cloud più estesi del mondo, ma si integra con Ansible per semplificare in modo significativo l’automazione”.
“CloudForms sta guadagnando terreno sul mercato e, oggi che l’SDN è pienamente supportato, la crescita continuerà. Integrando la tecnologia SDN Nuage Networks con il sistema di gestione Red Hat CloudForms, i clienti potranno gestire e automatizzare i workload in ambienti hybrid cloud pur mantenendo policy di rete unificate sull’intera gamma di applicazioni e asset”, aggiunge Sunil Khandekar, Fondatore e Chief Executive Officer, Nuage Networks di Nokia.
“Il mercato delle soluzioni hybrid cloud management è maturo e in crescita perché un maggior numero di sviluppatori e professionisti I&O lo considerano un modo per soddisfare le esigenze di un crescente portafoglio multi-cloud. Queste soluzioni aiutano gli sviluppatori a realizzare cloud app in modo più rapido e semplice, offrendo al tempo stesso la governance e il controllo necessari per applicare policy di utilizzo e costo”, The Forrester Wave™: Hybrid Cloud Management Solutions, Q1 2016, Dave Bartoletti
Red Hat CloudForms 4.1 introduce numerose nuove funzionalità tra cui:

Supporto di Google Cloud Platform

Sviluppata in stretta collaborazione con Google nella comunità open source ManageIQ, i clienti possono utilizzare Red Hat CloudForms per gestire ambienti Google Cloud Platform. Il supporto comprende la gestione completa di virtual machine, l’applicazione delle policy, il chargeback e il lifecycle management.

Supporto del software-defined networking

A mano a mano che le organizzazioni adottano Red Hat CloudForms per gestire i loro workload nel cloud, la piattaforma di management deve estendersi al di là dell’elaborazione e arrivare a networking e storage. A tal fine, CloudForms 4.1 offre il network management per OpenStack Networking (Neutron), Amazon Web Services, Google Cloud Platform, e Microsoft Azure. Sviluppato in collaborazione con Nuage Networks, le funzionalità SDN di CloudForms abilitano gli utenti a scoprire e gestire elementi di rete visualizzando la loro relazione con altre parti dell’infrastruttura.

Integrazione con Ansible Tower di Red Hat

L’integrazione con Ansible Tower semplifica per i clienti CloudForms il provisioning di applicazioni e servizi complessi tramite il codice di automazione personalizzato. CloudForms 4.1 può accedere ad Ansible Tower per gestire job di automazione Ansible, abilitando i clienti CloudForms ad utilizzare il noto linguaggio Ansible. Inoltre, questa integrazione semplifica la composizione di servizi complessi combinando il supporto del catalogo di servizi CloudForms nativo con i playbook Ansible.

Nuove sottoscrizioni cloud-friendly

Nuove sottoscrizioni flessibili sono da oggi disponibili per tutti i clienti Red Hat CloudForms permettendo loro di applicare una sottoscrizione ai server fisici o ai workload cloud. La sottoscrizione può essere usata in entrambi gli ambiti e spostata senza limiti all’interno del periodo di sottoscrizione. I clienti possono utilizzare anche una media di istanze cloud in gestione per determinare il numero di sottoscrizioni CloudForms necessarie per i loro workload public cloud, aiutandoli a evitare acquisiti in fase di picco della domanda, mentre i nuovi report integrati favoriscono la comprensione dell’utilizzo medio e reale nel tempo.
Altri miglioramenti a Red Hat CloudForms 4.1 includono:
  • Supporto Microsoft Azure esteso compresa una più ampia gamma di funzionalità tra cui il supporto di cloud image Microsoft Azure, eventi, metriche, provisioning da immagini private, e gestione dell’intero ciclo di vita. CloudForms 4.1 offre inoltre l’agentless introspection di Microsoft SmartState Analysis, introducendo SSA al Cloud che abilita gli ambienti on-premise a inviare rapidamente contenuti a un indice di ricerca;
  • Modello di charge-back aggiornato che comprende valute e tassi personalizzabili;
  • Nuove funzionalità per Red Hat OpenShift Container Platform, SmartState Analysis, heatmap che mostrano l’utilizzo operativo, supporto di volumi di dati persistenti e
  • Una migliore interfaccia self-service, l’aggiunta di un’interfaccia shopping cart e di una console remota.

Disponibilità

Red Hat CloudForms 4.1 è già disponibile per i clienti dotati di sottoscrizione.

Android Nougat è ufficiale: ecco il nome di Android N

By Gaetano Abatemarco

Android Nougat

Qualcuno ha sperato fino all’ultimo in un colpo di coda di Google: Android Nutella sarebbe stato davvero un motivo di orgoglio per noi Italiani ma alla fine ha prevalso Android Nougat. Nougat, che letteralmente sta ad indicare mandorlato (insomma, un torrone) è ufficialmente il nome della prossima release di Android anche se ancora non è stato dichiarato il numero di versione che potrebbe essere Android 6.1 o Android 7.0.

Quella che vedete riportata nell’immagine precedente è la statua di Android Nougat che Google ha svelato alle ore 18.00 Italiane: ora è nel Googleplex, il quartier generale di Google, insieme a tutte le altre release di Android. Android Nougat farà il suo esordio insieme al prossimo Nexus di Google, atteso come sempre verso la fine dell’anno.

L’articolo Android Nougat è ufficiale: ecco il nome di Android N appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Codemoji: spiegare la crittografia con le emoji

By Daniele Scasciafratte

Crittografia, brutta parola ma molto importante! La campagna universitaria Take Back The Web, realizzata anche in Italia a Benevento con 70 partecipanti, è nata dopo la polemica tra FBI e Apple riguardo la condivisione del meccanismo di crittografia dei dati all’interno degli iPhone. Sicuramente vi ricorderete la notizia e quanto clamore ha suscitato.

Mozilla quindi ha lanciato la campagna Encrypt di cui vi consiglio di vedere il video https://advocacy.mozilla.org/en-US/encrypt/codemoji/1 che abbiamo utilizzato nella campagna in Italia. Tornando a noi dopo aver visto questo video è facile intuire come che i nostri dati hanno bisogno di riservatezza anche per fatti personali, per non parlare di quelli lavorativi. Un video può spiegare l’importanza della crittografia, vero, ma come funziona?

Prendendo ispirazione da WikiPedia scopriamo che significa offuscare un messagio dentro un altro in modo che non sia leggibile da chi non è il destinatario. Come tecnica esiste fin dagli antichi greci ed oggi abbiamo un metodo semplice per spiegarlo anche ai bambini.

Codemoji di Mozilla

Vi presento Codemoji ultimo progetto di Mozilla!

Andando sul sito https://learning.mozilla.org/codemoji verrete guidati alla spiegazione del sistema e potrete provarlo passo per passo. Prima di tutto il nostro messaggio, che potrebbe essere “Ciao Chimerarevo”, subisce un procedimento di translitterazione: ogni lettera è sostituita con un altra seguendo uno schema.

Tutto questo testo viene convertito in emoji dando un secondo livello di complessità, perché mentre prima si poteva analizzare il testo e capire lo schema di translitterazione delle lettere, con le emoji bisogna scoprire a quale lettera corrisponde quel dato simbolo. Immaginate poi tutto questo con un processo inverso dove per capire lo schema utilizzato in entrambi i livelli bisogna conoscere l’emoji scelta.

codemoji

Naturalmente come sistema non è sicuro ma è utile per dimostrare come funziona la crittografia ed anche come sia divertente scambiarsi dei messaggi senza senso tra amici. Per farvi un esempio ecco il messaggio “Ciao ChimeraRevo” criptato con lo schema della emoji sorridente (la prima) https://mzl.la/294uLfZ

Adesso per divertirci un po’, se volete, provate a decifrare questo messaggio: https://mzl.la/29d4pw9

Vi posso dire che il metodo di decifrazione è l’emoji di uno che vi ha convinto 😀

Davvero niente male, e pensare che il progetto è stato realizzato da una azienda di Torino, la TODO, e che il codice è disponibile su GitHub.

L’articolo Codemoji: spiegare la crittografia con le emoji appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Linux Mint 18 “Cinnamon”: Guida post installazione

By Marco Giannini

Il team di Linux Mint ha rilasciato Linux Mint 18 “Cinnamon”, la nuova edizione principale di Linux Mint con Cinnamon 3.0.x come desktop environment e basata su Ubuntu 16.04 LTS. Questa nuova release è la prima della serie 18.x che ci accompagnerà nei prossimi anni fino al rilascio della prossima LTS di Canonical.
Le novità principali di questo rilascio sono l’arrivo di Cinnamon 3.0.x. le nuove Xapps (applicazioni comuni alle varie edizioni di Linux Mint 18 a loro volta fork di applicazioni pre esistenti), nuovi temi e l’assenza dei codec preinstallati.

Ma bando alle ciance, cominciamo e scopriamo insieme quali sono le nuove applicazioni e cosa installare per completare la distro!

Linux Mint 18 “Cinnamon”: Cosa installare per completarla

Linux Mint 18 “Cinnamon”

FASE 1: Controlliamo la presenza di eventuali aggiornamenti

Il primo step da compiere è come sempre quello di verificare se ci sono o meno degli aggiornamenti di sistema da installare
Cliccchiamo sullo scudo che troviamo in basso a destra, accanto all’orologio,

e lanciamo il Gestore aggiornamenti. Al primo avvio ci verrà chiesto come recapitare gli aggiornamenti. Possiamo scegliere tre opzioni:

  • Non danneggiare il mio computer!”: è l’impostazione consigliata per i principianti e verranno selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Gli aggiornamenti che potrebbero compromettere la stabilità del sistema non verranno mostrati
  • Ottimizza stabilità e sicurezza: questa è l’opzione consigliata per la maggior parte degli utenti ed è quella che anche io ho scelto di abilitare. Vengono selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Mostra comunque gli aggiornamenti di sicurezza e del kernel che potremo selezionare manualmente.
  • Aggiorna sempre tutto: consigliato per gli utenti esperti seleziona tutti gli aggiornamenti disponibili. Mantiene il computer completamente aggiornato e in caso di eventuali regressioni saremo noi a dover intervenire.

Selezioniamo l’opzione desiderata. Una volta fatto ci verranno mostrati gli aggiornamenti da fare. Installiamoli selezionando installa gli aggiornamenti

Cliccate su sostituisci per aggiornare il file.

In alternative potete usare il terminale e digitare

sudo apt update && sudo apt upgrade

FASE 2: Installiamo i codec multimediali e i font Microsoft

A differenza delle precedenti release che inglobavano i codec multimediali questa nuova release di Linux Mint non ha più i codec preinstallati. Il team di Mint ha però provveduto a fornire tre semplici metodi per installarli. Il primo consiste nello spuntare la relativa voce durante l’installazione del sistema

Il secondo metodo è quello di cliccare la voce Codec multimediali presente nella finestra d’avvio di Linux Mint 18.

L’ultima via è quella di andare nel menu applicazioni, Audio e video e qui selezionare la voce Install Multimedia Codecs.

Se proprio vogliamo far i nerd possiamo farlo anche da terminale dando:

sudo apt install mint-meta-codecs

Ora non ci resta che installare i fonts Microsoft. Possiamo farlo per via grafica sfruttando il Gestore pacchetti (menu avvio, amministrazione). Cerchiamo il pacchetto ttf-mscorefonts-installer e installiamolo.
Durante l’installazione verrà fuori questo messaggio che ci invita a leggere l’EULA e ad accettarne i termini

L’altro modo per installarli è quello di usare il terminale dando

sudo apt install ttf-mscorefonts-installer

Anche in questo caso durante l’installazione vi comparirà una schermata che vi invita ad leggere l’EULA dei Font e di accettare. Muovetevi con i tasti freccia della tastiera e selezionate prima OK e poi Si.

FASE 3: Messaggistica istantanea, RSS, IRC e Mail

Come sempre accade in casa Mint, su Linux Mint 18 troviamo già preinstallato Pidgin, un client di messaggistica multi piattaforma.
Per quanto riguarda la rete Skype, be, se ne fate uso l’unica cosa è installare Skype. Potete farlo da terminale dando

sudo apt install skype

Se siete su di un sistema a 64-bit e riscontrate problemi con Skype installate anche il pacchetto ia32-libs

Se usate twitter dal pc avete due validi programmi ovvero Gwibber e Hotot. A voi la scelta, entrambi possono essere installati da terminale.

Se usate i feed reader offline vi consiglio Liferea. La versione presente nei repository di Linux Mint 18 (aka i repository di Ubuntu 16.04 LTS) come al solito ha il problema di non mostrare l’icona del programma nella barra di stato. La soluzione può essere quella di aggiungere un repo a parte. Fra quelli contenenti la versione aggiornata e non patchata di Liferea quello che ha meno roba dentro (sono tutti repo misti) è il PPA Apps di Panda Jim. Per aggiungerlo basterà dare da terminale:

sudo apt add-repository ppa:ubuntuhandbook1/apps

aggiornare

sudo apt update

ed infine installare Liferea con

sudo apt install liferea

Oltretutto così avrete anche una versione più recente di Liferea.

In alternativa a Liferea potete usare l’ottimo QuiteRSS di cui vi ho parlato in questo post.
Possiamo installare QuiteRSS grazie al PPA QuiteRSS team nel seguente modo. Come prima aggiungiamo il PPA dando da terminale

sudo apt add-repository ppa:quiterss/quiterss

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo dando

sudo apt install quiterss

Per quanto riguarda IRC troviamo preinstallato il programma HexChat.

Lato posta elettronica abbiamo preinstallato l’ottimo Thunderbird che potete utilizzare anche come feed reader nel caso in cui non vi piaccia Liferea.

FASE 4: Browser alternativi e programmi P2P

Il browser web predefinito di Linux Mint 18 è sempre il caro e vecchio Firefox. Molti di voi però potrebbero non esser pienamente soddisfatti da questo browser, specie se usate servizi come Netflix che necessitano il supporto a determinati codec e drm. Bene, in casi come questo la soluzione più logica è quella di utilizzare Google Chrome di cui potete scaricare il pacchetto deb da questo indirizzo https://www.google.com/intl/it/chrome/browser/
Per quanto riguarda la gestione dei file Torrent su Linux Mint 18 troviamo l’ottimo Transmission. Il programma è praticamente perfetto, l’unica cosa che vi suggerisco di fare è seguire la guida Transmission abilitare blocklist Bluetack per aumentare la privacy al fine di migliorare la privacy del programma quando scaricare file dal torrent.

Se usate ancora la rete Emule due sono i programmi, amule ed amule-adunanza a seconda o meno se siete su rete normale o su rete fastweb.
Se siete su rete normale installate amule dando da terminale:

sudo apt install amule

Se siete su rete fastweb installate Amule Adunanza. Purtroppo Amule-Adunanza non è presente nei repository di Xenial, se volete installarlo potete dare uno sguardo al forum ufficiale di Adunanza o scaricare i DEB per la vecchia versione di Ubuntu.

Come client per i protocolli stile fileserve etc (o quel che resta sigh) l’unica soluzione completa è Jdownloader. Per installarlo dobbiamo per prima aggiungere il PPA. Da terminale diamo quindi

sudo apt add-repository ppa:jd-team/jdownloader

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo jdownloader

sudo apt install jdownloader-installer

FASE 5: Programmi da ufficio e svago

Su Linux Mint 18 troviamo già tutto quello che ci serve per lavorare.
Come suite da ufficio abbiamo infatti già preinstallato LibreOffice in versione completa (LibreOffice Base, LibreOffice Calc, LibreOffice Draw, LibreOffice Impress, LibreOffice Math, LibreOffice Writer).
Per quanto riguarda la visualizzazione di PDF troviamo il nuovo Xreader (fork di Atril)

Xreader

Per l’editing di immagini professionale (e non) troviamo come sempre GIMP. L’unica cosa che vi consiglio è di installare i plugin aggiuntivi. Da terminale

sudo apt install gimp-plugin-registry

Per quanto concerne invece la gestione delle immagini e i ritocchi rapidi troviamo Pix, il nuovo programma sviluppato dai developers di Linux Mint

Pix

Come visualizzatore di immagini troviamo Xviewer

Xviewer

Se bazzicate nel mondo dell’editing video potete installare l’ottimo OpenShot. Potete farlo dando da terminale:

sudo apt install openshot

Coloro di voi che fanno largo uso di epub possono trovare in Calibre un ottimo compagno. Questo programma consente di interfacciare il vostro lettore ebook con il PC ma anche il vostro device android e sincronizzare il vostro database.
Possiamo installare Calibre dando da terminale

sudo apt install calibre

I tecnici del settore dell’edilizia potrebbero aver bisogno di un CAD per realizzare planimetrie e quant’altro. Potete installare DraftSight scaricandolo a questo indirizzo. L’unica pecca è che a partire dalla versione 2015 il programma è realizzato per soli sistemi a 64bit.

Se invece avete la necessità di lavorare con CAD 3D per realizzare componenti meccaniche etc potete usare l’ottimo FreeCAD. Vista la natura del programma (in continuo sviluppo) vi consiglio come prima cosa di aggiungere il FreeCAD Stable Releases dando da terminale:
sudo apt add-repository ppa:freecad-maintainers/freecad-stable

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo LibreCAD dando

sudo apt install librecad

FASE 6: Media player

Come player audio e gestore raccolta musicale troviamo Banshee. Nulla da dire sul programma, funziona ed è facile da usare.

Lato player video troviamo Xplayer (chiamato Video nei menu di Mint). Si tratta anche in questo caso di una delle nuove Xapps di Linux Mint ed è un fork di Totem

Xplayer

Con l’installazione del meta pacchetto dei codecs viene anche installato VLC che è il secondo player di Linux Mint.

Come programma per la masterizzazione troviamo Brasero. Il programma ha una cattiva nomea, voi provatelo, se va bene con il vostro masterizzatore tenetevelo, in caso contrario potete installare o Xfburn oppure k3b.
Se volete invece trasformare il vostro PC in un mediacenter vi consiglio Kodi (ex Xbmc). Possiamo installarlo dando da terminale

sudo apt install kodi

FASE 7: Utility varie

A differenza delle sorellastre di Ubuntu, su Linux Mint 18 troviamo già buona parte dei tool che di solito consiglio di installare.
Troviamo infatti già presenti sia Synaptic (per l’installazione grafica di pacchetti) che Gdebi (per installare i DEB).

Nel caso in cui vi dilettiate con la compilazione di programmi è utile installare build-essential, un meta pacchetto che vi andrà ad installare il minimo sindacale per la compilazione.
Potete farlo dando da terminale

sudo apt install build-essential

Se invece siete i tipi da star a provare ISO di altre distro dalla mattina alla sera vi consiglio di installare due programmi. Il primo è Gparted, che altri non è che il gestore ed editor di partizioni. Vi servirà sia per fare operazioni di resize etc, sia per formattare le vostre chiavette dati
Possiamo installare gparted dando

sudo apt-get install gparted


FASE 8: Completare l’installazione della lingua italiana

Qualora non foste connessi alla rete durante l’installazione dovrete installare i pacchetti aggiuntivi per la lingua italiana dando da terminale:

sudo apt install language-pack-it language-pack-gnome-it firefox-locale-it libreoffice-l10n-it

FASE 9: Aggiungiamo Google ai motori di ricerca di Firefox

L’altra soluzione è quella di utilizzare il sito di Linux Mint.
Clicchiamo sul seguente indirizzo http://www.linuxmint.com/searchengines.php
Scorrete la pagina fino alla voce Commercial engines dove troverete il logo di Google. Cliccateci su.
Qualora vogliate trovate in questa pagina anche altri motori di ricerca da poter aggiungere.
Una volta fatto cliccate nel campo di ricerca di Firefox sulla freccetta

ed infine cliccate su Aggiungi “Google”. Una volta fatto Google apparirà fra i motori di ricerca di Firefox.

FASE 10: Modificare le applicazioni in avvio automatico (PER UTENTI CHE SANNO COSA STANNO FACENDO)

Questo ultimo punto non è necessario ed è destinato agli utenti smaliziati che sanno quello che fanno (o quantomeno non si mettono a cancellare processi a cavolo ma li disattivano solo).
Possiamo migliorare i tempi di avvio e diminuire il consumo di risorse andando a levare quelle voci che non ci interessano dall’avvio automatico.
Lo possiamo fare andando nelle impostazioni di sistema. Qui troverete l’icona Applicazioni d’avvio.
Di default troviamo le seguenti voci in avvio automatico

Applicazioni d’avvio

Come potete leggere troviamo in avvio automatico i vari tool di Linux Mint come il mintUpdate (che vi notifica la presenza di eventuali aggiornamenti di sistema), il mintWellcome e il mintUpload.
Se volete potete disattivare le voci che non volete far partire in automatico. Potete altresì modificare quelle già presenti e aggiungere le applicazioni che volete. Oltre a questo potete modificare quanto tempo deve passare dall’avvio del sistema al lancio dell’applicazione o del vostro comando personalizzato.

Altre voci sono nascoste per non farvi fare danni. Possiamo abilitarne la visione dando terminale
cd /etc/xdg/autostart/

Ora date il comando

sudo sed –in-place ‘s/NoDisplay=true/NoDisplay=false/g’ *.desktop

Vi verrà chiesto di inserire la vostra password. Rilanciate ora Applicazioni d’avvio e appariranno le restanti voci nascoste (ripeto, nascoste per non farvi fare danni).
Se volete, una volta fatte le dovute modifiche, nascondere nuovamente le voci in avvio automatico basterà dare da terminale

cd /etc/xdg/autostart/

e infine il comando

sudo sed –in-place ‘s/NoDisplay=false/NoDisplay=true/g’ *.desktop

e Applicazioni d’avvio tornerà a mostrare le sole voci da noi aggiunte (resteranno però visibili in trasparenza le voci da noi disattivate).

FASE 11: Rimuoviamo le lingue inutilizzate

Nonostante la scelta di installare Linux Mint 18 in italiano vi ritroverete anche la lingua inglese (e similari). Non occupa tanto, però perché tenerla? Vediamo come rimuoverla. Andiamo in Impostazioni di sistema, e successivamente clicchiamo sull’icona Lingue. Si aprirà il nuovo tool per la gestione delle lingue di sistema, tool che è stato sviluppato in casa Mint.

Fase 12: Ma quali sono i nuovi temi?

Su Linux Mint 18 troviamo preinstallato un nuovo tema (attualmente work in progress) chiamato Mint-Y. Il tema ha delle sotto varianti per gli amanti del dark. Eccoli

Mint-Y

Mint-Y-Darker

Mint-Y-Dark

Linux Mint 18 “MATE”: Guida post installazione

By Marco Giannini

Il team di Linux Mint ha rilasciato Linux Mint 18 “MATE”, la nuova edizione principale di Linux Mint con MATE 1.14.x come desktop environment e basata su Ubuntu 16.04 LTS. Questa nuova release è la prima della serie 18.x che ci accompagnerà nei prossimi anni fino al rilascio della prossima LTS di Canonical.
Le novità principali di questo rilascio sono l’arrivo di MATE 1.14.x. le nuove Xapps (applicazioni comuni alle varie edizioni di Linux Mint 18 a loro volta fork di applicazioni pre esistenti), nuovi temi e l’assenza dei codec preinstallati.

Ma bando alle ciance, cominciamo e scopriamo insieme quali sono le nuove applicazioni e cosa installare per completare la distro!

Linux Mint 18 “MATE”: Cosa installare per completarla

Linux Mint 18 “MATE”

FASE 1: Controlliamo la presenza di eventuali aggiornamenti

Il primo step da compiere è come sempre quello di verificare se ci sono o meno degli aggiornamenti di sistema da installare
Cliccchiamo sullo scudo che troviamo in basso a destra, accanto all’orologio,

e lanciamo il Gestore aggiornamenti. Al primo avvio ci verrà chiesto come recapitare gli aggiornamenti. Possiamo scegliere tre opzioni:

  • Non danneggiare il mio computer!”: è l’impostazione consigliata per i principianti e verranno selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Gli aggiornamenti che potrebbero compromettere la stabilità del sistema non verranno mostrati
  • Ottimizza stabilità e sicurezza: questa è l’opzione consigliata per la maggior parte degli utenti ed è quella che anche io ho scelto di abilitare. Vengono selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Mostra comunque gli aggiornamenti di sicurezza e del kernel che potremo selezionare manualmente.
  • Aggiorna sempre tutto: consigliato per gli utenti esperti seleziona tutti gli aggiornamenti disponibili. Mantiene il computer completamente aggiornato e in caso di eventuali regressioni saremo noi a dover intervenire.

Selezioniamo l’opzione desiderata. Una volta fatto ci verranno mostrati gli aggiornamenti da fare. Installiamoli selezionando installa gli aggiornamenti

Cliccate su sostituisci per aggiornare il file.

In alternative potete usare il terminale e digitare

sudo apt update && sudo apt upgrade

FASE 2: Installiamo i codec multimediali e i font Microsoft

A differenza delle precedenti release che inglobavano i codec multimediali questa nuova release di Linux Mint non ha più i codec preinstallati. Il team di Mint ha però provveduto a fornire tre semplici metodi per installarli. Il primo consiste nello spuntare la relativa voce durante l’installazione del sistema

Il secondo metodo è quello di cliccare la voce Codec multimediali presente nella finestra d’avvio di Linux Mint 18.

L’ultima via è quella di andare nel menu applicazioni, Audio e video e qui selezionare la voce Install Multimedia Codecs.

Se proprio vogliamo far i nerd possiamo farlo anche da terminale dando:

sudo apt install mint-meta-codecs

Ora non ci resta che installare i fonts Microsoft. Possiamo farlo per via grafica sfruttando il Gestore pacchetti (menu avvio, amministrazione). Cerchiamo il pacchetto ttf-mscorefonts-installer e installiamolo.
Durante l’installazione verrà fuori questo messaggio che ci invita a leggere l’EULA e ad accettarne i termini

L’altro modo per installarli è quello di usare il terminale dando

sudo apt install ttf-mscorefonts-installer

Anche in questo caso durante l’installazione vi comparirà una schermata che vi invita ad leggere l’EULA dei Font e di accettare. Muovetevi con i tasti freccia della tastiera e selezionate prima OK e poi Si.

FASE 3: Messaggistica istantanea, RSS, IRC e Mail

Come sempre accade in casa Mint, su Linux Mint 18 troviamo già preinstallato Pidgin, un client di messaggistica multi piattaforma.
Per quanto riguarda la rete Skype, be, se ne fate uso l’unica cosa è installare Skype. Potete farlo da terminale dando

sudo apt install skype

Se siete su di un sistema a 64-bit e riscontrate problemi con Skype installate anche il pacchetto ia32-libs

Se usate twitter dal pc avete due validi programmi ovvero Gwibber e Hotot. A voi la scelta, entrambi possono essere installati da terminale.

Se usate i feed reader offline vi consiglio Liferea. La versione presente nei repository di Linux Mint 18 (aka i repository di Ubuntu 16.04 LTS) come al solito ha il problema di non mostrare l’icona del programma nella barra di stato. La soluzione può essere quella di aggiungere un repo a parte. Fra quelli contenenti la versione aggiornata e non patchata di Liferea quello che ha meno roba dentro (sono tutti repo misti) è il PPA Apps di Panda Jim. Per aggiungerlo basterà dare da terminale:

sudo apt add-repository ppa:ubuntuhandbook1/apps

aggiornare

sudo apt update

ed infine installare Liferea con

sudo apt install liferea

Oltretutto così avrete anche una versione più recente di Liferea.

In alternativa a Liferea potete usare l’ottimo QuiteRSS di cui vi ho parlato in questo post.
Possiamo installare QuiteRSS grazie al PPA QuiteRSS team nel seguente modo. Come prima aggiungiamo il PPA dando da terminale

sudo apt add-repository ppa:quiterss/quiterss

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo dando

sudo apt install quiterss

Per quanto riguarda IRC troviamo preinstallato il programma HexChat.

Lato posta elettronica abbiamo preinstallato l’ottimo Thunderbird che potete utilizzare anche come feed reader nel caso in cui non vi piaccia Liferea.

FASE 4: Browser alternativi e programmi P2P

Il browser web predefinito di Linux Mint 18 è sempre il caro e vecchio Firefox. Molti di voi però potrebbero non esser pienamente soddisfatti da questo browser, specie se usate servizi come Netflix che necessitano il supporto a determinati codec e drm. Bene, in casi come questo la soluzione più logica è quella di utilizzare Google Chrome di cui potete scaricare il pacchetto deb da questo indirizzo https://www.google.com/intl/it/chrome/browser/
Per quanto riguarda la gestione dei file Torrent su Linux Mint 18 troviamo l’ottimo Transmission. Il programma è praticamente perfetto, l’unica cosa che vi suggerisco di fare è seguire la guida Transmission abilitare blocklist Bluetack per aumentare la privacy al fine di migliorare la privacy del programma quando scaricare file dal torrent.

Se usate ancora la rete Emule due sono i programmi, amule ed amule-adunanza a seconda o meno se siete su rete normale o su rete fastweb.
Se siete su rete normale installate amule dando da terminale:

sudo apt install amule

Se siete su rete fastweb installate Amule Adunanza. Purtroppo Amule-Adunanza non è presente nei repository di Xenial, se volete installarlo potete dare uno sguardo al forum ufficiale di Adunanza o scaricare i DEB per la vecchia versione di Ubuntu.

Come client per i protocolli stile fileserve etc (o quel che resta sigh) l’unica soluzione completa è Jdownloader. Per installarlo dobbiamo per prima aggiungere il PPA. Da terminale diamo quindi

sudo apt add-repository ppa:jd-team/jdownloader

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo jdownloader

sudo apt install jdownloader-installer

FASE 5: Programmi da ufficio e svago

Su Linux Mint 18 troviamo già tutto quello che ci serve per lavorare.
Come suite da ufficio abbiamo infatti già preinstallato LibreOffice in versione completa (LibreOffice Base, LibreOffice Calc, LibreOffice Draw, LibreOffice Impress, LibreOffice Math, LibreOffice Writer).
Per quanto riguarda la visualizzazione di PDF troviamo il nuovo Xreader (fork di Atril)

Xreader

Per l’editing di immagini professionale (e non) troviamo come sempre GIMP. L’unica cosa che vi consiglio è di installare i plugin aggiuntivi. Da terminale

sudo apt install gimp-plugin-registry

Per quanto concerne invece la gestione delle immagini e i ritocchi rapidi troviamo Pix, il nuovo programma sviluppato dai developers di Linux Mint

Pix

Come visualizzatore di immagini troviamo Xviewer

Xviewer

Se bazzicate nel mondo dell’editing video potete installare l’ottimo OpenShot. Potete farlo dando da terminale:

sudo apt install openshot

Coloro di voi che fanno largo uso di epub possono trovare in Calibre un ottimo compagno. Questo programma consente di interfacciare il vostro lettore ebook con il PC ma anche il vostro device android e sincronizzare il vostro database.
Possiamo installare Calibre dando da terminale

sudo apt install calibre

I tecnici del settore dell’edilizia potrebbero aver bisogno di un CAD per realizzare planimetrie e quant’altro. Potete installare DraftSight scaricandolo a questo indirizzo. L’unica pecca è che a partire dalla versione 2015 il programma è realizzato per soli sistemi a 64bit.

Se invece avete la necessità di lavorare con CAD 3D per realizzare componenti meccaniche etc potete usare l’ottimo FreeCAD. Vista la natura del programma (in continuo sviluppo) vi consiglio come prima cosa di aggiungere il FreeCAD Stable Releases dando da terminale:
sudo apt add-repository ppa:freecad-maintainers/freecad-stable

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo LibreCAD dando

sudo apt install librecad

FASE 6: Media player

Come player audio e gestore raccolta musicale troviamo Banshee. Nulla da dire sul programma, funziona ed è facile da usare.

Lato player video troviamo Xplayer (chiamato Video nei menu di Mint). Si tratta anche in questo caso di una delle nuove Xapps di Linux Mint ed è un fork di Totem

Xplayer

Con l’installazione del meta pacchetto dei codecs viene anche installato VLC che è il secondo player di Linux Mint.

Come programma per la masterizzazione troviamo Brasero. Il programma ha una cattiva nomea, voi provatelo, se va bene con il vostro masterizzatore tenetevelo, in caso contrario potete installare o Xfburn oppure k3b.
Se volete invece trasformare il vostro PC in un mediacenter vi consiglio Kodi (ex Xbmc). Possiamo installarlo dando da terminale

sudo apt install kodi

FASE 7: Utility varie

A differenza delle sorellastre di Ubuntu, su Linux Mint 18 troviamo già buona parte dei tool che di solito consiglio di installare.
Troviamo infatti già presenti sia Synaptic (per l’installazione grafica di pacchetti) che Gdebi (per installare i DEB).

Nel caso in cui vi dilettiate con la compilazione di programmi è utile installare build-essential, un meta pacchetto che vi andrà ad installare il minimo sindacale per la compilazione.
Potete farlo dando da terminale

sudo apt install build-essential

Se invece siete i tipi da star a provare ISO di altre distro dalla mattina alla sera vi consiglio di installare due programmi. Il primo è Gparted, che altri non è che il gestore ed editor di partizioni. Vi servirà sia per fare operazioni di resize etc, sia per formattare le vostre chiavette dati
Possiamo installare gparted dando

sudo apt-get install gparted

FASE 8: Aggiungiamo Google ai motori di ricerca di Firefox

L’altra soluzione è quella di utilizzare il sito di Linux Mint.
Clicchiamo sul seguente indirizzo http://www.linuxmint.com/searchengines.php
Scorrete la pagina fino alla voce Commercial engines dove troverete il logo di Google. Cliccateci su.
Qualora vogliate trovate in questa pagina anche altri motori di ricerca da poter aggiungere.
Una volta fatto cliccate nel campo di ricerca di Firefox sulla freccetta

ed infine cliccate su Aggiungi “Google”. Una volta fatto Google apparirà fra i motori di ricerca di Firefox.

FASE 9: Modificare le applicazioni in avvio automatico (PER UTENTI CHE SANNO COSA STANNO FACENDO)

Questo ultimo punto non è necessario ed è destinato agli utenti smaliziati che sanno quello che fanno (o quantomeno non si mettono a cancellare processi a cavolo ma li disattivano solo).
Possiamo migliorare i tempi di avvio e diminuire il consumo di risorse andando a levare quelle voci che non ci interessano dall’avvio automatico.
Lo possiamo fare andando nel menu di avvio e poi su Preferenze, Applicazioni d’avvio
Di default troviamo le seguenti voci in avvio automatico

Se volete potete disattivare le voci che non volete far partire in automatico. Mi raccomando di non fare pasticci.

Altre voci sono nascoste per non farvi fare danni. Possiamo abilitarne la visione dando terminale
cd /etc/xdg/autostart/

Ora date il comando

sudo sed –in-place ‘s/NoDisplay=true/NoDisplay=false/g’ *.desktop

Vi verrà chiesto di inserire la vostra password. Rilanciate ora Applicazioni d’avvio e appariranno le restanti voci nascoste (ripeto, nascoste per non farvi fare danni).
Se volete, una volta fatte le dovute modifiche, nascondere nuovamente le voci in avvio automatico basterà dare da terminale

cd /etc/xdg/autostart/

e infine il comando

sudo sed –in-place ‘s/NoDisplay=false/NoDisplay=true/g’ *.desktop

e Applicazioni d’avvio tornerà a mostrare le sole voci da noi aggiunte (resteranno però visibili in trasparenza le voci da noi disattivate).

FASE 10: Rimuoviamo le lingue inutilizzate

Nonostante la scelta di installare Linux Mint 18 in italiano vi ritroverete anche la lingua inglese (e similari). Non occupa tanto, però perché tenerla? Vediamo come rimuoverla. Andiamo nel menu di avvio, e successivamente clicchiamo su Preferenze e poi Lingue. Si aprirà il nuovo tool per la gestione delle lingue di sistema, tool che è stato sviluppato in casa Mint.

FASE 11: Cambiamo il gestore finestre per attivare Compton, Metacity o Compiz

Linux Mint 18 “MATE” fornisce la possibilità di utilizzare Compiz, Compton e Metacity oltre che Marco per la gestione degli effetti per le finestre. Vediamo come cambiare l’impostazione predefinita. Andiamo sul menu di avvio, Preferenze e poi Impostazioni del desktop

Qui possiamo fare varie cose, dal nascondere le icone sul desktop al modificare il gestore finestre. Andando su Finestre troveremo la voce che ci interessa

Qui troviamo le seguenti opzioni: Marco, Marco + Compositing (che è l’impostazione predefinita), Marco + Compton, Metacity, Metacity + Compositing, Metacity + Compton e infine Compiz.
A voi la scelta.

Fase 12: Ma quali sono i nuovi temi?

Su Linux Mint 18 troviamo preinstallato un nuovo tema (attualmente work in progress) chiamato Mint-Y. Il tema ha delle sotto varianti per gli amanti del dark. Eccoli

Mint-Y

Mint-Y-Dark

Mint-Y-Darker

Linux Mint 18 “Sarah” Cinnamon e Linux Mint 18 “Sarah” MATE rilasciate

By Marco Giannini Il team di Linux Mint ha ufficializzato il rilascio di Linux Mint 18 nome in codice Sarah nelle due edizioni principali con Cinnamon e MATE.
Fra le novità di questa nuova versione troviamo l’arrivo di Cinnamon 3.0.x, MATE 1,14.x, le Xapps (nuove applicazioni cross desktop pensate per integrarsi al meglio con i desktop environment usati in casa Mint), i nuovi temi Mint-Y e infine l’assenza, nelle ISO classiche, dei codec preinstallati.
Oltre a questo troviamo tutte le novità introdotte, sia lato stack grafico, sia lato parco software, da Ubuntu 16.04 LTS, distro sulla quale è basata Linux Mint 18.
Di seguito ecco gli annunci ufficiali e i link per scaricarle:

L’aggiornamento da Linux Mint 17.3 non è ancora possibile. Le istruzioni per l’aggiornamento verranno rese disponibili il prossimo mese.

Per gli utenti che si affacciano per la prima volta al mondo GNU/Linux e vogliono provare Linux Mint 18 sono, come sempre, disponibili le guide post installazione di Marco’s Box che trovate al link

Linux Mint 18 “Sarah” Cinnamon: Cosa installare per completarla [GUIDA by Marco’s Box]
Linux Mint 18 “Sarah” MATE: Cosa installare per completarla [GUIDA by Marco’s Box]

Archeer A106 Bluetooth speaker: acqua e polvere, non vi temo!

By Giuseppe Monaco

Archeer A106

Quando si è alla ricerca di un altoparlante Bluetooth, la scelta a nostra disposizione risulta davvero ampia in quanto, ogni azienda, propone numerose soluzioni a seconda dell’uso che ne intendiamo fare.

Quest’oggi parleremo di una particolare categoria di questo tipo di dispositivi con l’Archeer A106, speaker Bluetooth resistente ad acqua e polvere.

Confezione

La confezione di vendita si presenta in semplice cartonato, con il logo dell’azienda sul coperchio principale. Una volta aperta, al suo interno troviamo subito l’altoparlante avvolto una bustina trasparente e alloggiato in una cornice morbida.


Archeer A106

Al di sotto, poi, vediamo il solito libricino illustrativo e un secondo vano contenente un laccio per il fissaggio del prodotto dove si vuole, un cavo USB / Micro USB per la ricarica e un cavo AUX.

Design

L’Archher A106 presenta un’ottima compattezza e un eccellente assemblaggio, il che rende questa cassa versatile e comoda da portare a spasso.

  • Dimensioni: 12 x 12 x 7 cm
  • Peso: 340 g

La cornice del prodotto è ricoperta di un materiale gommoso, morbido e liscio al tatto in grado di aderire bene su ogni superficie e di garantire un’ottima protezione da acqua e polvere.

Archeer A106
Archeer A106
Archeer A106

La zona frontale e quella posteriore vedono la griglia dell’altoparlante con il logo dell’azienda mentre sul lato alto abbiamo tutto il set di tasti composto dai pulsanti di accensione/spegnimento, play/pausa e il bilanciere del volume composto da 2 frecce che, se si tengono premute, consentono anche di cambiare traccia.

Il lato sinistro ospita poi uno sportellino che copre gli ingressi per i cavi USB / Micro USB e AUX e un led di notifica blu per segnalare lo stato del dispositivo.

Prestazioni e funzionamento

La soluzione proposta da Archeer si presenta ottima dal punto di vista qualitativo, sia per quel che concerne la scelta dei materiali in fase di assemblaggio che per le prestazioni offerte in fase di utilizzo.

  • Bluetooth: 4.0
  • Driver Output: 5W x 1
  • Batteria: 2200mAh
  • Autonomia: +20 Ore con volume a 80%
  • Resistenza all’acqua : IPX5 (Contro getti d’acqua)

L’altoparlante dell’Archeer A106 riproduce i suoni in modo chiaro e potente nella parte frontale, mentre la zona posteriore è riservata alla riproduzione dei bassi.

Nonostante la qualità dell’audio sia eccellente per questo tipo di prodotto, ho notato che in presenza di brani musicali con bassi molto marcati, nei punti in cui questi vengono riprodotti il volume della traccia principale tende a scendere leggermente. In ogni caso, con la maggior parte delle tracce questo fenomeno non è presente o se lo è non crea problemi.

Ho avuto modo di testare la sua resistenza all’acqua utilizzando l’altoparlante dell’azienda cinese sotto la doccia. Così facendo, l’ascolto delle nostre canzoni preferite risulta sicuramente più fruibile e non dobbiamo preoccuparci che eventuali schizzi possano danneggiare il prodotto. Ho provato a far passare più volte la cassa sotto il getto d’acqua durante la riproduzione e non è successo assolutamente nulla. Badate però, perché la protezione non offre resistenza all’immersione totale del dispositivo, quindi sicuramente non potrete ascoltare la musica che preferite sott’acqua.

Prezzo e conclusioni

Considerando la qualità in fase di riproduzione e la capacità di resistere ad acqua e polvere, il prezzo al quale potete trovare questo altoparlante direi che è decisamente azzeccato.Inoltre, con il codice sconto di 5€ che trovate nel link all’offerta, potrete portarvi a casa l’Archeer A106 a circa 22€.

Personalmente ho trovato estremamente comoda l’impermeabilità, che mi ha permesso di ascoltare la mia musica preferita sotto la doccia e di dar vita a concerti da applausi (si, come no). La possibilità di agganciare l’altoparlante a supporti esterni e/o portatili, comunque, estende ulteriormente le possibilità di utilizzo facendo della versatilità uno dei punti forti dell’Archeer A106.

L’articolo Archeer A106 Bluetooth speaker: acqua e polvere, non vi temo! appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Crosh, la shell nascosta di Chrome OS

By Gaetano Abatemarco

Per quanto possa essere semplice Chrome OS, il sistema operativo installato sui Chromebook mette sempre a disposizione una serie di interessanti strumenti per gli utenti. Anche avanzati. Chrome OS non supporta strumenti di diagnostica come ePSA, BIOS, il menu di avvio F12 o simili: non ci sono le classiche schermate di diagnostica di preavvio come capita su altri sistemi operativi.

cat-logo

Tutta la risoluzione dei problemi deve essere fatta dall’interno del sistema operativo. Come? Con Chrome Shell (Crosh) ed i comandi URL di Chrome che possono fornire alcuni strumenti utili per la risoluzione dei problemi, oppure all’accesso di informazioni e impostazioni avanzate.

Chrome Shell (Crosh) è un’interfaccia a riga di comando simile a quella BASH di Linux o il prompt dei comandi di MS-Dos di Windows (cmd.exe). Chrome OS è basato su Linux ma Crosh non riconosce tutti i comandi Linux.

I comandi più utili per la risoluzione dei problemi sono memtest, storage_test_1 e storage_test_2, ping e tracepath. Ping funziona in modo diverso rispetto però a quello classico di Windows (esso viene ripetuto continuamente fino a quando non si preme Ctrl+C e non viene visualizzata alcuna statistica), tracepath è simile al comando traceroute di Windows eccetera. Una spiegazione dettagliata dei comandi può essere sempre consultata tramite l’help integrato di Crosh.

Come avviare Crosh

Per avviare Crosh dovete premere i pulsanti CTRL+ALT+T e si aprirà una scheda nuova in Chrome simile alla seguente:

Crosh

Ora vorreste conoscere una bella lista dei comandi supportati da Crosh, giusto? Bene, eccoli:

Le tabelle riportate di seguito elencano i comandi disponibili in CROSH.

Comandi help
Comando Scopo
exit Consente di uscire dalla shell CROSH.
help Consente di visualizzare questa guida.
help_advanced Consente di visualizzare la guida relativa a comandi più avanzati, utilizzati principalmente per il debug.
ping [-c conteggio] [-i intervallo] [-n] [-s dimensioni pacchetto] [-W tempo attesa]
Consente di inviare pacchetti ICMP ECHO_REQUEST a un host di rete. Se è “gw”, viene utilizzato il gateway dell’hop successivo per la route predefinita.Funziona esattamente come il comando ping di altri sistemi operativi. Premere Ctrl+C per arrestare il processo ping o interrompere qualsiasi altro comando in CROSH.
ssh [argomenti opzionali…]
Consente di avviare il sottosistema ssh se richiamato senza argomenti.
“ssh ”, “ssh ”, “ssh@” o “ssh@ ” consentono di eseguire la connessione senza accedere al sottosistema.
ssh_forget_host Consente di rimuovere un host dall’elenco di host ssh conosciuti. Questo comando visualizza un menu di host conosciuti e richiede l’immissione dell’host da rimuovere.
top Consente di impostare il livello di registrazione chapsd. In assenza di argomenti, verrà avviata la registrazione dettagliata.
Comandi help_advanced
Comando Scopo
battery_test [] Consente di testare il tasso di esaurimento della batteria per un dato numero di secondi. In assenza di argomenti, il test sarà eseguito per impostazione predefinita per 300 secondi.
bt_console [] Consente di accedere a una console di debug Bluetooth. L’argomento opzionale consente di specificare la funzionalità di un agente da associare che verrà fornito dalla console. Per le opzioni valide, vedere la Bluetooth Core Specification.
chaps_debug [start | stop | ] Consente di impostare il livello di registrazione chapsd. In assenza di argomenti, verrà avviata la registrazione dettagliata.
connectivity Consente di visualizzare lo stato di connettività.
experimental_storage Consente di attivare o disattivare le funzionalità di storage sperimentale.
ff_debug [] [–help] [–list_valid_tags] [–reset] Consente di aggiungere o rimuovere tag di debug flimflam.
memory_test Consente di eseguire test dettagliati sulla memoria libera disponibile.
modem [argomenti…] Consente l’interazione con il modem 3G. Eseguire “modem help” per informazioni dettagliate.
modem_set_carrier nome-gestore Consente di configurare il modem per il gestore specificato.
network_diag [–date] [–link] [–show-macs] [–wifi] [–help] [–wifi-mon] Funzione che esegue una serie di test diagnostici della rete. Consente di salvare una copia del risultato nella propria directory di download.
network_logging Funzione che attiva una serie predefinita di tag utili per il debug del dispositivo specificato.
p2p_update [enable | disable] Consente di attivare o disattivare la condivisione peer-to-peer (P2P) degli aggiornamenti sulla rete locale. Il comando tenterà di ottenere gli aggiornamenti dagli altri peer presenti sulla rete e condividerà con essi gli aggiornamenti scaricati. Eseguire questo comando senza argomenti per visualizzare lo stato attuale.
rlz Consente di attivare o disattivare RLZ.
rollback Consente di tentare il rollback all’aggiornamento precedente memorizzato nella cache del sistema. Disponibile solo su canali non stabili e dispositivi registrati non aziendali. Tenere presente che il comando eseguirà un ripristino (powerwash) del dispositivo.
route [-n] [-6] Consente di visualizzare le tabelle di routing.
set_apn [-n ] [-u ] [-p ] Consente di impostare l’APN da utilizzare per la connessione alla rete specificata da . Se non è specificato, viene utilizzato l’id della rete attualmente registrata.
set_apn – c Consente di cancellare l’APN da utilizzare, in modo da utilizzare quello predefinito.
set_arpgw Consente di attivare la verifica aggiuntiva dello stato di rete per assicurarsi che il gateway predefinito sia raggiungibile.
set_cellular_ppp [-u ] [-p ] Consente di impostare il nome utente e/o la password PPP per una connessione cellulare esistente. Se non si specificano né -u né -p, viene visualizzato il nome utente PPP esistente per la connessione cellulare.
set_cellular_ppp -c Consente di cancellare il nome utente e la password PPP per una connessione cellulare esistente.
sound Configurazione dell’audio di livello basso. Può essere utilizzato per riprodurre/registrare campioni audio e attivare il beamforming in Pixel.
“sound beamforming” attiverà/disattiverà la funzionalità.
“sound record [durata]” avvierà la registrazione.
“sound play” riprodurrà i campioni audio registrati.
storage_status Consente di leggere lo stato SMART del dispositivo di storage, gli attributi del fornitore e il registro degli errori.
storage_test_1 Consente di eseguire un breve test SMART offline.
storage_test_2 Consente di eseguire un test dettagliato di leggibilità.
syslog Consente di registrare un messaggio in syslog.
tpcontrol {status | taptoclick [on|off] sensitivity [1-5] | set }
tpcontrol {syntp [on|off]}
Consente di regolare manualmente le impostazioni avanzate del touchpad.
tracepath [-n] [/port] Consente di tracciare il percorso/route a un host di rete.
update_over_cellular [enable|disable] Consente di attivare o disattivare gli aggiornamenti automatici sulle reti cellulari. Eseguire questo comando senza argomenti per visualizzare lo stato attuale.
upload crashes Consente di caricare le segnalazioni di arresto anomalo sul relativo server.
wpa_debug [] [–help] [–list_valid_level] [–reset] Consente di impostare il livello di debug wpa_supplicant.
xset m [acc_mult[/acc_div] [thr]]
xset m default
Consente di modificare la velocità di accelerazione del mouse.
xset r rate [ritardo [velocità]] Consente di modificare la velocità di ripetizione automatica. Il ritardo è il numero di millisecondi prima dell’avvio della ripetizione automatica. La velocità è il numero di ripetizioni al secondo.
xset r [codice tasto] Consente di attivare/disattivare la ripetizione automatica. Se si specifica un codice tasto, il comando influisce solo su quel determinato tasto. Se non lo si specifica, influisce sul comportamento globale.

Capite bene che uno strumento simile non è qualcosa che può minimamente interessare ad un utente medio ma per ripristino, raccolta informazioni e sviluppo sicuramente Crosh può tornare molto molto utile.

L’articolo Crosh, la shell nascosta di Chrome OS appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Point Linux 3.2: dalla Russia con amore

By Salvo Cirmi (Tux1)

point linux

Point Linux, distro Linux di origine russa e con poche informazioni ancora (almeno sul mio sito), si prefigge un obiettivo molto comune e diffuso in ambito Linux, ma non certo semplice: quello di essere un sistema facile da configurare, veloce e semplice da utilizzare.

Point Linux 3.2 come nuovo rilascio porta in campo ambienti desktop MATE 1.8 ed Xfce 4.10 (si poteva optare per il 4.12), con base Debian 8.5. Firefox è stato sostituito da Firefox esr, Thunderbird è stato rimosso di default, Flash rimosso totalmente per ragioni di sicurezza ed altre piccole novità che trovate qui e qui.

Info e Download!

Homepage Point Linux

Scaricare Point Linux 3.2 da qui

MIUI 7.5 disponibile: ecco i dispositivi supportati

By Giuseppe Monaco

MIUI 7.5

Ultimamente, in casa Xiaomi, si fa un gran parlare del nuovo update della ROM proprietaria, la MIUI 8. Sebbene sia ancora disponibile in versione developer, tutti i dispositivi compatibili hanno ricevuto l’aggiornamento come promesso.

Non tutti gli utenti, però, prediligono questa versione del sistema operativo e si affidano alla variante stabile per avere una maggiore sicurezza e, per l’appunto, stabilità in fase di utilizzo. La MIUI 8 in versione Stable arriverà ad Agosto ma, nel frattempo, Xiaomi ha da poco iniziato il rollout della MIUI 7.5 China Stable!

Riportiamo qui di seguito il corposo changelog che, come di consueto, vede l’introduzione di diverse opzioni e la correzione di diversi bug.

Sistema

Ottimizzazione – Migliorata la stabilità del sistema

Messaggi

Novità – Nuovo design per i messaggi di notifica

Ottimizzazione – Migliorato il layout dei messaggi di notifica con font S e XS

Lockscreen / Status Bar / Notification Bar

Fix – In alcuni casi gli sfonfi pre-istallati bloccavano la funzionalità Wallpaper Carousel

Backup

Ottimizzazione – Migliorata la velocità di trasferimento di Mi Mover

Meteo

Novità – Nuovo design bianco

Impostazioni

Novità – Aggiunta la nuova funzionalità Shortcut Menu

FileExplorer

Novità – Possibilità di caricare video di piccole dimensioni da File Explorer

Ottimizzazione – Migliorato l’algoritmo di ordinamento per i piccoli video

Fix – A volte era impossibile utilizzare le cartelle nascoste

Download

Novità – Nuovo design per l’app Download

Account Mi

Ottimizzazione – Semplificato il processo di creazione di un account Mi

Pulizia

Novità – Nuovo design per l’app Pulizia

Ottimizzazione – Supporto alla voce Accessibilità

Fix – Risolti problemi di chiusura forzata

Sicurezza

Novità – Aggiunto il supporto al blocco delle applicazioni tramite sensore d’impronte in App Lock

Novità – Aggiunto pulsante on/off per l’App Lock

Novità – Impostazioni personalizzate per App Lock

Mi Cloud

Novità – Aggiunta la voce per eseguire immediatamente il backup

Mi Wallet

Novità – Verifica ID

Ottimizzazione – Migliorata la visualizzazione dei metodi di pagamento disponibili durante il checkout

Ottimizzazione – Pagina iniziale Mi Wallet aperta per impostazione predefinita

Ottimizzazione – Migliorata la visualizzazione per la pagina di pagamento che appare dopo la scansione di un codice QR

Ottimizzazione – Migliorati i suggerimenti per i tentativi falliti nell’aggiungere una carta di credito

Fix – Risolto il problema con le notifiche ricorrenti dopo aver ricevuto uno sconto

Fix – In alcuni casi, dopo aver reimpostato la password il conto veniva visualizzato in modo errato

Fix – Nella versione inglese dell’app, aggiungendo una carta non supportata potevano esserci chiusure forzate

Fix – In alcuni casi il checkout falliva

Altro

Novità – Aggiunta la tastiera personalizzata Xiaomi da Sogou con il supporto per account Mi

I punti che hanno interessato gli sviluppatori nella realizzazione delle novità appena elencate interessano in modo importante la gestione della sicurezza e l’avvicinamento verso la MIUI 8. L’aggiornamento in questione, poi, verrà rilasciato in 2 turni. Il primo turno, quello attuale, riguarda i seguenti device:

Xiaomi Mi Max 64GB/128GB, Mi Max 32GB, Mi 5, Mi 4S, Mi Note Pro, Mi Note, Mi 4c, Mi 4i, Mi 4, Mi 3, Mi 2/2S, Mi Pad 2, Mi Pad 1, Redmi Note 4G (Single SIM) , Redmi 1S

Nel secondo turno, che dovrebbe iniziar intorno al 4 Luglio, l’update arriverà anche sui seguenti dispositivi:

Redmi 3S/3x, Redmi 3, Redmi Note Prime (4G, Dual SIM), Redmi Note 3 MTK, Redmi Note 3 Qualcomm, Redmi Note 2, Redmi Note 3G, Redmi 2A, Redmi 2, Redmi 2 Prime, Redmi 1

Siete pronti ad aggiornare i vostri device? Qui sotto trovate il link al post sul forum ufficiale che contiene, oltre a ulteriori dettagli, i ink per il download della ROM.

Download| MIUI 7.5 China Stable

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