Ubuntu Server: pacchetti sempre aggiornati

By Redazione TPN

linux-server

Ecco come attivare gli aggiornamenti automatici di sicurezza e non sulle più recenti release di Ubuntu Server. Proprio ieri abbiamo scoperto come attivare gli aggiornamenti automatici in Ubuntu Desktop (leggi, Come attivare gli aggiornamenti automatici in Ubuntu) ed oggi è arrivato il momento di capire come fare la stessa cosa ma utilizzando la versione Server …

Chromecast 2: conviene comprarlo? [Editoriale]

By Giuseppe F. Testa

Chromecast-2-600x313

Noi geek non sappiamo proprio resistere alle novità: ogni cosa presentata nei Keynote o su altri palchi viene visto dai nostri occhi come “sto assistendo al progresso e ne posso essere partecipe attivo”; il nostro istinto più primordiale esplode e ci fa correre veloci verso l’acquisto più forsennato, anche perché essere i primi equivale ad essere apprezzati ed ammirati. Molti la chiamano “Scimmia”, ed è forse il termine più colorito per indicare tutto ciò.

Ieri Google ha presentato il nuovo Chromecast, e molti utenti (tra cui il sottoscritto) si è fatto prendere da una scimmia immane nel comprare (il prima possibile) il nuovo prodotto. Ma scrivendo news e guide a riguardo mi si è acceso un campanello d’allarme: conviene davvero ora comprare un Chromecast 2, anche se felice possessore del vecchio dispositivo? Di seguito alcuni miei spunti di riflessione.

Chromecast 2 non è un erede, è un restyling

La stessa Google evita di chiamarlo Chromecast 2, chiamandolo semplicemente Chromecast. Quindi è a tutti gli effetti un restyling del precedente prodotto, che andrà a sostituire (nello store Google) il vecchio modello a forma di chiavetta. I due prodotti quindi, salvo piccole migliorie hardware e software, sono ancora molto simili tra loro e (visto che non ci sono specifiche sul SoC impiegato) non sarebbe strano che condividessero ancora lo stesso tipo di SoC.

Chromecast 2 non supporta i 4K

Il nuovo Chromecast non supporta la nuova risoluzione 4K, ormai sempre più diffusa sia sui televisori sia nei servizi ondemand. Si ferma (esattamente come il suo predecessore) al FullHD 1080p, evitando a sorpresa di abbracciare il salto generazionale sul fronte qualità delle immagini.

Questo aumenta il sospetto che sia davvero (a livello hardware) sulla falsariga del precedente modello, senza alcuna reale novità sotto il cofano.

Ma i possessori di TV 4K non devono disperare: leggendo un piccolo indizio (ora sparito) nella pagina di vendita del nuovo Chromecast si deduce che Google abbia voluto fin dall’URL enfatizzare sul fatto che questo dispositivo sia proprio a 1080p. Nulla vieta a Google di lanciare in futuro un Chromecast 4K dedicato, ma per ora è una pura ipotesi.

Chromecast 2 ha un WiFi leggermente migliore

Il vero restyling è dal punto di vista della connettività wireless: hanno ricevuto abbastanza feedback da capire che il Chromecast precedente “soffriva” nelle situazioni di rete WiFi intasata o se posizionato ad una discreta distanza. Google quindi ha deciso di aumentare il numero di antenne interne (ben 3) e di garantire il supporto al WiFi AC, con possibilità di funzionare su due tipi di frequenza (2.4 GHz e 5 GHz). I possessori di nuovi router ringrazieranno.

Il salto di qualità sarebbe stato notevole in caso di supporto ai 4K ma, visti i 1080p di risoluzione massima, le reali migliorie si avranno solo nella stessa stanza (router nuovo e Chromecast a meno di 15 metri), visto che su case più grandi e su più stanze il protocollo WiFi resta N sui 2.4 GHz. 150 Mbps (la massima velocità del protocollo N) è sufficiente per i contenuti a 1080p.

Una miglioria indubbiamente, ma non sfruttabile al 100%.

Chromecast 2 supporta DTS, AC3 e simili?

Uno dei più grandi limiti del predecessore è proprio nella scarsità di formati audio e video supportati per la riproduzione: non era possibile leggere alcun file AVI e, in caso di file MKV, mancava il supporto a DTS/AC3, molto utilizzato in ambito underground.

In realtà questo non era un limite: Chromecast nasce per essere un’interfaccia dedicata a servizi digitali on-demand (sia quelli firmati Google sia quelli di terze parti come Netflix), tutti perfettamente compatibili con Chromecast fin dalla nascita grazie al supporto a VP8! Il fatto che potesse leggere i file è un optional, non una caratteristica di primo piano (almeno secondo Google).

A questo punto risulta davvero difficile pensare che Google abbia “svoltato” da questo punto di vista, visto che sono in arrivo sempre più servizi on-demand per sfruttare la chiavetta. Google stessa non ha ritenuto necessario mostrare quali siano i codec supportati dal nuovo dongle, limitandosi a presentare i servizi online compatibili.

Un brutto segno? Io dico di sì, ma per avere la prova definitiva bisognerà attendere le prime impressioni e recensioni.

Chromecast 2: Fast Play, Spotify e i giochi

Lato software le migliorie non mancano, ma analizziamole attentamente.

Fast Play permette di precaricare il contenuto scelto ancor prima di premere su Play, velocizzando di circa 3-4 secondi l’avvio del contenuto. Interessante, ma sicuramente non saranno quei 4 secondi a cambiare la vita di un utente.

Spotify ha aggiunto il supporto al protocollo Cast, quindi sarà compatibile con qualsiasi Chromecast, sia nuovo che vecchio.

La compatibilità con alcuni giochi a schermo condiviso è davvero interessante, potrebbe aprirsi una nuova frontiera del casual gaming (il solo vedere Monopoly mi ha fatto sorridere!). Da tenere d’occhio, se i tempi di risposta del dispositivo saranno bassi (input lag) potrebbe essere questa la reale novità lato software del Chromecast 2.

Chomecast 2: conviene comprarlo?

La risposta a questa domanda non è semplice, ma cercherò di rispondere in base allo scenario d’uso:

  • Se avete il vecchio Chromecast e un solo TV, attualmente non conviene comprarlo: la vera differenza con il nuovo modello è solo nell’estetica e nel supporto a giochi compatibili (forse) solo con il nuovo modello. Spotify è compatibile con il vecchio e Fast Play non rivoluziona l’esperienza utente;
  • Se avete il vecchio Chromecast e più TV (sprovviste del dongle), potete pensare di acquistarlo solo se gli altri TV di casa non offrono già un parco app decente o non vi hanno convinti una volta connessi alla rete;
  • Se avete problemi di connessione WiFi e/o disponete di un nuovo router AC, conviene comprarlo solo se il router è nella stessa stanza del nuovo Chromecast;
  • Se non avete mai provato Chromecast, conviene sicuramente comprare il modello più recente disponibile;
  • Se cercate un dispositivo per leggere qualsiasi video (anche AVI e MKV) e di riprodurre qualsiasi contenuto da PC consiglio di aspettare: vediamo se questo nuovo Chromecast presenta migliorie da questo punto di vista, altrimenti uno vale l’altro.

L’articolo Chromecast 2: conviene comprarlo? [Editoriale] appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Google Pixel C

By Jessica Lambiase

Google Pixel C è un tablet con display da 10.2″ e risoluzione pari a 2560 x 1800 pixel, dotato di sistema operativo Android 6.0 Marshmallow. E’ equipaggiato con processore NVIDIA Tegra X1 octa-core a 64 bit, affiancato da 3 GB di RAM e 32 o 64 GB di memoria interna. Google Pixel C è dotato di fotocamera anteriore.

L’articolo Google Pixel C appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Microsoft svela (per errore) i Lumia 950 e Lumia 950 XL

By Jessica Lambiase

microsoft-950-xl

Sei Ottobre 2015: l’intera comunità Windows Phone/Windows Mobile è davvero in fermento a causa dei tanto vociferati nuovi top di gamma che il big di Redmond dovrebbe presentare in quella giornata, e che pare siano questa volta dotati davvero di hardware da urlo. Ormai da giorni si susseguono voci e rumor più o meno fondati sulle specifiche tecniche di quelli che saranno (o che almeno dovrebbero essere) i nuovi Lumia 950 e Lumia 950 XL, tuttavia di ufficiale non c’è assolutamente niente – e, sulla carta, nessuno sa se questi due smartphone esistono o no.

O almeno così era fino a qualche ora fa, quando (probabilmente) un distratto webmaster ha fatto comparire (e subito sparire) sul sito ufficiale Microsoft UK due piccole anteprime dei Lumia 950 (Talkman) e Lumia 950 XL (Cityiman) con tanto di lista di specifiche tecniche parziali, come potrete vedere dall’immagine in basso:

Ciò significa principalmente due cose: in primis che i due smartphone esistono davvero e sono prossimi al lancio, in secondo luogo che le specifiche tecniche trapelate di recente corrispondono con probabilità altissime al vero. Diamo loro uno sguardo:

Lumia 950 (Talkman)

  • Display WQHD (2560 x 1440) da 5.2 pollici, OLED;
  • Chipset Snapdragon 808 exa-core a 64 bit;
  • 3 GB di RAM e 32 GB di archiviazione interna espandibile via microSD;
  • Fotocamera posteriore PureView da 20 MP e frontale da 5 MP;
  • Batteria removibile da 3000 mAh;
  • Ricarica wireless con Flip Cover;
  • Connettore USB Type-C;
  • Scanner per l’iride (a infrarossi) compatibile con Windows Hello;
  • colorazioni in bianco o nero con scocca in policarbonato.

Lumia 950 XL (Cityman)

  • Display WQHD (2560 x 1440) da 5.7 pollici, OLED;
  • Chipset Snapdragon 810 octa-core a 64 bit;
  • 3 GB di RAM e 32 GB di archiviazione interna espandibile via microSD;
  • Fotocamera posteriore PureView da 20 MP con triplo flash LED e frontale da 5 MP;
  • Batteria removibile da 3300 mAh;
  • Ricarica wireless con Flip Cover;
  • Connettore USB Type-C;
  • Scanner per l’iride (a infrarossi) compatibile con Windows Hello;
  • colorazioni in bianco o nero con scocca in policarbonato.

A questo punto la vera incognita resta il prezzo, non trapelato neanche nell’immagine che vi abbiamo mostrato prima; è comunque semplice intuire che non si tratterà questa volta di smartphone da 300€ ma di qualcosa di molto meno economico. Non ci resta che attendere… il prossimo 6 Ottobre!

L’articolo Microsoft svela (per errore) i Lumia 950 e Lumia 950 XL appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

YouTube, shopping direttamente dai video!

By Jessica Lambiase

YT

Avete presente quando si dice che Google faccia della pubblicità il suo business primario e che ogni scelta in tal senso sia fatta per favorire contemporaneamente gli inserzionisti, i partner della piattaforma e gli utenti finali? Ebbene, l’ultima trovata che il big di Mountain View ha pensato per la piattaforma YouTube accentua ancor di più questo aspetto.

Google ha infatti presentato di recente i suoi Shopping Ads per YouTube: in parole povere, tutti i creatori di contenuti saranno in grado di inserire annunci dedicati allo shopping all’interno dei propri video, cosa particolarmente utile nel caso, ad esempio, di videorecensioni.

Come vedete dalla GIF in alto, quando in un video è presente uno “shopping ad” verrà visualizzata la classica icona a forma di “i” in alto a destra: cliccando su di essa Google mostrerà una serie di prodotti attinenti a ciò che viene mostrato nel video in questione, dando la possibilità all’utente di procedere all’acquisto diretto.

Con questa mossa Google si prefigge quindi di incentivare gli utenti all’acquisto dei contenuti suggeriti, oltre che i creatori ad usufruire di questo mezzo di monetizzazione vantaggioso sia per questi ultimi che per i partner (oltre che, ovviamente, per la stessa Google).

Una pubblicità interattiva che potrebbe avere un discreto successo… ammesso e non concesso che non venga abusata!

L’articolo YouTube, shopping direttamente dai video! appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

WinRAR: una vulnerabilità può provocare attacchi silenziosi

By Jessica Lambiase

winrar

Sfido chiunque a non aver mai visto WinRAR: si tratta di uno dei primi software in assoluto ad aver avuto la potenzialità di gestire un grandissimo numero di archivi compressi e, proprio per questo, nel tempo è entrato nel cuore (e sui computer) di decine di migliaia di utenti che operano con archivi di diverso tipo.

Tra le particolarità di WinRAR figura quella di creare archivi auto-estraenti (SFX), ossia veri e propri eseguibili che possano essere estratti anche da chi non è in possesso del medesimo programma e che posizionano i file in posti definiti a priori dall’utente che crea l’archivio stesso; ebbene sarebbe proprio questo tipo di file ad essere finito nel mirino degli esperti di sicurezza, in quanto gli archivi WinRAR avrebbe nei confronti dei file SFX un problema piuttosto grave.

Secondo un recente report di Vulnerability Lab – successivamente confermato da MalwareBytes -, l’ultima versione di WinRAR sarebbe in grado di eseguire codice malvagio in maniera completamente silenziosa nel momento in cui viene estratto un file di tipo SFX; nella prova video in basso, WinRAR permetterebbe all’archivio di scaricare un file ed eseguirlo senza che l’utente si accorga di nulla. Ad essere compromessa, in particolare, è la versione 5.21 del programma.

Morale della favola: se il vostro WinRAR corrisponde a quella versione (per altro dovrebbe essere l’ultima) cercate di evitare il più possibile di operare con archivi SFX; dal canto suo, in merito alla questione WinRAR ha dichiarato che

i file eseguibili sono potenzialmente pericolosi per definizione

e che per un potenziale utente malintenzionato sarebbe più semplice diffondere uno specifico file piuttosto che nascondere le istruzioni all’interno di un file SFX. Il che potrebbe anche significare che WinRAR non ha intenzione di porre una patch a questa vulnerabilità.

L’articolo WinRAR: una vulnerabilità può provocare attacchi silenziosi appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Pixel C: la risposta di Google al Surface?

By Giuseppe F. Testa

Pixel C

Si chiama Pixel C, ma tranquilli non è un nuovo Chromebook. L’ultimo dei prodotti svelati da Google durante l’evento di ieri è a tutti gli effetti un tablet da 10 pollici con tastiera magnetica removibile. Un ibrido che richiama molto da vicino il concorrente Microsoft Surface, pur con dimensioni e funzioni ben diverse.

Alla presentazione del prodotto ieri sul palco Andrew Bowers, Director of Product Management di Google, ha detto:

“I tablet sono grandiosi per i giochi, per leggere o guardare un film, ma devono anche esserti utile come un laptop per scrivere un documento o rispondere a una lunga email”.

Secondo Google quindi tutti i tablet in circolazione hanno un difetto: la tastiera è solo un accessorio secondario, spesso manco preso in considerazione dagli utenti. Con Pixel C, Google ha “ripensato” (qualcun altro direbbe rivoluzionato?) l’idea di ibrido, con combinazione di touch e tastiera, per realizzare un’esperienza che non sia semplicemente la somma delle due possibilità ma apra nuovi scenari nel mondo dell’informatica.

Il risultato è Pixel C, un tablet in alluminio con tastiera magnetica: quando è chiuso, le due parti vengono tenute insieme da magneti auto-allineanti; allo stesso modo, quando si vuole usare solo il tablet, la tastiera può essere agganciata nella parte inferiore del tablet.

Nessun connettore, nessun aggancio: tutta forza magnetica! I magneti sono abbastanza potenti da fissare le due parti insieme anche se ne teniamo in mano solo una. La connessione tra le due parti avviene via Bluetooth e il Pixel riconosce sempre se la tastiera è in uso o no, per mostrare o nascondere la tastiera virtuale sullo schermo a seconda della situazione.

La tastiera ha una sua batteria separata, ma non dispone di prese o porte per la ricarica esterna: quando è chiuso il tablet ricarica tramite induzione la tastiera.

Bastano pochi secondi chiuso per aggiungere giorni di autonomia. E se anche non la chiudete mai, può ancora durare due mesi di utilizzo”.

Non ci sono molti altri dettagli sul prodotto, unico assente tra quelli in esposizione nel post-conferenza.

Quello che sappiamo trapela dai dettagli mostrati: lo schermo è un 10,2 pollici con risoluzione 2560×1800, una densità eccezionale di 308 pixel per pollice e rapporto tra i lati 1:2. La tastiera QWERTY è completa, ma “particolare”: per essere ridotta alle dimensioni giuste, cinque tasti di simboli normalmente poco usati sono stati virtualizzati e saranno accessibili solo su schermo. Pixel C ha due speaker stereo e 4 microfoni, per migliorare al massimo l’interazione con i comandi vocali. Disponibile una porta USB 3.0 nel nuovo formato Type-C.

Prodotto interamente da Google, il Pixel C ha ovviamente Android 6.0 Marshmallow come sistema operativo; proprio quest’ultimo dovrà mostrare la sua maturità rispetto alla concorrenza, visto che molti utenti lamentano la scarsa praticità dei precedenti sistemi operativi Android usati negli ibridi.

Pixel C sarà in vendita entro la fine dell’anno al prezzo di 499 dollari nella versione da 32 GB e 599 dollari nella versione da 64 GB. La tastiera sarà venduta a parte a un prezzo di 149 dollari.

L’articolo Pixel C: la risposta di Google al Surface? appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Android 6.0 Marshmallow: tutte le novità

By Giuseppe F. Testa

Android 6.0

L’annuncio dei nuovi Nexus 6P, Nexus 5X, Chromecast 2 e Chromecast Audio andata in scena nella serata di ieri ha rappresentato anche l’occasione per presentare al pubblico il sistema operativo Android 6.0 Marshmallow, al debutto entro la prossima settimana sui dispositivi Nexus 5, Nexus 6, Nexus 7 (2013), Nexus 9 e Nexus Player con un aggiornamento OTA (over-the-air) e presumibilmente nei mesi successivi per tutti i modelli di punta dei principali produttori.

Quali sono le novità lato software presentate dal palco di San Francisco? Vediamole insieme.

Nuove feature

Sul palco sono state mostrate le migliorie su alcuni gesti molto usati dagli utenti come la selezione del testo o la gestione del copia-incolla; è stata mostrata la possibilità di interagire mediante comandi vocali direttamente dalla schermata di blocco; é stato introdotto un indicatore per la ricarica rapida; abbiamo assistito alla piena evoluzione delle animazioni in pieno stile Material Design; nuove notifiche heads-up rese maggiormente funzionali (per avvisare l’utente in modo non invasivo) e alla fine è stato presentato il nuovo launcher già visto in azione nei giorni scorsi con l’app drawer in cui le icone sono disposte in verticale lungo un elenco ordinato con criterio alfabetico e accesso rapido a quelle più utilizzate.

Autonomia dispositivi

Migliora la durata della batteria, con l’arrivo della modalità Doze che gestisce in modo ottimale il consumo energetico durante la fase di standby prolungato, tipo in piena notte: i test realizzati su Nexus 5 e Nexus 6 parlando di un incremento di autonomia pari a circa il 30%.

Android 6.0

Controllo autorizzazioni e permessi

La lista delle migliorie non si conclude qui e tocca anche un aspetto molto discusso dalla community: le autorizzazioni delle app, con una maggiore libertà d’azione offerta all’utente, così da poter decidere a quali software consentire l’utilizzo dei propri dati.

Android 6.0

Su Marshmallow ci saranno meno applicazioni pre-installate e che quelle incluse anche nelle ROM stock di altri operatori non saranno più bloccate, ma potranno essere eliminate velocemente.

Now on Tap e migliorie per sviluppatori

Android 6.0 include anche tecnologie come Now on Tap, presentata a fine maggio in occasione del Google I/O 2015, per ottenere velocemente informazioni in base al contesto in cui ci si trova, con un semplice tocco prolungato sul pulsante Home.

Now on tap

Per quanto riguarda gli sviluppatori, potranno beneficiare dell’interazione mediante comandi vocali all’interno delle app, anche a schermo spento grazie al sistema “always-on-detection”.

L’articolo Android 6.0 Marshmallow: tutte le novità appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Netflix in Italia dal 22 ottobre a partire da 7,99€

By Giuseppe F. Testa

netflix in italia

Netflix in Italia, siamo proprio in dirittura d’arrivo! Il famoso servizio di streaming video on-demand ha rilasciato ufficialmente un comunicato stampa confermando la data del lancio: dal 22 ottobre arriveranno i contenuti in italiano sulla piattaforma insieme alle offerte in abbonamento, già svelate poche settimane fa, unito ad un interessante periodo di prova gratuito valido per il primo mese.

In basso il piano tariffario completo.

Nel dettaglio ecco i costi degli abbonamenti e la connessione minima ADSL richiesta per ognuna:

  • 7,99 Euro al mese dell’abbonamento base, che offre la possibilità di sfruttare un solo streaming a risoluzione SD (Standard Definition). Per questi contenuti basta una connessione 4 Mega stabili;
  • 8,99 Euro al mese per la seconda tariffa, che permette di sfruttare lo streaming su due dispositivi a scelta, con una risoluzione Full HD; per questo piano è consigliata una connessione minima di 8 Mega;
  • 11,99 Euro al mese per l’abbonamento più costoso e completo, con streaming su un massimo di quattro dispositivi e una risoluzione massima 4K (se il contenuto offre tale risoluzione); per questo tipo di offerta è vivamente consigliata una connessione minima di 20 Mega.

Emergono dettagli sulle prime programmazioni disponibili in Italia: Daredevil, Sense8, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt, Marco Polo e Narcos, oltre a numerosi documentari come Virunga, Chef’s Table e Mission Blue.

Gli abbonati avranno anche a disposizione i film originali di Neflix, tra cui Beasts of No Nation, Crouching Tiger, Hidden Dragon The Green Legend, Jadotville e The Ridiculous 6.

Saranno disponibili carte regalo firmate Netflix presso diversi rivenditori autorizzati: GameStop, Unieuro, MediaWorld, Esselunga, Mondadori ed Euronics, oltre ai consueti metodi di pagamento online.

I contenuti potranno essere riprodotti praticamente ovunque ci sia l’app Netflix: Smart TV, tablet, smartphone, computer, console, set-top box connessi a Internet, Apple TV e il nuovo Google Chromecast, oltre al modello precedente già pienamente compatibile.

LINK | Netflix Italia

L’articolo Netflix in Italia dal 22 ottobre a partire da 7,99€ appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.