Installare ksuperkey 0.4 da git su Kubuntu

By Marco Giannini

Qualche giorno fa è stato rilasciato ksuperkey 0.4, la nuova versione del piccolo tool per KDE che ci consente di avviare, tramite la pressione del tasto Super (la bandierina di Windows) il lanciatore applicazioni.

Purtroppo il PPA per Kubuntu non è stato ancora aggiornato all’ultima release e non è stato ancora aggiunto il supporto per Kubuntu 15.10 Wily Werewolf. Per fortuna è possibile installarlo facilmente scaricandolo da GIT. Vediamo come fare.
Come prima cosa dobbiamo installare alcune dipendenze che ci serviranno per la compilazione di ksuperkey. Da terminale diamo:
sudo apt-get install git gcc make libx11-dev libxtst-dev pkg-config build-essential
Una volta fatto scarichiamo ksuperkey da git dando
git clone https://github.com/hanschen/ksuperkey.git
Una volta fatto verrà creata, all’interno della nostra cartella home, una cartella contenente i file necessari per la compilazione di ksuperkey.
Spostiamoci all’interno della cartella appena creata dando da terminale
cd ksuperkey
Ora non ci resta che compilare dando

make

se tutto andrà bene avrete un output del tipo

cc -Wall `pkg-config –cflags xtst x11` -o ksuperkey xcape.c `pkg-co
nfig –libs xtst x11` -pthread

Bene, non ci resta che lanciare ksuperkey e verificarne il funzionamento. Sempre dalla stessa finestra di terminale di prima diamo

./ksuperkey

Clicchiamo con il tasto destro sull’avviatore applicazioni

Impostazioni di avviatore applicazioni e qui impostiamo la scorciatoia (apparirà come ALT F1)

Bene, ora non ci resta che aggiungerlo all’avvio automatico.

Andiamo in Impostazioni di sistema, Avvio e spegnimento, Avvio automatico.
Clicchiamo su Aggiungi programma

Clicchiamo sul pulsante a destra per sfogliare e andiamo a cercare la cartella ksuperkey presente nella nostra home. Qui selezioniamo il file ksuperkey

e confermiamo

Così facendo avremo impostato l’avvio automatico di ksuperkey.

Manjaro-Fluxbox 0.8.13.1 disponibile per il download

By Marco Giannini

La community di Manjaro ha annunciato il rilascio di Manjaro-Fluxbox 0.8.13.1

La versione Fluxbox di Manjaro si distingue per il basso consumo di risorse (grazie a Fluxbox) e l’estrema completezza in quanto, in pieno stile Manjaro, è infarcita di tutto il necessario per l’uso di tutti i giorni, dall’ufficio ai file multimediali. Il disco di installazione è fornito in due varianti, quella con Systemd e quella con OpenRC. Ma vediamo quali sono le novità di questa release:
  • kernel 4.1
  • Pamac
  • Manjaro-Settings-Manager
  • Pcmanfm
  • Lxterminal
  • Palemoon
  • Claws-mail
  • Hexchat
  • Abiword, Mousepad, Nano
  • Gnumeric, Galculator
  • Pinta, Gpicview, Qpdfview
  • Pulseaudio, Lxmusic, VLC media-player
  • Scrot
  • Gparted
  • manjaro-printer
  • Wbar, Fluxbox-Menu
  • Clipit, Cbatticon, nm-applet, pa-applet, Oblogout with OutMok-theme
  • Lxappearance, Nitrogen, AwOken-icon-theme, new custom ‘manjaro-flux’-theme, Compton
  • yaourt, base-devel
Potete scaricare Manjaro-Fluxbox 0.8.13.1 all’indirizzo http://sourceforge.net/projects/manjarolinux/files/community/Fluxbox/2015.08/

Installare VirtualBox 5.0 su Ubuntu

By Redazione TPN

virtualbox-5-0-2

Ecco come installare sulla distro firmata Canonical il software di virtualizzazione numero 1 al mondo. Bastano una manciata di comandi. Quando si parla di virtualizzazione, VirtualBox prodotto dalla nota software house Oracle, è uno dei primi nomi che balza nella mente non solo degli appassionati del Pinguino, ma anche degli utenti Windows e Mac OS …

Rilasciati driver NVIDIA 352.41: quali sono le novità per Linux?

By Redazione TPN

nvidia-driver-linux-352-41

Qualche ora fa, gli sviluppatori di casa NVIDIA hanno rilasciato dei nuovi driver dedicati al Pinguino. Scopriamo cosa c’è di nuovo e procediamo subito al download. Il noto produttore di schede video NVIDIA ha voluto fare un regalo di fine estate a tutti i suoi utenti che al posto del solito Windows preferiscono affidarsi a …

Tutorial sull’anonimato in rete con Linux Debian e derivate

Questo tutorial parlerà di come rendersi anonimi in rete in maniera trasparente, mandando tutto il traffico TCP/IP sotto la rete Tor.

Per prima cosa dobbiamo avere installati i seguenti pacchetti:

– tor

– polipo

– privoxy

– proxychains

– macchanger

– virt-what

Per aggiungere tali pacchetti su distro come in questo caso Debian o Ubuntu bastera digitare nel terminale:

sudo apt-get install tor polipo privoxy proxychains macchanger virt-what

Fatto questo possiamo procedere con la configurazione di tor come daemon cosi da averlo pronto ad ogni avvio di sistema, per prima cosa apriamo il terminale e digitiamo:

sudo /etc/default/tor

Aperto il file con il nostro editor come nano, gedit o quello che più ci fa comodo, andiamo alla riga dove c’è scritto:

RUN_DAEMON=”no”

Al posto del valore “no” metteremo “si” cosi da settare tor come demone ad ogni avvio del sistema.

Ora procediamo sul configurare tor con lo script di anonimato integrato in Backbox, conosciutissima distro italiana di Pentesting, progettata da Raffaele Forte e Co.

Apriamo il file torrc:

sudo /etc/tor/torrc

In fondo al file aggiungiamo queste quattro righe:

VirtualAddrNetwork 10.192.0.0/10
AutomapHostsOnResolve 1
TransPort 9040
DNSPort 53

Aggiunte le seguenti righe e salvato il torrc file, procediamo con il download dello script backbox-anonymous, all’indirizzo di github di Raffaele Forte:

ZELOTES Gaming Mouse a 13€!Economico ma efficente!

By Francesco Dal Bello
Un mouse da gaming con sistemi di monitoraggio ottico fenomenale, dotato di ben 7 tasti con filo USB 2.0 , e pagando una cifra leggermente superiore( 16,99€ ) si ha la versione wirless ! Questa è la nuova versione del Patuoxun® Gaming Mouse USB con DPI fino a 3200 . Per essere più adatto ai giocatori professionali, è stato aggiornato fino a ben 5500 DPI ! E’ dotato di rotella a scorrimento ultra precisa , design veramente ergonomico , adatto per lunghi utilizzi , e ricordo, a soli 13,98€ ! E’ una vera offerta per un mouse da gaming con queste caratteristiche , e inoltre è compatibile con tutti i più famosi sistemi operativi. Esperienza d’uso fenomenale e come sempre amazon garantisce l’arrivo del pacco in poco tempo, e in modo sicuro.Questa fantastica nuova versione dello ZELOTEST Gaming Mouse , anche se sembra impossibile, è aquistabile su amazon.it a soli 13,98€ !

Zelotest Gaming Mouse a 13€ offerta su Amazon – clicca per acquistare

Supporto

Hai bisogno di aiuto? Entra nel nostro forum o nella nostra chat per il supporto tecnico! Oppure vuoi tenerti aggiornato? Allora seguici sui nostri social Facebook e Twitter!

Ecco i device Samsung che riceveranno Android 6 Marshmallow

By Jessica Lambiase

Samsung Galaxy S6 Edge Plus

Il sistema operativo è stato presentato in tempi piuttosto recenti ed è già febbre da Android 6: chiunque bazzichi in qualche modo nell’ambiente del sistema operativo Google, ha già iniziato a chiedersi quali Nexus riceveranno l’aggiornamento ufficiale e come si comporteranno invece gli altri produttori OEM. E vista la fama e la diffusione sul mercato, è scattato – in particolare – il totoscommessa per Samsung.

LEGGI ANCHE | Ufficiale: Marshmallow è Android 6.0!

Quali saranno gli eletti a ricevere Android 6 in via ufficiale e senza doversi affidare ai cuochi di ROM? Chi tra i top di gamma verrà tagliato fuori? Come si comporterà il produttore? Ebbene, stando ad un report di Slashgear sarebbe stata la stessa Samsung a rispondere agli interrogativi, confermando una prima lista di device che saranno aggiornati ad Android 6 Marshmallow.

Come ci si aspettava, nella lista compaiono i più recenti dispositivi sparsi tra smartphone, tablet e phablet; per la precisione, i dispositivi Samsung che riceveranno ufficialmente Android 6 Marshmallow sono i seguenti:

  • Galaxy S6 ed S6 Duos;
  • Galaxy S6 Edge ed Edge+;
  • Galaxy Alpha;
  • Galaxy Note 4 e Note 4 Duos;
  • Galaxy Note Edge;
  • Galaxy Tab A.

Come specificato da Slashgear, questa potrebbe non essere la lista definitiva dei dispositivi Samsung che riceveranno l’aggiornamento di sistema ufficiale ad Android 6 e che altri potrebbero smartphone, tablet e phablet essere aggiunti in un secondo momento; certo, non bisogna aspettarsi la comparsa di telefoni di fascia bassa o di ex top di gamma datati (ad esempio il Galaxy S3)… ma chissà, magari il big coreano potrebbe anche darci qualche altra bella sorpresa.

Staremo a vedere!

L’articolo Ecco i device Samsung che riceveranno Android 6 Marshmallow appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Quanto costa sviluppare un’app? Un sito può dircelo

By Giuseppe F. Testa

Quanto costa creare un'app

Molti di noi sono abituati a pensare che le app per Windows Phone, Android e iOS nascano tutte in un freddo ripostiglio o in una cantina abbandonata, tra le mani di un abile programmatore che, un po’ per passione un po’ per divertimento, realizza un’app per dispositivi mobile. Non in tutti gli scenari è così: ci sono tante realtà (aziende, siti ma anche privati) che hanno l’idea giusta o la necessità di avere un’app ma non conoscono nulla di programmazione. Se il vostro sogno è realizzare un’app, sappiate che è possibile affidarsi a servizi dedicati solo allo sviluppo di app, che dietro equo compenso rendono reale l’idea che ci balenava nella testa. Ma quanto costa realizzare un’app? Possiamo farci aiutare (con buona approssimazione) dal sito quantocostaunapp.com.

Il sito è semplicissimo da usare: con una sorta di questionario dobbiamo rispondere alle varie domande sulla nostra idea di app che ci verranno poste di volta in volta, utili a capire che tipo di app vogliamo e quali caratteristiche primarie deve avere.

Ovviamente rispondere ad alcune domande non è esaustivo ai fini dello sviluppo: non è possibile coprire tutti gli scenari, ma le risposte di base sono più che valide per avere un quadro generale della spesa.

Come potrete vedere utilizzando il sito, realizzare un’app non è certo una spesa a buon mercato: possono volerci anche più di 3.000 €, con picchi di 40.000 € per le app dedicate a multinazionali o al settore IT.

Ecco in basso il costo dell’ipotetica app che ho dato in pasto al sito.

Ben 15.600 € per un’app multipiattaforma (Android+iPhone), con acquisti in-app, accesso tramite social network e altre caratteristiche. Il costo indicato è approssimativo, visto che non tiene conto di numerosi fattori, ma per avere un’idea della cifra da preparare il sito è davvero un ottimo aiuto.

LINK | quantocostaunapp.com

L’articolo Quanto costa sviluppare un’app? Un sito può dircelo appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.