Banda ultralarga in Italia: decreto Comunicazioni a rischio

By Jessica Lambiase

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Da mesi per le strade di tutta Italia si vedono operatori che letteralmente scavano solchi per far passare fibra ottica ed altri apparati di rete, in nome di una manovra di espansione tutta italiana e di un decreto “Banda ultra-larga” che coinvolge i maggiori operatori di telefonia fissa. Le infrastrutture hanno scaldato i motori. Gli italiani sono pronti. Il testo del decreto pure. Ma quando quest’ultimo finisce delle mani di un giovane presidente del consiglio iniziano i problemi: non soltanto il decreto non viene presentato all’ultimo Consiglio dei Ministri, ma rischierebbe di essere non rimandato ma bloccato per tempi non definiti.

Il motivo? Renzi si è accorto di alcuni problemi che potrebbero impedire il corretto svolgimento delle manovre o addirittura provocare all’Italia una bocciatura a posteriori da parte del resto dell’Europa.

Le voci, confermate anche da alcune fonti vicine al ministero dello Sviluppo Economico, parlano di problemi che potrebbero essere addirittura insormontabili:

L’ultima versione del decreto, a quanto risulta, rimandava comunque ad una delibera Cipe per l’assegnazione dei 4.6 miliardi. E allora tanto vale fare direttamente la delibera Cipe, come sarà appunto fatto.

Ad aggiungersi poi un problema che ha già provocato il blocco di alcuni incentivi appartenenti al decreto Sblocca Italia:

Nell’ultima versione, inoltre, il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva espunto gli incentivi fiscali, per grossi problemi di copertura finanziaria, togliendo ulteriore ragion d’essere al decreto.

Altri problemi sarebbero poi collegati agli incentivi economici per portare i 100 Megabit sicuri nelle aree che ad oggi non possono garantirli ed in cui svariati operatori telefonici investono nell’architettura FTTC, che sarebbero provenienti da fondi pubblici.

Laddove gli operatori stanno già facendo qualcosa, sebbene solo con fibra ottica negli armadi, l’Europa potrebbe considerare gli incentivi una distorsione del mercato

Spiega l’analista Cristoforo Morandini, che continua

Il rischio è che l’europa ci bocci, tra 4-6 mesi, alcuni degli incentivi che ora il Governo vorrebbe far passare per decreto.

Di 6.6 miliardi pubblici che dovrebbero arrivare per il decreto Comunicazioni (di cui soltanto 2 al momento sono stati già assegnati) dal fondo Sviluppo e Coesione, quindi, sarebbero a rischio, così come sarebbe a rischio la credibilità del governo; oltretutto, ciò rappresenterebbe un precedente estremamente rischioso per il governo stesso, in quanto potrebbe dare il via ad operazioni legali da parte di operatori che hanno già investito nel rinnovo delle infrastrutture e che si ritroverebbero, a questo punto, con un pugno di mosche e pienamente “autorizzati” a lasciare i propri utenti con “le cose fatte a metà”.

Non è ancora chiaro se questo decreto Comunicazioni verrà riproposto nel breve termine, verrà soggetto ad una revisione con conseguente riscrittura al fine di eliminare i problemi sopraelencati, oppure finirà addirittura nel limbo delle riforme dimenticate; se così fosse, i tempi per chi naviga e chi fa navigare, ma soprattutto per la classe dirigente Italiana, diventerebbero piuttosto bui.

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Google: stop al ‘Revenge Porn’ ed alle vendette imbarazzanti

By Jessica Lambiase

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Lo stalking è un argomento estremamente delicato, un reato contro il quale ci si muove sempre più concretamente al fine di preservare l’integrità mentale (ma soprattutto fisica) delle sue vittime. Tuttavia dei mezzi che ex partner indispettiti, hater o semplicemente gente senza scrupoli usano per arrecare danno alle persone odiate fa parte anche una pratica altrettanto lesiva ma estremamente difficile da stanare ed eliminare: il cosiddetto “revenge porn”.

E’ la parola stessa a spiegare in cosa consiste questo tipo di pratica: sostanzialmente il “carnefice” di turno pubblica in rete (che sia su social, su blog, su spazi web pubblici o quant’altro) immagini dal contenuto sessualmente esplicito che raffigurano la “vittima”, per schernirla o per inneggiare alla violenza contro essa spesso avvalendosi di calunnie o pura sete di vendetta.

Purtroppo fenomeni del genere in rete finiscono per diffondersi a macchia d’olio specie sui social media, ed i contenuti espliciti vengono duplicati e riproposti centinaia, decine, migliaia di volte, fino a diventare virali e ad essere indicizzati nei motori di ricerca, nel peggiore dei casi anche in maniera pertinente al nome, al cognome o ad altre informazioni sulla povera vittima.

Google ha deciso di arginare questo fenomeno e di dire stop al “Revenge Porn”, promuovendo una nuova policy che lo condanna senza mezzi termini: le persone colpite potranno fare richiesta di rimozione delle immagini esplicite allo staff del motore di ricerca, che si occuperà di analizzare la richiesta e successivamente eliminarle dai risultati.

Le immagini da revenge porn sono prettamente personali ed emotivamente dannose, ed hanno il solo scopo di degradare le vittime – principalmente donne. Per cui, in un futuro prossimo, daremo ascolto alle richieste delle persone che ci chiedono di eliminare dalle pagine di ricerca di Google immagini di nudo, o sessualmente esplicite, condivise senza il consenso di costoro.

La nuova politica troverà applicazione concreta durante le prossime settimane, e sarà adibito un web-form apposito per la richiesta di eliminare quel tipo di immagini. Insomma, con questa mossa Google si unisce a Twitter, a Reddit ed a Facebook – che con le loro politiche di utilizzo cercano di arginare al minimo la pubblicazione e la condivisione di immagini imbarazzanti.

Una notizia che farà tirare un sospiro di sollievo a molti e che potrebbe, finalmente, cambiare la vita a chi è o è stato vittima di un fenomeno del genere, nonostante il fenomeno del Revenge Porn sia assolutamente più complesso da eliminare definitivamente, come anche Google ammette:

Sappiamo che ciò non risolverà il problema del revenge porn – chiaramente non siamo in grado di eliminare tali immagini dai siti stessi. Ma speriamo che ascoltando le richieste della gente di eliminare certe immagini dal nostro motore di ricerca possa aiutare.

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Samsung Safety Truck: schermi giganti per sorpassi più sicuri

By Manuel Baldassarre

Direttamente dal canale ufficiale Samsung Argentina, un video ci mostra l’idea brillante del colosso sudcoreano per contrastare l’altissimo numero di incidenti che ogni anno affligge l’Argentina: ben l’80% di essi avvengono su strade e, ancora più spesso, sono causati da sorpassi azzardati e dettati dalla scarsa visibilità di chi li esegue. L’Argentina, infatti, vede ogni giorno un numero altissimo di camion in transito che, uniti alla presenza di strade per lo più ad una corsia, limitano fortemente la viabilità. L’idea prende il nome di Samsung Safety Truck e consiste proprio nell’installare sui camion degli schermi di grosse dimensioni che, collegati a telecamere wireless frontali, consentono agli automobilisti dietro di essi – sia di giorno che di notte – di vedere eventuali mezzi che arrivano in direzione opposta o, meglio ancora, calcolare se la manovra di sorpasso possa essere effettuata in totale sicurezza.

Cosa ne pensate di questa semplice ma utilissima idea? Arriverà mai nel nostro Paese?

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Recensione ASUS Transformer Book T300 Chi: la potenza ha il suo… calore!

By Jessica Lambiase

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Se è vero che il mondo shifta sempre più verso i cosiddetti 2-in-uno, è vero anche che i costruttori hanno iniziato ad adattarsi a questo trend e proporre soluzioni sempre più pratiche ed alla mano. E se la linea high-end di Lenovo – la Yoga – vi fa ancora rabbrividire per il prezzo, oggi vogliamo parlarvi di un dispositivo convertibile di fascia alta ed estremamente interessante che vanta al suo attivo la qualità del brand ASUS: stiamo parlando del Transformer Book T300 Chi.

Che lo si usi da notebook o da tablet, questo dispositivo darà soddisfazioni grazie all’interessante scheda tecnica – il modello da noi provato corrisponde a quello con display WQHD, 8 GB di RAM e memoria a stato solido da 128 GB – e ad un chipset completamente fanless, che dà quel tocco di classe in più ad un device già di per sé molto bello.

Ciò non toglie che l’ASUS Transformer Book T300 Chi non sia esente da difetti, che vi elencheremo ovviamente nella nostra dettagliata recensione a seguire!

Confezione

In una sola parola: stile. Già guardando la scatola di questo dispositivo si comprende da subito con cosa si ha a che fare: confezione di cartone rigido in stile “valigetta“, con apertura verso l’alto in colore grigio scuro.

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L’unica informazione sovraimpressa è il nome del dispositivo al suo interno (senza il modello specifico), con il tipico font di ASUS in colore grigio metallizzato. Davvero, davvero bella!

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Aprendo la confezione ci ritroveremo davanti il Transformer Book T300 Chi con la tastiera già agganciata, protetto da un’involucro in plastica facilmente sollevabile grazie all’apposita linguetta:

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Il notebook nasconde, nella parte più bassa della confezione, un secondo comparto in cui sono disponibili tutti gli accessori e la manualistica a corredo, di cui vi parleremo nella prossima sezione!

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Dotazione

Il sample da noi ricevuto contiene, oltre alla tastiera-dock caratteristica del dispositivo, tanti altri interessanti accessori che potranno rendere l’esperienza d’uso di questo dispositivo nettamente migliore (vi anticipiamo che il T300 Chi non è dotato di porte USB standard ma di sole microUSB).

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Ma ciò non sarà un problema – o almeno non nell’immediato, poiché a corredo del dispositivo troviamo un adattatore OTG microUSB (maschio) – USB (femmina) che permetterà di collegare i dispositivi USB alla porta sul tablet; inoltre abbiamo trovato nella confezione:

  • l’alimentatore con spina italiana ed allacciamento DC-in da 33 Watt;
  • una prolunga micro-USB;
  • la stilo ASUS Transformer Chi Active Stylus Pen (con batteria micro-stilo AAAA inclusa);
  • un piccolo (ed efficace) panno per la pulizia del notebook, della dock e dei suoi accessori.

A completare il reparto accessori arriva tutta la dovuta manualistica, che spazia dalla garanzia al manuale di primo utilizzo del tablet, continuando con un piccolo manuale dedicato alla dock.

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Praticamente non manca nulla!

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Design

Bello, bello, bello: la versione da noi ricevuta è total-black, tuttavia è disponibile anche con tastiera in dotazione bianca; in tutti i casi, ciò che abbiamo visto non ci ha deluso: design molto molto raffinato ed elegante, con quel pizzico di aggressività che non guasta dato dalla scocca del tablet completamente in alluminio, il che garantisce una buona resistenza ed un’ergonomia di cui non ci si può lamentare.

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Anche la tastiera-dock in dotazione è completamente rivestita in alluminio per non interrompere la linea di design della componente principale.

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Altezza pari a 317.8 e larghezza di 191.6 x 7.6 per questo tablet con generoso display da 12.5″, tablet che grazie alla scelta della CPU è in grado di totalizzare – da solo – uno spessore di soli 7.6 mm, che aumenta a soli 8.05 mm una volta agganciato alla dockbar.

Tasti hardware e porte come nella norma: tasto di accensione-blocco sul bordo alto del tablet e in ordine, dall’alto verso il basso: bilanciere del volume, tasto Windows, altoparlante ed alloggiamento per l’alimentatore sul bordo sinistro. A seguire, sul bordo destro (sempre dall’alto verso il basso: entrata microUSB, entrata micro HDMI e jack da 3.5mm combo per cuffie e microfono.

Sul bordo inferiore, da sinistra a destra, le due cerniere magnetiche per l’alloggiamento alla dock e l’alloggiamento per microSD.

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Sulla cornice del display del tablet sono presenti, come ci si aspetta, la fotocamera anteriore con un sensore di prossimità ed il microfono integrato.

Per quel che riguarda la dock, invece, l’unica entrata disponibile è una microUSB che fungerà sia da archiviazione che da meccanismo di ricarica.

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Punto a sfavore, a mio avviso, è il peso di questo dispositivo specie con annessa dock: a seconda del modello scelto il peso del tablet varia tra gli 0.72 e gli 0.76 kg, che lievitano a 1.4 kg se agganciati alla tastiera (che dispone di una batteria indipendente). Ma vista la qualità delle scocche… è un compromesso tranquillamente raggiungibile.

Hardware

CPU e RAM

Nulla da dire sulla dotazione hardware del tablet, in grado di offrire prestazioni: nel sample a nostra disposizione abbiamo trovato a bordo una CPU Intel Core M-5Y71 dual-core a 1.20 GHz, accompagnata da 8 GB di memoria RAM e da grafica integrata Intel HD 5300.

Un mix piuttosto esplosivo in termini di prestazioni, mix che mette il tablet in condizione di reggere grossi carichi di lavoro senza soffrire più di tanto… ed in modalità completamente silenziosa, grazie alla natura fanless della soluzione scelta da ASUS. Lo spazio di archiviazione a nostra disposizione è di 128 GB sotto forma di un dispositivo a stato solido (SSD); eliminando lo spazio dedicato al sistema operativo e al (minimo) parco applicativo installato, di questi 128 GB circa 102 sono a disposizione dell’utente.

Proprio la natura fanless ed una dissipazione non molto equilibrata, purtroppo, sono artefici del grosso difetto per l’autonomia di questo tablet, ma di questo parleremo nell’apposita sezione.

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Per gli amanti dei numeri diamo un’occhiata a qualche test eseguito con alcune note suite. La prima è Novabench, che confermano la bontà di questo dispositivo:

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La seconda è PC Benchmark, sicuramente meno dettagliata ma altrettanto eloquente:

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E la terza, infine, è l’immancabile suite a corredo di AIDA64, che mostra quanto i risultati totalizzati da CPU e hardware grafico siano buoni ed appartenenti di tutto diritto alla fascia alta dei tablet:

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Display & Video

Il display di questo tablet… ci piace: sensibilità al tocco e all’intensità di digitazione notevole, senza poi contare della luminosità assolutamente buona, del bilanciamento di colori che non lascia a desiderare e della risoluzione WQHD (questa la versione in nostro possesso) che, abbinata all’hardware grafico Intel che non delude, permette di ottenere un’esperienza di riproduzione video e di gaming (chiaramente di livello medio) che non fanno rimpiangere quella di un notebook vero e proprio.

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Tra me e questa tastiera si è fin da subito instaurato un rapporto di amore-odio: amore per il meccanismo di connessione e la tastiera, odio per il trackpad. Ma andiamo con ordine.

Si tratta di una dock BlueTooth 4.0 con batteria indipendente dalla durata di circa 4 ore di utilizzo continuato, agganciabile al tablet tramite due cerniere magnetiche dalla presa notevolmente salda; infatti, è tranquillamente possibile sollevare l’intero device afferrando il tablet senza preoccuparsi che la dock si sganci.

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Come già detto, nessun tipo di batteria secondaria che possa alimentare il tablet tantomeno nessuna connettività aggiuntiva, se non una porta microUSB che può fungere da ricarica. Ottimo a mio avviso il layout ad isola dei tasti, ben distanziati e che garantiscono una qualità di scrittura che difficilmente farà rimpiangere tastiere ben più grandi.

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A bordo tutti i tasti del caso: da FN al tasto Windows, passando per ALT+GR ed i tasti funzione. Ecco qualche dettaglio:

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Come vi ho anticipato, a rompere questo delicatissimo equilibrio è un trackpad tutt’altro che all’altezza: nonostante sia di buona fattura, la rilevazione della pressione digitale non sempre lascia soddisfatti ed il bordo inferiore cliccabile è a mio avviso fin troppo resistente e scomodo da utilizzare, a causa anche della sua posizione infelice su una dock così piccola. Davvero un peccato!

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Fortuna che l’adattatore microUSB-USB in dotazione ci permetterà facilmente di collegare un mouse esterno.

Chi Active Stylus Pen

La stilo che abbiamo trovato in dotazione con questo tablet mi ha lasciata piacevolmente sorpresa: è sufficiente inserire la batteria ed avvicinarla al tablet affinché sia rilevata (il pairing sarà effettuato via BlueTooth). Il riconoscimento dei livelli di pressione è buono, così come è ottima anche la maneggevolezza della stilo – dotata di un tasto hardware completamente configurabile – anche per chi, come me, utilizza la mano sinistra per scrivere.

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Punto a sfavore ancora una volta l’autonomia: la Stylus Pen è un’autentica divora-batterie e purtroppo ha bisogno di batterie del tipo micro-stilo AAAA – dalle mie parti quasi introvabili, se non chiaramente in rete – per alimentarsi. Se sapete di dover utilizzare spesso questo dispositivo di digitazione, vi consiglio di acquistare un pack di AAAA ricaricabili e tenerle sempre a portata di mano!

Software

In realtà non c’è molto da dire sul parco software di questo dispositivo: la versione capitata nelle nostre mani è dotata di sistema operativo Windows 8.1 a 64 bit (è disponibile anche la versione Pro), senza nessun tipo di personalizzazione e con un parco software preinstallato che si limita ad alcune utility gestionali ASUS, l’immancabile ASUS WebStorage, la protezione di base McAfee, il lettore PDF FoxIt e le app Tripadvisor e Zinio.

E’ inoltre possibile scaricare una versione di prova di Microsoft Office.

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Insomma nulla di trascendentale per un tablet che arriverà tra le nostre mani prevalentemente “pulito” (in termini di software) e, soprattutto, senza bloatware o software invasivi di alcun tipo.

Multimedia

Come già detto la qualità video di questo dispositivo è davvero buona ma di certo non si può dire la stessa cosa per la qualità audio: nonostante l’altoparlante sia situato in un posto strategico, il volume dell’audio risultante è abbastanza basso seppur discretamente pulito; la situazione cambia invece utilizzando un paio di auricolari, che grazie all’audio Realtek possono avere una buona resa.

Come è semplice immaginare, la fotocamera anteriore da 2 MP è largamente sufficiente per effettuare videochiamate e videoconferenze, ma nulla di più: il Transformer T300 Chi non è sicuramente un tablet dedicato all’aspetto multimediale ma fortemente incentrato sulla produttività, e questi due aspetti un po’ carenti non fanno altro che accentuarne questa caratteristiche.

Autonomia

La soluzione fanless scelta da ASUS per questo tablet, che ne contribuisce notevolmente al design curato e al basso spessore, tuttavia rivela uno dei più grandi difetti di questo tablet, forse il peggiore: la dissipazione del calore non è ben bilanciata e il dispositivo finisce per scaldarsi sul retro in maniera sensibile.

Ciò, oltre ad essere piuttosto scomodo nelle situazioni di utilizzo senza dock, è in grado di scaricare la batteria da 32 Wh in tempo piuttosto breve (ne parleremo dettagliatamente più avanti): non sono riuscita a totalizzare più di 6 ore in utilizzo moderato del tablet (con dock) né a superare le 4 ore e mezza ad utilizzo intensivo. Ed è questo che fa sentire la mancanza di una fonte di alimentazione aggiuntiva nella dock, fortunatamente indipendente.

Che peccato.

Prezzo

Il prezzo è un punto decisamente a favore di questo tablet, che compare sul mercato in diverse configurazioni ma tutte dalle alte prestazioni: al contrario dei suoi colleghi di categoria e fascia d’utilizzo (per i quali bisogna sborsare dai 950 euro in su, per un modello di base), il Transformer Book T300 Chi ha un prezzo che oscilla tra gli 800 euro (per il modello con display 1080p, 4 GB di RAM, CPU M-5Y10 a 1.2 GHz e 128 GB di SSD) e i 1100 euro per i modelli più avanzati.

Molto aggressivo e decisamente appetibile per tutti coloro che cercano alte prestazioni, design curato e comodità ad un prezzo sicuramente abbordabile!

Conclusioni

Bello, molto bello; potente, molto potente… caldo, molto caldo! L’ASUS Transformer T300 Chi è un ottimo candidato per sostituire quasi del tutto un notebook, grazie all’eccellente comparto hardware a disposizione. Si fa sentire la mancanza di almeno una porta USB, nulla a cui non si possa riparare con il pratico adattatore a disposizione (e magari qualche splitter perché non si sa mai).

Buono anche il rapporto qualità-prezzo di questo dispositivo, molto maneggevole e sicuramente piacevole al tatto; il grosso deterrente tuttavia è l’autonomia: personalmente mi aspettavo molto di più di 5 ore da un dispositivo dedicato alla produttività in mobilità ma, come si suol dire, la perfezione non esiste. Non posso comunque nascondere che questo brutto neo, davvero brutto, fa scendere sensibilmente la mia valutazione.

In definitiva consiglio il T300 Chi a tutti coloro che hanno bisogno della potenza di un notebook accostata alla maneggevolezza di un tablet, con valori aggiunti di design curato e resistenza, ma i cui viaggi tuttavia sono brevi e non prevedono mancanza di alimentazione per più di 6-7 ore in situazioni di lavoro continuo.

Voto personale: 7+

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Samsung Galaxy Xcover 3

By Gaetano Abatemarco

Samsung Galaxy Xcover 3 è uno smartphone con display da 4.5” e risoluzione 800 x 480 pixel, dotato di sistema operativo Android 4.4.4 KitKat. Il processore è un Marvell Armada PXA1908 Quad-Core a 1.2 GHz Cortex-A53 affiancato da 1.5 GB di RAM e memoria interna pari a 8 GB, espandibile tramite microSD fino a 128 GB. Samsung Galaxy Xcover 3 dispone di fotocamera frontale da 2.0 MP e posteriore da 5.0 MP; la batteria ha una capacità di 2200 mAh. Due le certificazioni: IP67, che lo rendono resistente a polvere e acqua fino a 1 metro e 30 minuti di immersione, e MIL-STD-810G che lo rendono resistente contro sale, polvere, umidità, pioggia, vibrazioni, radiazioni solari, trasporto e resistente agli shock termici.

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Come scansionare i download di Chrome su Windows

By Giuseppe F. Testa

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Spesso è una buona idea scansionare i download ancor prima che siano completati utilizzando uno dei tanti scanner antivirus on-line: una prima linea di difesa che in molti casi può rivelarsi decisiva, visto che può agire prima che l’antivirus in locale si accorga della minaccia (spesso troppo tardi).

Virustotal è senza dubbio lo scanner online più popolare ma ci sono altri che funzionano molto bene e possono essere integrati nei browser. Vediamo insieme la migliore alternativa integrabile su Google Chrome tramite estensione.

Metascan Online for Chrome: scansionare i download di Chrome su Windows

Metascan online dispone di una estensione per il browser per Google Chrome che permette di migliorare la sicurezza durante il download di un file di qualsiasi natura. Peculiarità dell’estensione è l’invio tutti i download in scansione automaticamente, così da generare un rapporto immediato per la sicurezza.

Per funzionare l’estensione richiede una chiave API ottenibile dopo aver creato un account gratuito sul sito web Metascan. Un paio di secondi dopo che il download viene avviato si apre Metascan Online, che mostra in un tab separato l’avanzamento della scansione.

La scansione online viene effettuata con 25 antivirus commerciali e con 1500 siti di controlli per l’hash, più che sufficienti per garantire la protezione in ambito domestico.

I risultati della scansione, tra cui il numero di minacce trovati dai motori di scansione, è elencato alla fine del processo di scansione. L’estensione per il browser mantiene un log con tutte le scansioni apribile con un clic sull’icona dell’estensione. È possibile, inoltre, eseguire scansioni manualmente ancor prima di avviare un download facendo clic destro sul link o su un file in una pagina Web e selezionando l’opzione “Scan file with Metascan Online”.

DOWNLOAD | Metascan online

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NOTA BENE: l’estensione non effettua alcuna pulizia o disinfezione delle minacce eventualmente trovate, ma esamina solamente il contenuto del file fornendo un parere positivo o negativo. Anche in virtù di ciò questa estensione non può rimpiazzare un antivirus classico installato su PC.

Un’estensione molto utile ed efficace, che ogni utente con sistema operativo Windows dovrebbe sempre avere a portata di mano insieme ad altri strumenti utili per la sicurezza.

APPROFONDIMENTO | Le migliori estensioni per navigare sicuri con Firefox e Chrome

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ASUS Transformer Book T300 Chi

By Jessica Lambiase

ASUS Transformer Book T300 Chi è un tablet convertibile con display da 12.5” e risoluzione WQHD (2560 x 1440 pixel) o FullHD (1920 x 1200 pixel), dotato di sistema operativo Windows 8.1. E’ dotato di processore Intel Core M (a scelta tra 5Y10 o 5Y71), affiancato da 4 o 8 GB di RAM e memoria interna pari a 128 o 256 GB. La batteria ha una capacità di 32 Wh.

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Facebook Moments non in Europa per questione di privacy

By Thierry Vaccher

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Moments, la nuova app di Facebook per la condivisione automatica delle foto con i propri contatti, sembra non poter sbarcare nel nostro continente a causa della politica sulla privacy attualmente in vigore.

Leggi anche | Facebook annuncia Moments e sfida Google Foto

Al centro della problematica c’è il sistema di riconoscimento facciale che costituisce, in ultima analisi, il vero punto di forza della neonata applicazione la quale non è provvista di un meccanismo di tipo opt-in che richieda l’esplicito consenso di effettuare tale operazione.In un documento ufficiale firmato dal responsabile per la privacy di Facebook Europe, Richard Allan è riportato:

“I legislatori ci hanno detto che dobbiamo offrire la scelta basata su opt-in alle persone. Noi però non abbiamo un meccanismo opt-in quindi l’abbiamo spento fino a quando non ne svilupperemo uno”.

È per lo stesso motivo che funzioni simili, su piattaforme simili come Foto di Google, funzionano solo oltreoceano dove le limitazioni all’utilizzo dei dati personali sono minori. Ci sono inoltre diverse associazioni americane per la difesa dei diritti in rete che si stanno scagliando contro Facebook Moments in quanto sostengono che nessuno dovrebbe temere l’identificazione con nome e cognome da parte di altri cittadini o società di qualunque genere. Staremo a vedere come si evolverà la situazione!

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