LibreOffice 5.0: ecco la seconda release candidate

By Redazione TPN

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The Document Foundation ha rilasciato un’altra release di anteprima della suite d’ufficio Libera. Ecco cosa c’è di nuovo e come scaricarla. LibreOffice è senza dubbio alcuno la suite d’ufficio Libera che stuzzica di più l’interesse di utenti e aziende, anche quelle che ancora si ostinano ad utilizzare sistemi operativi proprietari. Dopotutto, la sua stabilità e …

PfSense 2.2.3 disponibile al download: ecco cosa c’è di nuovo

By Redazione TPN

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La distro specializzata nella creazione di firewall e router si aggiorna. Scopriamo le novità della release 2.2.3 ed effettuiamo subito il download. Se siamo dei professionisti di rete o se abbiamo voglia di sperimentare un po’ nella realizzazione di un firewall o un router utilizzando un semplice PC, pfSense è la distro che fa al …

Firefox migliorerà sensibilmente le prestazioni con AdBlock Plus

By Jessica Lambiase

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Non è un segreto che le estensioni dei browser contribuiscano ad aumentarne il volume in memoria e quindi il dispendio delle risorse, tuttavia la fondazione Mozilla si è recentemente resa conto che le risorse richieste dal browser Firefox aumentavano notevolmente nel caso fosse attiva l’estensione AdBlock Plus, una delle più usate per bloccare gli annunci pubblicitari ed i contenuti indesiderati.

Vista la diffusione di tale estensione e visto che nel migliore dei casi l’aumento di RAM richiesta è attualmente di circa 70 MB (che può anche moltiplicarsi in alcuni casi), Mozilla ha compreso di non potersene stare con le mani in mano e di dover porre rimedio a questa situazione.

La causa dell’aumento spropositato sta nel caricamento dei fogli di stile relativi alle pagine web visitate, copiati in memoria più volte quanti sono i frame della pagina, ad esempio – ed altrettante volte modificati da AdBlock Plus in modo da nascondere i contenuti non desiderati: è proprio a questo su cui la patch introdotta in Firefox 41 (l’attuale nightly) va a porre rimedio, facendo sì che il foglio di stile venga riprodotto in memoria una sola volta e condiviso dalle varie chiamate.

Mettendo a confronto l’attuale versione stabile di Firefox (la 38, a sinistra) con l’attuale nightly (Firefox 41, a destra) su Windows 7 a 64 bit usando come test una pagina web estremamente pesante la differenza è palese: mentre la prima versione arriva ad occupare oltre 1.3 GB di memoria RAM, la seconda non supera i 700 MB.

Un risultato assolutamente notevole, il quale ci fa sperare che questa patch venga introdotta il prima possibile nella versione stabile (nel peggiore dei casi bisognerà aspettare fino a Firefox 41). In realtà nei miei test ho notato anche un miglioramento nella velocità di navigazione, ma debbo ammettere che non mi aspettavo che il binomio Firefox-AdBlock Plus potesse arrivare a risultati del genere.

Pollice in su per Mozilla!

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Ecco Microsoft Edge, il nuovo browser di Windows 10!

By Jessica Lambiase

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Farà il suo debutto in Windows 10 e, fino a qualche settimana fa, era conosciuto al mondo come Project Spartan: stiamo parlando di Microsoft Edge, il nuovo browser universale di Microsoft (sarà presente anche su Windows 10 mobile) che si propone di migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti, unendo tutte le nuove tecnologie in campo di navigazione in una sola app.

Questo browser succederà ad Internet Explorer (con la speranza di ottenere risultati nettamente migliori) ma, per una questione di compatibilità, non lo soppianterà: gli utenti delle versioni consumer di Windows 10 desktop vedranno coesistere i due browser, mentre gli utenti Enterprise continueranno ad avere esclusivamente IE (potranno comunque installare Edge se lo desidereranno).

Nonostante in Windows 10 desktop Insider Preview fosse presente sotto le spoglie di Project Spartan già da qualche tempo (mentre in Windows 10 mobile Insider Preview aveva già assunto le fattezze di Edge), con la build 10158 il browser acquisisce di fatto il suo nuovo nome ed introduce alcune nuove funzionalità; se fino ad ora abbiamo cautamente evitato di parlarne, possiamo dire che con l’ultimo aggiornamento Microsoft Edge raggiunge uno stato abbastanza stabile, o almeno quel tanto che basta per darne una prima descrizione di funzionalità e caratteristiche.

Quindi bando alle ciance e scopriamolo insieme!

Microsoft Edge – Panoramica

Non sappiamo ancora se sarà quella definitiva, ma l’icona del browser decisamente ci piace: ricorda in qualche modo la “e” di Internet Explorer, ma l’effetto “twirl” (ottenuto semplicemente “colorando” di azzurro una parte della “e”) fa chiaramente comprendere che si tratta di qualcosa di futuristico e di più o

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Cosa ci offre la schermata principale di Microsoft Edge? Nulla più, nulla meno di ciò che vedete nell’immagine sottostante:

Insomma, gli elementi che siamo abituati a vedere nei browser moderni ci sono tutti: selettore delle schede, tasto per l’apertura di una nuova scheda, tasti di navigazione (Indietro, avanti e aggiorna) affiancati alla barra degli indirizzi, e all’estrema destra troviamo una funzionale barra degli strumenti che ci permette di accedere rapidamente a diverse funzionalità.

Nell’ordine, da sinistra, troviamo:

  1. il tasto per la “Visualizzazione lettura”, che permette di eliminare i fronzoli della pagina web lasciandone soltanto il riquadro principale di testo, per agevolarne la lettura;
  2. il tasto di aggiunta rapida ai Preferiti;
  3. il tasto che permette di richiamare l’hub preferiti;
  4. il tasto di condivisione rapida, che permette di richiamare rapidamente il menu di condivisione di sistema e condividere la pagina web correntemente visualizzata;
  5. il classico tasto a tre puntini che permette di accedere al menu principale del browser.

La visualizzazione lettura

Quando il browser sarà in grado di “riconoscere” il contenuto principale di una pagina web che un utente potrebbe voler leggere (generalmente avviene in presenza di parti di testo grandi), il tasto Visualizzazione lettura viene reso cliccabile: già visto largamente nei browser mobile e nelle più recenti versioni di alcuni browser desktop, questo altri non fa che eliminare automaticamente gli elementi accessori della pagina (menu, banner, collegamenti ipertestuali, immagini e quant’altro) ed offrire all’utente il solo campo di testo, così da permetterne una lettura più scorrevole ed un caricamento più rapido.

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Tasto Preferiti/Elenco di lettura

Come già detto, è possibile aggiungere la pagina web aperta ai preferiti semplicemente cliccando sull’apposito tasto a forma di stellina presente nella barra degli strumenti: verrà aperto un pannello in overlay che permetterà di inserire la pagina in una cartella specifica dei preferiti creata in precedenza, alla barra dei preferiti (che scopriremo più in là) o di creare una nuova cartella.

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Sempre tramite il medesimo tasto è possibile aggiungere la pagina web all’Elenco di lettura, che tutti gli utenti di Windows 8.1 hanno imparato a conoscere ed ora integrato con Windows 10 e con Microsoft Edge.

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Hub Preferiti

Contrariamente a quanto il nome lasci intendere, l’Hub Preferiti ingloba in sé quattro diverse parti del browser: i Preferiti, gli Elenchi di lettura, la Cronologia e la gestione dei download. E’ possibile accedervi usando l’apposito tasto della barra degli strumenti (quello con le tre linee orizzontali).

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Nella sezione Preferiti è possibile gestire ed organizzare i preferiti, oltre che importarli da un altro browser – nonostante non sia presente, ci si aspetta che la versione finale includa la possibilità di importare da file; si tratta di una scorciatoia alla relativa funzionalità presente nelle impostazioni.

Dalla sezione Elenchi di lettura è possibile visualizzare e gestire le pagine aggiunte per la lettura successiva:

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La sezione Cronologia permette di visualizzare le pagine visitate di recente e nel passato, con un collegamento che permette di accedere rapidamente alla funzionalità di eliminazione della cronologia (che vedremo in seguito).

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Cliccando poi col tasto destro su ciascun elemento, è possibile accedere ad alcune voci di navigazione e gestione:

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Infine, la sezione Download permette di visualizzare e gestire i file scaricati tramite il browser e la relativa cronologia:

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Notate come al lato dei vari pannelli sia presente un’icona a forma di “Pin“: in effetti cliccando su quell’icona l’Hub Preferiti viene agganciato al browser, non verrà più chiuso (se non cliccando sull’apposito tasto) e lo spazio di visualizzazione della pagina web verrà di conseguenza ridotto, come si vede nell’immagine in basso:

Selezione_120Le note web

Andando avanti alla scoperta della nostra (unica) pulsantiera, ci imbattiamo in quel tastino che il browser definisce come “Crea una nota web“:

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Si tratta di una funzionalità estremamente utile (e disponibile sotto forma di estensione per alcuni noti browser) che permette di aggiungere al volo note di testo, tratti di evidenziatore o sottolineature di diversi colori:

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Una volta completato il lavoro è possibile salvare la pagina con tutte le aggiunte su OneNote, nei Preferiti o in un elenco di lettura

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…oppure condividerla con un’app tramite il menu di sistema.

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Il Menu principale di Microsoft Edge

Abbiamo preferito lasciare per ultimo l’aspetto più interessante del browser: il menu principale, raggiungibile tramite il tasto (ormai conosciutissimo agli utenti di Windows Phone 8.1) che raffigura tre puntini allineati orizzontalmente. Cliccando su di esso è possibile accedere alle funzionalità di base del browser come l’apertura di una nuova scheda, finestra, il salvataggio della pagina, la stampa, l’accesso alla console di sviluppo e quant’altro. Insomma, un menu che ricorda Internet Explorer tranne che per la sua sezione Impostazioni, di cui vi parleremo approfonditamente tra brevissimo.

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Non sappiamo ancora dirvi se il menu Impostazioni resterà così o è destinato a subire aggiunte e/o modifiche strutturali, tuttavia ciò che abbiamo visto ci è sembrato assolutamente interessante – soprattutto in nome della struttura estremamente sintetica delle varie impostazioni – la maggior parte sono basate su slider on-off – e la semplicità di comprensione.

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Cliccando su “Visualizza impostazioni avanzate” è possibile raffinare ulteriormente altri comportamenti del browser come il blocco di Flash, la navigazione con cursore, il blocco popup, i suggerimenti di ricerca e quant’altro.

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Tema, gestore password & altro

Nella sezione precedente abbiamo visto una simpatica voce “Tema”, ed è proprio lì che scopriamo come il browser Edge sia disponibile – per la prima volta nella storia dei browser Microsoft – al momento con due diversi temi (Chiaro o Scuro), in linea con il concetto di convergenza: il tema scuro è prevalentemente pensato per risparmiare energia nei dispositivi dotati di batteria, per altro la stessa cosa succedeva già in Internet Explorer su Windows Phone 8.1.

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Diamo un’occhiata alla sezione Strumenti di sviluppo, molto simile a quella di Internet Explorer…

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…ma con particolare attenzione alla sezione Emulazione, che permette di visualizzare una pagina web in condizioni emulabili (orientamento della pagina, browser, localizzazione ed altro).

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In ultimo, ma soltanto in ordine di elenco, sbarca in Microsoft Edge – anche questa volta con un primato assoluto nella storia di Microsoft – un vero e proprio gestore password, che permette di salvare, organizzare, visualizzare ed eventualmente eliminare le credenziali d’accesso ai siti web. Sebbene si tratti di qualcosa di già visto in altre applicazioni concorrenti e di estremamente minimale, bisogna ammettere che una cosa del genere è mancata per anni in Microsoft e che… era ora!

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Quando e per chi sarà disponibile?

Per il momento è possibile provare Microsoft Edge in versione di testing installando Windows 10 Insider Preview oppure, per la controparte mobile, Windows 10 mobile Insider Preview. La versione stabile del browser arriverà all’interno di Windows 10 a partire dal prossimo 29 Luglio e non sarà disponibile per altri sistemi operativi Microsoft, se non per lo stesso Windows 10.

Il lavoro che Microsoft sta svolgendo è egregio, ora non ci resta che aspettare il risultato finale!

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Potenziare il segnale WiFi: guida completa

By Giuseppe F. Testa

Potenziare il segnale WiFi

Anche se il cavo Ethernet garantisce velocità ineguagliabili nulla riesce a battere la comodità della connessione senza fili (WiFi)! Ormai ovunque c’è una rete WiFi pronta a garantirci accesso alla rete, e da anni ormai in tutte le case italiane ci siamo attrezzati per permettere la connessione dei dispositivi mobile (smartphone e notebook in primis) ad Internet senza i fastidi e i limiti di un cavo. Ma cosa fare se la nostra rete inevitabilmente si trova “a scontrarsi” con le reti dei vicini? Come fare se proprio l’ufficio non è coperto dal segnale del nostro router perché troppo distante?

Ecco la guida che stavate cercando: i migliori consigli per potenziare il segnale WiFi per renderlo a prova di interferenze e a prova di “casa enorme”. Dopo aver letto questa guida non ci saranno più scuse, il WiFi prenderà benissimo in ogni angolo della casa!

Potenziare il segnale WiFi: questione di prerogative

Una doverosa premessa ancor prima di consigliare qualsiasi cosa: non aspettatevi velocità mostruose per il trasferimento di file tra un PC e l’altro della rete! Il segnale WiFi deve essere prerogativa dei dispositivi che necessitano di accesso ad Internet senza l’ausilio di un cavo. Il WiFi è per Internet, punto!

Se cercate di trasferire enormi quantità di file da un PC all’altro sfruttando il WiFi, rischierete di rimanere molto delusi dalle velocità in gioco: sui 2.4 GHz (la frequenza più famosa per il WiFi) i canali più stabili sono quelli con ampiezza di 20 MHz, quindi la velocità massima di trasferimento è 150 Mbps (protocollo N, 18,75 MB/s) da ripartire equamente tra tutti i dispositivi connessi; un client WiFi da solo non può prendersi più di un terzo della velocità massima, quindi la velocità di trasferimento tra due PC connessi alla rete WiFi è di circa 4-7 MB/s massimo (nelle migliori condizioni di rete).

Per migliorare la velocità tra PC possiamo sfruttare i 5 GHz (protocolli N e AC), ma la copertura è molto più scarsa e si otterranno valori di trasferimento superiori ai 15 MB/s solo entro i 5 metri dal router.

Se dovete trasferire tantissimi file nella rete locale dovrete sfruttare giocoforza Ethernet Gigabit o una chiavetta USB 3.0 dedicata allo scopo: i risultati saranno decisamente migliori.

Potenziare il segnale WiFi: aggiorniamo il router

Proprio come qualsiasi altro dispositivo elettronico, i router sono soggetti a regolari aggiornamenti del firmware da parte del produttore. Questi aggiornamenti contengono spesso fix per la sicurezza e in alcuni casi viene migliorata la capacità di gestione del WiFi (specie sui dispositivi compatibili con MIMO).

Potrebbe non cambiare nulla all’atto pratico, ma provare non costa nulla! Rechiamoci sul sito del produttore e cerchiamo il firmware più recente per il nostro router.

Potenziare il segnale WiFi: la posizione è tutto!

Viene scontato piazzare il router vicino alla presa del telefono (o vicino all’altro router, se è in cascata), ma spesso non ci rendiamo conto che il posto dove piazzare il router è forse ancor più importante del tipo di protocollo scelto!

Le nostre case sono un concentrato di onde elettromagnetiche che si scontrano tra loro e interferiscono l’un l’altro, quindi trovare la migliore posizione dove piazzare il router garantirà stabilità e accessi molto più rapidi alla rete.

Trovare la zona fredda (punto della casa dove non passa alcuna onda elettromagnetica) potrebbe essere un’impresa, ma se ci dotiamo di un cavo Ethernet sufficientemente lungo (o di accessi Powerline) possiamo provare più punti della casa fino a trovare la zona in grado di coprire al meglio tutta la casa.

Purtroppo non è possibile fornire consigli adatti a qualsiasi abitazione o situazione, ma solo alcuni consigli empirici per tentare di potenziare il segnale WiFi:

  • se la vostra casa è su più livelli (piano terra e primo piano) dobbiamo piazzare il router più in alto possibile al piano terra, possibilmente appeso alla parete verticale in prossimità del soffitto, così da coprire tutte le stanze;
  • se la vostra casa è su un solo livello ma è molto grande, è consigliabile piazzare il router in alto e al centro della casa (ove possibile);
  • se necessitate di accesso ad Internet nel garage o in negozio, il router va piazzato più in basso possibile al primo piano, ancor meglio se sul pavimento;
  • in ogni scenario dove non possiamo risolvere spostando il router consiglio caldamente di puntare sulle connessioni Powerline WiFi per coprire le zone non accessibili.

Ecco un link utile per l’ultimo suggerimento.

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Potenziare il segnale WiFi: usiamo il protocollo wireless più recente

Molti router moderni per retro-compatibilità usano per il WiFi protocolli “misti” per far connettere qualsiasi tipo di dispositivo: non raramente troviamo attivato come protocollo WiFi “b/g/n” o “n/ac” (sui 5 GHz). Tale sistema è utile se abbiamo vecchi dispositivi da connettere in rete, ma se in casa abbiamo solo dispositivi presenti sul mercato dal 2011 in poi possiamo tranquillamente disattivare i protocolli più vecchi e lasciare solo quello più recente: l’impulso delle onde WiFi sarà più potente dovendo gestire un solo protocollo e potremo garantirci fino al 20% in più di velocità e fino al 10% in più di copertura.

Dal più veloce al più lento ecco i protocolli di rete usati per il WiFi:

  • IEEE 802.11 ac (5 GHz)
  • IEEE 802.11 n (2.4 e 5 GHz)
  • IEEE 802.11 g (2.4 GHz)
  • IEEE 802.11 b (2.4 GHz)
  • IEEE 802.11 a (5 GHz)

Dove possibile attiviamo solo il più recente disponibile, che nella maggior parte dei casi sarà N sui 2.4 GHz e N o AC sui 5 GHz.

Potenziare il segnale WiFi: scegliamo un canale WiFi senza interferenze

Se non tocchiamo nulla sul nostro router (esattamente come fanno i nostri vicini) quasi tutti i router WiFi trasmetteranno sugli stessi canali: 1, 6 e 11. Questo crea forti interferenze l’un l’altro!

I migliori canali per trasmettere sui 2.4 GHz sono 3, 5, 9 e 13, specie nelle zone più affollate; entriamo quindi nelle impostazioni del router e cambiamo il canale manualmente, disattivando anche l’impostazione automatica (spesso inefficace).

Potenziare il segnale WiFi

Potenziare il segnale WiFi: compriamo una nuova antenna (o antenne)

Se il router permette di rimuovere le antenne possiamo potenziare il segnale WiFi montando antenne maggiorate, per una copertura migliore. Tra i tanti prodotti posso consigliare le antenne CSL disponibili in taglio da 9 dBi e 12 dBi, con e senza piedistallo.

LINK ACQUISTO | CSL – Antenna ad asta 9dBi (2,4GHz) ( da 10 €)

Antenna WiFi

Potenziare il segnale WiFi: deviamo le onde con l’alluminio

Se il router è in un angolo della casa morto, non sprechiamo le sue preziose onde per coprire zone della casa o dell’esterno inutili! Con un piccolo lavoro di bricolage è possibile creare “una parabola WiFi” in grado di indirizzare quasi tutte le onde in una direzione scelta da noi.

Possiamo fare questo lavoro con della semplice carta stagnola da cucina piazzata dietro le antenne:

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oppure riciclare le lattine di bibite come “tubi di amplificazione”.

Wifi antenne potenziate

La cosa potrebbe strapparvi un sorriso, ma è semplice fisica: le onde rimbalzano sull’alluminio e vengono proiettate nella direzione desiderata potenziate ed amplificate. Con questo sistema è possibile aumentare la copertura del segnale fino al 30%. In caso di router senza antenne (antenne interne) dovremo piazzare la parabola d’alluminio dietro il router, facendo attenzione a lasciare lo spazio per i cavi.

Router wifi alluminio

Preparate forbici e coltelli e scatenate la fantasia nel creare la vostra antenna potenziata.

Potenziare il segnale WiFi: modificare il router con un firmware moddato

Se tutti i suggerimenti precedenti non hanno ottenuto alcun effetto, rimane una soluzione abbastanza drastica per il router: abbandonare il vecchio firmware e puntare su uno dei tanti firmware moddati disponibili presso le comunità di smanettoni! In alcuni casi molti hanno gridato al miracolo: con questi firmware il segnale WiFi è migliorato al punto da coprire zone molto più ampie e con notevole incremento di velocità.

Ci sono svariati tipi di firmware moddati, anche in base a modello e tipo di scheda WiFi montata sul router:

Solo per citare i più famosi.

Ovviamente compiere tali operazioni invalida la garanzia del produttore e, se non si seguono alla lettera le istruzioni, c’è una remota possibilità di danneggiare irrimediabilmente il router, ma se siete disperati e volete ottenere il massimo dal vostro dispositivo, l’unico modo è provare uno di questi firmware open source; potreste rimanere piacevolmente sorpresi.

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Meizu MX5

By Gaetano Abatemarco

Meizu MX5 è uno smartphone con display da 5.5” e risoluzione 1920 x 1080 pixel, dotato di sistema operativo Android 5.1 Lollipop con interfaccia utente Flyme OS 4.5. Il processore è un Mediatek Helio X10 MT6795 Octa-Core a 2.2 GHz Cortex-A53 affiancato da 3 GB di RAM e memoria interna pari a 16/32/64 GB, non espandibile tramite microSD. Meizu MX5 dispone di fotocamera frontale da 5.0 MP e posteriore da 20.7 MP; la batteria ha una capacità di 3150 mAh.

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YouTube, ecco le dieci novità in arrivo per i creatori

By Jessica Lambiase

Google ha investito tanto in YouTube e l’ha reso nel tempo una piattaforma di riferimento sia per gli utenti finali che per i creatori di contenuti, in pratica i cosiddetti “YouTubers” che creano e sponsorizzano i propri video sulla piattaforma. Già durante gli scorsi mesi sono state introdotte diverse piccole migliorie: nel video in alto (con sottotitoli in italiano disponibili) Google conferma che le sorprese non sono affatto finite, presentando dieci novità che arriveranno entro la fine di quest’anno – alcune nelle prossime settimane, altre più in là.

Tra queste spiccano un miglioramento per le iscrizioni, i commenti e per le notifiche dirette agli iscritti ai canali, la messa a punto del supporto definitivo alla visualizzazione in 3D (360°) anche su mobile, la nuova comunità YouTube Creators dedicata a chi produce video, alcuni interessanti dettagli su YouTube Gaming, una migliorata gestione dei video e degli stream live e… tanto altro!

Senza perdervi in chiacchiere, se siete creators (ma anche se non lo siete) non esitate a guardare questo video: vi verrà l’acquolina in bocca!

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Rilasciate Linux Mint 17.2 “Rafaela” Cinnamon e Linux Mint 17.2 “Rafaela” MATE

By Marco Giannini

Clement Lefebvre ha annunciato il rilascio di Linux Mint 17.2 “Rafaela” Cinnamon e Linux Mint 17.2 “Rafaela” MATE.

Entrambe le versioni di Linux Mint 17.2 “Rafaela” si basano su Ubuntu 14.04 LTS e godono dunque di supporto esteso sino al 2019.
Vediamo cosa c’è di nuovo in questo rilascio.
Linux Mint 17.2 “Refaela” Cinnamon
Linux Mint 17.2 “Rafaela” Cinnamon viene rilasciato con Cinnamon 2.6, la nuova versione del desktop environment sviluppato in casa Mint come fork di GNOME Shell. Questa nuova release di Cinnamon porta con se numerose migliorie per quanto riguarda la stabilità, il consumo di risorse (ridotto notevolmente il consumo della CPU) ed un look and feel rinnovato per le impostazioni di sistema.
Migliorato altresì il supporto ai sistemi UEFI e quello ai driver NVIDIA che sono ora stati aggiornati alla versione 346.72 al fine di estendere il supporto agli ultimi chipset.
Non mancano infine i consueti aggiornamenti all’artwork.
Visto e considerato che le migliorie sono soltanto inerenti al desktop environment potete tranquillamente seguire la mia precedente guida post installazione per Linux Mint 17.
Linux Mint 17.2 “Rafaela” MATE
Linux Mint 17.2 “Rafaela” MATE viene rilasciato con il nuovissimo MATE 1.10, la nuova versione del desktop environment fork di GNOME 2 che tanto sta riscuotendo successo in questi ultimi tempi. Le novità di questa versione sono dunque tutte quelle presenti in MATE 1.10 che ora offre un miglioramento nella gestione delle estensioni nel file manager Caja, l’arrivo della nuova libreria libmatemixer per la gestione del comparto audio, il supporto agli ePub in Atril e migliromenti vari al codice con una ottimizzazione dello stesso e una diminuzione dei memory leak.
Anche in questo caso non manca un miglior supporto ai sistemi UEFI e i driver NVIDIA 346.72.
Visto e considerato che le migliorie riguardano principalmente il

La Commissione UE raggiunge un accordo su roaming e net neutrality

By Stefano s

Oggi la Commissione Europea ha annunciato di aver raggiunto un accordo su due temi importanti per la strategia del Mercato Unico Digitale: si tratta dell’abbattimento delle tariffe di roaming per i dispositivi mobili e della neutralità della rete. L’accordo è un passo importante verso la finalizzazione di nuove regole che devono ancora attraversare il Parlamento Europeo prima di diventare legge.

Roaming

Il progressivo abbattimento dei costi di roaming all’estero già stabilito nel 2011 riceverà una accelerata in due tempi:

  • ad Aprile 2016 il tetto massimo del sovrapprezzo sarà di 5 centesimi al minuto per le chiamate, 2 centesimi per gli SMS e 5 centesimi al MegaByte per internet
  • dal 15 Giugno 2017 non esisteranno più le tariffe di roaming
La direttiva prevederà anche misure per evitare il ‘roaming permanente’ (l’uso di un operatore estero per lunghi periodi) ma la commissione non crede che l’operazione porti ad un incremento delle tariffe poiché la cancellazione del roaming verrà bilanciata da un maggiore utilizzo dei dispositivi mobili all’estero.

Net neutrality

Sulla scia della decisione della FCC in America, presto si potrà parlare di neutralità della rete anche in Europa, con alcune eccezioni.
Si vieterà il blocco o il rallentamento dell’accesso ai servizi internet e la priorità a pagamento: tutto il traffico sarà trattato allo stesso modo salvo cause tecniche o legali (vedi virus, spam, ordinanze giudiziarie, eccetera).
L’eccezione che rende differente la futura legislazione europea da quella americana è legata alla possibilità per i provider di fornire “servizi di alta qualità” che però non possono andare ad impedire il corretto accesso alla rete (ovvero potranno essere forniti solo quando c’è abbastanza larghezza di banda disponibile per tutti).

Steam Machine: subito esaurite le scorte per i pre-order!

By Giuseppe F. Testa

Steam

Valve aveva garantito che le Steam Machine acquistate in pre-order sarebbero state consegnate il 16 ottobre 2015, ma qualcosa è andato ben oltre le previsioni più ottimistiche: secondo l’ultimo annuncio, le scorte in magazzino sono tutte esaurite e non sarà più possibile pre-ordinare per la consegna il 16 ottobre: a partire da questo momento si riceverà la propria unità di Steam Machine solo con la seconda produzione prevista in consegna per il 10 novembre 2015, ovvero il giorno di debutto ufficiale dei nuovi sistemi con SteamOS.

Valve sta lavorando con produttori di terze parti molto famosi come Alienware e Syber per creare dei sistemi ibridi (PC+console) per lanciare il suo guanto di sfida a Microsoft e a Sony sul campo del gaming casalingo da salotto.

Le Steam Machine saranno basate su SteamOS, una versione modificata di Debian, e garantiranno quindi supporto nativo per i più famosi giochi AAA anche su piattaforma GNU/Linux (anche altre distribuzioni). All’occorrenza saranno grado di visualizzare in streaming giochi processati da altri PC sulla LAN dotati di Windows. Il prezzo delle Steam Machine varia da 450 a 1500 €. Valve ha confermato di non poter più spedire le Steam Machine in anticipo, ma non comunica i volumi di vendita.

Il dubbio ora è lecito: si tratta davvero di un’elevata domanda da parte dei videogiocatori o si tratta di difficoltà a produrre uno stock di console adeguato al mercato? Produrre 100 console e venderle tutte è diverso da produrre 10.000 console e venderle tutte.

Solo l’uscita effettiva sul mercato saprà darci maggiori informazioni per poter decretare se le Steam Machine sono la rivoluzione del secolo o un fallimento.

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