Cloni Samsung Galaxy S6: come riconoscerli ed evitare truffe

By Giuseppe F. Testa

Cloni Samsung Galaxy S6

Nuovi Samsung, nuovi cloni molto fedeli agli originali (più o meno) tutti rigorosamente Made in PRC!

I device più venduti e desiderati del mercato diventano inevitabilmente vittima della scopiazzatura, in particolare da alcune fantomatiche aziende cinesi (da non confondere con i grandi marchi cinesi sia chiaro) che copiano praticamente tutto dai device più famosi, inclusi loghi e scatole, spacciando i loro dispositivi come copie perfette del device di partenza. Nemmeno il tempo di invadere il mercato che già spuntano come funghi tantissimi cloni del Samsung Galaxy S6 e S6, fedelmente riprodotti e venduti a prezzi stracciatissimi.

Quanto costano? Come riconoscerli per evitare truffe? In questo articolo faremo una piccola inchiesta esaminando i dati e le foto ricavate da offerte “dubbie” pescate su eBay, su AliExpress (vera fonte di cloni) e Facebook (si sfrutta anche il social network per vendere i cloni).

Avvertenza: i cloni trattati in questa nostra indagine sono esteticamente identici agli originali, non è possibile accorgersi della truffa se non accendendo il device e facendo qualche test. Vale la regola generale dell’acquisto online: dovete affidarvi a store con feedback positivi e con protezione dell’acquisto online per evitare queste spiacevoli situazioni, perché non sempre sarà facile riavere i soldi indietro.

Cloni Samsung Galaxy S6: quanto costano?

Un clone per quanto ben fatto resta sempre un clone, anche quelli più fedeli all’originale. I prezzi variano moltissimo ma un buon clone del Samsung Galaxy S6 si assesta sui 100€, un prezzo decisamente appetitoso e in netto calo rispetto ai modelli clonati in passato.

Per chi è cosciente di acquistare un clone non è un cattivissimo prezzo, visto che questi cloni (almeno trovati in rete) sono in tutto e per tutto simili agli originali, con tanto di loghi su dispositivo, batteria, cavetti e manualistica. Difficilissimo ad occhio notare la differenza.

Dovete prestare invece molta attenzione a chi vi vende questi device a prezzi intorno ai 300€ spacciandoli per S6 in super offerta: ci sono i termini per una vera e propria truffa, visto che il dispositivo non corrisponde affatto al prodotto che eravamo intenzionati ad acquistare, ma è una sua spudorata copia come vedremo in seguito.

Come riconoscere i cloni?

Esteticamente è molto difficile riconoscere la differenza, anche perché anche i materiali scelti per i cloni ricordano da vicino gli originali, ma è il cuore del sistema che ci fornisce una prova assolutamente valida.

Sarà sufficiente trovare le informazioni del SoC nei cloni con CPU-Z e AnTuTu Benchmark per ottenere la risposta definitiva.

DOWNLOAD | CPU-Z

DOWNLOAD | AnTuTu Benchmark

I modelli cloni identificati con la sigla HDC avranno le seguenti caratteristiche:

  • HDC S6 MTK6572 Dual Core; 2 GB di RAM, 16GB, fotocamere 8/1 MP, schermo 720p;
  • HDC S6 MTK6582 Quad Core; 2 GB di RAM, 32GB, fotocamere 13/2 MP; schermo 720p;
  • HDC S6 MTK6592 Octa Core; 3 GB di RAM, 64GB, fotocamere 16/5 MP; schermo 1080p.

Tutte CPU targate Mediatek, che sulla carta offrono anche discrete performance (specie i modelli quad e octa core) ma non sono minimamente paragonabili alle prestazioni della CPU originale del Galaxy S6.

I cloni supportano anche le microSD, feature mancante nell’originale e gli schermi (tutti LCD, non AMOLED) non superano i 1080p nel modello di punta (ricordiamo che l’originale monta un display AMOLED a 1440p).

SCHEDA TECNICA | Samsung Galaxy S6

Nessun’altra differenza a livello hardware, escludendo il supporto mancante all’LTE (tranne modello octa-core); il processo di clonazione è riuscito benissimo! I cinesi sono riusciti a “portare” quasi tutte le caratteristiche uniche di Samsung come il market e le varie app proprietarie, nonchè a personalizzare Android 5.0 portando tutte le novità firmate dalla casa coreana.

Ovviamente anche se le fotocamere riportano valori identici a quelli dei modelli originali, si tratta di sensori sconosciuti da cui difficilmente otterremo una qualità paragonabile ai portentosi sensori Samsung.

Di seguito una carrellata di immagini da far rimanere a bocca asciutta anche i possessori degli originali!

Partiamo dal frontale, praticamente identico..

conv_Differenze schermi cloni S6

Un occhio molto attento “noterà” che uno degli schermi è meno risoluto, ma questo non distoglie che si tratta di un clone di qualità in grado di ingannare molta gente.

Anche il retro potrebbe facilmente ingannare utenti disattenti: è abbastanza identico, tranne che per dei particolari…

conv_Retro comparativa cloni s6

Colpisce anche a livello di dettagli della cassa e della parte superiore: tutti i sensori e la fotocamera sono al loro posto, senza dimenticare che funziona anche il sensore d’impronte.

Frontale S6 clone

L’ID del telefono da Informazioni software: per il Google Play Store avremo un vero S6, quindi potremo scaricare app come l’originale.

Samsung Galaxy S6 Clone Android

Come fare per distinguerli, se persino la TouchWiz è identica, le app Samsung funzionano senza problemi (compreso S-Voice)? Solo un attento esame del dispositivo e una verifica hardware permetterà di sciogliere ogni dubbio.

casse clone s6

Conclusioni

Il clone è servito, di nuovo aggiungerei. Completamente tradotto in italiano, con app originali Samsung funzionanti senza problemi o glitch.

Ovviamente non offrirà le stesse performance dell’originale e lo schermo non offrirà la bellezza visiva di un AMOLED, ma se sappiamo “accontentarci” possiamo andare in giro con questo clone perfetto senza alcuna prova evidente dell’inganno e spendendo solo 100€ (modello dual-core), 150€ (modello quad-core) o 200€ (modello octa-core). Ovviamente il device potrà presentare in qualsiasi momento dei problemi di varia natura, e sicuramente verrà a mancare anche il supporto agli aggiornamenti ufficiali di Samsung: bisognerà affidarsi a siti terzi in cinesi o sperare in qualche ROM non ufficiale compatibile.

Se avete intenzione di acquistare questi cloni cinesi, dovete esser coscienti dei limiti e delle rinunce; discorso invece diverso per chi sperava di acquistare un S6 originale a 300€ e si è ritrovato con questo clone ben riuscito: in tal caso ci sono tutti gli elementi per denunciare il venditore per truffa, dopo aver portato il device in un centro assistenza Samsung per il “disconoscimento” del device con tanto di carte bollate. Occhio alle truffe!

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Microsoft Build 2015: le novità su Windows 10 e dintorni

By Jessica Lambiase

build-2015

Come succede da diverso tempo a questa parte, anche quest’anno è in corso di svolgimento la conferenza Microsoft Build 2015, pensata in particolare per aggiornare tutti gli sviluppatori sulle novità dei prodotti Microsoft e sulle possibilità di interazione ed integrazione con l’intero mondo dell’IT.

Nonostante questa conferenza non abbia perso questa “traccia tecnica”, è possibile carpire dalle parole dei big che si avvicendano sul palco anche importanti notizie che riguardano il mercato consumer, ovvero l’utente finale: basta un po’ di praticità con l’argomento per tradurre dal “tecnico” allo “utentese” e pregustare, anche se si tratta di qualcosa dedicato agli sviluppatori, le novità che il futuro Microsoft ci riserva.

In questo articolo, che continuerà ad essere aggiornato qualora dovessero essere annunciate altre novità di rilievo, sintetizziamo tutto ciò che riguarda il Build 2015 con tanto di collegamenti alle notizie originali, con le quali potrete approfondire il tutto.

Le notizie sono ordinate cronologicamente rispetto alla pubblicazione su questo sito (dalla più recente alla meno recente).

Visual Studio gratis su Linux e OS X

Si chiama Visual Studio Code ed è una versione più piccola di Visual Studio, orientata allo sviluppo web tramite .NET Core 5 e Node.js ed è disponibile fin da subito gratuitamente per Windows e, per la prima volta nella storia, anche per Linux e OS X.

I programmi win32 approderanno sullo store unificato

A partire dal rilascio di Windows 10, lo store unificato (per smartphone, tablet, PC ed altre periferiche) conterrà anche le classiche applicazioni win32 grazie ad un nuovo SDK. Tali applicazioni, in nome della sicurezza, saranno “rinchiuse” in una sandbox.

Windows 10 e Internet Of Things

Ufficiale il progetto Windows Core IoT Insider, che permette di scaricare ed utilizzare in anteprima Windows 10 per Raspberry Pi 2. Annunciata inoltre una collaborazione con Arduino per lo sviluppo di una versione “embedded” di Windows 10 adatta agli strumenti costruiti facendo ausilio della piccola board.

Le novità di Windows 10 per desktop

Windows 10 Tech Preview diventa Windows 10 Insider Preview e, con la build più recente, introduce diverse novità come Aero Glass, un Menu Start più funzionale e tanta, tanta pubblicità.

Windows 10 per smartphone, le app Android e iOS e… Continuum!

Alcuni rumor parlavano di compatibilità tra Windows 10 e le app Android, compatibilità che di fatto esiste ma… non è così semplice come in molti pensavano. A sorpresa, le cose sono semplici anche per le app iOS. Presentata inoltre la modalità Continuum dedicata agli smartphone, che permette di trasformare il telefono in una sorta di computer!

Project Spartan è Microsoft Edge

Finalmente l’ei fu Spartan ha un nome ufficiale: il browser che si affiancherà ad Internet Explorer si chiama Edge, avrà un look minimale ma funzionale e… supporterà le estensioni, con la possibilità per gli sviluppatori di convertire rapidamente anche le estensioni già esistenti per Google Chrome e Mozilla Firefox.

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Microsoft Visual Studio Code arriva su Linux e OS X. Gratis.

By Jessica Lambiase

visual-studio-code

Quando Microsoft lo scorso Novembre annunciò che .NET Core 5 sarebbe diventato open source e compatibile con GNU/Linux, lo shock e l’effetto “wow” furono quasi identici a quello che in molti provarono dopo aver visto la celebre citazione “Microsoft <3 Linux” tra alcune slide di presentazione di un servizio Azure.

E può fare un effetto ancor più degno di nota quanto è stato rivelato durante il primo giorno di conferenza Build di ieri, che riguarda invece la suite Visual Studio – il punto di partenza, di giacenza e di arrivo per lo sviluppo di numerosissime applicazioni Windows.

Ebbene, Microsoft ha annunciato la disponibilità di Microsoft Visual Studio Code (nome in codice Ticino) – che altri non è che una versione un po’ più “ridotta” di Visual Studio, ma comunque funzionalmente completa per quanto riguarda lo sviluppo web e particolarmente stabile – sia su OS X che su Linux (oltre che ovviamente su Windows) per la prima volta nella storia, e di farlo gratuitamente.

Visual Studio Code è dedicato agli sviluppatori ASP .NET e Node.js ed è dotato di un editor HTML, CSS, C#, TypeScript, LESS e Razor; Visual Studio Code supporta ASP .NET 5 e Node.js ed è integrato direttamente con Git. E’ possibile scaricare Visual Studio Code per Windows, Linux e OS X direttamente dal link in basso:

DOWNLOAD | Visual Studio Code

Sono mosse come queste a lasciar intendere l’intenzione di Microsoft di entrare sgomitando in tutti i settori dell’informatica che, nel 2015, conta: e pensare che soltanto qualche anno fa una cosa del genere sarebbe stata pura utopia.

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Microsoft: anche i programmi ‘classici’ nel Windows Store

By Jessica Lambiase

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Fin dall’inizio, Microsoft ha sottolineato che insieme al nuovo sistema operativo Windows 10 verrà introdotto anche il modello a “store singolo”, ovvero un solo store dedicato alle app per PC, tablet e smartphone contemporaneamente, che va di pari passo con i concetti di Universal App e convergenza.

Durante la conferenza Build di ieri Microsoft ha annunciato diverse novità relative proprio a questo modello, prima tra tutte una che riguarda i classici “programmi” desktop – che, in gergo, definiremo applicazioni Win32 – dotati delle classiche procedure di installazione e disinstallazione indipendenti dallo store: quando lo store singolo verrà rilasciato, gli sviluppatori avranno la possibilità di includervi anche le app Win32 grazie ad un nuovo SDK promosso da Microsoft stessa.

Ciò significa che non solo gli sviluppatori potranno offrire più visibilità alle proprie app, ma che i processi di installazione, aggiornamento e rimozione – da sempre disomogenei e qualche volta problematici – saranno gestiti dallo store stesso al pari di quanto succede per le app Modern.

In questo modo viene inoltre risolto un problema che esiste da sempre e collegato proprio alle applicazioni .NET e Win32: la sicurezza. Si, perché questo tipo di programma è in grado di intervenire profondamente sul sistema operativo modificandone componenti ed impostazioni, il che potrebbe esporlo – nel caso di software non molto puri – a numerosi rischi. Le applicazioni Win32 ed i programmi .NET presenti sullo store, invece, veranno scaricati in una sandbox che gli impedirà di “sporcare” il sistema.

Sempre collegata allo store, Microsoft ha annunciato che il pagamento diretto tramite credito telefonico supporta ad oggi oltre 90 operatori; per quanto riguarda l’aspetto aziendale, invece, gli amministratori saranno in grado di configurare il Windows Store affinché possa distribuire, suggerire e mettere in evidenza agli impiegati le app importanti per l’azienda. In ultimo, ma solo in ordine di elenco, sarà introdotto un nuovo Windows 10 Advertising SDK che supporterà gli annunci video, un nuovo supporto per gli acquisti in-app ed un nuovo Programma Affiliati Windows Store.

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Microsoft: Windows 10 IoT Core e collaborazione con Arduino

By Jessica Lambiase

raspberry-pi2

Che Microsoft avesse intenzione di abbracciare il mondo del Raspberry Pi era ormai chiaro: risale allo scorso Febbraio, infatti, la promessa del big di Redmond di fornire una versione gratuita del suo sistema operativo dedicata ed ottimizzata al mini-computer Raspberry Pi 2.

LEGGI ANCHE | PC Windows a 35$ grazie al Raspberry Pi 2

In quell’occasione il big di Redmond aveva lasciato intendere che il programma “tecnico” dedicato all’anteprima del sistema operativo in versione IoT non sarebbe arrivato prima della fine del secondo trimestre 2015; con gran sorpresa e gioia degli esponenti, invece, durante la conferenza di ieri Microsoft ha annunciato il nuovo programma “Windows 10 IoT Core Insider Preview” dedicato agli sviluppatori e ai produttori appartenenti al mondo Raspberry Pi 2 e Minnowbord Max di Intel.

Esattamente come già visto per smartphone e desktop, iscrivendosi al programma Insider Preview costoro potranno testare in anteprima il sistema operativo – al momento soltanto su Raspberry Pi 2 – e rilasciare feedback a Microsoft per migliorarlo fino al rilascio finale.

La sorpresa più grande riguarda però la board Arduino: con un comunicato stampa, sia Microsoft che Arduino hanno annunciato una collaborazione che sfocerà con la creazione di una versione di Windows 10 compatibile con il controller. In particolare, tale versione si focalizzerà su due aspetti fondamentali:

  • Windows Virtual Shield per Arduino permetterà agli sviluppatori di accedere ai sensori e alle capacità di un Arduino esattamente come fosse uno shield hardware; in poche parole, diverrebbe possibile creare un progetto Arduino che include il GPS, la connettività Web, un display touch, tecnologie di riconoscimento vocale ed altro;
  • Windows Remote Arduino permette invece di “espandere” le funzionalità delle Universal App con comandi eseguibili su un dispositivo Arduino collegato in wireless; ad esempio, sarà possibile far interagire aspetti dei dispositivi Windows 10 (come il riconoscimento vocale, le fotocamere, l’audio e quant’altro) con il mondo circostante grazie a dispositivi Arduino.

Insomma i buoni propositi ci sono tutti, le possibilità anche: starà a produttori e sviluppatori decidere se utilizzare il potenziale messo a disposizione da Microsoft ed abbracciare l’universo Windows 10 anche per la cosiddetta Internet-of-things. Per maggiori informazioni su come entrare a far parte del programma ed ottenere le immagini di sistema potrete consultare il post ufficiale:

LINK | Microsoft brings Windows 10 to makers

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Windows 10 per desktop/tablet: le novità della build più recente

By Jessica Lambiase

Windows 10 Aero Glass

Continuiamo il viaggio alla scoperta del Windows 10 che sarà: dopo aver parlato di Windows 10 per smartphone e del nuovo browser Microsoft Edge, diamo uno sguardo alle novità che riguardano la parte desktop del sistema operativo: in primis un rebranding parziale, in secondo luogo tante piccole aggiunte che sono disponibili a partire da ieri per tutti gli Insider che vorranno scaricare l’immagine ISO, installarla ed entrare a far parte del programma.

Vediamo insieme queste novità.

Addio Tech Preview, benvenuta Insider Preview!

Come a voler sottolineare che l’era acerba è quasi agli sgoccioli e che Windows 10 prende sempre più forma, Microsoft ha deciso di modificare il nome in codice della versione di testing al momento disponibile: conosciuta precedentemente come Tech Preview, tale versione ha preso il nome di Windows 10 Insider Preview in concomitanza con il rilascio di una nuova build in tempo per il primo giorno della conferenza Build stessa (scusate il gioco di parole).

Potrete scaricare Windows 10 Insider Preview direttamente dal link in basso:

DOWNLOAD | Windows 10 Insider Preview (build 10074)

Il ritorno di Aero Glass e le nuove animazioni

Un assente di lusso della versione di testing del sistema operativo era sicuramente il tema Aero Glass, in grado di offrire un’estetica gradevole all’occhio con trasparenze particolari dall’effetto ottico senz’altro notevole. Ebbene questo grande assente fa ritorno nella Insider Preview di Windows 10, insieme con alcune nuove animazioni per le live tile del menu Start.

Insomma, quell’attenzione ai dettagli che lascia intendere come, almeno funzionalmente, il sistema operativo sia quasi pronto!

Continuum ed il supporto per i grandi monitor

Anche se la versione smartphone le ha letteralmente rubato la scena, anche la funzionalità Continuum dedicata all’interazione tra desktop e tablet – e particolarmente adatta per ibridi e 2-in-1 – trova un discreto miglioramento in Windows 10 Insider Preview, risolvendo alcuni piccoli problemi e ridefinendo altri aspetti grafici così da offrire un’esperienza utente quanto più coerente possibile.

Non di minore importanza, migliora notevolmente anche il supporto per i grandi monitor e le alte risoluzioni, su cui l’antenato Windows 8.1 – insieme con le build precedenti di Windows 10 – sono sempre stati un po’ carenti.

La Schermata di Blocco

Si chiama Windows Spotlight (e si spera che ogni riferimento a OS X sia assolutamente e puramente casuale e che non porti ad assurde diatribe tribunalesche) ed è una funzionalità che arricchisce la schermata di blocco di Windows 10, permettendole di mostrare diversi contenuti anziché un’immagine fissa. Spotlight sarà personalizzabile, l’utente potrà utilizzare un’icona per decidere cosa mostrare e cosa no.

Microsoft userà anche una parte della finestra della schermata di blocco per mostrare app e contenuti provenienti dal Windows Store, ma questa pubblicità sarà tranquillamente disattivabile tramite una pratica opzione.

Cortana e… la pubblicità!

Anche l’interfaccia di Cortana è stata rinnovata: la parte riservata alle impostazioni è ora richiamabile su richiesta, di conseguenza c’è più spazio per i risultati di ricerca, i vari dati, le app… e spunta lo spazio anche per più pubblicità, in quanto Microsoft potrebbe mostrare un risultato pertinente dal Windows Store in cima ad ogni ricerca.

cortana

A differenza di quanto detto prima, tuttavia, non è chiaro se questa pubblicità sarà disattivabile. E sinceramente, a meno che l’algoritmo non capisca esattamente di cosa abbiamo bisogno, mi auguro lo sia.

Il menu Start

Piccole modifiche anche per il menu Start, che ora risulta ancor meglio organizzato sugli schermi dei tablet in modalità Continuum e che, come già detto, lascia spazio a nuove animazioni per i live tile. Tra le migliorie risulta un nuovo, piccolo menu a scomparsa richiamabile tramite slide (o swype) che permette di accedere alle applicazioni usate di frequente, alle impostazioni ed alle opzioni di spegnimento.

start-screen2

Microsoft ha inoltre annunciato che a breve re-introdurrà l’integrazione completa con Aero e la classica jump-list.

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Gioco lento? Forse è colpa di NVIDIA Experience

By Giuseppe F. Testa

gioco lento

Quante volte su Windows abbiamo installato il driver di NVIDIA non ci preoccupandoci di quello che ormai il setup dei driver si porta dietro?

Infinite volte, specie tra gli utenti poco pratici. Per un gamer viene naturale fare un’installazione personalizzata per evitare qualsiasi altro tool o “porcheria”, mentre sui computer degli utenti più comuni ritroviamo installato anche il programma GeForce Experience, pensato da NVIDIA per impostare i migliori dettagli grafici dei giochi in maniera semi-automatica (basta un clic), ma che offre tra le altre cose uno strumento per registrare il video su schermo del gameplay: ShadowPlay.

Questo programma può rallentare in alcuni sistemi l’esecuzione del gioco fino a valori del 10% (sulla carta fino a 7-8 frame al secondo) un valore non trascurabile se il nostro sistema non è di suo già al top.

In attesa che NVIDIA ottimizzi il tutto, vediamo come rimuovere questa funzionalità di registrazione agendo sui servizi di Windows.

Disabilitare lo streaming NVIDIA in caso di gioco lento

Questa funzionalità è presente come servizio del sistema, quindi non può essere bloccato dal programma stesso.

Disabilitiamo il processo già attivo nel sistema al seguente percorso.

  • Su Windows 7 o inferiori: “Start->digitare Servizi->Aprite NVIDIA Streamer Service”
  • Su Windows 8 o superiori: “aprite il gestore processi (tasto destro barra inferiore)->aprite la visualizzazione completa->Servizi->Aprite NVIDIA Streamer Service”

Nel dubbio possiamo usare anche anche services.msc in Esegui per arrivare alla stessa schermata.

gioco lento

Aperto il servizio impostiamolo su “Disabilitato” in Tipo di Avvio.

gioco lento

Se disponibile clicchiamo su Stop o Ferma per bloccare l’esecuzione del servizio istantaneamente e riavviate il PC per rendere effettive le modifiche (pienamente reversibile in caso di problemi).

NOTA BENE: se utilizzate ShadowPlay è consigliabile impostare in questo caso l’avvio manuale.

Alcuni utenti della hanno testimoniato notevoli benefici in particolare sui giochi che richiedono molta CPU per girare al meglio, ma dalle mie prove deduco che il risultato dipende moltissimo dalla scheda video e dall’hardware del vostro PC; a dover di cronaca ho ottenuto si e no 2 frame in più, che sicuramente non cambiano la mia vita video-ludica.

Se avete una scheda video NVIDIA con gli ultimi driver installati automaticamente e quindi avete anche NVIDIA Experience sul PC provate ad eseguire il trucco e fateci sapere la vostra esperienza nei commenti in basso.

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Recensione Xiaomi Mi Note: connubio perfetto tra potenza ed eleganza

By Giuseppe Monaco

Xiaomi Mi Note

Solitamente, quando mi trovo di fronte a un dispositivo da recensire, cerco sempre di sottoporlo a prove via via più complesse, in modo tale da far emergere eventuali difficoltà e/o mancanze che possano in qualche modo incidere sul mio giudizio finale. Così, il dispositivo di cui parleremo oggi è stato sottoposto, come solitamente avviene, a tutte le prove del caso nell’utilizzo giornaliero, analizzando minuziosamente ogni campo d’utilizzo. Nonostante abbia trovato alcuni piccoli difetti, questo Xiaomi Mi Note non sono proprio riuscito a non farmelo piacere!

Confezione

La confezione di vendita segue perfettamente la stessa linea di tutti gli altri dispositivi Xiaomi, realizzata in materiale riciclabile con il bollo di garanzia sul retro. Sollevato il coperchio, ci troveremo davanti il nostro Mi Note in tutto il suo splendore e, subito al di sotto, sono collocati i soliti libricini illustrativi, una graffetta per rimuovere il vano che ospiterà le 2 SIM card, il caricabatterie e il relativo cavo USB.


Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note

Acquistando il device da honorbuy.com nel pacco troverete anche una cover, un caricabatterie per auto, una pellicola protettiva e l’adattatore per la presa cinese.

Design ed Ergonomia

Sembra ormai ovvio che uno smartphone che si rispetti, oltre che essere funzionale, deve saper anche apparire. Ebbene, lo Xiaomi Mi Note è quel genere di device la cui eleganza farà morire di invidia i possessori di qualsiasi altro dispositivo. La cornice in alluminio, il retro estremamente pulito e liscio così come la zona frontale conferiscono un valore aggiunto allo smartphone della casa cinese.

Le dimensioni, tutt’altro che contenute, di 155.1 x 77.6 x 7 mm e il peso di 161 g potrebbero scoraggiare l’utilizzo con una sola mano ma, come vedremo in seguito, l’eccezionale ottimizzazione del software permetterà anche questo.

Sulla zona frontale troviamo l’ampio display da 5.7 pollici nella zona centrale mentre, nella parte alta, sulla sinistra abbiamo il logo Xiaomi mentre al centro sono collocate la cassa per l’ascolto in chiamata, i sensori di prossimità e luminosità, il led di notifica RGB e la fotocamera da 4 MP.

Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note

Il retro, ricoperto dal Gorilla Glass 3 curvo ai lati, risulta molto piacevole al tatto ed è quasi completamente pulito, con il logo Xiaomi nella zona centrale e la fotocamera da 13 MP con doppio flash led in alto a sinistra.

Il bordo sinistro ospita il vano per l’inserimento di 2 schede SIM, quello destro il bilanciere del volume e il tasto per accensione/spegnimento e blocco schermo, sul bordo alto troviamo l’ingresso per il jack da 3,5mm e su quello basso l’altoparlante e l’ingresso per il cavo micro-USB.

Una delle poche note negative è proprio che i materiali adoperati per la realizzazione del dispositivo, per quanto eleganti e piacevoli al tatto, rendono il grip poco sicuro. Su honorbuy.com è disponibile anche la versione con cover posteriore in Bamboo e, inoltre, è possibile sostituirla tramite un apposita ventosa.

Hardware

Il gioiellino della casa cinese, oltre che presentare un design decisamente accattivante, nasconde un importante potenziale. Se conoscete anche soltanto un po’ Xiaomi, saprete benissimo che il punto di forza dei suoi dispositivi è l’eccellente lavoro svolto nell’ottimizzazione software/hardware che conferisce fluidità, stabilità e ottime prestazioni.

Per avere un’idea del suo comportamento, il test effettuato da AnTuTu Benchmark restituisce un punteggio di 46500, quasi identico a quello del fratello minore Mi 4.

Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note

Sotto il cofano troviamo un processore Qualcomm Snapdragon 801 Quad-Core da 2.5.

Come abbiamo già detto, il dispositivo è dotato di un ampio display da 5.7 pollici realizzato con tecnologia IPS LCD con risoluzione 1080 x 1920 pixels e densità pixel di 440 dpi circa protetto dal Gorilla Glass 3. Infine, la batteria non rimovibile da 3000 mAh svolge egregiamente il suo lavoro.

Piccola nota negativa, se così vogliamo chiamarla, riguarda il riscaldamento del dispositivo. Mi rendo conto, infatti, di aver sforzato non poco il device e, infatti, dopo aver girato un video in 4K di 15 minuti la cornice in alluminio era praticamente bollente e il retro risultava davvero caldo.

Software

La versione di Android a bordo del nostro Xiaomi Mi Note è la 4.4.4 KitKat e, a quanto pare, Lollipop sarebbe in dirittura di arrivo. Il fiore all’occhiello della casa cinese, ovvero la sua variante del OS Android, permette di godere a pieno dell’esperienza utente, presentandosi in modo altrettanto elegante per quel che riguarda le animazioni e l’interfaccia grafica.

Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note

La navigazione tra le schermate avviene senza alcun intoppo, la risposta agli input dell’utente è sempre rapida e, abilitando la modalità “Alte prestazioni” il Mi Note spingerà costantemente sull’acceleratore permettendo un utilizzo davvero intenso a discapito, però, della batteria.

Inoltre, se pensate che l’utilizzo con una mano sia scomodo se non impossibile, facendo uno swipe dal tasto soft touch centrale verso destra oppure verso sinistra, lo schermo si rimpicciolirà a 4 oppure a 3.5 pollici, così da rendere qualsiasi porzione dello schermo comodamente raggiungibile anche con una sola mano.

Multimedia

L’esperienza utente è ancor più arricchita dal comparto multimediale dove la fotocamera da 13 MP fa da padrona. La messa a fuoco è rapida e precisa, così come sarà rapido lo scatto della foto che avverrà quasi istantaneamente. La qualità, come potete vedere qui di seguito, è davvero ottima sia di giorno che in condizioni di scarsa luminosità. La fotocamera intera da 4 MP, invece, soddisfa solo se è presente una buona luce ad illuminare la scena.

L’applicazione di default, come di consueto, presenta un gran numero di impostazioni che permetteranno di rendere i nostri scatti e le nostre riprese uniche. Possiamo infatti impostare numerosi filtri, utilizzare la modalità HDR, abilitare la modalità manuale che permette di regolare svariati settaggi e, per quanto riguarda i video, troviamo la possibilità di girare video in 4K e filmati in slow motion in 720p a 120 fps.

Il comparto videoludico darà grandi soddisfazioni anche ai videogiocatori più incalliti, permettendo di giocare a qualsiasi titolo presente sul Play Store senza temere rallentamenti e/o saturazione delle risorse disponibili.

Infine, l’altoparlante posto nella parte bassa del device ha una buona potenza e, cosa più importante, vista la posizione non soffre del solito problema dello smorzamento del suono che si ha con tutti quei device che hanno la cassa posta nella parte posteriore del dispositivo.

Autonomia

Dotato della stessa batteria presente su Mi 4, ovvero da 3000 mAh, lo Xiaomi Mi Note promette di accompagnarvi in tutta la giornata senza dover dipendere dal caricabatterie. Indubbiamente il fatto che, rispetto al Mi 4, abbiamo uno schermo più grande che, si sa, è l’elemento principale nel consumo della batteria, compromette la durata del device. In che modo? Anziché fare un giorno e mezzo/due giorni farete una giornata bella piena arrivando fino a 19 ore di utilizzo e 5 ore di schermo acceso.

Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note
Xiaomi Mi Note

Insomma, nonostante le elevate prestazioni e l’ottimo rendimento dal punto di vista multimediale questo Mi Note proprio non vuole saperne di scaricarsi!

Rapporto qualità/prezzo

Xiaomi ha sempre abituato i propri utenti a prezzi bassissimi rispetto a quelli offerti dalla concorrenza. Il Mi Note, direi giustamente, presenta un prezzo di circa 400€, più elevato rispetto al solito ma che in ogni caso resta di molto inferiore a device della concorrenza con le stesse prestazioni. In particolare, noi di ChimeraRevo consigliamo l’acquisto presso il sito honorbuy.com: grazie al codice “CHIMERA”, infatti, potrete usufruire di uno sconto di 5€ a partire da 90€ di spesa! Inoltre, tale voucher può anche essere utilizzato in coppia con i loyalty points.

Link all’acquisto | Xiaomi Mi Note su honorbuy.com

Qui di seguito alcune utili informazioni sul sito:

  • Pagamento: I metodi di pagamento accettati sono Paypal, Western Union, Moneygram o bonifico.
  • Spedizione: La spedizione verrà effettuata entro 48 ore dalla ricezione del pagamento. I clienti Europei possono scegliere la spedizione da magazzini collocati in suolo europeo in modo da non imbattersi in ulteriori pagamenti per dogana o altro.
  • Garanzia: Ogni dispositivo è coperta da 1 anno di garanzia, che coprirà eventuali difetti e/o problemi non causati dall’utente.
  • Gadget Gratuiti: Con ogni acquisto vengono spediti gratuitamente anche una cover, un caricabatterie per auto, un adattatore per la presa cinese, una pellicola protettiva e un pennino capacitivo.

Conclusione

L’esperienza avuta con questo Mi Note è stata estremamente positiva. La fotocamera da 13 MP garantisce filmati e scatti di ottima qualità, con una messa a fuoco impeccabile e scattante. Prestazionalmente parlando, il device risponde immediatamente agli input dell’utente, non presentando impuntamenti, lag o chiusure inaspettate delle applicazioni.

La ROM MIUI si comporta egregiamente presentando features sempre nuove grazie agli aggiornamenti settimanali della versione developer. Lo stile unico ed elegante misto a una grande intuitività, permette all’utente di raggiungere immediatamente ciò che sta cercando con pochissimi tocchi sul display.

Il prezzo, in fin dei conti, rispecchia pienamente quelle che sono le caratteristiche del device, permettendo al device di aggredire la fascia medio-alta del mercato senza particolari problemi.

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Windows 10 per smartphone: Android, iOS e… Continuum!

By Jessica Lambiase

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Ci aspettavamo grandi cose dalla conferenza Build 2015 di Microsoft e, già durante il primo giorno, il big di Redmond non ha di certo deluso le aspettative di molti utenti, misti tra sviluppatori e consumer entusiasti. Le demo on-stage della giornata di ieri hanno dato concretezza a diversi aspetti, un po’ vociferati un po’ annunciati, di Windows 10 per smartphone: il livello di compatibilità tra il sistema operativo e le app Android esiste davvero, un livello del tutto simile è esteso anche alle app iOS e… la convergenza tra smartphone e desktop prende finalmente forma con la neo-presentata modalità Continuum in Windows 10 per smartphone!

Vediamo un po’ nel dettaglio ciascuno di questi interessanti aspetti.

Nuovi strumenti, nuova compatibilità!

Si vociferava già da tempo che Windows 10 per smartphone sarebbe stato in grado di eseguire nativamente le app Android ma un tweet di Terry Myerson, risalente a due giorni fa, aveva leggermente spento gli animi sottolineando che “le cose non sono esattamente come sembrano”.

E durante la conferenza Build di ieri, è stato lo stesso Myerson – nel giro di pochi minuti – a spiegare questo rinnovato concetto di compatibilità agli sviluppatori e a tutti gli utenti partecipanti alla conferenza, lasciando praticamente intendere la totale apertura di Microsoft alle app provenienti dalle piattaforme alternative grazie alla fornitura di potenti strumenti agli sviluppatori che permettono, in pochissimo tempo, di riadattare le proprie app alla piattaforma Microsoft. Insomma, un po’ come succederà per le estensioni di Microsoft Edge.

Capiamo insieme di cosa si tratta.

Windows 10 per smartphone e le app Android

In molti si aspettavano di poter scaricare un .apk dalla rete e poterlo installare su Windows Phone, tuttavia – come era immaginabile – non sarà esattamente così.

Terry Myerson ha spiegato che Windows 10 per smartphone “includerà un sottosistema Android” in grado di eseguire codice Java e C++, tuttavia il codice delle app già esistenti dovrà comunque subire un minimo di modifiche da parte dello sviluppatore, con gli strumenti e la documentazione offerti da Microsoft.

In altre parole non sarà possibile installare brutalmente un apk già disponibile, ma per gli sviluppatori sarà semplice convertire un’app Android già esistente e ricavarne una versione perfettamente funzionante per Windows Phone.

Windows 10 per smartphone e le app iOS

La sorpresa grande riguarda le app iOS, anch’esse “abbracciate” in qualche modo dall’ecosistema Microsoft: esattamente come detto per Android non sarà possibile eseguire sulla piattaforma Microsoft app già esistenti per la piattaforma Apple, tuttavia la nuova versione di Visual Studio è in grado di compilare nativamente il codice Objective C con cui le app iOS vengono scritte e trasformarlo in un’app Windows 10 perfettamente funzionante.

Semplicemente spaventoso.

E la grafica?

Qui scatta il punto meno noto e, probabilmente, più dolente: il Material Design di Android è differente dalla Human Interface di iOS ed entrambe le linee guida sono esteticamente differenti da quelle usate in Windows Phone.

Non è chiaro come Microsoft intenda gestire questo “intoppo”, la speranza è che ciò non porti ad una disomogeneità di interfacce utente che non potrebbe far altro che nuocere alla coerenza del sistema operativo e delle sue app, punto di cui Windows Phone può vantarsi fin dall’inizio dei tempi.

Speriamo che l’eventuale metodo di “conversione” possa arginare questo fattore!

E poi fu… Continuum!

Sapevamo che Microsoft avrebbe battuto sulla convergenza ed avevamo già sentito parlare di Continuum riguardo l’abbinamento tablet/desktop: fino a ieri l’interfaccia Continuum era “banalmente” quella in grado di scalare dalla modalità tablet di Windows 10 alla modalità desktop quando viene agganciata una tastiera al dispositivo. Ma ieri, sul palco, Joe Belfiore ha voluto dimostrare che Microsoft ha pensato ad applicare questa convergenza anche agli smartphone.

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Un Lumia 920, un cavo HDMI, Windows 10 per smartphone e la Universal App di Microsoft Office Excel: ecco come un abile Joe Belfiore è riuscito a sorprendere il pubblico trasformando smartphone Windows 10 in una sorta di computer desktop.

Durante la demo Belfiore ha collegato lo smartphone ad un monitor HDMI, tastiera e mouse Bluertooth ed istantaneamente l’interfaccia utente si è ri-adattata per adeguarsi alle nuove periferiche di input ed output.

E, se è vero che l’interfaccia utente di Windows 10 per smartphone non è risultata identica – per quanto riadattata – a quella di Windows 10 per desktop/tablet, ad essere uguale era invece l’interfaccia dell’app universale Microsoft Excel, praticamente identica alla sua controparte tablet/desktop. In altre parole, è stato necessario collegare semplicemente il telefono ad un monitor HDMI per avere a disposizione i medesimi strumenti di cui si poteva disporre usando un PC (almeno nel caso di Excel).

Chiaramente, Belfiore ha teso a sottolineare che il Continuum ha la sua massima espressione quando le app vengono progettate seguendo le nuove linee guida, presentate sempre durante la giornata di ieri, che possono renderle scalabili ai vari form-factor.

Bisogna comunque sottolineare che l’hardware con cui gli smartphone sono attualmente equipaggiati non è funzionalmente in grado di offrire una piena esperienza desktop anche se riadattato, ma Joe Belfiore ha affermato che il Continuum sarà perfettamente eseguibile sui dispositivi futuri – ciò fa capire che Microsoft ha intenzione di battere il ferro in tal senso sui futuri Lumia, magari riprogettandone in parte la dotazione hardware o la connettività I/O.

Ah, quasi dimenticavamo: grazie al nuovo framework sarà possibile rendere “indipendente” lo schermo dello smartphone dall’eventuale monitor esterno; Belfiore, nel video ufficiale di presentazione, mostra infatti come sarà possibile rispondere al telefono pur continuando le proprie attività sul monitor aggiuntivo.

Il tutto con un solo smartphone.

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Project Spartan è Microsoft Edge, e supporterà le estensioni!

By Jessica Lambiase

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La conferenza Build è sì strettamente dedicata agli sviluppatori, tuttavia con un po’ di intuitività è possibile “riadattare” i paroloni tecnici usati dai dirigenti e dai team che si avvicendano sul palco per evincere ciò che succederà invece per l’utente e ciò che i vari prodotti Microsoft potranno offrirgli.

Tra i tanti argomenti toccati c’è stato il browser di nuova generazione, quello che si affiancherà (ma non soppianterà, come scoprirete tra non molto) Internet Explorer e tutti i suoi guai. Tutti lo conoscevano fino a ieri come Project Spartan ma, da poche ore, il big di Redmond vi ha finalmente affidato un nome ufficiale: il browser si chiamerà Microsoft Edge e riserva, ad utenti e sviluppatori, tante belle novità.

Andiamo a scoprirle insieme!

Microsoft Edge: le novità

Estetica ed esperienza utente

La cosa interessante è l’impostazione del nuovo browser Microsoft che, esattamente in linea con la nuova teoria dell’azienda, ha un look decisamente minimalista e dotato di pochi – ma essenziali strumenti.

Dall’interfaccia pulita ma funzionale, si nota immediatamente la predisposizione del browser ad abbracciare in toto la teoria del “Continuum” e adattarsi ai vari form factor su cui sarà usato. La piccola pulsantiera posta in alto a destra è praticamente il cuore del browser: tramite essa è possibile aggiungere le pagine ad una lista di lettura o ai preferiti…

…o richiamare la nuova funzionalità “Inking”, pensata particolarmente per l’utilizzo del browser con pennino o feedback tattile, e che permette di aggiungere parti evidenziate, testo e disegni liberi all’interno della pagina anche in diversi colori, ed eventualmente di salvarli.

Microsoft Edge - Inking

Microsoft Edge - Inking

Anche la modalità Lettura è stata implementata piuttosto bene, eliminando – letteralmente – qualsiasi tipo di distrazione e permettendone una lettura scorrevole, con la possibilità di modificare inoltre sia lo sfondo che la dimensione del testo.

Grande new-entry di Microsoft Edge è l’implementazione di Cortana, ora in grado di soddisfare le richieste dell’utente sia in modalità scritta che sotto dettatura vocale, ed è allo stesso modo in grado di rispondere sia via testo che via audio. Il feedback audio può essere inoltre disattivato onde evitare situazioni imbarazzanti in ambienti silenziosi.

Microsoft Edge - Cortana
Microsoft Edge - Cortana

Presente inoltre l’integrazione con OneDrive – che permette il salvataggio diretto delle pagine web sul proprio spazio cloud. Insomma, Microsoft sembra essersi finalmente scrollata di dosso l’aria di arretratezza di Internet Explorer per lasciare il posto a qualcosa di più nuovo e adatto ai tempi moderni.

Le estensioni

E’ questo l’aspetto su cui, durante la conferenza, un come al solito entusiasta Joe Belfiore ha voluto battere in particolar modo: non solo il browser Microsoft Edge supporterà le estensioni – quelle che in Internet Explorer sono state sempre definite “Componenti aggiuntivi” – ma, grazie alla nuova interfaccia implementativa, sarà semplicissimo per gli sviluppatori convertire le estensioni per Firefox e Chrome in estensioni per Microsoft Edge.

A riprova, Belfiore ha mostrato durante la conferenza un’estensione Reddit implementata inizialmente per Google Chrome usando JavaScript e HTML e che, dopo una serie di modifiche minimali (e abbastanza semplici) da parte del team di sviluppo, è risultata immediatamente compatibile ed installabile in Microsoft Edge.

Non è chiaro se le estensioni in Microsoft Edge saranno distribuite tramite uno store – esattamente come succede per Firefox e Chrome – o utilizzando altri canali di diffusione: ciò che conta è che, visto il semplice lavoro di porting, gli sviluppatori potranno rendere le proprie estensioni per Firefox o Chrome compatibili con Microsoft Edge a fronte di un minimo sforzo, seguendo ancora una volta il filo conduttore della nuova strategia Microsoft.

Le estensioni tuttavia non saranno disponibili per gli insiders né per le eventuali Beta o Release Candidate di Windows 10, al contrario saranno aggiunte al browser quando esso – insieme con il sistema operativo – raggiungerà lo stato “stabile”, altresì noto come Release to Market. Volendoci affidare ad una linea temporale, ciò dovrebbe avvenire ad estate 2015 inoltrata.

Chi potrà utilizzare Microsoft Edge?

Qui le note dolenti: il nuovo browser di Microsoft sarà disponibile solo ed esclusivamente su Windows 10, per cui i possessori delle vecchie – seppur supportate – versioni del sistema operativo (Windows 7, 8 ed 8.1) non potranno godere dei vantaggi e delle novità offerte dal browser.

E Internet Explorer?

E’ probabile che Microsoft Edge sarà il browser preinstallato su Windows 10, tuttavia a Redmond ci tengono a tranquillizzare – per voce di Rachel Abott, Microsoft Product Strategist – tutti quegli utenti che, per questioni di compatibilità o politiche aziendali, sanno di aver bisogno di Internet Explorer per lungo tempo: il browser continuerà ad esistere insieme a Microsoft Edge e riceverà pieno supporto.

Microsoft Edge per gli insider

La nuova versione del browser è stata rilasciata insieme a Windows 10 Insider Preview durante la giornata di ieri: chi deciderà di installare la nuova build o aggiornerà la build precedente avrà la possibilità di toccare con mano tutte le novità elencate poc’anzi, fatta eccezione per le estensioni – che, come già detto, saranno introdotte soltanto in stato RTM.

DOWNLOAD | Windows 10 Insider Preview

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